La meditazione delle foglie morte
Marco ha scritto: Ciao Pier, volevo farti solo una domanda. Quando sono in compagnia, se percepisco ansia, paura e tensioni, e mi sforzo di porre la mia attenzione unicamente sugli altri, sul fuori, questo atteggiamento è un fuggire dalle proprie emozioni, e quindi negarle, o mi permette di connettermi al presente e quindi creare un distacco dalle emozioni dolorose?
Pier ha risposto: Caro Marco, nella tua precedente lettera hai detto una cosa molto importante: non bisogna farsi il problema del problema. Pertanto lascia il problema a se stesso. Non intervenire, immagina che ogni emozione o pensiero che sopraggiungono in te siano come foglie morte portate dal vento in autunno. Cosa succede alle foglie morte? Il vento le sparge sulla terra, le fa vorticare, le sgretola, poi si alternano le piogge ed il sole, e lentamente le foglie si decompongono sino a svanire nel nulla.
Fidati! La stessa cosa accadrà anche ai tuoi pensieri e alle tue tensioni se inizierai a immaginarli come foglie morte e nulla più. Ora stai semplicemente attraversando l'autunno della tua anima. Lascialo passare, è necessario, è trasformativo! La primavera è già pronta a sbocciare e, se avrai fiducia, non dovrai nemmeno passare attraverso l'inverno. I pensieri e le emozioni che ci tormentano sono proprio questo: foglie morte! Sono i rimasugli dell'albero del nostro passato, ma ora quell'albero è morto e le sue foglie ci angustiano unicamente perché tentiamo scioccamente di raccoglierle, con il "rastrello della nostra piccola volontà", mentre soffia un forte vento.
Nelle giornate piene di vento non si curano mai i giardini. Allo stesso modo, quando la nostra mente è turbata non la si può guidare alla calma. Se vi proviamo creiamo unicamente ulteriore confusione. Che fare allora?
Lascia che la tua attenzione vada dove vuole, in fondo non puoi fare altro, l'idea che tu la possa controllare è solo un sogno, un ennesimo pensiero senza radici. Guarda! Ora la tua attenzione cade sugli altri, poi su di un pensiero, un'emozione, poi su di un tramonto, una mosca, una paura e ancora un pensiero di te, di lei, di lui, di come dovrebbero essere le cose, le persone, il tutto... Vedi?
La tua attenzione è come il vento che si muove senza meta spazzando via foglie morte che si sgretolano sino a svanire nel nulla.
Smetti di rincorrere foglie nell'autunno del tuo giardino interiore e lascia che la natura faccia il suo lavoro: le cose accadranno da sole. La mente inquieta non può essere placata dalla stessa mente inquieta, come un cortile pieno di foglie mosse dal vento non può essere ripulito dall’azione del vento.
Comprendi? Tu sei il vento e sino a quando non smetterai di voler risolvere i tuoi problemi non smetterai mai di soffiare alzando polvere e generando nuovi problemi.
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Un abbraccio,
Dadrim
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