Ho perso mio padre
Salve a tutti. Da quasi due mesi ho perso mio padre. Era un cardiopatico e, credetemi, per me dire “era” è ancora una coltellata silenziosa, invisibile. Grazie ad alcuni amici e conoscenti, almeno esternamente, riesco a parlare, a sopravvivere, a vegetare, ma non a vivere. Dentro, infatti, è un inferno, soprattutto per me che ho sempre creduto profondamente. La rabbia e la mancanza di fede mi torturano, sono arrabbiata. Ho sempre temuto un’eventuale crisi, ma perderlo così, in un mattino, in un attimo, è stato come cadere in un baratro da cui, a volte, invece di provare a uscire, vorrei solo perdermi e annullarmi.
Forse, razionalmente, avrei accettato un soccorso, un minuto per pensare: “Può farcela, non può farcela.” Ma così, da un punto di vista umano, non è accettabile. Una persona così cara che se ne va in questo modo: la lasci che sta bene e poi non la vedi più. Non credo più a nulla, nemmeno a quel Dio nel quale avevo sempre confidato. Per me è come se fossi morta anch’io con lui. Era un padre e un amico presente, ma mai invadente. Tutto mi parla di lui.
Forse avrei un po’ di pace se sapessi che sta bene o se, almeno a volte, riuscissi a sentirlo vicino. Forse voglio troppo. Vita, morte, fede: tutto ruota attorno a questo. Non so se lasciarmi andare o rinascere come una fenice. Per me nulla ha più valore, e questo è terribile per una persona che ha sempre amato la vita. Io, la Terry razionale e concreta, ma credente oltre i riti, ora so che un Essere superiore esiste, ma sento anche che non ha fatto nulla per me, né per tanti altri.
Allora potreste dirmi: “Pensavi che la fede ti evitasse il dolore?” No. Risponderei che non chiedevo di evitarlo, ma almeno che non fosse così crudele.
Grazie a voi tutti. Sarò lieta di ascoltare i vostri pensieri.
Terry
Tags: Sofferenza, Aiuto psicologico, disagio esistenziale, consapevolezza, libertà interiore, mente e pensiero, disidentificazione, condizionamenti mentali, risveglio spirituale, osservazione di sé, autocoscienza, trasformazione interiore, serenità, psicologia spirituale, presenza consapevol
Commenti
Sono cresciuta, con mio grande dolore, lontana dal mio padre biologico, ma di recente ho perso una persona molto cara (non da mesi, da anni eppure mi sembra ieri), direi forse la persona più importante della mia vita, per una malattia rara e quasi sconosciuta, dopo una agonia lunga e disperante per entrambi.
Io penso che il nostro attaccamento "carnale" all'aspetto fisico di ogni esperienza ci impedisca di vedere che anche una malattia, prolungata o fulminea che sia, fa parte del progetto dell'anima di ciascuno di noi che vuole apprendere qualcosa su se stessa e su coloro che la circondano facendo esperienze di vario tipo, e quando ritiene di aver concluso il suo viaggio in questa "classe" in cui ha appreso tutto ciò che le era possibile, decide di interromperlo lasciando il corpo.
Non essere inconsolabile, Terry, che senso ha opporre resistenza ad una situazione che non si può più cambiare?
Francamente non so se tuo padre ora può esserti vicino e percepire il tuo stato d'animo, in quale forma, o se la scintilla della sua coscienza sarà "resettata" per continuare il suo percorso altrove; so soltanto che l'affetto sincero tra due persone lascia una scia nel ricordo bella e luminosa come una cometa, e che se qualcuno può dare ancora uno sguardo da una dimensione ad un'altra (e non è il caso nostro), sicuramente sarà più rasserenante vederti serena.
Non è facile, lo so benissimo, ma in questa vita in cui sappiamo e capiamo ancora così poco della realtà oggettiva, l'unico tentativo sensato secondo me è cercare di diventare il più consapevoli possibile delle cause di ogni nostra emozione, della veridicità di ogni nostra convinzione, dell'utilità di ogni nostra azione.
In questo mondo si incrociano le vite e le esperienze di miliardi di persone, che ne sappiamo noi di quali siano i quali vettori su cui si muovono le nostre piccole esistenze? In base a cosa possiamo giudicare se qualcosa è giusta o meno?
Possiamo forse valutare che i disagi delle persone rimaste isolate per la tormenta di neve che è caduta, siano state punizioni divine ingiuste e impreviste rivolte a loro, o è più sensato pensare in termini macroclimatici?
Penso alle immagini della Terra scattate dallo spazio: tutto sta in equilibrio, ma non è assolutamente possibile distinguere ogni singolo abitante nell'insieme.
Tutto cambia continuamente nel corso del tempo, fra cinquant'anni saremo ancora qui a pensare le stesse cose? Se non ci saremo più, in quanti si ricorderanno ancora di noi? Un affetto è meraviglioso solo nel momento in cui le due persone sono lì, a viverlo.
A volte mi chiedo se all'improvviso avessi un ictus, un infarto, un incidente qualsiasi, quale situazione lascerei in eredità a chi resta: penso che ora come ora tanti miei progetti sono disordinati o incompiuti, tante cose non sono state ancora fatte o dette, spero che i miei figli sarebbero umani, comprensivi e clementi verso la mia memoria.
La mente fa strani scherzi, si fissa sul pensiero di una perdita e ci tiene imprigionati là come se fosse un nostro dovere starci, ci angoscia: ci sono persone spinte ad assumere dei farmaci e a rovinarsi la salute per sottrarsi alla forza di un'idea ricorrente e dolorosa.
Riprendi in mano la tua vita, Terry, non rinchiuderti nel pensiero continuo del tuo lutto, e ricomincia a camminare.
Sei viva, respiri; non sembra un gran che a prima vista di cui rallegrarsi, invece è tanto, è tutto: a noi non è dato sapere altro.
E' dura accettarlo,ed e' facile prendersela con quel Dio che quasi tutti vedono Lassu',lontano da noi,come un castigatore e un crudele esecutore.
Guarda invece il Dio Glorioso dentro di te, sei Tu
il tuo Dio,Sorgente di Amore e dispensatore di Gioia. Forse te ne sei un po' allontanata,ma Lui e' sempre stato li',in attesa di te,pronto al minimo richiamo,ed e' forse giunta l'ora che tu lo contatti,sono sicura che ti dara' tante risposte,le giuste risposte, fara' trasmutare il tuo dolore in quiete,ti dira' che il tuo adorato papa' e' solo fisicamente ritornato a far parte di quella misteriosa danza e cambiamento che e' la Vita,ma Egli continua a "vivere"nelle cose belle che ti ha saputo trasmettere,nel l'Amore che ti ha dato.nella sua Presenza discreta.Perche ' pensi che non possa essere ancora cosi,anche se in altra Forma e Dimensione??Pot resti provare a sentire che
in fondo,anche se non per il tempo che avresti voluto,hai goduto di un Dono speciale,protre sti provare Gratitudine ed essere lieta di averlo vissuto e goduto.Tu credi che il tuo Papa' sarebbe contento di saperti cosi disperata? Lui che per tutta la Sua Vita ha cercato di evitarti e proteggerti dalla sofferenza?Se Lui potesse vederti,vorrebb e vedere una figlia serena,una figlia che comprende e accetta che la Morte e' sempre Vita,Lui vorrebbe che tu la continuassi onorandolo con l'Amore,con la stessa forza che ha avuto Lui, e andando avanti senza piu' voltarti indietro,non serve,credimi,s e non a richiamare altro dolore.Guarda bene dentro di te,
e capirai che solo l'accettazione puo' trasformare e guarire il tuo dolore.
Se vuoi,su questo blog,Dadrim ha scritto tanto e di piu' su questo tema cosi delicato,magari leggendo i tanti scritti,potrest i confortarti un po'.capire di piu',
soffrire di meno.
Coraggio,si va avanti..
Sono figlia di prete, fratello prete, ho studiato la teologia, per anni, l’ho insegnata ai bambini. La mia religione è uguale alla tua. Ma io,lo insegnata cosi:
Se io morirò,se mio padre morirà ( e succederà fra poco), se qualcuno dalla mia famiglia morirà, io rifiuto di pensare che noi tutti andremo ad un dio che è vendicativo, che ci ha punito, che ci si ha imposto , condizionandoci tutta la vita, che se lui non è contento di come siamo stati sulla terra, ci manderà all’inferno.
Un dio che ci ha creati per assomigliare a lui, vendicativi, crudeli, possessivi, discriminativi, che non da pane ai bambini, senza chiedere dei appagamenti verbali , che non da amore, se tu non dai, che fa delle promesse , in cambio del tuo amore, no, un dio cosi non lo voglio, ad un dio cosi, non me ne vado.
Come ho capito dalla tua lettera sei piena di dolore. Non esiste un dio che può fermare il tuo dolore. E stata una grande bugia , con quale ci hanno allontanato dalla nostra natura. Noi potevamo capire meglio la morte , se non sarebbe esistito, una religione (tutte le religioni), che ci hanno allontanato dal capire la nostra nascita, di vivere bene la nostra vita, e di accettare la morte, che non è un finale, ma neanche non è una aspettativa cosi ridicola, come la rappresentano tutte le religioni.
Tu sei piena di dolore, ma tu devi contemplare il tuo dolore, perché è il risultato del tuo amore puro , per quel che ti ha dato la vita. Non rifiutare il dolore che adesso hai, non lo reprimere, perché se no, ritornerà contro di te.
Invece, vedo che sei piena di rabbia, dici che non vivi, ma io vedo che vivi , solo che vivi con tanta rabbia, e vorresti vendicarti , vorresti avere di nuovo la possibilità di diventare come sei stata, ma non potrai mai più, non diventerai mai più , quella razionale e concreta, e credente.
Non credo che è solo il tuo diritto di cercare, ma è arrivato il tuo dovere, è arrivato il momento di essere libera, di cercare delle risposte in te stessa, ma questa volta farlo solo, ma solo con la tua anima, con il tuo spirito, con la tua mente, che già si è liberata.
Tu sei già una donna libera, che piaci tanto a me. Una donna sofferente, sei la terra che piange, ma sei la terra che accoglie, il tuo padre, sarà accolto di te, ma solo quando, al posto di rabbia, furia, e tutto ciò che lascia nell’anima , una cosi profonda delusione religiosa, avrai messo la tua visione sulla nascita, vita e morte.
Dici che vorresti lasciarti andare, o rinascere; è la stesa cosa. Lasciati andare al tuo intuito, non alle promesse religiose, rinascerai nel m,omento in qui tu ti lascerai andare alla tua libertà.
Tutti tre elementi che noi siamo capaci di percepire : la nascita, la vita, la morte hanno una bellezza incommensurabil e, che , purtroppo non ci hanno lasciato assaggiare mai, mai, mai nel naturale. Ci hanno dato dei stereotipi per tutte tre, e in più, ci hanno detto che non dobbiamo soffrire. Bugia!
Abbiamo diritto di fare tutto ciò che ci ha dato la natura. Anche piangere e soffrire. Ma importante è , che la dobbiamo fare nel nostro modo, proprio ad ogni individuo.
E, la morte di tuo padre la devi metabolizzare al tuo modo.
Sperando che mi capisci, ti auguro di trovare il tuo padre , più presto. Lui è li, e sorride. E, ogni tanto, ti accarezza.
io non metto bocca circa Dio, credere o non credere, perchè non ho per niente le idee chiare in merito.. tutto quello che mi sento di dirti riguarda la tua reazione a quello che è successo, la rabbia ed il dolore che provi e la tua speranza che le cose avvenissero in modo diverso.
Per come la vedo io, spesso abbiamo delle aspettative circa come dovrebbe essere la vita e come dovrebbe essere la morte e se non vengono soddisfatte, tali aspettative, ci arrabbiamo, soffriamo, e a seconda del grado di dolore, diventiamo - come dici tu - vegetali.
Forse lo sai già, ma è per questo che tu adesso provi questa rabbia, perchè avresti voluto che le cose fossero andate diversamente. Il fatto è che, dal mio punto di vista, non esiste un "modo diverso", esiste solo il modo in cui la cosa è accaduta. E' con questo che abbiamo a che fare e non esistono alternative, se non nella nostra mente; la vita e la morte sono fatti molti semplici, siamo noi ad essere complessi, e con tale complessita cerchiamo di mettere ordine in qualcosa che non vuole essere ordinato: reagiamo, anche quando la nostra reazione non è richiesta. Cose che la vita ci chiede di accettare, noi non riusciamo ad accettarle e ci opponiamo... e questo aggiunge dolore al dolore. Ma siamo solo mortali, come dice Renato qua sopra, che possiamo fare?
In tutto questo marasma di emozioni, di aspettative, di paure, di speranze tradite, la cosa più saggia che si può fare è diventare spettatori, osservare consapevolmente le nostre emozioni ed abbandonarci ad esse.
Ho letto che tu hai scritto "Non so se lasciarmi andare o rinascere come la fenice", ma per me questo ha la stessa accezione: prima c'è l'abbandono consapevole a quello che sentiamo, in questo caso al dolore, alla rabbia, e da li, nascerà qualcosa di nuovo. Si aprirà un nuovo varco, una nuova comprensione dentro di te e poi ci sarà una nuova Terry. E' dal mondo delle intuizioni che arriverà la salvezza, per te che ora sei stanca, e piano piano le cose avranno di nuovo valore. Uno diverso, magari.
Come tutti, anche io ho perso qualcuno di molto caro, e questa comprensione che condivido con te, e con gli altri (che poi è anche il tema principale di questo bel blog), è stato il sostegno più prezioso che ho avuto in quel momento. Spero possa esserti utile. Ti abbraccio forte. Alice
israel kamakawiwo'ole- over the rainbow,
e guarda un po' un meraviglioso passaggio verso'l inizio.
Permettimi di provare a chiarire insieme a te la vita e la morte.
Quando arrivi a casa ti togli il cappotto e lo appendi ma rimani sempre te stessa, la morte è solo un passaggio tra due mondi (mondo materiale ),(mondo astrale) noi lasciamo sulla terra solo la parte fisica ma la parte astrale (emozioni pensieri desideri) rimangono immutati e la sofferenza che le persone che abbiamo lasciato sulla terra ci riversano addosso ci gli fa male .
Il tuo non voler accettare la morte improvvisa di tuo padre è come se tu dicessi a DIO che lui a sbagliato e che te si che sapevi come far morire tuo padre(cosa inevitabile prima o poi) e che il tuo metodo sarebbe stato giusto e indolore (per chi?).
La rabbia e la non accettazione sono una cosa giusta servono a farci esprimere il dolore che se rimane dentro ci bloccherebbe e ci distruggerebbe, ma non dobbiamo dimenticare che per la felicita dei nostri cari che sono morti non dobbiamo pensare che ciò non è giusto dobbiamo lasciare che la vita e la morte facciano il loro corso senza giudicare se è giusto o no.
Siamo ben misera cosa nei confronti di DIO che ci ha creato per uno scopo e un fine che grazie ai suoi regali (corpo fisico ecc. ecc) ci è stato possibile raggiungere e completare e arrivati al compimento della nostra missione siamo tornati da dove siamo venuti.
Scusami se le mie parole non ti saranno di conforto ma la sofferenza che creiamo alle persone morte (solo la parte fisica muore) con il nostro comportamento è causa di ancora altra sofferenza nel mondo astrale.
pensa a tuo padre come una persona felice che vive in altro mondo senza sofferenza (grazie alla sua partenza veloce)
Ciao daniele
Posso però anche dirti che ho una convinzione, una visione che è tutt’uno con me, che sento e che vedo muoversi attorno a me, nelle cose.. Sono convinto e vedo che ogni cosa accade per una ragione ben precisa.. accade così perché deve accadere così, per l’equilibrio delle cose, per farle evolvere nel migliore dei modi possibili.. Anche le cose che ad un primo sguardo ci appaiono le più brutte, le più tristi, le più insensate, le più crudeli, le più assurde, accadono per un preciso motivo che soltanto alla fine di un percorso, se siamo abbastanza sensibili per Vedere, vediamo.. per farti un esempio che riguarda me e la mia vita, la fine della storia più importante della mia vita è stato uno dei dolori più grandi e difficili da accettare e quando è successo lo vedevo come un male e basta che la vita mi faceva senza senso.. poi a distanza di tempo ho capito che era la molla, il dolore necessario la cui insopportabilit à ha fatto scattare in me la ricerca “spirituale” che mi ha portato a realizzare le cose bellissime che sto vivendo e sentendo ora.. Era un male o un bene la fine di quella storia quindi? Ovviamente un bene, ma non potevo capirlo nel momento in cui era successo, accecato com’ero dal dolore che sentivo fin dentro le viscere.. E’ dovuto passare del tempo e solo ora posso ringraziare quella ragazza per il “male” che mi ha fatto..
Quello che ti è accaduto è senza dubbio bruttissimo ad un primo sguardo, e non voglio certo paragonarlo a quello che era successo a me con quella storia.. Il meccanismo però è lo stesso: il punto è comprendere perché è accaduto, e comprenderlo dal punto di vista di Dio, della Vita, del loro sguardo lungimirante, che sanno meglio di noi qual è il nostro vero Bene, qual è la cosa che potrebbe portare l’apporto più positivo nell’evolversi delle nostre esistenze e nell’esistenza di tutto ciò che ci circonda (per quanto a volte sembrino farlo con quella che pare una “coltellata”, come dici tu)..
Immagino benissimo che ora sia troppo presto per te vederla in questi termini.. Ora è tempo di dolore, di totale abbandono alla sofferenza più profonda.. ora come ora puoi soltanto accettare la profonda tristezza che senti, puoi solo lasciare che le lacrime scorrano, che i bei pensieri sul tuo dolce papà affiorino dolci e malinconici.. accetta tutto questo, lascialo scorrere, consumalo tutto fino all’ultima goccia, sfogalo.. Ma sappi che presto il nero che vedi ora finirà.. se avrai abbastanza fede, coraggio e forza, ti assicuro senza alcun dubbio che tutto questo si trasformerà in qualcosa di enormemente positivo per la tua esistenza, e la arricchirà in modi che ora non puoi neanche immaginare, anche se ora è forse difficile da credere.. Credo che ogni cosa che accada nelle nostre vite, se abbiamo occhi per Vederla, accada per insegnarci qualcosa.. in ogni cosa è contenuto un insegnamento che cerca di indirizzarci verso la Verità, verso Dio.. Ora il punto è: che insegnamento sta cercando di darti tuo padre da lassù? Che cosa sta cercando di dirti la vita attraverso tutto questo?
Puoi anche abbandonare la tua credenza in Dio o in qualsiasi altra cosa che abbia un valore se vuoi, ma così facendo credo che abbandoni anche tuo padre e il bene che sta cercando di trasmetterti.. la differenza è soltanto che lo fa in una forma diversa, meno materiale..
Ascoltalo, ascoltati, ascolta..
Le risposte che cerchi riguardo a tutto questo insensato dolore arriveranno, devi soltanto essere aperta, alla vita e ai suoi saggi insegnamenti.. Tutto collabora per il tuo bene, anche se ora per te è molto difficile vederlo, ma presto se vorrai lo vedrai..
Abbi fede e fidati..
Ti sono vicino..
Fabio
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