Come si svuota una mente
Durante una visita a un reparto psichiatrico, un uomo domandò al caposala come facessero a stabilire se un paziente dovesse essere ricoverato. “Vede”, rispose il caposala, “riempiamo una vasca da bagno e forniamo al paziente un cucchiaino da caffè, una tazza da tè e un secchio, poi gli chiediamo di svuotarla.”
“Ah, capisco…”, disse il visitatore. “Una persona normale userebbe il secchio perché è più grande.”
“No”, rispose il caposala. “Una persona normale toglierebbe il tappo. Preferisce un letto vicino alla finestra o in corsia?”
Questo nostro mondo è un grande manicomio ed è pieno di “dottori” che riempiono le menti delle persone, cioè le vasche, di problemi, conflitti, ansie, divisioni di razza e di credo, l’acqua sporca nella vasca. Poi, sempre gli stessi “dottori”, ci raccontano che abbiamo un problema e che loro sono così amorevoli e preparati da offrirci un cucchiaino da caffè, una tazza da tè o un secchio per risolverlo.
Ci dicono che il sesso è peccato, ma reprimendosi sempre più si finisce unicamente per diventare ossessionati dal sesso. Ci dicono che usare anticoncezionali è peccato, quando il pianeta è già al limite. Ci dicono che solo la loro religione è quella vera perché solo loro hanno il testo giusto. Ci dicono che l’economia è in crisi per via del debito accumulato e che ora dobbiamo sopportare sacrifici immani. Ci raccontano che in Medio Oriente vivono terroristi e dittatori, ma si dimenticano puntualmente di dirci chi li ha messi lì e chi li ha sostenuti fino al giorno in cui non sono più stati utili o si sono ribellati al loro padrone.
Ci dicono che dobbiamo produrre e che l’economia deve crescere, senza mai chiarire per andare dove e per trovare cosa.
I nostri “dottori” hanno creato così tanti problemi e condizionamenti, ma soprattutto sono stati abilissimi nel farsi passare per i nostri salvatori. Quanto sono furbi i nostri “dottori”? Loro non usano né cucchiaio né tazza né secchio, perché sono quelli che inventano il gioco e stabiliscono le regole. Non hanno dio, razza, fede, nazione o ideologia, perché di tutte queste cose fanno un uso funzionale ai loro scopi, al di là delle appartenenze, dei credo e dei sentimentalismi. Per loro tutto ciò è solo un gioco di illusionismo, sono pedine da muovere, sostituire o perdere, unicamente per sfruttare, dominare e accumulare.
Quanti di noi, leggendo la storiella del manicomio, hanno subito pensato al secchio come soluzione? Questo rivela quanto ci siamo abituati a non pensare al di là di ciò che ci viene raccontato. Ci hanno educati a essere efficienti, a rispondere in fretta e senza discutere ciò che ci viene richiesto, perdendo così la capacità di valutarne il senso e il valore.
La vasca, per essere svuotata, è stata creata con un tappo. Il tappo è sempre stato lì, ma non lo vediamo più: ce ne siamo dimenticati. Ci hanno detto che possiamo usare un cucchiaio, una tazza da tè o un secchio, e noi siamo ben felici di giocare a chi è più furbo. Il problema è che, qualunque scelta facciamo tra ciò che ci viene offerto, finiamo sempre e soltanto in un letto con finestra di una stanza di manicomio.
Le nostre menti, per essere svuotate dai condizionamenti che ci assillano, sono state create con un tappo che si chiama consapevolezza e coraggio. Per ritrovare quel tappo dobbiamo smettere di cadere nel tranello delle tre proposte: cucchiaio, tazza e secchio. Dobbiamo smettere di credere e iniziare a vedere, investigare e sentire.
La risposta è prima della domanda. Il tappo è prima del cucchiaio, della tazza e del secchio.
Un caro saluto a tutti,
Pier
Tags: Psicologia, Riflessioni sulla vita, ricerca interiore, consapevolezza, conoscenza di sé, noia esistenziale, trasformazione interiore
Commenti
E, sai una cosa , se ci penso bene , qui dentro è abbastanza calduccio, danno buon cibo, è una cosa meravigliosa che non devo ringraziare a nessuno, odio la parola grazie, che mi hanno insegnato da quando sono nata, solo grazie qua, grazie la, come una mendicante, non che non amo i mendicanti,anzi , li rispetto … non mi fanno credere in nessun dio, ne grasso ne magro, non stanno educare nessuno ,e non mi mettono ad educare i miei figli ad essere buoni con i vecchi, buoni con la pianeta, buoni con bambini, buoni con le suore, buoni con tutto, e non mi dice nessuno ciò che è bruto, ciò che devo odiare, ciò che devo fuccilare,non mi dice nessuno ciò che è bello, ciò che è arte ( mai capito perché la “Gioconda” è arte ,e un lavoro di un qualsiasi altro sconosciuto, no), cantiamo ai tamburi, è balliamo (fuori,anche il ballo non è un ballo, se non si fanno i passi conosciuti), in una parola : Basta con la tradizione, perché dove non è religione, facciamo alla tradizione, siamo dei conservatori in tutto , e allora conserviamo tutto, anche le stupide idee, ed i valori falsi ! Venite tutti a ballare e a mandare al aria TUTTO CIO CHE VI HANNO INSEGNATO ; perché tutto è esaurito, non funziona più, e punto.
Ma, se vedrete che fuori non ce scappo, parlo col direttore , perché letti non ci sono più! Ma, siamo delle persone per bene, e vi facciamo posto, anche se devo dormire giu. Da domani cominciamo le iscrizioni.
Comunque io ho mandato dei email ai miei amici. Ma i miei amici già sono in tanti sul tuo blog, un po’ nascosti, e neanche loro no ballano con i passi giusti.
Auguri. Vi aspetto.
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