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Sul tempo, l'essere e il divenire PDF Stampa E-mail
ClessidraQualcuno ha chiesto: non sopporto gli orologi, mi illudo sempre che ci sia ancora tanto tempo per fare tante cose e poi, tutto ad un tratto, mi accorgo che è trascorso un altro giorno, un altro mese, un altro anno, ed io ho ancora tutto da fare... Basta con questa inflazione del tempo! Propongo di bruciare tutti gli orologi in una piazza pubblica! Poi portiamo la sabbia dal deserto, così il tempo non si esaurirà mai. Pensi anche tu che si andrebbe meglio con le clessidre?
Dadrim ha risposto: Mi chiedi se si andrebbe meglio con le clessidre. No, io credo che sarebbe la nostra fine!!
Dici di avere dei problemi con gli orologi perché ti ricordano che il tempo sta passando quando tu hai ancora tutto da fare, e per questo vorresti avere un tempo inesauribile. Detta in parole povere: il passare del tempo ti ricorda di continuo che prima o poi dovrai morire e tu non hai ancora trovato quella dimensione della vita capace di farti sentire e vedere anche la morte entro un quadro di bellezza e immensità. Dici, poi, d’illuderti sempre che ci sia ancora tanto tempo per
fare tante cose, e per questo vorresti avere la possibilità di vivere in un tempo infinito. Detto in parole povere: tu stai vivendo di sogni che proietti nel futuro e che pertanto necessitano di tempo per poter essere realizzati, da ciò nasce il desiderio di poter essere immortale.
Vivi di sogni, e per non dover smettere di sognare sei costretta a desiderare il sogno dei sogni: essere immortale! Ma sai anche che questo non ti sarà mai possibile, e così in te nasce un senso di angoscia e paura. Hai la sensazione che la vita ti stia sfuggendo di mano senza che tu l’abbia vissuta e compresa sino alla sue radici.
Ma non ti sei ancora accorta che anche se tu avessi l’eternità per poter continuare a “fare tante cose”,come tu dici, la tua vita non troverebbe mai un reale appagamento? Desideri fare sempre nuove cose per il semplice motivo che tutte le cose che sino ad ora hai fatto e in cui hai investito tante energie e tempo, non ti hanno mai dato una risposta definitiva, non ti hanno mai condotto al cuore della tua stessa esistenza. Ciò che per poter essere realizzato necessita di un domani è unicamente un’azione che vive entro i confini del tempo, pertanto è un fenomeno limitato, poiché è il tempo stesso ad essere un fenomeno delimitante, confinante.
Mi spiego meglio. Il tempo, per esistere, ha bisogno di una realtà che muta. Il tempo è la trasposizione, in forma mentale, dell’accadere del mutamento. Questo oggetto x ora esiste come x, ma tra un certo periodo di tempo non sarà più x ma sarà divenuto y. Questo individuo oggi è un bambino, fra 70 anni sarà un vecchio e fra 80 anni sarà ossa e polvere. Il tempo è mutamento. Se nulla mutasse da dove nascerebbe in noi l’idea di tempo? Da nulla! L’idea di tempo è pertanto legata all’idea di mutamento, che è, a sua volta, legata all’idea di fine, all’idea d’impermanenza, all’idea di morte. Il tempo scandisce il mutamento, quindi, quando vivo per cose che necessitano di tempo per poter essere realizzate, vivo per cose che oggi sono e domani non saranno più!
Supponiamo che viva per fare carriera. Spendo 20 anni per raggiungere l’obbiettivo, altri 40 anni di lotte e tensioni per poter mantenere l’obbiettivo (sempre che ci riesca, poiché le cose non dipendono solo dal mio volere), e poi…? Fine!
Sono morto come uno scemo, per il semplice fatto d’aver sprecato una vita intera per non far mutare la realtà che mi circondava, nonostante il mutamento del mio corpo, ciò la sua fine, è sempre rimasto ingovernabile.
Quando basiamo la nostra vita su cose che necessitano di un domani per poter essere realizzate, ottenendo così una qualche forma di remunerazione, poniamo le basi della nostra esistenza sulle sabbie mobili, e quando arriverà la morte saremo inevitabilmente terrorizzati perché la morte è la fine del tempo per antonomasia.
Chiediti quali sono queste cose che devi realizzare per poterti sentire appagata, e scopri se potranno mai darti la gioia che cerchi. Io credo di no, per il semplice fatto che l’unica cosa che ci può dare vera serenità e pace non vive entro le logiche del tempo, del divenire e del mutamento, ma dimora nel regno dell’Essere. Tu non devi divenire nulla o fare nulla per poter entrare nella dimensione dell’Essere, della realtà e della verità. Devi solo smettere di sognare, di credere che qualcosa ti possa appagare più di quanto tu non lo sia già. L’essere è, e non ha mai smesso di pulsare dentro di te. La tua pace interiore è sempre qui e ora, nell’eterno presente, e non potrai mai perderla. Stai semplicemente guardando nella direzione sbagliata, stai semplicemente credendo in idee errate.
Tu non devi ricercare la tua pace e la tua verità. Dove potrebbero mai essere? In cosa potrebbero mai risiedere? La tua pace, la tua verità, la tua gioia, il mistero stesso della vita sei tu quando smetti di cercare te stessa e di porre condizioni alla tua possibilità d’esser felice. Come è possibile cercare se stessi? È assurdo!!! Tu sei qui, adesso, sei quella che sei, libera dal bisogno di dover dimostrare qualcosa a qualcuno, libera dal bisogno di essere apprezzata ed elogiata da qualcuno, libera dal pensiero che la tua vita dovrebbe andare diversamente da come tu ora la puoi far andare. Sei libera da tutto questo per il semplice motivo che stando con te stessa, qui nel presente, comprendi d’essere, al di la d’ogni condizione, un fenomeno misterioso e meraviglioso.
Il sole brilla nel cielo, l’aria d’ottobre è fresca, le foglie cadono dagli alberi stendendo sui marciapiedi tappeti dai colori meravigliosi. Tu sei in silenzio, la tua mente è in silenzio perché non è più schiava delle logiche di valore e paragone. Per meritare amore non devi dimostrare niente a nessuno, non devi diventare qualcuno, perché tu sei sempre stata ciò che l’esistenza attraverso di te voleva essere. La pioggia, per cadere sul tuo viso, e il vento, per accarezzarti i capelli, non hanno mai preteso nulla, come il giorno in cui nascesti nessuno ti chiese se lo tu lo volessi. Allo stesso modo, ora e per sempre, l’essere che vive in te e in ogni cosa, non ti ha mai posto alcuna condizione per poter ricevere la sua pace e il suo amore. Siamo solo noi uomini che misuriamo tutto entro i confini del merito, del valore, del dover divenire e, pertanto, del tempo.
Ed io ora vorrei sapere chi può arrogarsi il diritto di giudicare qualcuno, compreso se stesso? Vorrei sapere chi può affermare di conoscere i meriti e gli attributi che si dovrebbero avere per potersi meritare il proprio stesso amore quando i doni più grandi di questa vita, come la pioggia, il sole, l’aria e i profumi della natura, cadono su tutti, senza distinzione alcuna. Un raggio di sole non chiede mai ad un uomo: tu cosa hai realizzato nella tua vita, quanti soldi hai, quanto importante sei perché devo decidere se riscaldarti o meno?!
Se l’esistenza stessa non pone condizioni per diffondere il suo amore, quale uomo può permettersi di sentenziare?
Nessuno!!!!!!!!!!!
Tanto meno noi, nei nostri stessi confronti, perché non v’è giudice più spietato e inumano della nostra stessa coscienza quando pone delle condizioni alla nostra innata possibilità di vivere appagati per il semplice motivo d’esser vivi!!
Vivi il presente, osserva il presente, godi il presente, e dal presente vedrai affiorare un mondo fatto di mistero e meraviglia. Un mondo che dimora fuori dai confini del tempo e che non conosce morte alcuna!!
Un abbraccio,
Dadrim
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Commenti (2)Add Comment
A Lena
scritto da slagiana, ottobre 14, 2008
Cara Lena, io sono quella che ha fatto questa domanda a Dadrim. Nonostante la chiarezza con la quale Dadrim si esprime, continuiamo a cercare tra le righe qualche formula magica con la quale risolvere tutto...
Ci piacciono tanto questi"meravigliosi messaggi", "taglienti verità", ma le nostre realtà, pare non si possono cambiare.
Invece, Dadrim ci ha già detto tutto, che cosa fare e come fare. Ricordiamoci che non siamo per sbaglio su questo blog
e pertanto ti invito a rileggere questa e qualche altra risposta di Dadrim... sono sicura che come me, ti invierai con più decisione sulla strada che ti appartiene.
Ti abbraccio forte!
...
scritto da Lena, ottobre 07, 2008
Tu dici "vivi il presente, osserva il presente, godi il presente", ma non è per niente facile se la nostra società ci spinge in tutti i modi possibili a pensare al passato e proiettarci nel futuro. Ci educano fin da piccoli a diventare medici, avvocati, banchieri, personaggi pubblici e socialmente rispettabili ( niente di meno), ma sempre rispettando tradizioni e valori. Il genitore non si merita un figlio fallito.
A questo punto, io mi chiedo: Ma quali sono questi valori? In giro per le strade, in televisione, ovunque, sento i ragazzi dire che “credono nei valori”, ma nessuno spiega quali sono questi valori. Perchè? Vivendo in un mondo ambiguo e ipocrita certe cose non si possono dire, ancora, apertamente, ma certamente le si possono pensare e fare. Una cosa è sicura: non è vero che i ragazzi di oggi non hanno valori, li hanno, li abbiamo tutti, ma non tutti sono uguali.
Secondo voi, quali sono i valori di una ragazzina d’oggi, di diciotto anni, agghindata all'ultima moda con il sogno di diventare una velina e sposare il Briatore di turno? Immaginatevi questa ragazza a quarant'anni, se non è riuscita a diventare qualcuno. In una società che non ti dà alternative, non ti offre altre cose in cui credere (basta guardare un po’ la televisione con tutte quelle pubblicità che ci mostrano solo soldi, lusso e donnine nude) una quarantenne che non è ricca, non ha sposato un uomo potente, non è un medico o un avvocato di successo, come si può sentire? Certo, qualcuno può dire che basta spegnere la TV e rivolgersi alla famiglia, ma se mia madre è vestita come una quindicenne e cerca di acchiapparsi anche il mio ragazzo, come la mettiamo?

Dadrim continua così, cerca di diffondere i tuoi meravigliosi messaggi. Ti auguro di conquistare il mondo. Le tue, a volte, taglienti verità ci possono fare solo bene.

Calorosi abbracci!

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