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Sentimento come pieno sentire la vita PDF Stampa E-mail

Maristela ha scritto: Ciao Dadrim, mi chiamo Maristela e ho 29 anni. Sono sposata e ho una figlia piccola. Ho trovato il tuo Blog per caso e, curiosando un po', ho notato che il tuo modo di vedere la vita e le sue difficoltà è molto simile a quello che sto ricercando ultimamente. Ovvero, le stesse cose che affermava Osho (ho letto un suo libro e mi sembrano molto vere le cose che dice): dobbiamo cercare noi stesse, stare "nel presente" e lasciar perdere i pensieri, la mente e anche le emozioni.
Io però, non riesco a mettere in pratica questi insegnamenti. Come si fa a stare sempre (o perlomeno quasi sempre) nel presente? Come si fa a vivere solo nel presente senza preoccuparsi di avere un lavoro, una casa o a quello che mangerò domani? Tante volte, almeno nel mio caso, io starei volentieri fuori a passeggiare e a guardare il sole e il mare tutto il giorno, ma se non avessi il pensiero che mi dice che devo invece lavorare oppure preoccuparmi in qualche modo di garantire il mio cibo e le necessità minime di domani, potrei un domani ritrovarmi come una mendicante in mezzo alla strada, e questa non credo assolutamente sia la via giusta per incontrare la felicità o per ritrovare me stessa.
Credo quindi che si debba trovare una via di mezzo. Non preoccuparci troppo per il futuro, ma non che non dobbiamo assolutamente pensarci, perché comunque ci serve per le questioni pratiche della vita.
Un altro punto che non riesco a capire bene è come vivere così, senza aspettative o progetti, mi sembra che se uno vive in questo modo è come se non avesse vissuto. A cosa servirebbero la nostra mente e il nostro libero arbitrio, se tanto dobbiamo semplicemente seguire e accettare quello che ci capita nella vita? Se dobbiamo accettare sempre tutto, allora che senso ha vivere? E' quasi come se ci fosse già un destino scritto, mi sembra un po' inutile...
Scusami ma mi sento proprio molto confusa. Non riesco più ad accettare questa vita "artificiale" a cui siamo abituati, ma allo stesso tempo non riesco capire bene come mettere in pratica questa altra visione di vita. Anche per quanto riguarda le emozioni. Io riesco a capire che i pensieri ci disturbano e ci controllano, ma le emozioni, invece, sono sempre stata convinta che rappresentano quello che sentiamo e proviamo per davvero, e che quindi dobbiamo sempre ascoltarle.
Ti ringrazio tantissimo in anticipo e spero che potrai rispondermi.
Maristela

Dadrim ha risposto: Cara Maristela, all’inizio di una nuova avventura è normale essere un po’ confusi, anzi, è un buon segno, perché significa che non stiamo accettando passivamente il sentiero che stiamo percorrendo. Se entriamo in una nuova visione delle cose senza mettere in dubbio quel che vediamo subiremo unicamente un ulteriore lavaggio del cervello, e l’unica cosa che ci può rendere liberi non è certo quale percorso seguiamo, ma come lo attraversiamo. Il dubbio è l’anticamera della vera fiducia nella vita e della vera libertà interiore, perché è solo grazie alla più totale e sincera messa in discussione delle certezze su cui basiamo la nostra esistenza, che il superfluo e il falso possono essere svelati ed eliminati. Pertanto vivi serena anche i tuoi dubbi, sono cosa buona!

Mi chiedi: “Come si fa a stare sempre nel presente?” Stai facendo la domanda sbagliata! Noi non riusciamo ad incontrare il presente perché viviamo aggrappati ai pesi del passato e al bisogno di dover esaudire per forza i nostri desideri futuri. Questo ci rende simili ad un uccello che cerca di volare, inconsapevole di avere le ali legate a delle pietre pesanti. Per questo ci chiediamo come possiamo imparare a volare, quando, però, la vera questione sta nel riuscire a vedere e sciogliere i pesi che ci tarpano le ali! Cerca di osservare e comprendere totalmente la natura dei pensieri e dei desideri che ti spostano dal presente, facendoti, così, viaggiare nel passato o nel futuro. Ogni volta che il tuo pensiero inizia a vagabondare, appena te ne accorgi, riporta la tua coscienza all’ascolto e alla presenza del qui ed ora. Il trucco consiste unicamente nello spezzare un’abitudine malsana che abbiamo coltivato negli anni: l’abitudine di continuare ad immaginare e fantasticare ininterrottamente, 24 ore su 24. L’avrai notato, la nostra mente non tace mai, è come un macchina lanciata a folle velocità senza freni. Avere un mezzo di trasporto è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale poterne scendere quando si vuole. Vivere in un’auto in perpetuo movimento non è il massimo, soprattutto se si percorrono strade trafficate come quelle che attraversano le città delle nostre relazioni. Per questo capitano di continuo incidenti esistenziali!

Altro punto, vivere il presente non significa smettere di progettare o sognare, anzi, significa poter progettare e sognare l’infinito, poiché si vive ben radicati al suolo. Solo gli alberi che hanno radici profonde e robuste possono lanciarsi alla conquista dei cieli senza temere d’essere sradicati dal primo venticello primaverile. Essere immersi nel presente significa vivere totalmente appagati semplicemente perché non poniamo più nulla come condizione imprescindibile della nostra felicità, e quando un individuo è sereno senza alcun motivo, in ogni cosa che fa mette una leggerezza e un’energia che gli consentono di raggiungere anche le mete più impensate, ma queste mete sono sempre un in più, pertanto, anche se non le dovesse raggiungere, non verrà minimamente turbato dal suo insuccesso. È come un miliardario che spende cinquanta euro per acquistare una scatola chiusa: se la scatola è piena di doni o è vuota, a lui non farà poi molta differenza, una risata affiorerà comunque dalle sue labbra, sia che vi trovi un simpatico gattino, sia che vi trovi un osso di pollo. Guarda l’esempio della vita dello stesso Osho che hai citato nella tua domanda! È stato arrestato, accusato di ogni cosa possibile, ha visto smantellare l’enorme realizzazione che aveva portato a termine in America, ma il suo lavoro e la sua intenzione, nonostante tutto ciò, non hanno subito la minima incrinatura. Non è certo cosa comune! Quanto profonde devono essere state le radici della sua anima?

Immergiti, quindi, nel presente, continuando a portare avanti i tuoi progetti e i tuoi sogni, non temere nulla, non finirai a fare la barbona, al massimo, più il tuo essere si ridesterà e la tua libertà di scelta si farà guidare dalle esigenze più vere della tua anima, più vedrai che certi desideri svaniranno e certi progetti perderanno di significato, ma che male c’è? Nessuno, perché nasceranno altri sogni, altri orizzonti più vasti, più profondi, più appaganti!

Per quanto riguarda le emozioni, invece, un conto è vivere chiusi in una gabbia di emotività ridondante, e un conto è vivere unicamente guidati dal nostro più profondo e penetrante Sentire. Chi vive nel primo modo è solo schiavo delle esperienze e dei bisogni inappagati del passato, chi vive nel secondo modo è Maestro di se stesso! Dobbiamo imparare a distinguere quell’emotività che nasce dalle ferite del passato da quel Sentire che nasce dall’essere totalmente aperti e sensibili alla vita, alle persone e a noi stessi. L’emotività è una manifestazione egocentrica, isolante e distruttiva, mentre, quel che io definirei come sentimento (da pieno sentire), è la sorgete da cui sgorga il fiume dell’amore, e l’amore è l’unica realizzazione per cui valga la pena vivere.

Sempre a tua disposizione per qualunque altra domanda o chiarificazione.

Un abbraccio,

Dadrim

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Commenti (1)Add Comment
Sentimento....
scritto da Renato Farina, maggio 17, 2009
...La vita è un grande Mistero e non esiste un me-
todo o delle norme precise da scoprire o da seguire.
Posso capire anche lo smarrimento, in questo caso di Maristela nel "saper" cogliere
il sentiero giusto fra tante incognite esistenziali.

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