L'acqua, non il bicchiere!
Gino ha scritto: Da 30 anni sono alla ricerca di quello che si chiama “realizzazione di sé stessi”. Ho cominciato con i testimoni di Geova, poi con i pentecostali, sempre alla ricerca di Dio, poi negli anni ho frequentato le chiese evangeliche, mi sono perfino ribattezzato con loro. Poi un giorno mi sono imbattuto in un libro di Krishnamurti, è stato come un fulmine e una saetta nel cuore, ho sentito subito che qualcosa di straordinario mi stava accadendo. Con Krishnamurti, dopo un po', ho lottato (metaforicamente), l’ho offeso, ho buttato via tutto perché non riuscivo ad accettare quello che lui diceva (ben sapendo che diceva la verità). La mia mente ora ha paura, ha paura del diverso, del vuoto, ho paura di tradire la mia chiesa, mi sento confuso. Mi sapresti dare un consiglio? Grazie!
Pier ha risposto: Caro Gino, molte persone vagano da una religione all'altra, filosofia dopo filosofia, teologia dopo teologia per poi non approdare a nulla se non allo sconforto o al semplice ritorno al punto da cui erano partite. Perché? Perché l'essenza di ogni vero insegnamento è semplice, ma le nostre menti non riescono a vivere nulla di semplice, essenziale, innocente. La nostra mente è complessa, frantumata, autoprotettiva, desiderosa di rincorrere sempre qualcosa, pertanto non può comprendere ed esperire nulla di tutto ciò che vive fuori dalla sua struttura. Qual è l'essenza del messaggio del Cristo? Non delle chiese cristiane, ma del Cristo, senza sovrastrutture, gerarchie o teologie!
Qual è? Per me è: abbandona l’Io e incontra Dio! Il messaggio del Buddha? Brucia l'ego nel fuoco della consapevolezza e raggiungi la liberazione. Dell’induismo? Ridestati da Maya e ricongiungiti a Brahman. La faccenda è semplice, la spiritualità è una, le religioni sono tante, complesse e in perenne conflitto. Le religioni sono interpretazioni che la mente dà all'esperienza mistica, pertanto, perché mettersi a discutere sulla forma delle brocche che contengono l'acqua quando si sta morendo di sete? Perché l'ego vive solo di pensieri, problemi e illusioni, e inconsciamente sa benissimo che se la sete dovesse finire svanirebbe anche il senso della sua stessa esistenza.
Caro Gino, forse per molti anni ti sei perso nella ricerca della brocca più bella da cui bere l'acqua, lasciandoti così sfuggire la possibilità di estinguere la tua reale sete spirituale. Se ho sete bevo anche da un semplice e piccolo bicchiere di vetro trasparente, anche da una pozzanghera se fosse l'unica possibilità! Probabilmente Krishnamurti per te è stato proprio questo: un semplicissimo bicchiere trasparente ricolmo d'acqua, senza fronzoli, sovrastrutture e mezze parole. Questo ti ha permesso di non cadere nuovamente ammaliato dal contenitore portandoti direttamente al senso ultimo della tua vita: estinguere la sete spirituale, trovare la sorgente interiore.
Perché resisti, perché hai paura? Forse perché la chiesa ci ha insegnato ad aggrapparci al dito che indica la luna anziché guardare direttamente la luna. Forse perché ci hanno ossessionati con la ricerca del giusto bicchiere sino al punto in cui ci siamo dimenticati a cosa serve un semplice contenitore d'acqua. Credi che l'essenza dei Vangeli sia molto diversa dalle parole di Krishnamurti? Per me no! I Vangeli sono scritti utilizzando un linguaggio di duemila anni fa, Krishnamurti parla il linguaggio moderno, con tutte le sue acquisizioni, scoperte ed evoluzioni, ma l'essenza è esattamente la stessa. La disquisizione sui tanti condizionamenti teologici che ottundono la nostra società potrebbe essere infinita e così potrei ricadere nel tentativo di trovare il bicchiere perfetto da cui bere, magari cercando di pulire oltre ogni modo i bicchieri che ci sono già. No, non ho nessuna intenzione di cadere in questo tedio, quel che mi sento di dirti è che la risposta sta tanto nei Vangeli quanto nei testi di Krishnamurti, ma per noi non vi sarà alcuna speranza di coglierla sino a quando non inizieremo a farci semplici e limpidi come le parole che questi testi contengono. Solo il passero comprende il linguaggio del passero, come solo un uomo silente e fiducioso comprende il messaggio di un uomo silente e fiducioso. Non avere paura del Diverso, del Nuovo e del Vuoto, poiché è solo in queste dimensioni che la nostra vecchia struttura muore e l’eterna “acqua” della Vita si riversa su di noi come un fiume immenso da cui poter bere. Solo chi si fa vuoto interiormente diviene capace di accogliere nel suo cuore il Mistero, solo chi accoglie il Diverso è in grado di uscire dalla monotonia e l'ottundimento del sempre uguale e sicuro.
Infine, Gino, come posso aiutarti a bere da una sorgente che si nasconde dentro di te? Certo, posso continuare a raccontare e gridare a tutti quel che faccio ogni giorno: scavo senza sosta in me alla ricerca del mio pozzo d'acqua interiore. Ecco allora che forse qualcuno, stanco di andare a comprare bottiglie d'acqua scadenti al supermercato, o preziosi bicchieri vuoti, vedendomi lavorare così convinto e fiducioso, può sentirsi ispirato a fare la stessa cosa per vedere se effettivamente esiste anche in lui un pozzo d'acqua inesauribile. Posso descrivere come ho rimosso alcune pietre pesanti dal mio terreno, come ho trovato alcuni attrezzi che mi sono stati molto utili per scendere in profondità, ma questo è tutto. Ognuno è unico custode e responsabile del proprio terreno interiore e nessuno può scavare al posto suo. Di una cosa sono certo: quando l'acqua uscirà dal nostro pozzo interiore, ogni recipiente ci andrà bene per bere, e finalmente scopriremo quanto tempo spreca questo mondo in vani riti e parole.
Un'ultima cosa, le mie pale preferite per scavare sono il silenzio e l'ascolto. Più silenzioso divengo, più diminuisce il frastuono del mio mondo interiore. Più mi apro all'ascolto, più aumenta la percezione della bellezza del mondo. Silenzio, ascolto, fiducia e abbandono... i bicchieri vengono dopo... i bicchieri in realtà non servono…
Che tu possa estinguere la tua sete!
Tags: Crisi spirituale, Dio e conoscenza, Coscienza divina, Verbo e rivelazione, Unione con il divino, Gesù e il Logos, Misticismo cristiano, Non dualità spirituale, Esperienza del sacro, Fede e consapevolezza, Rivelazione interiore
Commenti
Continua il tuo cammino, Gino. Tutto quello che cerchi è nascosto dentro di te, non all'esterno.
Cristo è patrimonio di ogni uomo che cerca di comprendere i suoi insegnamenti con cuore sincero, non è monopolio delle chiese e della loro frammentazione, perciò non lo puoi tradire con la tua ricerca anzi, probabilmente questa è una prospettiva capovolta: lo tradisce chi si ferma alle certezze più diffuse e incoerenti e smette di cercare col massimo dell'impegno il Regno di Dio in cuor suo, prima di averne gustati i frutti di pace e abbondanza.
Questo è ciò che ho compreso e sentito dopo aver fatto un percorso simile al tuo.
Quando la notte si fa più buia vuol dire che l'alba è vicina. Coraggio. Chi cerca trova, continua a cercare.
Matrice
Ma quanta bella gente che c'è qui!!!!!!
:-) :-)
gino
Non è la religione,nella quale non ho mai incontrato Dio,è semplicemente il proprio percorso che ci condurrà.Forse ci condurrà a scoprire che abbiamo bisogno di altro,forse ci sembrerà di perdere Dio da qualche parte oppure,per un periodo,potremm o scoprire che abbiamo voglia di lasciarlo.Non è questo il punto.La spiritualità è già in noi,e non ha un nome o un indirizzo,e penso si concretizzi in ciò che scopriamo esserci più vicino,come anche più lontano.Ciò che mi sembra significativo,i n tutto questo,è tendere verso l'armonia,è andare verso il proprio luogo ed il proprio bene.Probabilme nte,là,potremmo incontrare qualcosa,qualco sa che ci appartiene veramente.Potre bbe essere Dio,potrebbe non esserlo.Ma almeno lo abbiamo scelto ed è autenticamente nostro.
Un abbraccio e un salutone e un grazie,per me sei un illuminato.
Gino
Vorrei chiedere a Giorgio Tanco di dare cortesemente la sua definizione del termine "oggettività".
Ti ringrazio di aver condiviso i passi che stai percorrendo e sono incline anch'io a vivere nel presente.
Mi ero solo chiesta cosa ci sia da ironizzare se a qualcuno piace leggere De Mello.
Un bacio.
EVVIVA!!!!
Grazie a tutti
Abbiamo avuto la gran fortuna di nascere in questo Paradiso terrestre e non siamo riusciti ad apprezzarlo. La natura non si vendica, segue il suo corso sono le nostre manchevolezze che stiamo pagando.Possiam o citare nomi grandi, di gente che ha fatto storia dimostrando la capacità dell'essere umano ma anche potremmo citare gente e fatti che disonorano il genere umano. Le religioni sono una teoria e nessuna proprio nessuna, secondo me, ha risolto nulla perchè tutte sono state create dalla fantasia dell'uomo.
L'ignoto è la nostra paura...Sembra quasi impossibile ma proprio quel Dio inventato da noi ci ha messi difronte a un bivio: "Il Libero arbitrio" e poi la proibizione di mangiare il frutto dell'albero della conoscen-
za..e abbiamo visto i risultati. Adesso mi domando:Perchè? Nella sua sapienza e conoscenza c'era bisogno di metterci alla prova, non sapeva d'antemano delle nostre debolezze e avremmo sbagliato? Perchè non evitare tutto ciò e darci la conoscenza e e togliere dal mondo il male?
È meglio che la pianti, perchè se continuo così rompo lo specchio nel quale sto guardando e poi su quello lì ho i miei dubbi.
Ciao
Matrice
- ciascuno quando scrive o legge interpreta secondo la sua personale esperienza, che poi coincide con la sua personale verità, tossica o nutriente che sia
- non c'era ironia (scusa Giorgio per il fraintendimento , ho un amico che usa le stesse tue frasi, però quando prende in giro)
Siamo d'accordo su questo?
Vi abbraccio.
Grazie
- Quale comportamento adottare per creare un mondo felice, buono, pacifico? È necessario imparare questa semplice, bella ma faticosa arte: l’arte del “guardare”.
Ecco il metodo. Ogni qual volta ti senti stizzito, o invelenito contro qualcuno, non devi guardare quella persona, ma te stesso; la domanda da farti non è: ” Che cos’è che non va in questa persona? “, bensì: ” Questa mia irritazione che cosa mi dice di me stesso?”
Questa domanda comincia a fartela subito. Pensa a qualche persona che ti rende di malumore e ripeti a te stesso questa difficile, ma liberatrice frase: ” La causa della mia irritazione non sta in questa persona, ma in me “.
...Cerca perciò nel tuo cuore e nel tuo inconscio i difetti che trovi in quella persona, e la tua irritazione verso di lei si trasformerà in gratitudine, perché il suo comportamento ti ha portato a scoprire un lato oscuro di te stesso.-
(Tratto da: Chiamati all'amore)
Forse è utile definire Dadrim un filosofo, o piuttosto lo è riflettere sulle sue risposte?
L'incarto grezzo a me non dispiace, guardo al contenuto del pacchetto.
Un saluto cordiale anche a te. :D
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