• Dadrim Copertina Originale
  • Dadrim Copertina Originale2

Dall’amore infantile all’amore maturo

Bolle d'amore
Waldemar ha scritto: Pier, perché ho la sensazione di vivere con pienezza, di essere Vivo, solo quando amo e sono amato? Cosa c'è di tanto speciale nell'amore da farmi sentire così vuoto senza?
Altra domanda: Quando amo ho la sensazione di non arrivare mai ad una "pienezza": cosa "vogliono" due amanti l'un dall'altro?

Pier ha risposto: Caro Waldemar, ti chiedi perché ci sentiamo davvero vivi solo quando amiamo e siamo amati. E poi ti chiedi anche perché, pur amando, la pienezza sembra sempre sfuggirci. Sono domande antiche come l’uomo, eppure ogni volta nuove, ferite aperte e promesse non mantenute.

Cos’è, infatti, l’amore comunemente inteso? Non è forse la percezione – intensa e accecante – di una fusione tra il nostro essere e quello di un altro? È lì che, almeno per un tempo, si dissolve la sensazione di isolamento, di separazione, di incompletezza. Nel sentirci dati, abbandonati, accolti da qualcuno, sperimentiamo una momentanea sospensione dell’ego e del fardello che ci portiamo dentro ogni giorno. La mente tace, il cuore si espande, il mondo si fa intero.

Ma questo incanto non dura. E quando svanisce, spesso lascia il posto a un dolore più acuto di quello che precedeva l’amore. Perché? Perché quel silenzio interiore non nasce da una trasformazione reale della coscienza, ma da una causa esterna: l’altro. E tutto ciò che dipende da fuori è, per sua natura, impermanente. L’altro può cambiare, andarsene, disilluderci, o semplicemente non corrispondere più alla proiezione che avevamo costruito su di lui. Così, ciò che era stato una rivelazione si trasforma in bisogno, controllo, possesso.

Due amanti, inizialmente, desiderano svanire l’uno nell’altro. Ma presto scoprono che ciò è possibile solo per brevi istanti, spesso mediati dall’attrazione fisica. Col tempo, emergono paure, difetti, ombre. L’altro – un tempo visto come perfetto – si mostra umano. E la mente, che avevamo temporaneamente messo a tacere, torna a colonizzare anche l’amore, trasformandolo in abitudine, disincanto, frustrazione. Siamo di nuovo al punto di partenza.

Allora, ci chiediamo: è stato tutto un inganno? No. Non è l’amore ad averci ingannati, ma la nostra inconsapevolezza. L’innamoramento è solo un’anticipazione, un assaggio, un invito. Ci mostra, per qualche istante, cosa potrebbe essere la vita se riuscissimo davvero a morire al nostro ego, al nostro bisogno, alle nostre aspettative. L’amore non è una formula magica che ci libera dalla sofferenza, ma una soglia che ci invita a varcare il confine della nostra identità per scoprire cosa c’è oltre.

Il vero amore nasce quando comprendiamo che la magia non è generata dall’altro, ma dal nostro esserci consegnati, dal nostro esserci arresi. E se non impariamo a estendere questa disposizione d’animo a ogni cosa e persona che incontriamo, l’amore resterà sempre un’esperienza fugace e tormentata.

L’amore, per non morire, ci chiede di sacrificare ai suoi piedi l’identità fittizia che ci portiamo dietro. La maggior parte delle persone ama l’altro per ciò che crede che l’altro sia, per ciò che spera che l’altro gli dia. Pochi, pochissimi, amano per ciò che l’altro è veramente: libero, imprevedibile, vivo. Ma per poter vedere davvero l’altro, dobbiamo essere liberi dal nostro stesso bisogno.

Questa libertà non si ottiene per caso. Va conquistata attraverso un lavoro interiore: l’indagine su di sé, la decostruzione dei propri condizionamenti, il coraggio di mettere in discussione le proprie idee, i propri desideri, le proprie paure. Solo così si può passare da un amore infantile, possessivo, illusorio, a un amore maturo, consapevole, generoso.

È un viaggio lungo e raro: si parte dall’innamoramento ingenuo, si attraversa il deserto della delusione e della sofferenza, si entra nella selva dell’autoindagine e, infine, si approda a un amore che è fatto più di cura che di attesa, più di libertà che di bisogno.

Ma, purtroppo, molti si perdono per strada. Rimangono prigionieri della disillusione, oppure condannati a cercare per tutta la vita la cosiddetta “anima gemella”: sogno fragile di una mente ancora bambina.

Questo penso, e lo condivido con te con gratitudine e affetto.

Pier

Negozio

Libro, maglietta, CD musicali e altri pensieri per entrare sempre più nel mondo di Dadrim.

Canzoni di Dadrim

Ascolta le canzoni che ho composto negli anni: un viaggio nel mondo delle emozioni e del pensiero umano alla ricerca del significato ultimo delle cose.

Iscriviti

Iscrizione gratuita e illimitata permette l'inserimento di commenti e la ricezione newsletter.