L'incoscienza del bambino e la consapevolezza del saggio PDF Stampa E-mail

Bambine che giocanoLa nascita è un mistero meraviglioso, ogni nascita è un evento incredibile, ma quella dell’essere umano è qualcosa di sconvolgente, di assurdo, geniale e stupefacente. Veniamo al mondo nudi, ancora incapaci di vedere, di camminare, di mangiare autonomamente, ma quel che più è grande è la nostra assoluta mancanza di difese. Siamo fragili e sensibili come null’altro al mondo, e proprio in questo fatto si racchiude la nostra illimitata forza, il nostro infinito potenziale: che meraviglioso paradosso, che illogica manifestazione! Cresciamo nove mesi nella più assoluta protezione e dipendenza, per poi, in pochi istanti, entrare in un mondo totalmente sconosciuto, imprevedibile e tremendamente complesso. Ma noi non sappiamo nulla di tutto ciò, non sappiamo chi sono i nostri genitori, quale sarà la nostra casa, il nostro futuro, il nostro destino. Quando nasciamo non abbiamo nemmeno la minima consapevolezza di cosa significhino parole come: famiglia, destino, futuro, casa, solitudine, dolore, morte.

Vi immaginate se un bambino nascesse con tutto il bagaglio culturale ed esperienziale che avete accumulato sino ad ora? Vi immaginate cosa vorrebbe dire dover nascere nudi, ciechi e totalmente dipendenti da due adulti, o chissà chi, che nemmeno conoscete, con tutto il sapere che oggi ci portiamo appresso nella nostra memoria, con tutte le nostre paure, le nostre ferite e i nostri pregiudizi? Quanti di noi avrebbero il coraggio di venire al mondo?

Oggi abbiamo paura del futuro, abbiamo paura del passato, abbiamo paura della morte, ci difendiamo dietro il giudizio, la ricchezza, il potere, il sapere, la forza fisica, l’astuzia, ma quando siamo venuti al mondo non avevamo nulla e non eravamo nulla, e solo grazie a questo miracolo abbiamo potuto lasciarci andare a quella sconvolgente avventura che ora chiamiamo vita.

Quando moriremo saremo nuovamente nudi, perché tutti i nostri possessi non varranno più nulla, saremo nuovamente dipendenti, perché le nostre forze non saranno più sufficienti ad autogestirci, saremo nuovamente ciechi, perché i nostri occhi si chiuderanno su questo mondo, ma quanti di noi moriranno consapevoli di non essere nessuno e di non poter possedere nulla?   

La forza del bambino sta nella sua assoluta ignoranza, la forza del saggio sta nella capacità di riappropriarsi dell’ignoranza del bambino attraverso i sentieri della conoscenza e dell’esperienza!

L’innocenza del bambino, poiché inconsapevole, è peritura, l’innocenza del saggio, poiché cosciente, è immortale.

Dadrim

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Commenti (3)Add Comment
...
scritto da Angela, giugno 18, 2009
Ho trovato una poesia bellissima di RONALD KNOX sulla teoria di Berkley sugli oggetti materiali. Forse non c'entra niente con l'articolo ma mi ha colpito così tanto che sono subito corsa a scriverla.

Si stupiva un dì un allocco:
"Certo Dio trova assai sciocco
che quel pino ancora esista
se non c'è nessuno in vista"
RISPOSTA: "Molto sciocco, mio signore,
è soltatnto il tuo stupore.
Tu non hai pensato che
se quel pino sempre c'è
è perchè lo quardo io
Ti saluto e sono
Dio"
...si !
scritto da shunyo, giugno 16, 2009
...aggiungere in più è futile ,...godere il brio che porta quest'energia è sano ....
....lasciar il cuore volteggiare intorno all'Essere è eternità...
....buona danza.....
...
scritto da Athena, giugno 16, 2009
musica..

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