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Vivere liberi e leggeri

Artisti di strada a BelgradoStella ha scritto: Ciao Pier, sono una donna di 45 anni, e già mi sembra strano definirmi "donna", in quanto non corrisponde a ciò che sento di essere dentro, mi sento infatti come se fossi una bambina anziana. Bambina perché bisognosa di suscitare tenerezza e dipendente dagli altri; anziana perché non ho più molto interesse per ciò che la vita su questa terra può offrirmi e, avendo sempre una salute piuttosto precaria, il più delle volte mi sento vicina al mio ultimo giorno su questa terra.

Pier ha risposto: I bambini suscitano tenerezza, non hanno “bisogno di suscitare tenerezza”. Dipendono dal mondo adulto per molte cose ma l’intera loro energia anela a comprendere ed emanciparsi. Magari la nostra mente fosse realmente capace di vivere come se fossimo vicini al nostro ultimo giorno! In realtà la nostra mente perde il valore immenso di ciò che si ha e si può fare nel presente proprio perché fugge la morte proiettando un futuro stabile, più o meno coerente e senza fine. Se uscissimo da questa illusione e vedessimo chiaramente che la vita che abbiamo è sempre e solo un istante, questo istante, ogni forma di dolore ed egoicità si ridimensionerebbe enormemente.

Liberi di non essere liberi

Dadrim Natale 2016

Qualcuno ha chiesto: Tu credi che “libertà” possa essere anche vivere qualunque condizione di apparente mancanza di libertà esterna con estrema e quieta libertà interiore?

Pier ha risposto: Non è che “credo possa anche essere”, questa “È” la prima ed ultima libertà (parafrasando qualcuno). L’unica vera quiete interiore è solo quella che non dipende dalle cose del mondo e che pertanto risulta inattaccabile dal continuo mutamento degli eventi esterni. In questo periodo credo proprio che ve ne sia un gran bisogno!

Senza speranza tutto è solo disperazione

Speranza ha scritto: Ciao caro Pier, come va? Ti chiedo se trovi un attimo per spendere una parola per me. Illusioni di disperazione sembrano assalirmi, eppure avevo imparato a non lasciarmi ingannare, avevo imparato che dietro ognuna di esse, dietro ogni sogno, che sia di veglia o di sonno, c'è la realtà e ci sono io. Eppure c'è, è alla mia presenza. Un'illusione di disperazione così acuta, senza forma, senza nome, senza etichetta mondana. Senza nessuno o qualcosa che la rivendichi. Ma è qui. È strano o buffo, ma  è come se io non c'entrassi nulla con lei, anche se so che solo da me può sorgere e non ne è separata. Arriva acuta e ad ondate. Che fare, se non stare, se non guardare? Che dire, che pensare, che non siano concetti e idee, concetti e pensieri abbandonati perché rivelatesi falsi, inconsistenti, depistanti. Forse per questo sembra più acuta, perché non ho e non offro appigli, non ci sono santi o un dio cui rivolgermi. A cosa o a chi mai si può affidare un'illusione? Grazie.

Pier ha risposto: Mi sento di darti due risposte. Sta a te scegliere quale prendere o se rifiutarle entrambe. Se però senti che una delle due ti tocca, seguila senza fare resistenza, affidati, confrontiamoci ancora e ancora, disposti a vedere sino in fondo, ad ascoltare totalmente. Ma più di ogni cosa scegli e fallo totalmente, fosse anche rifiutarle entrambe.

Prima risposta.

Il termine disperazione designa l’opposto di speranza, è lo stato emotivo che percepiamo quando perdiamo ogni speranza. Ne consegue che una speranza infranta alberga nel nostro cuore e nella nostra mente con un nome, un colore e un sapore. Meditare è osservazione e comprensione. Se etichetti facilmente tutto come falso, inconsistente, depistante, non ti stai forse attaccando a questi concetti negativi, proprio convinta di esserti liberata dai concetti e dalle idee, insomma, dai condizionamenti? Affermare che tutto è falso e inconsistente, che dietro ogni percezione esiste il percettore, la realtà, non è forse un modo per evitare di vedere ciò che realmente è e c’è?

Dici: “Forse per questo sembra più acuta, perché non ho e non offro appigli, non ci sono santi o un dio cui rivolgermi”.

A chi non offri appigli? Alla disperazione? Ma la disperazione non si aggrappa a nulla. Essendo un’illusione, se il “percettore” non la trattiene questa non può persistere. Un’illusione non ha una volontà. Sei tu che ti aggrappi, ma non alla disperazione, poiché questa è solo un’ombra di un moto interiore che sembri voler negare, un moto che si chiama speranza!

Dall’amore infantile all’amore maturo

Bolle d'amore
Waldemar ha scritto: Pier, perché ho la sensazione di vivere con pienezza, di essere Vivo, solo quando amo e sono amato? Cosa c'è di tanto speciale nell'amore da farmi sentire così vuoto senza?
Altra domanda: Quando amo ho la sensazione di non arrivare mai ad una "pienezza": cosa "vogliono" due amanti l'un dall'altro?

Pier ha risposto. Gentile Waldemar, cos’è l’amore comunemente inteso ed esperito? Non è forse la percezione di una fusione del nostro essere con l’essere di un’altra persona e quindi la perdita di quella più o meno latente sensazione di isolamento e mancanza interiore? Grazie alla fusione con l’altro, al sentirsi totalmente dati e abbandonati a qualcuno, si ottiene per qualche tempo il dissolvimento della mente egoica, del “fardello di noi stessi”, e di conseguenza una percezione di pace e unità anche con tutto ciò che ci circonda. Questo fenomeno, come ben sappiamo è particolarmente intenso nel primo periodo, va poi spesso diminuendo, molte volte finendo male o tramutandosi in un tormento persino peggiore della sensazione di mancanza che esperivamo quando non eravamo “innamorati”. Perché?

Nizza: Non sono ancora morti e sono già dimenticati

14/07/2016 Strage di Nizza. Obama ha espresso una condanna durissima, come altre decine di capi di stato. Una condanna durissima? E quindi? Quel durissima cosa significa? Non lo sa nessuno, nemmeno lui e forse è meglio. Quando sanno cosa fare bombardano un po’ qua e un po’ là. Meglio che non sappia! Il presidente francese ha indetto tre giorni di lutto nazionale, minuti di silenzio in memoria delle vittime, come al solito. Ormai è un rito macabro e offensivo. Ma poi mi chiedo: “in memoria delle vittime???”. Ma se non si sa ancora quanti saranno i morti totali, se decine di persone sono ancora in fin di vita negli ospedali. E i governi che fanno?

I terroristi sono ovunque

Terrorismo

Silvia ha scritto: Caro Pier, non ti sembra che vi sia qualcosa di strano e inquietante negli attentati terroristici che stanno colpendo l’Europa?

Pier ha risposto: Si stima che solo negli Stati Uniti d’America ci siano 350 milioni di armi da fuoco. Gli abitanti sono 320 milioni, fate voi. Il numero di armi diffuse nel mondo fra semplici cittadini è pressoché incalcolabile. I mussulmani nel mondo sono circa 1,6 miliardi. Su 1,6 miliardi di individui un folle che spara a qualcuno vi sarà sempre, non credete?! A casa sua è molto probabile che vi sia un Corano. A questo punto, se tutti i media del mondo etichettano l’atto di follia come possibile “matrice islamica” credo sia altrettanto facile trovare su internet qualche altro folle che attraverso un sito o una pagina facebook esalterà il gesto, lo rivendicherà come proprio e ben pianificato. Ecco fatto! Oggi trovare e creare sempre nuovi eventi per fomentare la paura, la divisione fra popoli, la guerra e l’odio, è facilissimo e pure gratis. I mass media ci guadagnano perché non v’è cosa più morbosamente inquietante e di conseguenza difficilmente ignorabile del sentire sedicenti esperti mediorientali che ci spiegano urlanti attraverso lo schermo televisivo come sia impossibile controllare il fenomeno terroristico moderno e quanto sia facile saltare in aria andando a comprare un gelato con nostro figlio al centro commerciale.

Libri

Contengono alcune fra le risposte più significative del blog su amore, meditazione, realizzazione di sé, libertà dai condizionamenti.

Canzoni

Ascolta le nostre canzoni: un viaggio nel mondo delle emozioni e del pensiero umano alla ricerca del significato ultimo delle cose.

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