| Io sono e non divengo mai nulla |
|
|
|
I cimiteri sono pieni di sognatori.Qual è la nostra meta?
Qual è il senso di tutto questo nostro affannarci?
C'è chi ara la terra, chi va in guerra con grandi ideali, chi insegue il successo, chi accumula denaro, chi mendica, chi lavora il ferro, chi spazza le strade, chi suona uno strumento e guadagna milioni, chi uccide per professione, chi legifera, chi governa, chi e ancora chi……….
Dove vanno tutti questi uomini, cosa cercano realmente?
Cosa dovremmo fare noi, cosa dovremmo essere per essere veramente?
Il lavoro è finalizzato a una meta o è fine in sé? Molti credono che il lavoro sia solo un mezzo per ottenere qualcos’altro, altrimenti non si capirebbe come tante persone possano sopportare determinati lavori.
Ma se il lavoro è solo una mezzo, qual è la meta ultima?
Inoltre, vi pare sensato occupare più della metà delle nostre vite lavorando per raggiungere un qualcosa che non risiede in quella stessa attività che lentamente divora la gran parte della nostra esistenza? Non so se capite quel che intendo? Quanti di noi trovano serenità facendo il proprio lavoro? Quanti di noi svolgono un’attività, oltre che per il pane e il companatico, per il puro piacere che tale attività comporta? Non credete che la maggior parte delle persone svolga attività tese all’ottenimento di ben altre cose?
Basta con le domande retoriche. Chi vuol pensare a queste cose può pur proseguire da solo. Le conseguenze di questo discorso sono autoevidenti!
Io affermo che la meta, lo scopo, il significato primo e ultimo che dovrebbe ricercare un essere umano è la comprensione, la libertà e l’amore.
Io affermo che noi siamo e non diveniamo mai nulla, ma possiamo sognare e fantasticare pensando di dover divenire mille e una cosa!!
Affermo che l'unica nostra meta è la rivelazione della libertà e l'amore di cui è intriso il nostro Essere!
Comprensione, libertà e amore sono tutte cose che ci sono o non ci sono, non possono essere causata da nulla, non v’è alcun mezzo che le possa afferrare, non v’è nessun capitale che le possa comprare!
Ciò che è causato è schiavo della propria causa e ne dipende, ma la libertà non può dipendere da nulla, l’amore non può dipendere da nulla, la comprensione non può dipendere da nulla.
Ogni cosa che poniamo come condizione alla nostra possibilità di essere liberi determina sin dal principio l'impossibilità della sua realizzazione.
La vera libertà nasce dalla comprensione che per Essere noi stessi non dobbiamo divenire niente e nessuno, poiché noi nasciamo già come “noi stessi”, nasciamo già come Esseri. Sfortunatamente, anni d’educazione e condizionamenti sociali ci rendono individui schizofrenici e dimentichi di noi stessi.
Quando comprendiamo che non dobbiamo divenire nulla, ma che dobbiamo semplicemente smettere di desiderare d’essere qualcuno o qualcosa, finalmente iniziamo ad incamminarci verso il un vero sentiero di liberazione.
La strada verso la riscoperta del nostro Essere è, pertanto, una via a ritroso, un sentiero di eliminazione dell'inessenziale e di riappropriazione dell’Essenziale, inteso come la nostra Essenza, il nostro Essere.
È indispensabile vedere, sentire, comprendere con ogni cellula del nostro corpo che ciò che ci fa soffrire non è l’impossibilità di divenire qualcuno, di avere determinate cose o di raggiungere le più svariate e bizzarre mete, MA E’ IL DESIDERIO STESSO DI VOLER DIVENIRE E RAGGIUNGERE!!! È vivere senza mai esser paghi di quel che siamo e che abbiamo a renderci infelici di noi stessi e delle nostre vite.
Posso abbandonare solo ciò che riconosco come dannoso e inutile alla mia serenità, ma non posso cercare qualcosa che mi dia pace e amore se la condizione in cui vivo è la frustrazione. La libertà non è un oggetto e non è una meta, è l’essenza stessa delle nostre anime o coscienze o come le volete chiamare, il nome è irrilevante!!.
Una via positiva è insostenibile e nasce solo dal sogno e dal desiderio di fuggire da ciò che ci lega, senza aver compreso che quel vincolo è la causa stessa della nostra sofferenza.
Comprendere che qualcosa ci limita interiormente porta all'immediata rottura delle catene a cui ci siamo vincolati.
L’unico modo che abbiamo per riappropriarci del nostro Essere è osservare attentamente e passivamente le mille idee e i continui attriti che abbiamo lasciato germogliare nel nostro spazio interiore.
Bisogna chiedersi perché non si è liberi e non come si può raggiungere la libertà.
Ripeto: la libertà non può essere raggiunta, ma viene a noi quando abbiamo rimosso gli ostacoli che la nascondono.
Tutto ciò che riteniamo un fine necessita inevitabilmente di mezzi, ma tutto ciò che dipende da qualcosa vive nell'ambito della causalità, della dipendenza. Se non posso ottenere i mezzi, non posso ottenere il fine, ma per quanto riguarda la nostra pace interiore nulla e nessuno può ostacolarci, per il semplice motivo che non serve nulla per ottenerla, tranne il coraggio di vedere a quali assurdità abbiamo appeso le nostre vite.
L’infelicità che spesso ci tormenta è unicamente il prodotto di una mente che non sa più distinguere il falso dal vero, il superfluo dall’indispensabile, il proprio sentire dall’altrui volere!
Il nostro Essere ci viene rivelato solo quando la nostra coscienza giace immobile, slegata da fenomeni interni e da fenomeni esterni. Nell’immobilità assoluta le scorie dei nostri passati vengono bruciate, allontanando dai nostri cuori tutto ciò che ci tormenta. Quando le ferite del passato non trovano più appigli, lentamente, ci si sente "rientrare" nel momento presente, e si ritorna ad essere giovani e freschi come quando abbiamo aperto per la prima volta gli occhi su questo mondo.
L’Essere porta con se la capacità di riflettente la vita senza distorsioni.
L'essere nella sua natura è beatitudine, libertà e amore.
Non si può ricercare direttamente una condizione di pace e gioia, poiché ciò sarebbe solo il sogno di una mente infelice e priva di comprensione. Quando una mente infelice ricerca la felicità, l’unica cosa che ottiene è la composizione di un mondo immaginifico.
Non si può desiderare l'estasi, non si può desiderare la comprensione.
La comprensione fiorisce dall’abbandono, dal sorgere di una fiducia incondizionata nella vita, generata dal aver visto la totale impotenza di ogni nostra azione volontaria e incentrata sulla nostra personalità.
Questa comprensione iniziale è il frutto di una lunga serie di fallimenti, è il risultato di un’anima che ha ripetutamente sperimentato, provato, osservato, sofferto e viaggiato lungo i sentieri del mondo.
Quando la sofferenza raggiunge le profondità della coscienza, accompagnata da un’osservazione attenta e passiva, si aprono le porte della facoltà intuitiva.
L'uomo, che lo sappia o meno, anela disperatamente alla riappropriazione del suo Essere, della sua pace e libertà interiore.
L'essere si autorivela quando il desiderio di divenire viene visto per quel che realmente è: un inganno del nostro tempo, un’illusione del pensiero.
La via è a ritroso.
La via è dentro di noi, fuori di noi, in ogni luogo e in ogni tempo.
La meta non è alla fine del viaggio ma è il viaggio stesso.
La cosa cercata non è fuori da colui che ricerca ma è il ricercatore stesso.
La libertà non accadrà mai un giorno, ma è già qui, ora, dove è sempre stata, dobbiamo semplicemente riconoscerla!!
Quando vorrete mi troverete sempre qui, seduto sulla sponda del torrente!
.
Dadrim
Preferiti
Invia Email
Trackback(0)
Commenti (0)
![]() Scrivi commento
|




I cimiteri sono pieni di sognatori.


