A. ha scritto: Ciao Dadrim, per puro caso sono capitata sul tuo blog, visto che come spesso mi succede da un bel po' di tempo, sono quasi sempre giù di morale.. e quindi andavo alla ricerca di una spiegazione al mio stato d'animo! Anche se mi rendo conto che non troverò mai delle risposte se non dentro me stessa! Comunque lo faccio più che altro per confrontarmi... Il "problema" è il seguente: un anno fa ho sofferto di attacchi di panico nonché di piccole crisi, dovuti ad una mia paura, ovvero quella della morte! Non c'è stata una motivazione determinante, è successo così, all'improvviso! Quella sera avevo litigato con il mio ragazzo, e ho avuto la sensazione di oppressione alla testa e al petto! Nei mesi a susseguirsi non è cambiato nulla, vivevo sempre questo senso d'angoscia, nonché questa continua e onnipresente paura di morire o comunque che capitasse qualcosa di brutto a me e alle persone a me più care!(Soprattutto a mia mamma, che è la persona che amo di più al mondo, e che probabilmente questo mio senso di protezione verso di lei è legato al fatto che ho vissuto un'adolescenza a dir poco traumatizzante; un padre un po' violento nei suoi confronti, un clima sempre cupo ad angoscioso! Per fortuna che mamma ha avuto la forza di lasciarlo, dopo aver scoperto l'ennesimo tradimento! Lei è stata la mia guida in tutto e per tutto!) Mesi più tardi mi sono recata da una psicologa, e sono stata in cura per un paio di mesi! Per fortuna le cose, a distanza di tempo sono cambiate, infatti, per esempio, la notte non mi sveglio piangendo con la paura che mi possa venire un infarto, certo ancora non tutto è passato perché la paura che ho è sempre dietro l'angolo! Comunque da lì la mia vita è in un certo senso cambiata! Ho smesso di credere un po' in tutto, nel vero amore, visto che nonostante stia ancora con quel ragazzo non sono di certo sicura che sia lui l'uomo della mia vita, infatti me la vivo come viene; ho smesso anche di credere nelle amicizie, tutto ciò dopo aver rotto con la mia migliore amica dopo tanti anni! Credo oramai che le amicizie esistono solo per convenienza, per uscire insieme, e poi ognuno per i fatti propri. Mi rendo conto che la gente non ha più tempo per niente, si vede solo i propri interessi e stop! Mi sento inadeguata ad alcune situazioni, spesse volte anche inferiore perché mi rendo conto di non avere tutta questa gran cultura, gli altri sembra che ne sappiano più di me! Non riesco più ad essere felice come un tempo, la causa non la so o forse ce ne sono un po' troppe: Università, ragazzo, amicizie, un padre che non mi cerca mai, neanche per sapere se sono viva o morta! Avrei voluto avere una famiglia diversa, un padre presente! Non so' perché ma tendo a vivere attraverso i miei ricordi, del mio primo amore, delle mie amicizie passate! Perché non riesco a dare un taglio netto con il mio passato, infondo se è passato un motivo debba pur esserci! Doveva andar così, eppure io non me ne faccio una ragione! Spesse volte rimugino su cose vecchissime: ma a cosa mi serva tutto questo? Perché non riesco più ad essere felice e a dare un senso alla mia vita??
Mi scuso se mi sono dilungata, ti ringrazio della risposta!
Dadrim ha risposto: Cara A. io credo che la paura di morire nasca dalla paura di vivere. Solo chi teme la vita teme la morte, per il semplice fatto che più passa il tempo più ci accorgiamo di mancare il bersaglio e più iniziamo a temere di arrivare a mani vuote alla fine del nostro viaggio. Solo un albero con deboli radici teme la forza del vento. Una quercia ben radicata al suolo attende con gioia e trepidazione i primi venti autunnali, perché sa che questi la libereranno unicamente dal peso di cose morte, dandole la possibilità di rifiorire al primo tepore primaverile. La morte non è altro che un lieto vento autunnale per chi ha ben radicato il proprio essere nei campi della vita, e questi campi dimorano eternamente fertili oltre le nebbie del tempo, oltre i muri del nostro passato. I dolori non compresi e superati che accumuliamo lungo il nostro cammino di vita possono farci cadere nell'illusione d'essere anime sole, perse in un mondo fatto di convenienze, competizioni, sterilità e oblio. Non v'è dubbio che molti individui agiscano mossi prevalentemente da miseri bisogni e condizionamenti, ma per esperienza posso dirti con certezza che esistono anche persone che vivono mosse prevalentemente da desideri di bellezza e condivisione. Comprendere che il mondo non è un luogo popolato da angioletti è un triste passo della crescita, intuire che non tutti gli uomini sono demoni è un felice passo verso la maturazione, saper distinguere fra angeli e demoni è una questione di saggezza, riuscire a portare ad unità l'angelo e il demone che vivono in noi è una questione di piena realizzazione.
Quando dentro di noi non vi sono più conflitti e divisioni diveniamo immuni dai danni che inevitabilmente provoca l'ignoranza altrui, e, come calamite, ci uniamo e accompagniamo a tutti coloro che come noi perseguono la bellezza e la libertà.
Cara A., questa esistenza è piena di bellezza e sento che nella sua essenza sussiste in uno stato di profonda pace e armonia, siamo solo noi uomini che, principalmente a causa della nostra possibilità di sognare, abbiamo iniziato a vagare fra i mille sentieri dei nostri pensieri. Quando il sogno si spezza e la nostra consapevolezza inizia a percepire il “volto originale delle cose” la pace interiore viene raggiunta.
Mi chiedi: “Perché non riesco più ad essere felice e a dare un senso alla mia vita?” Forse perché investi le tue energie più nel rimestare il calderone del tuo passato, con tutti i suoi dolori e le sue brevi gioie, che nel creare un radioso presente. Il passato, per quanto possa essere stato doloroso o scialbo di serenità, per noi è sempre e comunque un qualcosa di rassicurante. Hai mai notato che quando ricordiamo il nostro passato percepiamo quasi sempre una strana e sottile forma di piacevole nostalgia, nonostante sappiamo benissimo che nel reale suo accadere eravamo unicamente tristi e sofferenti? Il passato è morto e come tale non ci può più fare nulla, né in bene né in male, il presente invece è sempre un rischio, un'avventura che ci espone costantemente al dolore, ma è proprio dalla continua esposizione a questo rischio che in noi scopriamo una sempre nuova e più dirompente energia. Ed anche qualora dovessimo incontrare il dolore, quando questo è il frutto di un'avventura, il suo volto per noi non è nulla più che il sorriso di un amico che ci insegna qualcosa di nuovo, qualcosa di sempre utile da mettere nella valigia che useremo per la nostra prossima avventura.
Crogiolarsi nel passato è rassicurante perché il passato è morto, ma chi vive nei ricordi teme sempre più la vera morte, perché questa viene proprio per cancellare ogni traccia del nostro passato, della nostra memoria, di quel che usiamo per fuggire dal rischio di vivere.
Dici: “Ho smesso di credere un po' in tutto, nel vero amore, visto che nonostante stia ancora con quel ragazzo non sono di certo sicura che sia lui l'uomo della mia vita.” Ma se non è l'uomo della tua vita allora cos'è? Un'avventura? Non credo, perché un avventura non dura più di un anno. Ma se non è un'avventura e non è l'uomo della tua vita perché sei ancora lì? Forse perché anche lui è una memoria, un qualcosa di conosciuto e rassicurante? Forse perché una meravigliosa e rinfrescante avventura, un uomo con cui desideri condividere un'intera vita o un'onesta e rigenerante solitudine sono qualcosa di troppo rischioso?
Ti prego di perdonarmi, ma dalla ricerca di sicurezza si ottiene solo un funerale anticipato, un sacco di ansie all'idea di perdere le proprie sicurezze e un sacco di paura di morire senza esser riusciti a vivere veramente. Dalla ricerca di sicurezza nasce la più grande incertezza, dalla ricerca di pace nasce la più grande irrequietudine, dalla ricerca d'amore nasce la più grande aridità del cuore. Pace, amore e sicurezza vengono a noi autonomamente e liberamente quando ci siamo completamente sgravati dal peso del nostro passato, dei nostri ricordi e dei nostri infelici desideri di felicità.
La vera felicità nasce dalla capacità di vivere fedeli a questo istante, unico vero momento in cui l'esistenza si manifesta!
Se da ora vivrai ogni tuo momento mettendoti in gioco completamente, da oggi non avrai più nulla da perdere, e chi non ha nulla da perdere è sempre pronto ad afferrare ogni cosa. Ma cosa abbiamo noi, in fondo, di così importante da non poter essere messo in gioco, se a ben vedere il destino ha già decretato che la nostra stessa vita, sin dal suo primo giorno, è messa in gioco sul banco dell'ineluttabile fine?
“Una quercia ben radicata al suolo attende con gioia e trepidazione i primi venti autunnali, perché sa che questi la libereranno unicamente dal peso di cose morte, dandole la possibilità di rifiorire al primo tepore primaverile”.
Un grande abbraccio,
Dadirm
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