Viviana ha scritto: Caro Dadrim... Anch'io come molte altre persone che ti hanno scritto ho sofferto di attacchi di panico e di una forte depressione cominciata a 23 anni e che sto' ancora cercando di combattere ora che ne ho 29. In questi anni tanto difficili ho visto la maggior parte della gente a me vicina allontanarsi... amiche,parenti,conoscenti...l'unico a non avermi mai abbandonato e' DANILO, il mio ragazzo da 4 anni. Ci siamo conosciuti perché lui suona ed io.... cantavo, e da lì non ci siamo più lasciati. Ora il punto è che io circa 3 anni fa sono rimasta incinta, ma a causa degli antidepressivi che prendevo non ho potuto tenere il bambino, anche perché erano solo 3 mesi che stavo con Danilo. Oggi che la nostra relazione è molto più solida, sento forte dentro di me il desiderio di averlo, anche perchè credo che sia il dono più grande che mi ridarebbe quella gioia e spinta verso la vita che purtroppo in questi anni ho perduto. La mia paura più grande? La mia insicurezza verso la gente: fobia sociale si chiama... Come faro' ad avere rapporti con le altre mamme, maestre etc etc... Posso farcela? In fede, Viviana
Dadrim ha risposto: Se nella nascita di nostro figlio proiettiamo la speranza di risolvere i nostri turbamenti interiori, graviamo di una responsabilità irrealizzabile le spalle di un essere che non è ancora nato. Nessuno nasce per appagare i nostri bisogni; ogni bambino viene al mondo unicamente per compiere il suo destino, e spesso il suo destino non è molto in sintonia con il nostro volere. Questa è la causa principale dei tanti conflitti fra genitori e figli.
Tu dici: “La mia paura più grande??? La mia insicurezza verso la gente,fobia sociale si chiama...come faro' ad avere rapporti con le altre mamme... maestre.....”
Io credo che la tua paura più grande dovrebbe risiedere nella possibilità di condizionare tuo figlio con le tue difficoltà. I neonati sono delle spugne emotive e le madri per loro sono come un oceano.
Il desiderio di avere un figlio, dal mio punto di vista, dovrebbe, come prima cosa, spingerci a ricercare tutte le energie e le strategie per creare un ambiente massimamente sereno e creativo per il nascituro. E il primo ambiente in cui un bambino permane per ben nove mesi è il ventre stesso di sua madre.
Ti auguro con tutto il cuore di poter divenire un ventre di pace e serenità. Tutto ciò che veramente vogliamo lo otteniamo
Dadrim
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Commenti
le parole che hai scritto a Viviana sono molto vere.Nessuno nasce per rispondere alle aspettative di qualcuno.Ognuno è qui,per la propria vita,"io sono io,tu sei tu".
Il mio cammino me lo ha confermato giorno dopo,l'ho capito traendone un estremo senso di leggerezza.
Non solo perchè questo mi ha insegnato a non proiettare i miei bisogni sugli altri,concedend omi,di conseguenza,una graduale,chiara visione di me stessa,ma anche perchè,attraver so questa consapevolezza, ho potuto liberare.
Mi permetto di affermare che non può esserci dono più grande della capacità di lasciare agli altri esseri la libertà che appartiene loro.E questo si può ottenere soltanto iniziando a riconoscere la propria.
Vorrei rivolgere un pensiero a Viviana,per dirle che veramente non esiste nulla che non si possa fare,magari cercando gli strumenti giusti,gli aiuti adeguati.La vita è essenzialmente nostra e noi soli possiamo,se aiutati in alcuni,particol ari momenti di questo viaggio,a ritrovarla.
Un sorriso a Viviana e a questo blog scoperto da pochi giorni.
Giulia
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