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Frammenti di uno specchio

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nicola ha scritto: Ciao Pier, come stai? Come state? Ultimamente ho una sensazione, che io, come te, e altri 6 miliardi di persone siamo frammenti di un enorme specchio andato in frantumi, e dove ogni pezzo pensa di essere lo specchio intero. Osservo gli altri ed ognuno, e tranne qualche raro caso, che mi sembra terrorizzato e allo stesso tempo certo di sé, mi sembrano tutti confusi e basta, schegge senza meta. C'è l’ho con tutti perché non riescono nemmeno a parlare, a scavare… Scusa per queste poche righe, se vuoi anche confuse, vorrei sapere se è solo una mia sensazione o anche la vostra, la tua Pier?
 
Pier ha risposto: Dal mio punto di vista la mente è simile ad un prisma. Quando un raggio di luce attraversa il prisma viene rinfranto generando una molteplicità di colori. Se la mente è unicamente rivolta verso l’esterno assume di volta in volta l’identità del “colore” che percepisce, andando incontro a molteplici sofferenze causate dalla transitorietà dei fenomeni. Se la mente, attraverso l’indagine e la riflessione (intesa come “puro rispecchiare”), inizia a rivolgersi verso la “sorgente della luce”, progressivamente trova sempre più pace e serenità.

Senza sosta

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Manchi solo tu,
testimone cosciente,
al cosmico movimento,
che eterno scorre,
senza fine e fine alcuna.
La vita e la morte, ah,
impareggiabili amanti
capaci di donarsi e fondersi
in un unico flusso.

L'instancabile domanda di verità e pace

Adelaide ha scritto: Ho un paio di cose da dirti. Non chiedo risposte perché non sono domande, magari se qualcosa di questo rimane, potremmo parlarne quando verrò… Se qualcosa di buono finora ho combinato, lo devo alla serietà della domanda instancabile, con incrollabile fede, sempre ritrovata, rinnovata e rafforzata dopo ogni disagio interiore, ad un durissimo lavoro di radicamento, di presenza, pur sapendo che sono solo all'inizio, una costanza della quale mai mi sarei creduta capace, supportata da tutta l'energia che ho, concentrata unicamente a tale intento.

Pace e silenzio, silenzio e pace

Come sintesi degli incontri e degli scambi avuti in queste settimane condivido con tutti Voi le parole del Maestro Maharaj Nisargadatta...
Visitatore: Se le parole non hanno realtà in se stesse, perché parlare allora?
Maharaj: Perché le parole servono al loro scopo limitato, che è la comunicazione interpersonale. Non spiegano i fatti, li comunicano soltanto. Quando hai trasceso la persona, non hai più bisogno di parole.
V. Cosa può portarmi al di là dell'individuo? Come oltrepassare la coscienza?
M. Le parole e le domande provengono dalla mente, e ti mantengono là. Per trascendere la mente, devi essere quieto e silenzioso. Pace e silenzio, silenzio e pace: questa è la via che porta oltre. Smetti di fare domande.
V. E dopo aver smesso, che faccio?
M. Che altro vuoi fare? Osserva e aspetta.
V. Cosa devo aspettare?
M. Che il centro del tuo essere emerga dalla coscienza. I tre stati, sonno, sogno e veglia, appartengono tutti alla coscienza, al manifesto. Ciò che tu chiami non-cosciente si manifesterà comunque, col tempo. Il non-manifesto è oltre la coscienza. Al di là di tutto, e in tutto, si trova il cuore dell'essere che batte costantemente: manifesto/non-manifesto; manifesto/non-manifesto (saguna-nirguna).(...)
M. Tu sei responsabile solo di ciò che puoi cambiare, e l'unica cosa che puoi cambiare è il tuo atteggiamento. È tutto ciò di cui sei responsabile.
Sri Nisargadatta Maharaj
Frammento tratto da: "Io sono Quello, Sri Nisargadatta Maharaj, Pag 343-344, Ubaldini editore".

Le differenze sono solo nella mente

Luca ha scritto: Ciao Pier, volevo chiederti, secondo te la vita ha uno scopo, perché c’è la morte, che seno ha nascere? Quante differenze vedo, quanta follia. Che senso ha tutto ciò? Non so!

Un caro saluto

Pier ha risposto: Le differenze sono solo nella mente ma noi non siamo la mente! La mente è solo un pensiero, un frammento, una forma momentanea legata alla coscienza di sé. Pensiero più consapevolezza, identificati e confusi, generano quel che solitamente nel misticismo è detto "mente": un flusso di pensieri ritenuti personali, propri, relati al "me", al mio "Io". La "mente" generando un riflesso confuso della realtà, confonde la coscienza impersonale in uno specifico punto dello spazio e del tempo, generando l'illusione della personalità. Ecco allora che l'unico scopo che possiamo trovare nel dolore e nella follia del mondo è quello di pulire lo specchio mente. Tutti gli scopi e le differenze sussistono solo nella mente sino a quando il suo riflesso sarà deformante. Come in uno specchio rotto la nostra immagine si riflette in mille pezzi, nello specchio mente invaso da pensieri il mondo si frantuma in mille parti contrapposte e conflittuali.  Fra noi e un cane non v'è molta differenza. Se guardi un uomo e un topo attraverso la mente vi trovi grandi differenze. Se li guardi partendo dall'essenza non sono due cose diverse ma espressioni della medesima vita.

Libri e canzoni

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Libri

Contengono alcune fra le risposte più significative che Pier ha dato a domande di amici e ricercatori sulla conoscenza di sé.

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