| Per cosa vale la pena combattere? |
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Qualcuno ha chiesto: Qual è il giusto ideale da perseguire, il desiderio per cui lottare, il futuro per cui combattere?Dadrim ha risposto: “Nessun ideale, nessun sogno, nessun desiderio, nessun futuro.
Ogni speranza è un inganno, ogni domani è una fuga, ogni ricerca è destinata al fallimento, ma tutto ciò si comprende solo dopo avere a lungo sofferto e a lungo cercato.
Questa è la Via Divina, che non può essere mutata e a cui non ci si può sottrarre.
Per tornare all'Essere bisogna “uscire” dall'Essere.
Per comprendere il valore dell’Essere bisogna patire la perdita del proprio Essere, perché ciò che dimora da sempre nell'Essere vive in Lui, ma inconsapevolmente, come un pesce che non conosce l’importanza dell’acqua per il semplice fatto di non aver mai vissuto l’esperienza della sua mancanza.
Allo stesso modo, ciò che per noi è essenziale non viene mai compreso sino a quando non crediamo di averlo perduto.
Ma ciò che in noi “È” veramente non può mai esser perso realmente, pertanto il Mistero della vita ha fatto si che noi potessimo sognare.
È, infatti, solo grazie ai nostri sogni che possiamo vivere la tremenda sensazione d’esser stati sradicati dal corpo vivo dell’Esistenza, come quando nel sonno possiamo credere d’essere stati rinchiusi in un’orrenda prigione, nonostante il nostro corpo non si sia mai mosso dalla nostra solita e rassicurante camera da letto.
L’Essere non può mai cadere nel non Essere; il reale non può mai divenire irreale; ciò che è immortale non può divenire mortale, ma la nostra coscienza può cadere in una sorta di sonno profondo, d’inganno nel quale il falso è creduto vero, l’irreale è visto come reale e il mortale come certo.
Tutto ciò accade perché, sin dal nostro primo istante di vita, il gioco mutevole delle forme e dei colori del mondo diviene per noi così importante e attraente da farci smarrire la consapevolezza della Presenza unitaria del Divino che vive in noi e che sostiene ogni forma o colore mutevole e limitato.
Ma in tutto ciò non v’è nulla di sbagliato o di malvagio. Questo è semplicemente l’unico modo che ha il Mistero della vita per spingerci a ricercare coscientemente la sua presenza in noi stessi e in ogni persona e cosa che abita questo mondo. Questa è l’unica forme attraverso cui l’Esistenza può manifestare se stessa, e prima lo comprenderemo e accetteremo, prima ritorneremo alla nostra Vera Dimora.
Chi di noi ringrazia mai l’Esistenza per il continuo dono della pioggia, del sole o dell’aria? Ma se un giorno, per un qualche scherzo divino, tutte queste cose ci dovessero esser sottratte solo per qualche istante, non credete che da quel momento in poi, ogni qualvolta che un raggio di sole ci dovesse accarezzare la pelle o una leggera brezza muovere i capelli, noi proveremmo un’immensa gratitudine e gioia per queste cose così semplici quanto indispensabili?
Quanti pochi sono gli uomini che vivono la propria vita sentendo d’esser stati benedetti per il semplice fatto d’assistere alla manifestazione di un miracolo, di un mistero meraviglioso in cui non v’è nulla di scontato e dovuto! E, sfortunatamente, quanti sono gli uomini che vivono le proprie esistenze sentendo sempre di non aver avuto mai abbastanza e di esser stati gettati in un mondo dove lottare e competere per avere sempre di più perché tutto è dovuto e scontato!
Chi pensa in questo modo sta dimostrando solo una cosa: che la vita non l’ha sottoposto ancora alle prove più dure, quelle in cui ci vengo sottratte le cose che riteniamo più essenziali nonostante non lo siano affatto, o sta dimostrando semplicemente d’essere stupido”.
Non c’è nulla per cui valga la pena combattere. Esiste solo una cosa per cui vale la pena vivere, e quella cosa io la chiamo Amore.
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Dadrim
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