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La nostra essenza è come l’acqua di un fiume

Ho spesso detto che il mondo è impermanente, che le cose percepite appaiono e scompaiono ai sensi. Mi è stato quindi chiesto se la nostra essenza sia permanente. Ora, prima di tutto, quando parlo di coscienza non identificata, ciò che potremmo anche definire la nostra essenza, non intendo qualcosa di astratto, teorico o non verificabile. Non è fuffa spiritualeggiante, ma ciò che vi è di più indubitabile, giacché tutto può essere negato tranne il fatto di essere. Nel momento stesso in cui provassi a negarlo, in realtà lo affermeresti.

Pensateci, non ho detto nulla di astruso, ho semplicemente affermato l’ovvio che spesso diamo per scontato, come l’aria, l’acqua, il cielo e la terra. Tutte cose ovvie, peccato che pochi siano consapevoli della loro natura essenziale e meravigliosa proprio a causa della loro apparente ovvietà. Allo stesso modo noi siamo; questo essere è la cosa più incredibile e meravigliosa, ma essendo più intimo del nostro stesso respiro diviene, in un certo senso, inconscio, scontato. Ce ne ricordiamo solo per contrasto quando arriva la morte e, a volte, iniziamo a chiederci seriamente chi siamo. Dico a volte perché molti, nemmeno prossimi alla morte, indagano se stessi, cercando anche in quel caso ogni possibile forma di distrazione.

Detto ciò, posso dire che, dal mio punto di vista, la nostra essenza è permanente come l’acqua di un fiume. È sempre uguale ma non è mai la stessa. Permanente e impermanente si addicono più alle cose dei sensi, sono contrari coincidenti. Pensi al permanente perché esiste l’impermanente, e viceversa. Proprio per questo la presenza consapevole non è né permanente né impermanente: è non categorizzabile, è vita sempre nuova. Del resto le parole nascono dal mondo sensoriale e per il mondo sensoriale filtrato dalla mente. Perciò, quando si cerca di indicare l’essenziale, si percepisce la loro inadeguatezza e questo, se accade, è un ottimo segnale: significa che stiamo sentendo la limitatezza del pensiero rispetto all’immensità della coscienza.

Un abbraccio a tutti e buon fine settimana,
Pier

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