Meditazione e concentrazione: due mondi opposti
Quando la nostra consapevolezza si rivolge ad un oggetto specifico, che sia un oggetto del mondo fisico (persone, cose, eventi…) o un oggetto del mondo interiore (pensieri o emozioni) poco importa, il fenomeno che avviene è una focalizzazione della consapevolezza, una sua cristallizzazione. Questa è concentrazione! La concentrazione è un’azione escludente, è un’azione che ci permette di conoscere molto di poco. La concentrazione quando si rivolge al mondo della materia dà vita alle conoscenze scientifiche, quando invece viene usata come uno statico atteggiamento mentale indistintamente applicato a tutte le diverse dimensioni dell’esistenza, ecco che diveniamo stupidi e cechi spiritualmente. Un fanatico religioso, un razzista o un nazionalista, sono persone che concentrano la loro consapevolezza unicamente su di un pensiero, rendendo così quel pensiero assoluto, escludente, tiranno, incapace di aprirsi all’ascolto dell’altro e del diverso. Quando la nostra consapevolezza non si concentra su nulla, ma rimane semplicemente in uno stato di rilassamento, d’indistinta e immotivata osservazione di tutto quel che passa di fronte al suo “campo visivo”, quel che accade è meditazione, conoscenza dello stato di fatto delle cose, esperienza del reale, del vero o come lo si voglia chiamare. Meditazione e concentrazione sono entrambi due fenomeni generati dalla consapevolezza, ma la forma che la consapevolezza assume passando attraverso questi due fenomeni è totalmente diversa. Lo schiavo ha una mente sempre focalizzata su frammenti di vita, mentre la persona libera ha una consapevolezza illimitata, proprio perché priva di oggetti vincolanti e delimitanti.