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Iran, USA e la fine dell’illusione occidentale.

Quel che sta accadendo in Medio Oriente dopo l’attacco subito dall’Iran sta scatenando nelle persone molteplici reazioni che, se osservate con l’intento di comprenderci un po’ di più, possono insegnarci molto. La prima cosa che possiamo notare è il livello di sogno, viziato e ignorante, in cui molti occidentali vivono. Si vedono persone evidentemente in preda al panico registrare video dai loro appartamenti lussuosi, con alle spalle le skyline scintillanti di Dubai, Abu Dhabi o Doha, mentre chiedono aiuto a non si sa bene quali autorità. «Come è possibile?», si domandano scioccati. 

La domanda che invece mi pongo io è un’altra: come è stato possibile credere sino ad ora, sino a quando non vedi una bomba cadere a qualche centinaio di metri da te, che l’orrore che da decenni avanza e si espande non avrebbe finito per coinvolgere sempre più anche noi? Eppure accade, soprattutto quando ci si sente degli eletti, protetti, immuni dal male perché appartenenti al bene, nonostante non si abbia nemmeno più un vago concetto di Dio o di sacralità a cui appellarsi davvero, ma unicamente l’idea di un sistema tecnologico, ludico ed economico che è dalla tua parte. Roba da morir dal ridere, se non ci fosse da piangere.

E così ci si illude di essere al sicuro sotto la tutela di speculatori finanziari multimiliardari che si autodefiniscono filantropi, o di potenti e regnanti che nel tempo libero inseguono piaceri e privilegi immondi. Quanto è profondo il sonno di molti! Eppure l’alba, prima o poi, arriva per tutti, anche se a molti appare inizialmente come un vero e proprio cadere e spegnersi del sole. 

Vedo poi quelli che “vibrano alto”, coloro che devono sempre essere positivi, altrimenti sembrerebbero poco “guri” illuminati, e invitano a non temere nulla perché la vibrazione del cosmo si starebbe elevando. Curioso questo cosmo: vai a chiedere a tutte quelle madri che hanno visto morire i loro bambini sotto le bombe come vibra il cosmo. Anche qui vediamo all’opera il vizio e l’ignoranza di questo nostro Occidente alienato, che ha trasformato persino la spiritualità in un discount: tutte le balle che vuoi a metà prezzo.

Ci sono poi i sostenitori del Giano bifronte Bibi-Trump, che festeggiano perché tutto starebbe andando per il meglio e il bene starebbe finalmente trionfando sul male. E ci sono gli oppositori dello stesso Giano bifronte, pronti a lodare qualunque governo purché non sia allineato a quella parte, dimenticando che il potere, in ogni luogo e in ogni tempo, tende a fare soprattutto i propri interessi, spesso a discapito delle masse. Non mancano poi le coscienze candide, quelle che vedono governanti cattivi e popoli innocenti, come se le società fossero composte da anime pure vittime di pochi malvagi. Miei carissimi amici e compagni di viaggio, pensando al dolore e all’angoscia che tempi come questi inevitabilmente generano nelle nostre coscienze, desidero rimarcare ciò che, dal mio punto di vista, realmente può donarci la forza e la serenità per vivere pienamente. 

Alla domanda che so tormentare molto di voi, «Questo nostro povero mondo troverà mai pace? Verrà mai il tempo della giustizia per i popoli?», rispondo ancora una volta facendoci notare che l’unica persona che possiamo rendere libera, amorevole e consapevole siamo noi stessi, e lo possiamo fare unicamente grazie alla comprensione della natura più profonda della nostra coscienza. Vivendo liberi da odio e paura influenzeremo inevitabilmente chi ci sta accanto e, per quanto possibile, anche il mondo. 

Il risultato è pertanto duplice: viviamo interiormente più liberi e sempre più in pace, e portiamo un po’ di questa condizione anche fuori di noi. Se mettiamo il mondo al primo posto, aspettando un cambiamento collettivo prima di iniziare da noi stessi, finiamo per essere risucchiati dalle logiche del conflitto e della disperazione, dimenticando oltretutto che siamo qui di passaggio. 

Questo mondo è una scuola dell’anima, ma caduti nell’inconsapevolezza profonda molti lo scambiano per il luogo dove rimarranno per sempre, finendo paradossalmente per perdere le loro stesse brevi vite nel tentativo di renderlo come lo vorrebbero. Fate l’opposto: donategli il meglio di voi stessi sapendo che lo lascerete ad altri. Oltretutto, un cambiamento collettivo forse verrà, ma potrebbero volerci secoli, forse millenni. La storia mostra che la coscienza collettiva evolve lentamente, e non è scritto da nessuna parte che il destino dell’umanità sia necessariamente una pace armoniosa piuttosto che un possibile declino o persino l’estinzione.

Solo la nostra anima è sotto la nostra reale responsabilità, e solo nel presente possiamo agire. Infine, siamo davvero certi che il potere sia sempre cattivo e le masse sempre buone? Siamo sicuri che la maggior parte delle persone sia così diversa dai leader che la rappresentano? Ormai siamo grandi, smettiamola di credere alle fiabe. 

Un abbraccio a tutti,
Pier

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