Berlusconi assolto! Ma Noi italiani?

Berlusconi è stato assolto dall'accusa di prostituzione. Bene, questo riguarda l'aspetto penale. Ma ora è tempo di spostare lo sguardo su un altro piano, ben più significativo per la vita di una comunità: quello etico, educativo e sociale. I fatti sono noti: è stato provato che Berlusconi organizzasse orge private, festini disinvolti a cui partecipavano uomini e donne con ruoli pubblici e istituzionali. Nessun reato, dicono. Ma è questa la figura che dovrebbe incarnare valori, percorsi educativi, istituzionali e legali in nome di un intero Paese? Un Paese che si dichiara in maggioranza cattolico? E soprattutto, un Paese abitato ancora da giovani, minorenni, persone in formazione?
È fatto accertato che a una di queste "festine" abbia partecipato anche una minorenne, lautamente ricompensata per le sue doti artistiche. Eppure nessuno sembra porsi domande fondamentali. Mariastella Gelmini, ex ministro dell'Istruzione e coordinatrice lombarda di Forza Italia, dichiara pochi minuti dopo la sentenza: "E' una emozione fortissima. Quasi non ci speravo più. Con il presidente l'abbiamo sempre saputo innocente. Per una volta ha prevalso la giustizia". Nessuna parola sulla responsabilità educativa. Nessun dubbio. Nessun cenno all’esempio che tutto questo offre ai giovani.
Ma ditemi: se un settantenne qualunque, in un comune italiano qualunque, fosse sorpreso mentre paga una minorenne per rapporti sessuali, quale sarebbe la reazione dei giornali locali e del vociare popolare? Maniaco, deviato, vecchio porco. Eppure, se il settantenne è miliardario e potente, cambia tutto. Cambia la narrazione, cambia la giustizia, cambia la bolla morale. Quindi? Soldi e potere che hai, trattamento sociale e processuale che ricevi?
Montanelli sosteneva che la maggior parte degli italiani fosse disposta a pagare pur di vendersi. Ma oggi forse è anche peggio: forse si è disposti a vendere i propri figli pur di compiacere il potente. Capitemi, non mi interessa il piano giudiziario. Mi interessa il valore etico, e con esso le ricadute educative, culturali e politiche.
Silvio e il suo partito raccolgono ancora oltre il 20% dei voti. Questo mi interessa. Mi interessa capire come si possa affidare la guida morale di una nazione a chi incarna pubblicamente ciò che dovrebbe restare oggetto di critica sociale, non di consenso. Perché la politica è prima di tutto etica. O almeno così ci avevano detto. Ce lo dicevano le maestre, i genitori, persino il panettiere se rubavi caramelle. Ma poi, salendo negli anni, questi concetti si sbiadivano. Alle medie se ne parlava già meno. Alle superiori il silenzio. All’università si imparava l’efficienza. Nel lavoro la parola d’ordine diventava: asservisciti o sarai asservito. E allora sì che la Gelmini era perfetta come Ministro dell'Istruzione. Che sciocco a non capirlo prima!
Ora comprendo perché una ex ministra dell'Istruzione, che dovrebbe guidare ed educare i minori e sostenere gli insegnanti, possa reagire a un caso come questo solo con giubilo, senza nemmeno tentare una parola di distinzione morale o educativa. Ma non è solo lei. Anche gli avversari politici di Silvio si muovono sul piano tecnico, legale, strategico. Nessuno si sofferma sulle implicazioni culturali e pedagogiche. Se cade Silvio, è un avversario in meno. Che cada per un reato o per una caramella rubata, non importa.
E allora, quello che più mi interessa, è la grande fetta di Paese che ancora si riconosce in lui e in ciò che rappresenta. Come conciliate tutto questo nel cuore e nella mente? Qual è la formula? Il nonnino di provincia è un maniaco. Il miliardario, se porta a casa vantaggi, è un uomo brillante? Non sto facendo prediche. Sto solo osservando fatti e contraddizioni. E cercando una via d’uscita.
La prostituzione ha molti volti. Non si vende solo il corpo. Si vendono le idee, le emozioni, le azioni, i talenti. E spesso ci siamo venduti così tante volte che non ce ne accorgiamo nemmeno più. Non è Ruby il centro del discorso, ma l’anestesia morale di un Paese intero. La vera tragedia è che non riconosciamo più il profumo dell’integrità. E il caso Ruby, forse il più goffo e ridicolo di tutti, ne è l’indicatore più sincero.
La famosa igienista dentale consigliera comunale, che si reca in questura per prelevare una presunta nipote di un presidente egiziano (in realtà marocchina), dopo una telefonata del Presidente del Consiglio... Ma nemmeno una commedia americana riuscirebbe a immaginare tanto. Solo che qui non è finzione. È la realtà italiana.
Un popolo disposto a vendersi così facilmente non può costituire una società. Solo un luogo di malaffare.
Si racconta la storia del matto che si credeva Napoleone. Ma almeno era chiuso in manicomio. La nostra società, invece, sembra aver esteso le mura del manicomio, così tanto da permettere a quel matto di candidarsi e vincere le elezioni. Ma il matto che si crede Napoleone è forse meno folle di chi lo vota. E se la maggioranza dei pazienti si crede sana, chi curerà i pochi rimasti lucidi? Se la maggioranza è inconsapevole, saranno i sani ad essere rinchiusi.
Il cambiamento non può venire dall'alto. Dev'essere l'individuo a cambiare. Il cittadino. Il singolo. Berlusconi non avrebbe potuto restare vent'anni al potere se la popolazione, opposizione compresa, non l'avesse sostenuto. In fondo, abbiamo proiettato su di lui tutte le nostre ambiguità.
Silvio dittatore? Manipolatore? Eroe? Martire? Genio? Probabilmente tutto questo insieme. E per questo, adesso, basta. Abbiamo bisogno di coscienza collettiva, non di psicodrammi nazionali. Sono nato con Silvio in TV e non voglio morire con lui ancora sullo schermo, a parlare del futuro dei giovani.
Forse è proprio questo il nodo: non riusciamo a vivere senza padri-padrone. Senza leader. Senza seduttori. Ma finché continueremo a delegare la nostra dignità e il nostro pensiero, il ciclo non finirà. Perché il leader, quando fa bene, è eroe. Quando fa male, diventa capro espiatorio. Ma la logica è sempre la stessa: deresponsabilizzarci.
Non temo i politici. Temo noi. Perché siamo noi a non distinguere più il valore dal disvalore, l'amore dalla prostituzione, l'educazione dalla manipolazione. Ma più di tutto temo me stesso, quando sento di aver smesso di pensare con libertà. Se tornassimo ad avere paura della nostra aridità interiore, saremmo forse già alla svolta.
I politici sono effetto. Noi la causa. Ma ci ostiniamo a pensare il contrario, e così ci deresponsabilizziamo. Svuotati di energia e volontà, finiamo col diventare i primi manutentori del sistema che ci opprime.
A ben vedere, Silvio è stato persino magnanimo. Con il livello di servilismo e torpore mentale di questa nazione, chiunque altro avrebbe potuto ridurre l'Italia peggio dell'Iraq. Grazie, Presidente, per non averlo fatto. Nonostante tutto.
In questi anni ha detto tutto e il contrario di tutto. Dudù mi è testimone. E oggi, la mia paura più grande non è la sua presenza, ma la sua eventuale mancanza. Perché dopo di lui, chi riempirà quel vuoto di pensiero e responsabilità?
Ma a differenza dei suoi seguaci, io non credo che la priorità sia trovarle un successore. La priorità è cambiare la coscienza collettiva. Perché anche il migliore tra gli uomini, in una nazione persa nella rincorsa di apparenze e paura, verrebbe travolto.
Lo ripeto: non parlo di Berlusconi per sostituirlo con altri. Non tifo per nessuno. Chi mi conosce sa che non mi schiero, perché ogni schieramento è un inizio di guerra. E oggi, più che mai, dobbiamo disinnescare le guerre, non combatterle. Ogni parte ha luci e ombre. Ma è proprio l'idea di parte che è il virus.
Eppure... torniamo a casa. Sì, lo so, oggi il Presidente del Consiglio è un altro. Ma è caduto dal cielo. Tre governi non eletti. Tre presidenti imposti. Siamo stati messi sotto tutela, come bambini litigiosi. Che importanza ha chi ci ha commissariato? Questo succede quando non sappiamo autogovernarci.
Berlusconi è stato assolto. Bene. Ma forse, più che assolverlo, abbiamo assolto noi stessi. Ed è questo che più mi preoccupa.
Io credo che non saranno l’austerità dell’Europa o le riforme di Renzi a salvarci. L’Italia ha bisogno di investire (passami il termine economico) in etica, educazione, e in quei valori minimi che rendono possibile una società umana.
Pier
Tags: Crisi economica, Politica
Commenti
Egli rappresenta appunto questa societa',l'abbi amo tirato su noi,non ha fatto niente di sbagliato o di male,che scandali? E' solo apparso al momento giusto nel terreno da noi seminato,rispec chiando totalmente la nostra coscienza fondata sulla separazione,sul l'emarginazione dell'anima,sull a prevalenza del piu' furbo,sulla competizione e sogni di potere,dai nostri desideri personali e dalle nostre scelte egoistiche,dal malcostume generale.Il fatto e' che nessuno viene a vedere dentro le nostre case,dove tutto questo e' riprodotto e vissuto in piccola scala:Cosa insegniamo ai nostri figli,come trattiamo,amiam o e rispettiamo i nostri partner,che esempio siamo per chi ci sta vicino,come ci comportiamo con i nostri possessi,con i colleghi di lavoro,con i capi,i nostri piccoli "vizietti",ecc, ecc,ecc. Non si spiega altrimenti come decine di milioni di italiani lo seguano da piu' di vent'anni.E' troppo comodo dare la colpa solo a lui quando tutti abbiamo collaborato,anc he tacitamente.La scelta e' spettata sempre a noi,ma evidentemente delle sue "colpe" non ne abbiamo mai fatto lezione per cambiare,prima noi,poi lui.
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