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Spiritualità

Differenza tra sopportare, rassegnarsi e accettare

Immagina di essere bloccato nel traffico. Sopportare significa stringere il volante, irritarsi e resistere finché la situazione non cambia. Rassegnarsi significa pensare che sia sempre così, chiudendosi nel malumore. Accettare, invece, è riconoscere che in questo momento il traffico esiste e che combatterlo mentalmente non lo farà sparire. Da lì nasce una scelta diversa: respirare, avvisare del ritardo, usare quel tempo in modo più lucido.
Oppure pensa a una critica ricevuta. Sopportarla vuol dire fare finta di nulla mentre dentro cresce la tensione. Rassegnarsi significa sentirsi sbagliati e abbassarsi interiormente. Accettare è ascoltare con calma, vedere ciò che può essere utile e lasciare andare ciò che non lo è, senza perdere dignità né chiarezza.

Anche un semplice mal di testa può mostrare la differenza. Sopportare è irrigidirsi e continuare a combattere il disagio. Rassegnarsi è abbattersi pensando di essere sfortunati. Accettare è riconoscere il proprio stato, rallentare e prendersi cura di sé senza aggiungere resistenza mentale al dolore.

Lo stesso vale quando un progetto non funziona. Sopportare significa forzare con frustrazione. Rassegnarsi significa mollare credendo di non essere capaci. Accettare significa vedere la realtà per ciò che è e, proprio grazie a questa lucidità, cambiare strategia.
In fondo la differenza è semplice. Sopportare è stringere i denti. Rassegnarsi è abbassare le braccia. Accettare è guardare la realtà in faccia e scegliere come muoversi.

L’accettazione non è passività. Non è arrendersi alla vita. È smettere di sprecare energia nel negare ciò che già è, così che quella stessa energia possa tornare disponibile per agire, comprendere e trasformare.Buona accettazione!

Pier

Tags: disagio esistenziale, consapevolezza, libertà interiore, mente e pensiero, disidentificazione, condizionamenti mentali, risveglio spirituale, osservazione di sé, autocoscienza, trasformazione interiore, serenità, psicologia spirituale, presenza consapevol

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Commenti   

# Daniela Ferrari 2026-03-09 23:51
Accettare è fatica, poiché richiede un atto di consapevolezza e responsabilità, verso se stessi e verso la vita. Ma la responsabilità è la cosa più difficile da accettare e mettere in pratica, proprio perché vorremmo essere essere sempre "teleguidati" e condotti per mano come bambini, sostenuti da idee prefabbricate e ricette pronte, verità confezionate e soluzioni per ogni problema, poi perché è faticoso e destabilizzante farsi domande, ancor più cercare risposte. Chi non riesce ad accettare la vita non cresce e non impara; non si rafforza in se stesso, ma viene sbattuto qua e là come una barchetta in preda alle tempeste, senza mai trovare un approdo, senza mai conoscere la soddisfazione di riuscire, con le sue sole forze, a raggiungere una riva.

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