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Astrologia

Mariateresa: Ciao Dadrim, mi chiedevo da esoterista se tu credi all'astrologia. Cioè, non mi riferisco all'astrologia degli oroscopi, ma a quella che spiega le qualità di ogni essere umano usando i pianeti come simboli.

Dadrim ha risposto: Io non credere in nulla. Mi occupo solo di ciò che ritengo saggio indagare, sempre nella speranza di poterlo conoscere totalmente e inconfutabilmente. Da sempre ho ritenuto massimamente saggio scrutare l’animo umano. Sono partito da me stesso poiché era la cosa più urgente e facile considerandone la vicinanza e la disponibilità: non mi sono mai trovato assente alle mie interrogazioni!

Pensiero verso il centro

Roberto ha scritto: Essere adesso senza presupposti e giustificazioni di verità esistenti lontano dalla nostra intima origine. La Verità siamo noi adesso, non siamo le nostre ansie mentali. La superficie ci limita nella nostra possibilità di Consapevolezza della nostra origine Splendente. La voglia del sapere ci allontana da ciò che E' oscurando la visione con il senso dell' irraggiungibile che è proprio della nostra natura mentale. Il sogno ci porta in una dimensione surreale e non esistente, e la vita appare come un sogno dove tutto passa e non rimane traccia. La realtà dell' Istante è ciò che può salvarci dal miraggio di ciò che non esiste ma che la materia continua a somministrarci come unica verità. Roberto

Dadrim ha risposto: Nulla limita la nostra consapevolezza se non il desidero di rincorrere la superficie. Non è pertanto la superficie il problema ma dove vogliamo andare e come vogliamo stare. La nostra infelicità e ignoranza è merito esclusivo del nostro desiderio mal indirizzato. La voglia del sapere ci allontana dalla realtà se diviene desiderio di conoscenza fondato sulla dicotomia soggetto – oggetto. Se la nostra voglia di conoscenza è incondizionata e totale non v’è nulla da temere.

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Coppia A Belgrado

Alessia ha scritto: Ciao Dadrim, per caso ho scritto una domanda su google e ho trovato questo blog... Ho guardato velocemente di che trattava ed essendo molto colpita da una tua risposta e dal tuo modo di intrecciare le parole centrando in pieno il concetto ho deciso di iscrivermi...  Mi pongo continuamente domande esistenziali e interiori, che spesso non posso riferire per l'incomprensione che trovo perennemente nelle persone.
Mi farebbe piacere poter leggere e colmare talvolta i quesiti che mi pongo, con te e gli altri iscritti. Vorrei riuscire a trovare un percorso interiore che mi porti a eliminare un profondo senso di solitudine e incomprensione, vorrei vedere gli altri migliori di quello che sono, di come si comportano verso di me, vorrei avere una concezione più positiva di tutto quello che mi circonda, in primis me stessa.
Non cerco sostegno psicologico, assolutamente, e so che questo blog non è indirizzato per quello, ma cerco persone che possano aiutarmi anche solo attraverso delle riflessioni, a trovare una me migliore, più positiva verso la vita e scusa la ripetizione verso gli altri.

Al riguardo ho giusto una domanda e vorrei sentirmi libera nel porla, spero che qui lo posso fare: "Perché sento continuamente di non essere indispensabile per gli altri? persone per cui ho dato tanto, in gesti, attenzioni, parole e consigli...che non sentono l'esigenza di chiedermi come sto, se sto male non avendo un lavoro, che si scordano un appuntamento che avevano con me, o che si negano...".

Dadrim ha risposto: Gentile Alessia, considerando che sei nuova da queste “parti” ti invito ad approfondire i miei scritti scaricando liberamente gli e-books che trovi cliccando qui. Forse il testo più adatto alla situazioni che riporti è “Sesso, amore e biscotti”. Fammi sapere! Entriamo comunque un po’ nello specifico della domanda che poni alla fine della tua lettera… Stai molto attenta al desiderio di essere indispensabile. Meditalo con attenzione, poiché, dal mio punto di vista, è l’anticamera della disperazione! Essere indispensabili presuppone che l’altro non sia autonomo, che abbia un fondamentale bisogno di qualcosa che non trova in sé. Puoi reggere consapevolmente il peso di un tale fatto? Se fossi pienamente consapevole di ciò che questo desidero implica veramente lo fuggiresti a gambe levate. Ma così non pare, pertanto, prima di fare come fanno i più, rifletti, osserva e brucia l’illusione. Cosa fanno i più? Semplice, quando il peso da sostenere non paga quanto il piacere desiderato la persona viene “gettata dall’auto in corsa alla prima curva”.

Testimone del nulla

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblico questa vecchia domanda nonostante le molte parti omesse, che forse rendono l’articolo in alcuni punti un po’ confuso, poiché ritengo che l’insieme rimandi comunque un dialogo di possibile interesse per molti.

X ha scritto: Ciao Pier, come stai?  E' più di un mese che non ti scrivo e le cose vanno, ma certe volte m'incasino. (…). La cosa che mi interessa di più è il ruolo del Testimone, e qua non so se riesco a spiegarmi bene, proviamo… Solitamente sono testimone dopo un accadimento, anche durante un accadimento, ma non so cosa succede prima, cioè, perché mi ritrovo a dire: ho fatto una cazzata o potevo risparmiarmi questa battuta, ecc… .

Dov'ero mentre mi accingevo a farla? Si può riuscire ad essere sempre testimoni, in ogni fase e in ogni dualità, in ogni tempo? Io sono stata testimone di tutte le emozioni che hanno attraversato il mio cuore in questo mese di silenzio (…), mi sono scaricata scrivendo (…).

Ciononostante, appena ho letto “le tue risposte”, ho perso il testimone ed è successo ciò che è successo. Come essere più presente, testimone più attento e solido perno, senza farmi coinvolgere? Cioè, il Testimone prende atto di tutto ciò che succede, ma come non rimanerne coinvolti in ogni accadimento? (…)

Ti saluto, caro Pier

grazie x tutto

Pier (Dadrim) ha risposto: Cara X, partiamo proprio dalle ultime riflessioni. Chi è taciturno e non si espone mai probabilmente andrebbe spronato al dialogo e al confronto. Chi e molto esuberante, di facile parola e spesso travolto dal suo stesso pensare e ragionare dovrebbe praticare un certo silenzio. Perché? Veniamo al testimone. Come puoi testimoniare qualcosa se mentre le cose accadono sei intenta a fare chiacchiere e riflessioni varie? Riflettere, dibattere, lottare e discutere è l’inizio della ricerca, ma se non viene il momento in cui comprendiamo che è nel silenzio della mente che qualcosa di nuova è profondo può accadere, qualcosa non sta andando per il verso giusto.  Le nostre chiacchiere mentali e le nostre emozioni sono oggetto di testimonianza e non filtro di proiezione.

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