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Spiritualità

Dove sono arrivato?

La mente può comprendere molte cose, può costruire teorie affascinanti, può spiegare il mondo con apparente lucidità; ma se il cuore non l’accompagna, tutto si riduce a un esercizio intellettuale, privo di vera trasformazione. Si possono dire e scrivere parole immensamente sagge, e tuttavia restare interiormente bui, sordi, separati da ciò che è essenziale. Se la coscienza non si volge verso l’interno, se non inizia a guardare con sincerità “ciò che c’è e ciò che realmente è”, la mente può costruire racconti di ogni tipo, persino convincerci di essere pienamente liberi, felici, realizzati… mentre non lo siamo.

Quanti di noi vivono così, frammentati su più livelli, dicendosi una cosa e agendone un’altra? La mente crea narrazioni rassicuranti, mentre i fatti parlano un’altra lingua – una lingua che tutti coloro che ci circondano comprendono con chiarezza, tranne noi stessi. Crediamo di essere amorevoli, dediti alla famiglia e agli amici, ma spesso siamo solo possessivi, gelosi, intenti a difendere i nostri bisogni. Nel lavoro ci pensiamo creativi, solidali, competenti, mentre la nostra azione concreta rivela egoismo, banalità, ripetizione. A volte ci sentiamo poveri, privi di qualità interiori, mentre agli occhi degli altri risultiamo amabili, stimati, capaci. La mente può raccontarci qualunque cosa, finché persiste in noi un desiderio o una paura legati a un'immagine particolare di noi stessi. E, paradossalmente, possiamo quasi sempre essere certi di una cosa: ciò che la mente racconta è l’opposto di ciò che è. La mente non parla per rivelare, ma per proteggere, evitare, nascondere. Cerca di schermare la verità – sia essa bella o dolorosa – perché teme il vuoto che potrebbe aprirsi una volta che il racconto si spezza. Eppure, è proprio quando il racconto si interrompe, quando cessiamo di proiettare immagini e lasciamo che la realtà emerga così com’è, che inizia il vero cambiamento. Solo allora accade quel silenzio e quella consapevolezza che permettono l’intuizione diretta delle cose. Solo allora vediamo, finalmente, con chiarezza.

Non serve forzare, non serve condannarsi. Non denigrarti. Non avere fretta di essere altrove, più in alto, più avanti. Rimani dove sei, con quello che sei. Siediti accanto a te stesso come faresti con un amico ferito. Rimani con i tuoi desideri, i tuoi pensieri, le tue paure, le tue ambizioni. Resta con te. Ascoltati senza fretta, osservati con amore. Così facendo, alcuni desideri svaniranno da soli, altri troveranno compimento, altri ancora cadranno nell’oblio come foglie che hanno già dato tutto. Conoscere se stessi non significa morire alla vita, né al desiderio, al contrario, significa viverla in modo pieno, sincero, ardente. Non è l’assenza di desiderio a fare la differenza, ma la presenza di un desiderio nuovo. Il desiderio di comprendere, di liberarsi, di vedere chiaramente. È questo desiderio, puro e profondo, che brucia le scorie, che raffina la coscienza, che ci spinge oltre i limiti delle nostre vecchie abitudini emotive e mentali. Non devi combattere il desiderio. Devi renderlo vasto, intelligente, penetrante. Devi desiderare di conoscere ciò che ti muove. Alcuni desideri ti accompagneranno a lungo, altri si scioglieranno come neve al sole. Più scenderai in profondità nel cuore stesso del tuo desiderio, più ti sarà restituita una pace che non è il contrario del movimento, ma la sua radice nascosta. In fondo, possiamo dirla così: la massima vastità del desiderio porta alla liberazione totale. Quando un desiderio è vissuto fino in fondo, senza paura e senza inganno, dissolve da sé il legame che ci teneva vincolati. Non è più desiderio cieco, ma apertura, spazio, silenzio. Non è più mancanza, ma pienezza. La sofferenza non nasce dal desiderare, ma dal desiderare sempre le stesse cose, in modo ripetitivo, limitato, automatico, non riflesso. La noia, la stagnazione, il senso di fallimento sono figli della ristrettezza, non del desiderio in sé.

Quando il desiderio si unisce all’intelligenza, l’essere umano scopre una forza nuova. Una volontà sottile, limpida, potente. Allora nessun confine è più invalicabile e ogni ostacolo diventa soglia.

Tags: Ricerca della felicità, Equilibrio interiore

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