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Ma quante stronzate scrivi

 

 

 

 

 

 

Qualcuno mi ha inviato questa breve mail anonima:
"Ma quante stronzate scrivi, non perdere tempo a scrivere tanto ma cerca di fare delle buone esperienze".
Sai, qualunque cosa io provi a rispondere (alla tua mail) mi pare una gran stronzata. Curiosa situazione.
Grazie per la condivisione, ci mediterò...
Pier

Bertone e Gesù

Tarcisio Bertone"Io stesso ho cercato benefattori che pagassero la ristrutturazione di un appartamento che, lo ricordo, non è mio ma di proprietà del Governatorato. Poiché non se ne sono trovati, ho pagato di tasca mia, e salato, con i miei risparmi (300mila euro, ndr), solo dopo sono saltati fuori pagamenti ulteriori, si parlava di duecentomila e adesso vedo che sarebbero addirittura 422 mila euro, più del doppio...
Ci sarà una trentina di cardinali che vive in appartamenti anche più grandi".

Cardinale Tarcisio Bretone


“Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento...
A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l'altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica. Da' a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare...”

Gesù

La libertà della solitudine

Terrazza sul Danubio

Sara ha scritto: Ciao Pier, volevo dirti che il mese prossimo parto. Ho tantissima paura ma devo, semplicemente devo. Mi sento molto sola nell'anima e nel cuore. A te è mai capitato? Un abbraccio.

Pier ha risposto: Sì mi è capitato. L'unica differenza che noto fra oggi e un tempo è l'aver imparato che la solitudine del mio cuore è la mia salvezza. Il dolore era dato dal ritenere d'aver bisogno di una qualche forma di conferma da parte del mondo esterno. Le risposte che cerchiamo fuori da noi per placare quel apparentemente insaziabile bisogno di essere visti, amati e confermati, quando non trovano riscontri positivi ci gettano nello sconforto, in un profondo senso di isolamento e annientamento. Quando ho visto che quel bisogno nasceva da un senso di insufficienza e mancanza artefatto, instillato dall'ambiente esterno, e non da una mia reale condizione interiore, ho smesso di percepire il dolore dell'isolamento mentale e ho scoperto la bellezza dell'essere soli. Ora godo e amo la presenza di molte persone ma non cerco più in loro una risposta alla solitudine, ma anzi, vedo e accolgo con sempre più compassione ed empatia la medesima solitudine che li abita. A volte percepisco affiorare nuovamente quel “primordiale senso di mancanza e isolamento”, ma so che è come una bolla di sapone che fluttua nell’infinito e solitario spazio della Coscienza: come viene ad un tratto svanisce.

Il deserto della vita

Cristo sul monte Pasubio

Margherita ha condiviso: Viene un momento nella vita in cui ti trovi di fronte un deserto…, quando tutta la conoscenza è futile, il passato è irrilevante, tutte le abitudini, i modi abituali di pensare o di comportarsi, semplicemente non hanno più un senso.Quel momento di crisi, quel momento in cui si ha di fronte il deserto, è un momento importantissimo. Se riesci a essere coraggioso a sufficienza per rischiare, verrai trasformato."

Osho Namastè.

Sono e non so chi sono, avverto e sento la mia essenza nello spazio più profondo di me stessa, nell'immensità del vuoto universale che mi attraversa e costituisce. In me ci sono molteplici forme, pensieri, emozioni, paesaggi e luoghi fantastici ma per loro sento solo amorevole accettazione.

Come è bella la guerra!

Joystick nucleare

Repubblica.it pubblica una serie di immagini, come questa sopra, seguite da poche parole: <<Sembra un joystick comune, invece è il pulsante dal quale può dipendere il destino del mondo: per la prima volta, viene mostrato il pulsante da premere per lanciare un missile nucleare. Si trova a bordo dei sottomarini atomici Trident sui quali è salito in un porto della Scozia il segretario britannico alla difesa Michael Fallon. "Sono pronto a premerlo se necessario", afferma in un'intervista al Telegraph l'ufficiale, padre di tre figli, che lo ha in consegna>>. http://www.repubblica.it/esteri/2016/01/22/foto/gb_sottomarino_pulsante_nucleare-131798049/1/?ref=HRESS-1#1

Mi chiedo quale sia il senso? Il dito di un individuo può innescare la fine del mondo. Bello! E quindi? Sembra un joystick, scrivono, bello ancor più! Se mai ci risveglieremo un po' da tutta questa situazione folle, le generazioni future guarderanno a noi con il medesimo sgomento con cui oggi noi guardiamo cose come i filmati dei discorsi del Duce o di Hitler, dove questi gridavano grottescamente invasati a migliaia di persone "la guerra è vicina, siamo pronti alla morte", e la folla rispondeva "Sììììì!" in preda al delirio. Se guardiamo bene, a mio avviso, culturalmente e spiritualmente siamo tornati molto indietro. Forse tanti faticano a riconoscerlo perché cinquant'anni fa non avevano l'iphone o la pay tv, e scambiano queste conquiste tecnologiche per evoluzione. Forse perché un tempo eravamo più onesti e affermavamo chiaramente che la guerra è bella e che per amore di patria e benessere personale è giusto soggiogare i paese confinanti per depredarli di ogni risorsa. Oggi dicono che la democrazie e la pace sono in pericolo e pertanto la guerra è necessaria! Oggi per fare la guerra dobbiamo sentirci buoni, giusti o meglio in pericolo, potenziali vittime di mostri oscuri e ineffabili. Siamo in pericolo, dobbiamo attaccare! Questa è l'evidente giustificazione di ogni guerra moderna. Ma chi e perché ci attacca? Irrilevante capire, l'importante è agire. O forse, molto più semplicemente quanto drammaticamente, ci eravamo unicamente illusi d'aver superato la follia che ci aveva portati a due guerre mondiali e alla soglia di una guerra nucleare, forse la seconda guerra mondiale ci aveva solo un po' troppo affaticati lungo il nostro perpetuo e laborioso sentiero di autodistruzione, di guisa siamo stati quieti quel tanto necessario a riprendere con nuovo entusiasmo ed energia il nostro antico compito.

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