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La lingua batte dove il dente duole

A. ha scritto: Ho iniziato a leggere "sesso amore e biscotti". Tutto molto interessante su come viviamo i rapporti in maniera malsana. Ma da capirlo razionalmente a comprenderlo con il cuore ne passa… In questo momento sono in preda all'ansia e a un pesante nodo allo stomaco e alla gola.

È il solito cocktail di tristezza, vergogna, impotenza, frustrazione. Che ci posso fare? Vorrei provare altre emozioni ma queste passa il convento. Osservo il tutto cercando di non identificarmici.

Buona serata

Dadrim ha risposto: Il vuoto da colmare che sussiste fra il capire con la mente e il comprendere con il cuore è fatto dal nostro non voler vedere la realtà dei fatti che riguardano la nostra vita. La mente capisce e spesso il suo capire è una difesa. Molte persone quando capiscono una cosa la ritengono anche conclusa, e così possono gettarsi dietro le spalle il valore trasformativo reale di ogni cosa. Capire come si cucina una pasta non significa saperla fare e tanto meno essersi sfamati. Ma per quel che riguarda il nostro mondo interiore la possibilità di prenderci in giro è ampia e spesso cercata. Sai, se la mente al corpo racconta che poiché ha capito come si cucina un piatto tutto è apposto, il corpo, fedele, nel giro di poche ore ci ricorda che le menzogne non sfamano. Il benessere interiore, avendo tempi di resistenza e deperimento ben più lunghi del corpo ed essendo molto più influenzato dalle percezioni della mente, rimane spesso imprigionato dalla superficialità e dall’arroganza del pensiero “tecnico”.

Il Tizio e il meccanico: maturità

Qualcuno ha scritto: Devo prendere una decisione in merito ad una questione abbastanza delicata con cui non ti ammorberò, e mi ritrovo, al solito, a non saper da che parte voltarmi, a non avere una guida dentro di me che sappia farmi scegliere per il 'giusto', senza che mi penta 5 minuti dopo. Come se non riuscissi a ragionare bene, se il mio spirito critico e le mie capacità logiche e di elaborazione fossero insufficienti, se il mio cervello andasse a mille senza però giungere a nessuna conclusione. O la mia è semplice paura di prendermi delle responsabilità e di affrontare le conseguenze che ogni decisione comporta. Ti chiedo, tu come consideri la maturità di una persona, la sua crescita personale, lo sviluppo cognitivo, morale, intellettuale, emotivo? Pensi che siano cose irrilevanti? Per te è solo una questione di disidentificazione?

Dadrim ha risposto: Vorrei io chiedere a te come e perché usi tutte queste parole? Questa tua domanda, poiché ti conosco un po’, mi fa venire in mente quel Tizio che si ferma da un meccanico dicendo: “Vede? Questa è la mia macchina. Non mi fido molto, potrebbe lasciarmi per strada. Come posso stare sicuro? Secondo lei è una questione di guida, di strada più o meno sconnessa, di manutenzione dei freni, di aerodinamica, di gomme, di asciutto o bagnato, di cilindrata, di cavalli, di frizione, di olio motore, di tergicristalli, di chilometraggio..., cosa dovrei fare, a cosa dovrei porre attenzione e rimedio? Per lei tutto ciò è irrilevante o è solo una questione di “disidentificazione”?”.

Al che il meccanico osserva attentamente il Tizio, poi, dà un occhio veloce alla macchina e chiede: “Scusi, ma questa macchina ha già qualche anno, eppure sembra quasi nuova. Quanti chilometri ha fatto?”.

Non sono tuoi affari?

Qualcuno ha scritto: Caro Pier, quando nell’indagine di sé si arriva al punto di osservare la mente, i suoi tanti pensieri, gli stati d’animo, e vedendone il continuo flusso e non trovando altro, sorge il pensiero “tutto ciò non è affare mio”, non è questo sempre un gioco della mente? In fin dei conti anche dirsi “io non sono i miei pensieri, essi non sono affare mio” è sempre una verbalizzazione, un pensiero, un prodotto della mente, giusto? Mi spiego? Lo dico perché sto passando una fase nella quale sono sempre più lontana dall’identificazione con i contenuti mentali-emotivi, eppure sento una tensione interna probabilmente prodotta da una specie di gioco di resistenza. In qualche modo oppongo il pensiero “i contenuti mentali ed emotivi non sono affare mio” al flusso dei contenuti mentali-emotivi. Mi sto forse incagliando in qualche imbroglio della mente?

Grazie

Dadrim ha risposto: I contenuti mentali ed emotivi non sono né un affare tuo né non un tuo affare. Se ti siedi lungo il bordo della strada e osservi il traffico, il flusso delle auto cosa diviene? È un tuo affare o non è un tuo affare? Dal mio punto di vista non è né una cosa né l’altra. Certo, se osservi ne sei consapevole, ma essere consapevole di un qualcosa non significa trasformarlo in un tuo affare, giusto?

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