| Conoscenza intuitiva e sapere acquisito |
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Dadrim ha risposto: Ciao J., ultimamente sempre più persone mi fanno domande sulle vite passate, sui viaggi fuori dal corpo, sui punti energetici (Chakra), sul 2012 e la storia del calendario Maya…. Che noia, che stanchezza, che inutilità! Perché dobbiamo sempre cercare qualcosa di lontano, di stravagante, di speciale, di esoterico? Perché dobbiamo sempre fuggire dal dato di fatto, dal qui ed ora, dall’evidente? Io parlo di spiritualità, di meditazione come cura dell’anima, di equilibrio interiore, di amore e pace nelle nostre relazioni, tutto il resto mi risulta assolutamente irrilevante, dovesse anche suonarmi il campanello di casa un alieno! Sempre che non venga per parlare di spiritualità, in quel caso lo farei accomodare. La spiritualità che intendo io, però, è un qualcosa di estremamente e tremendamente semplice, concreto, vicino, tangibile, da tutti esperibile e condivisibile, a patto che lo si voglia veramente. Attraverso il continuo ipotizzare, fantasticare e “misterioseggiare” credo, invece, sia ben difficile arrivare a quel di cui io parlo. Un passaggio di Leibniz ti ha colpita, dandoti la netta sensazione di conoscere già quel che leggevi, ma non a livello mentale, cioè per memorie acquisite, ma come profondo sentire. Vi sono infatti cose che apprendiamo senza che ci lascino nulla di particolare, e che quando risentiamo diciamo semplicemente: ah si!, questa la so già. Vi sono poi cose che non abbiamo mai appreso, ma che quando le sentiamo per la prima volta diciamo: mio dio!, è vero!, mi sembra di averlo sempre saputo anche se non ci avevo mai pensato. Questo accade perché in noi vi sono due forme di sapere, quello acquisito e quello innato. Quello acquisito l’otteniamo attraverso i processi d’istruzione scolastica, ambientale, culturale…, quello innato, invece, riaffiora o sgorga attraverso l’intuizione, cioè senza necessità di tempo, di sforzo e spesso nemmeno di parola. Sai perché, guardando il tuo computer, riesci a vedere le parole di questa mia risposta? Perché la luce dello schermo attiva l’innata capacità del tuo occhio di vedere. La facoltà dì vedere non sta nella luce, ma dentro di te, nel tuo occhio, anzi, a dire il vero è ancor più in profondità, nella tua consapevolezza, che realizza quel che il tuo occhio percepisce. A volte le parole di qualcuno o anche un piccolo e apparentemente banalissimo evento, divengono per noi come una luce che permette alla nostra consapevolezza di riconoscere le verità che in essa stessa si nascondono, ma ciò accade unicamente perché in noi già esisteva quel che d’un tratto realizziamo. Più la nostra coscienza è calma e riflessiva, cioè capace di rispecchiare quel che la circonda e compenetra, più intuizioni affiorano. Queste intuizioni, a volte, affiorano estremamente intense, vivide e allo stesso tempo remote, ma questo avviene proprio perché nascono dal cuore stesso della nostra consapevolezza. Quando la nostra consapevolezza riflette perfettamente l’esistenza, senza alcuna distorsione prodotta dal pensiero, ecco che la luce che è fuori di noi la riconosciamo anche dentro di noi, e la luce che è dentro la riconosciamo anche fuori, divenendo, così, finalmente consapevoli di non esser mai stati niente di meno che la vita stessa e che questa vita non ha mai avuto alcun confine. I confini nascono solamente perché la società in cui viviamo ci abitua a credere d’essere quel che i nostri sensi e il nostro pensiero ci insegnato con il passare del tempo. I sensi e il pensiero possono donarci unicamente una conoscenza acquisita, ma tutto quel che è acquisito verrà anche smarrito. La nostra coscienza, invece, quando si riappropria della sua natura intrinseca ci rivela quel che siamo sempre stati, un qualcosa che non potrà mai più esser perduto… La mia visione di spiritualità indaga unicamente questo “qualcosa” che non potrà mia più esser perduto, il passato non mi interessa, figuriamoci le vite passate. Continua a sviluppare l’intuizione e lascia perdere le fantasticherie! Un caro saluto, Dadrim Trackback(0)
Commenti (2)
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J. ha scritto: Caro Dadrim, ho appena letto un passo di Leibniz sulla monade degli animali. Io non ho mai studiato filosofia, figuriamoci le teorie di 



Ma, a volte, siamo solo allucinati.
Buona fortuna a tutti!