La meditazione medita meditando
Adelaide ha scritto: Buongiorno Pier! È difficile, non so spiegarti bene, ma mi ritrovo a chiedermi, in taluni casi, cosa fare, come comportarmi, dove dovrebbe finire la mia bontà, umiltà, il mio altruismo, e dove dovrei cominciare a imporre la mia vera natura e volontà. Ti faccio un esempio terra terra. Il nostro datore di lavoro ci ha da sempre fatto svolgere delle mansioni che non ci competono, ma io e la mia collega le abbiamo sempre eseguite con un certo impegno e disinvoltura. Viviamo e lavoriamo nel locale e fa piacere anche a noi che sia pulito e ordinato. Facciamo tutto senza patemi, ma col tempo la cosa non solo è diventata un diritto acquisito, ma ci viene ordinato e preteso sempre di più.
In questi giorni, Santi giorni, non è passato momento che non ci abbia rimproverato di qualcosa. Sono stata zitta, ma ti giuro che ho avuto voglia di rispondergli, anche male, e qui subentra il mio dubbio: cantargliene quattro anche col coro o provare a “sentirmi libera anche nella schiavitù”? Come posso essere umile e al contempo sentirmi dignitosa? E sarebbe vigliaccheria, in quel contesto, il non commento, la non lite? So che la meditazione può aiutare, ma ci vuole molto tempo, pratica e costanza. Sento e leggo di tante, ma tante tecniche per migliorarsi, tu ne conosci qualcuna di efficace? Per avere la serenità nel fare può bastare un sentimento di gratitudine, di amore? Può bastare la voglia e l'intento di essere se stessi?
Grazie, un sorriso,
Adelaide
Pier ha risposto: Cara Adelaide, la meditazione è il sentiero di ritorno alla sorgente della vita, è ascolto, sensibilità, consapevolezza. La meditazione, nella sua essenza, non è nemmeno un sentiero: è la vita stessa, il principio e la fine di ogni cosa! La nostra mente continua tutto il giorno a fuggire in pensieri, immagini, ricordi e lamentele di ogni genere. Ritornare alla sorgente, alla Coscienza originaria significa riportare la consapevolezza nel presente, a quel che c’è qui ed ora. Ma cosa c’è qui ed ora? Percezione! Freddo, vento, un debole sole, la voce di alcuni bambini, una macchina che passa, un petardo che esplode, il mio cuore che batte, il respiro che entra ed esce, un pensiero che ritorna e poi se ne va, ora altri pensieri, la consapevolezza che si fa coinvolgere nuovamente, si perde nelle solite disquisizioni. Ecco che mi accorgo di essermi perso, ma subito ritorno nel presente, dove passa un pensiero senza accalappiarmi, poi arriva un colpo di vento, poi il cameriere che mi porta il caffè.
Questo è il cammino della meditazione, questo significa “ritornare a sé”, stare nella percezione. Il resto sono solo tecniche di rilassamento o invenzioni commerciali. Tutto qui? Sì! Solo la vita, la pace e la bellezza dell’essere totalmente presenti, nel qui ed ora, con se stessi e tutto quel che ci circonda. Questo è il sentiero di chi vuole uscire veramente dai suoi condizionamenti, dalla falsità del divenire, del combattere per essere qualcosa o qualcuno di superiore. Se poi uno vuole fare pulizie varie di fine anno, contorsioni e altre astrusità, bene, faccia pure. Il presente è l’unico luogo dove la vita accade, dove la vita esiste. Testimone e attore di tutto ciò è la consapevolezza, che è l'essenza di ogni individuo, animale ed essere che abita questo universo. Più la coscienza diviene libera da contenuti mentali, aperta e sensibile alla percezione del presente, più la vita accade leggera e beata.
Guardi tua figlia e una semplice espressione del suo volto ti ha comunicato più di un milione di parole, più cose di quante lei stessa sappia di sé. Passa un uomo in bici e il movimento del suo corpo, visto nella sua totalità, parla, racconta la fatica di una vita spesa sopportando sofferenze mai capite, rabbie mai risolte, paure mai confessate. Guardi il cielo e senti che non vi sono confini fra quella vastità e il tuo spazio interno, senti che quell'azzurro si fonde con la terra, con i fiori, la pioggia, le stagioni e i secoli, senza fine, senza rimorsi, rimpianti, pensieri o domande. Questi sono i veri poteri! Sensibilità e chiarezza in ogni cosa, dissoluzione della nostra confusione mentale, dei nostri attriti emotivi, ideologici, onirici.
Quando i pensieri fluttuano liberi senza qualcuno che li giudichi, diriga o governi, quando le emozioni salgono e scendono come le maree, chi siamo noi? Non i nostri pensieri, non le nostre emozioni, ma allora chi siamo e dove siamo? Presenti, nel presente, l’unico luogo che c’è, nell’unico modo possibile, nell’unico spazio possibile. Tutto è quello che è e che può essere. Ecco l’essenza della meditazione, ecco la Meditazione. Ulteriori pratiche, nel migliore dei casi, sono aiuti finalizzati ad acquietare la mente e rilassare il corpo per agevolare l’accadere della meditazione.
Per esempio, prendiamo la questione del tuo datore di lavoro. Se rimani in uno stato di ascolto e abbandono interiore, non puoi metterti a lottare contro il pensare se sia o meno il caso di fargli presente che sta abusando della vostra disponibilità. Essere consapevoli significa che nella tua mente possono anche passare mille pensieri: “ora gli rispondo”, “no, è meglio non farlo”, “lo compatisco”, “lo disprezzo”, “è un rincoglionito”, ma tu rimani sempre e solo quella consapevolezza che percepisce tutto ciò e non colei che lotta e alimenta tutto questo. “Ma io ora sto lottando”, mi dirai, e io ti dico che sei anche quella presenza che può osservare la lotta e i giudizi della mente. Lascia che il fiume della mente scorra, non intrometterti! Basta! Sempre a dubitare, fare, brigare. Lascia la mente in pace, lasciale fare il suo lavoro e tu fai il tuo! Lascia che ciò che è sia, affinché ciò che deve accadere interiormente accada! Tanto accadrebbe comunque qualcosa, e comunque accada, se rimani in lotta con i pensieri non sarai mai soddisfatta.
Che tu non risponda o che tu risponda al tuo capo, la mente criticherà e si lamenterà sempre. “Ecco ora ti licenzia, stupida che non sei altro”, oppure “guarda come ti lasci trattare, smidollata che non sei altro”. Io dico solo: vedi la mente per quel che è e lasciala fare, non impicciarti, ascoltala come si ascolta il fruscio del vento fra gli alberi. La tua mente continuerà per la sua strada sempre più sola e indebolita mentre tu crescerai in lucidità e fermezza, godendoti sempre più l’accadere delle cose.
Osserva, lascia che i pensieri scorrano, che le emozioni affiorino e la consapevolezza ne sia semplicemente consapevole. Vedrai che così facendo la tua presenza agirà sempre più in modo appropriato in ogni momento, sempre più libera dal tira e molla del pensiero frammentato, sempre più sensibile e aperta, pertanto responsabile e intelligente.
Solitamente pensiamo che se lasciamo le cose fluire e accadere finiremo per essere licenziati, per dire sciocchezze, per divenire degli emarginati, ma le cose vanno proprio in modo opposto. Più lasciamo che i nostri pensieri e le nostre emozioni scorrano senza giudizio, opposizione, repressione o senza assecondarli, più ne diveniamo liberi e padroni. È chi sempre si reprime, chi si giudica e giudica gli altri che, facendo crescere la pressione della sua pentola interiore, nel momento meno opportuno esplode con ira e follia. Non reprimersi, però, non significa dire tutto quel che si pensa o fare tutto quel che si sente! Non reprimersi significa lasciare che la mente e le emozioni scorrano liberamente dentro di noi, senza censure, come vengono! La non repressione è un atteggiamento interno della Coscienza, un modo di affrontare intelligentemente i propri pensieri e stati emotivi, non uno sfogo esterno.
È vero che in alcune occasioni lasciare che le cose fluiscano può iniziare a farci sentire una rabbia incontrollabile, il desiderio di piangere, di ballare, di urlare e così via. Bene, se tali situazioni accadono non serve mettersi a piangere o urlare in mezzo al locale dove lavoriamo o a tavola con marito e figli, anche se non è detto che a volte non sia una buona idea. Basta che ci prendiamo il nostro tempo e spazio per scaricare e trasformare l’energia. Si può andare a correre, a passeggiare sino a sentirsi alleggeriti. Si può picchiare il cuscino, chiudersi in camera e ballare, dipingere, suonare, scrivere. Insomma, le cose che si possono fare quando ci si sente scoppiare sono molte.
Vorrei sottolineare, però, che solo chi medita è capace di percepire la marea interiore che sale e, consapevolmente, ritagliarsi lo spazio per deflagrare senza fare troppi danni. Chi non si osserva e ascolta, chi si giudica e reprime, ad un certo punto della sua vita scoppierà di sicuro contro qualcuno o qualcosa nel modo meno opportuno. Non è un fatto? Quanti scoppiati ci circondano? Quanti esauriti incontriamo ogni giorno? Questa è la differenza sostanziale fra chi sta lavorando su di sé e chi è perso dietro a mille fuorvianti faccende.
Un abbraccio alla mia cara persecutrice,
Pier
Tags: Aiuto psicologico, Riflessioni sulla vita, disagio esistenziale, consapevolezza, libertà interiore, mente e pensiero, disidentificazione, condizionamenti mentali, risveglio spirituale, osservazione di sé, autocoscienza, trasformazione interiore, serenità, psicologia spirituale, presenza consapevol
Commenti
continuo dopo,devo andare al lavoro,,
Grazie,un miliardo di volte..
Mi piacerebbe chiederti come ti fa sentire questa considerazione, visto che a volte mi capita di chiedermi la stessa identica cosa.
:)
Prometto che tacero' per un po di tempo,anche se ho in bozze tante lettere che ho scritto in questo periodo di Natale,durante le pause lavoro,ero sola a casa,e ho goduto di un po' silenzio,solitu dine e tempo per me.
Ma tranquillizzati ,non te le inviero',mi rendo conto che divento pesante e invadente.
In risposta a Pamitrano,no,no n conosco questo scrittore,o altro,io ho centinaia di libri,sono la mia passione,i miei gioielli, di Osho, Krishnamurti, Mikhail Naimj, Gregg Braden, Barbara Ann Brennan.e tanti altri,il tema e' sempre quello della crescita personale ed interiore,ma Eckart Tolle non so chi sia,mi informero' e se tratta temi a me cari,lo comprero' sicuramente,gra zie.
di venire a turbare la Risposta,cioe' me,perche' dovrebbe scindermi e non invece farmi rivelare,dirett amente dal cuore, la Risposta,me stesso?
Che casino..
La percezione dell’insufficie nza dello “strumento pensiero” è l’inizio della fioritura del silenzio e della presenza.
L'essere semplicemente nel presente, senza alcuno sforzo, senza sentire l'impulso di andare, cercare, raggiungere, riflettere o altro, è ciò che permette alla “risposta” di spuntare come una luna che fa capolino fra le nuvole .
Ora, cara Adelaide, in quante parti ti vuoi dividere? Nella tua frase ci sei “tu”, “la domanda” che viene a turbarti e pure il “cuore” che viene a rivelarti te stessa cioè la Risposta. Insomma, lì da te siete in tre, tu, la domanda e il cuore.
Dal mio punto di vista il cuore parla quando noi facciamo silenzio, ma se facciamo silenzio anche la domanda svanisce. Tu e la domanda siete un unico movimento, un'unica energia che si rincorre in un circolo vizioso, come un cane che si morde la coda, come un circuito chiuso che non permette all’energia disperdersi nel tutto.
Dal mio punto di vista esiste una domanda fondamentale alla radice di ogni domanda che può spezzare il cerchio ed è “chi sono io?” Chi è quel colui da cui sorgono tutte le domanda?
Capisci cosa intendo?
Le domande spuntano nella nostra mente come i funghi nel bosco, poi noi ci perdiamo a raccoglierle tutte, cercando di rispondervi senza sosta, ma loro rispuntano sempre. Le domande ci distraggono, ci distolgono dall’unica vera domanda: da dove affiorano tutte queste domande?
Se la domanda è importante lo sarà ben di più il soggetto a cui nasce! Chi sono io? Che natura ha la coscienza che in me percepisce ogni cosa, si meraviglia, soffre, sogna e ama. Vaghiamo per il mondo cercando di conoscere ogni cosa e finiamo sempre per dimenticare di conoscere noi stessi, quell’unica verità che ci accompagna da sempre, quell’unica presenza che ci farà compagnia anche nel momento del trapasso.
Conoscere se stessi non è un ragionamento, non prevede contorsioni, gambe incrociate, suppliche al divino. È la cosa più semplice e naturale del mondo. Basta semplicemente essere immobili, silenziosi e pienamente sensibili in questo istante, in questo luogo. Alla maggior parte di noi è estremamente difficile. Perché?
Perché non lo vogliamo. Anche se ci diciamo che stiamo cercando la pace, dio, la serenità, l’equilibrio, in realtà non vogliamo veramente scoprire la natura di queste cose. Noi vogliamo trovare la pace e la serenità che sogna la nostra mente. Vogliamo un marito premuroso, un figlio modello, un lavoro riconosciuto, un fisico sempre in forma e giovane, una nuova macchina, una casa più grande, una amante, magari anche due… E se non abbiamo desideri mondani iniziamo con quelli ultramondani. Vogliamo essere i più umili, i più virtuosi, i più sensibili, quelli che pregano sempre, che hanno un feeling con dio, con i santi e gli amici dei santi, e così iniziamo a spaccare le balle a tutti quelli che ci stanno intorno con la puzza di un ego tanto sottile quanto pungente e fastidioso.
Essere in silenzio e aperti a questo istante presuppone una cosa. Che io la smetta di tessere le mie trame. Sarebbe semplicissimo ma in realtà non lo vogliamo. Capire questo è già un grande salto.
Vado… sta arrivando il nuovo anno! Devo preparare la tavola. Nei prossimi giorni forse sarò un po’ assente.
BUON ANNO A TUTTI!!! UN GRANDE
ABBRACCIO!!! E BEVETE POCO! (scherzavo :D )
Caro Dadrim, allora la coscienza non e' altro che il deposito delle nostre memorie,dei nostri vissuti,delle nostre emozioni,di tutte quelle cose che ci hanno costruito e ci fanno vedere come siamo diventati?
deposito delle nostre convinzioni,sch emi,paure e quant'altro?E la mente e' colei che vi attinge,che va a prelevare le domande,i dubbi,i ricordi? e nel far questo si veste di Ego? che e' foriero dei pensieri?
Buon anno a tutte le Anime Libere
Perche' tu,caro Dadrim,non fai altro che aggiungere carne sulla mia brace,ed io fumo..sempre.
Dici che in realta' non vogliamo sapere chi siamo,ci dimeniamo tra un dire ed un fare, ma in fondo abbiamo paura..Ebbene,i o lo so di avere tane resistenze,ma il Silenzio,e cioe' io,nel silenzio,mi dira' quali sono le cose/parti di me che non vogliono destarsi?Io,o la mia mente,o la Domanda,voglion o veramente conoscerMi, aprirMi, rivelarMi,ma come faccio a sapere se invece non e' vero?
Fanculo io e quando mi sono infilata in queste robe..
Un caro saluto
Ti benedico,Dadrim,
Anima Evoluta
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