Qualcuno ha chiesto: “Che si sia in fase di ricerca spirituale o no, purtroppo o per fortuna, la nostra vita quotidiana prosegue ugualmente con svariate peripezie... Io, per esempio, mi scontro spesso con mio marito, secondo me, per delle stupidaggini. Lo detesto sempre di più, visto che è da lui che partono queste assurde discussioni accompagnate da offese e brutte parole. Le prime volte mi sentivo crollare il mondo addosso. Scoprire il mio amato uomo così diverso, inferocito, ingiusto e sempre convinto d’avere ragione per me era una cosa inaccettabile. Adesso, quando capita, sento una tristezza immensa, perché vedo che inciampiamo sempre sugli stessi “sassolini”, e sento che dopo queste brutte cadute non potrò mai condividere con il mio compagno i miei pensieri "spirituali", nonostante lui sembri in grado di comprendermi, a volte parla quasi in modo illuminato, peccato che finisca poi sempre, o per compiacersi delle riflessioni che ha raggiunto, o per deprimersi ancor di più.
Lo so che la ricerca spirituale è un percorso individuale, e che nessuno può cambiare nessuno, e che possiamo solo cambiare il nostro atteggiamento per riuscire a stare sereni ed evitare le collisioni. A dirlo sembra così facile, ma non lo è affatto!
Quale consiglio daresti alle persone, che come me, desiderano proseguire nella ricerca spirituale senza finire per detestare chi ci sta intorno o, peggio ancora, diventare indifferenti nei loro confronti. Non sarà forse proprio il mio cambiamento a infastidire ancora di più? Si tratta di una, per così dire, rivoluzione interna, ma le rivoluzioni, lo sappiamo, non sono mai silenziose.
In sostanza: come possiamo rivoluzionare la nostra vita senza spargere veleni e trovando una felici e un’armonia sia in noi stessi che con il mondo che ci circonda? Per cambiare il mondo bisogna cominciare da noi stessi?”
Dadrim ha risposto: Carissima S., ormai è un po’ di tempo che procediamo insieme lungo i tortuosi e misteriosi sentieri della spiritualità, e mi fa molto piacere vedere con quanta determinazione e sincerità tu stia ricercando un equilibrio, sia interiore che esteriore. Sono certo che se proseguirai con questa motivazione, fra non molto vedrai i frutti del tuo lavoro, ma vi sono ancora diverse cose che vanno maggiormente chiarite, approfondite, comprese e superate. Tu dici: “Che si sia in fase di ricerca spirituale o no, purtroppo o per fortuna, la nostra vita quotidiana prosegue ugualmente con svariate peripezie”. Certo non v’è alcun dubbio su questo. Le peripezie della vita non finiranno mai… Mai!! Ripeto: MAI !!! Anche quando realizzerai il tuo potenziale spirituale, la vita non smetterà d’essere funambolica, per il semplice motivo che la vita è per sua natura imprevedibile, avventurosa, mutevole e misteriosa. E per fortuna che le cose stanno così, altrimenti ti immagini che funerale sarebbe questo mondo e le nostre esistenze? Esistono molte persone che si chiudono completamente alla vita, che si confinano in un routine immutabile, in poche assolute certezze e in poche stantie relazioni, ma osservale con attenzione: sono morti viventi, paralizzati dal terrore del nuovo, del diverso, dell’imprevedibile. Ma una cosa è certa: nonostante i loro disperati tentativi, prima o poi, la vita distruggerà ogni loro barriera e ogni loro difesa, perchè l’esistenza è immensamente più grande di noi, immensamente più potente e immensamente più saggia. Quindi ci rimane un'unica scelta assennata: entrare in armonia con il battito del cuore della vita. Possiamo solo imparare la sua danza e lasciarci portare dalla sua canzone. Prima che la morte, la malattia, l’imprevedibile e l’incomprensibile vengano a frantumare le nostre inutili difese, iniziamo noi stessi ad abbattere i nostri limiti, per entrare volontariamente nel segreto più intimo del nostro esistere. Chi apre le braccia alla vita non teme più alcun male, mentre chi stringe i pugni e chiude gli occhi non è in grado di ricevere nemmeno il dono più sublime della terra.
Tu dici: “Che si sia in fase di ricerca spirituale o no, purtroppo o per fortuna, la nostra vita quotidiana prosegue ugualmente con svariate peripezie”. Certo, la vita è avventura, sfida, lezione continua per tutti, ma v’è una differenza immensa fra chi è in cammino lungo il sentiero della spiritualità e chi deambula incosciente verso illusioni e sogni d’ogni tipo. Chi ha compreso d’esser sempre vissuto in una sorta di sonno, e ora sente il desiderio di risvegliarsi, ogni volta che s’imbatte nelle “peripezie” della vita, ne esce rafforzato, più consapevole di sé e del mondo che lo circonda, più fiducioso, più meravigliato e desideroso di scoprire ancora e ancora. Chi, invece, persegue unicamente il proprio volere, i propri sogni e desideri, senza curarsi minimamente degli equilibri più ampi che muovono e determinano la sua vita e il mondo che lo circonda, ogni volta che s’imbatte nelle peripezie della vita, ne esce ferito, guardingo, deluso, impaurito, avviandosi, così, sempre più velocemente verso una morte, prima interiore e poi anche fisica.
Il male per gli stolti è un avvenimento sfortunato da temere ed evitare, mentre per chi muove verso una crescita spirituale è sempre e solo un’immensa opportunità d’imparare e cambiare, per non dover mai più tornare a commettere gli stessi sbagli e a vivere sempre le stesse paure!
Poi continui la tua domanda dicendo: “Io, per esempio, mi scontro spesso con mio marito, secondo me, per delle stupidaggini. Lo detesto sempre di più, visto che è da lui che partono queste assurde discussioni accompagnate da offese e brutte parole”.
Ti scontri per delle stupidaggini? Ma se le riconosci veramente come delle stupidaggini per quale motivo ti scontri? Probabilmente una parte di te le riconosce come scemenze, ma un’altra parte, più profonda e forte, non le ritiene veramente tali. Ho spesso notato che in questi casi le cause scatenanti dei conflitti non hanno nessuna significato in sé, ma sono unicamente dei pretesti per perpetrare uno scontro che nasce da motivazioni ben più forti e taciute. È come se un razzista picchiasse una persona di colore e poi, una volta preso dalla polizia, giustificasse il suo gesto dicendo che l’uomo aveva gettato una carta sul marciapiede e che lui non sopporta la maleducazione. La colpa sta nella poca educazione civica della persona di colore, non nell’animo razzista del picchiatore. Capisci? Quando in famiglia o nella coppia si litiga continuamente per delle scemenze, dietro si nascondono ferite che non siamo ancora riusciti a vedere e comprendere. Il problema reale non sta mai nelle stupidaggini o nelle cartine per terra! Come potrebbe essere così?!
Se sono delle stupidaggini sono stupidaggini e non ci si scontra. Guarda dentro di te, e in lui, cosa realmente muove questi scontri, e quando avrai sotto agli occhi la reale causa del vostro male, porta alla luce e al vento la vostra ferità: solo così guarirà.
Dici di detestarlo sempre di più visto che pensi partano da lui queste assurde discussioni.
Ma per discutere bisogna sempre essere in due, non si può discutere da soli, altrimenti ci si sentirebbe degli idioti.
Se tu volessi fare una gara a “braccio di ferro” e io non volessi giocare, come potrebbe iniziare il gioco di forza? Tu potresti costringermi con la forza a sedermi sul tavolo, potresti prendermi la mano e schiacciarmela sul tavolo due, tre, dieci volte, ma se io non mi coinvolgessi mai, se non opponessi resistenza, per quanto potrebbe durare questo gioco? Quanto tempo ci metteresti a comprendere la stupidità di quel che stai facendo? Poco, molto poco se non sei totalmente folle. Se mi accorgessi d’aver a che fare con un folle chiamerei la polizia, e cercherei di stargli il più possibile alla larga. Ma il novanta percento delle volte questi conflitti relazionali sono semplici, quanto stupidi, giochi dell’ego che vogliamo entrambi mantenere in piedi, salvo poi accorgerci in vecchiaia d’aver sprecato l’intera nostra vita in fesserie.
Cerca di capire cosa ti ferisce di quel che lui dice. Per il momento lascia perdere completamente tuo marito. Lui per ora, quando litigate, devi vederlo solo come una parte indispensabile per proseguire la tua comprensione personale, per approfondire i tuoi esperimenti spirituali. Lui dice qualcosa, senti che in te nasce un disagio, un fastidio, bene, vattene via e lascialo li con le sue parole ancora in bocca, chiuditi in camera e ascolta questo fastidio, lascialo parlare e lascia che ti spieghi da dove nasce, perché viene, lascia che ti racconti la sua storia. Non giocare a braccio di ferro, non raccogliere la sfida esterna, ma accogli la sfida interiore, scopri perchè senti questo desiderio di giocare a braccio di ferro.
Qui non centra niente chi ha torto o ragione, qui centra solo chi è libero e chi è schiavo, chi e sempre sereno e imperturbabile e chi è nevrotico e sofferente.
Non cercare la ragione: la ragione è sempre degli stolti e degli imbecilli. Cerca sempre e solo la verità, la libertà e la pace.
Continuo con il mio esempio… Se un uomo mi provoca dicendomi “cretino, mollaccione, pauroso, vieni qui che ti sfido a braccio di ferro”, seguendo la logica, chi è in torto è lui e non io, ma cosa me ne faccio della logica e della ragione. Se in me le sue parole non muovono una mosca, perché dovrei partecipare ad un gioco così assurdo? Ma dalle tue parole mi sembra di capire che certe parole muovono in te un intero temporale e non un semplice mosca. E forse in lui, in tuo marito, le tue risposte alle sue parole muovono un uragano. È sempre così che nascono i conflitti. È sempre l’inconsapevolezza delle cause interne al nostro animo a spingerci a voler modificare il mondo esterno, ma il mondo esterno si modifica solo quando eliminiamo le cause interne. Quando tu, alle sue parole, risponderai con amore e serenità (ma reali e non recitate), nel giro di pochi istanti vedrai cambiare completamente le dinamiche della vostra relazione.
Dici inoltre: “Adesso, quando capita, sento una tristezza immensa, perché vedo che inciampiamo sempre sugli stessi “sassolini”, e sento che dopo queste brutte cadute non potrò mai condividere con il mio compagno i miei pensieri "spirituali", nonostante lui sembri in grado di comprendermi, a volte parla quasi in modo illuminato, peccato che finisca poi sempre, o per compiacersi delle riflessioni che ha raggiunto, o per deprimersi ancor di più”.
Condividere i pensieri spirituali è un inganno, è aria fritta. Se tu usi la vostra relazione per comprenderti sempre di più, per superare i tuoi conflitti interiori, vedrai che i cambiamenti, sia interni che esterni arriveranno, e a quel punto vedrai anche che senza saperlo e volerlo avrete camminato assieme lungo il sentiero della realizzazione personale.
Se tu inizi a muoverti verso la serenità e la pace, chi ti sta vicino, o viene con te, o fugge, ma tu non devi fare nulla, tutto accade spontaneamente. Se la persona che ho accanto non alimenta più la mia ira, il mio malumore e la mia inconsapevolezza, sono costretto a vedere che tutte queste brutture sono solo dentro di me e non in chi mi circonda. A quel punto, o cambio o mi vado a cercare qualche altro sonnambulo disposto a giocare al mio triste e stupido gioco. Ma tu dici anche che quest’uomo: “sembra in grado di comprenderti, a volte parla quasi in modo illuminato, peccato che finisca poi sempre, o per compiacersi delle riflessioni che ha raggiunto, o per deprimersi ancor di più.
Credo pertanto che quest’uomo abbia, quanto te, un gran desiderio di uscire dai sui vecchi meccanismi e di incamminarsi verso un nuovo sentiero, ma mi sembra di capire che se il cambiamento non parte da dentro di te, nulla si modificherà.
La ricerca interiore è un fatto personalissimo, hai ragione, ma quando avviene coinvolge anche le persone più lontane a noi. È come un’esplosione nucleare, non si può nascondere e non si può tenere per se stessi.
Se inizi a creare libertà e serenità dentro di te, vedrai che aumenterà anche la tua compassione ed il tuo amore per i limiti e le difficoltà degli altri, di tutti coloro che ti circondano, compreso tuo marito. La consapevolezza non può mai renderci insensibili o portarci a detestare chi ci circonda. La ricerca spirituale, se si sta muovendo nella giusta direzione, può solo portarci a una maggiore sensibilità, e una maggiore sensibilità ci porta inevitabilmente ad avere un maggiore amore e una maggiore accoglienza verso l’altro.
L’amore e l’accoglienza saranno poi il terreno da cui germoglieranno i semi delle tue azione, e quando le nostre azione crescono da una siffatta dimensione, vedrai che le loro conseguenze saranno veramente rivoluzionarie, ma non avranno mai le forme e i modi delle rivoluzioni che nascono dal desiderio di cambiare il mondo che ci circonda in base ai nostri desideri, perché saranno semplicemente il frutto del riflesso della nostra pace e verità interiore.
Un abbraccio
Dadrim
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Grazie tante Dadrim