Banner
Come mi posso fidare di te? PDF Stampa E-mail
AttentoQualcuno ha chiesto: Come posso fidarmi di te? Chi mi assicura che tu non sia uno dei tanti venditori di “fumo spirituale” che si trovano in giro?
Dadrim ha risposto: Ma chi ti ha chiesto di fidarti di me? Chi ti ha chiesto nulla? Io scrivo e parlo perché amo farlo, perché amo condividere quel che vedo e che penso. Non ho nessun altro fine. Non mi interessa fare soldi, non mi interessa la fama e meno ancora l'approvazione o qualche forma di appagamento intellettuale! Mi sento molto più vicino alla figura del poeta che a quella dello psicologo, del filosofo, dello scrittore o altro, e questo semplicemente perchè sento che è la vita stessa a parlare, in ogni sua manifestazione, il linguaggio della poesia! La vita non è scientifica, non è logica, non è psicologica, filosofica o matematica. Io "leggo" l'essenza di questo mondo come la massima espressione concepibile dell'arte, della poesia, dell'amore, e questa sua poesia non è barattabile nemmeno per tutto il denaro o il successo del mondo!!!
Inoltre ho gia detto, in più di un’occasione, che il mio intento non è quello di comunicare verità assolute, ma di condividere unicamente esperienze e riflessioni discutibili! La libertà della tua ragione e del tuo giudizio sono la cosa più preziosa che hai, ed è meglio che tu non segua e ascolti mai nessuno, piuttosto di fidarti ciecamente di qualcuno. È meglio, per ognuno di noi, commettere mille errori frutto delle nostre scelte, piuttosto che fare anche un solo errore frutto della cieca osservanza dei dettami di qualcuno. Ma tu mi chiedi come puoi fidarti di me? Chiediti invece come avere fiducia di te stesso!!
Sono certo che se tu osservassi con attenzione la tua mente, scopriresti che il seme della dipendenza sta solo aspettando di trovare il terreno giusto su cui gettarsi. Con questa tua domanda vuoi solo ottenere qualche rassicurazione e qualche argomento convincente per mettere in soffitta la tua responsabilità individuale e la tua intelligenza. Gli imbonitori spirituali esistono proprio perché ci sono persone come te che hanno paura di camminare con le proprie gambe. Ma non disperare, perchè di fessi, disposti a dirti che ti puoi fidare ciecamente di loro , il mondo è pieno. Così, il giorno che ne avrai trovato uno, quando le cose inizieranno a mettersi male, immediatamente potrai scaricare ogni responsabilità sul tuo amato leader, maestro o come lo vuoi chiamare.
Cosa credi che ci guadagno a dire e scrivere quel che penso, se non la bellezza di poter condividere un po’ di libertà e verità con persone che, come me, sentono il desiderio di ritornare a se stesse?
Mi chiedi: “Chi mi assicura che tu non sia uno dei tanti venditori di fumo spirituale che si trovano in giro?”
Ed io allora ti chiedo: ma tu, sai leggere?
Quello che penso è quel che scrivo e quel che scrivo è quello che penso. Quello che penso nasce da quello che sento e quello che sento viene da quello penso, fine, tutto qui.
Io apprezzo molto chi mi dice: Dadrim, tu asserisci un mucchio di fesserie. Oppure chi, dopo aver letto e ascoltato, rimane in silenzio perché ha compreso e visto quel che ho visto anch’io.
Chi è in disaccordo con il nostro modo di vedere e sentire è sempre un elemento di arricchimento e di verifica, poiché la confutazione presuppone inevitabilmente un’argomentazione, una dimostrazione, un confronto, e chi ricerca la verità non può mai temere una verifica, perché il suo fine non sta nel voler avere ragione, ma unicamente nello scoprire il reale, il vero.
Se tu mi dicessi di ritenere dannoso e falso quel che dico, io allora ti chiederei delle spiegazione , e solo poi, dopo averti ascoltato e aver riflettuto, ti risponderei. A quel punto potrei dirti grazie per avermi fatto uscire dal mio errore e dalla mia ignoranza, oppure, se il mio sentire e il mio pensare non fossero stati minimamente intaccati dal tuo parlare, ti evidenzierei i limiti e le ombre del tuo ragionare.
È solo così che possiamo crescere e curare le ottusità del nostro vivere. Quando le nostre relazioni non hanno fini personali, ma sono unicamente mosse dal desiderio di bene comune e di verità, iniziamo a desiderare e sperare che l’altro non si faccia mai scrupoli nell’indicarci il nostro limite e il nostro inganno, e altrettanto, noi non possiamo fare a meno d'indicare, a chi ci sta a fianco, dove riteniamo che la sua intelligenza rimanga impigliata.
Ma tu non vuoi vedere le catene che ti procurano dolore. Tu non vuoi fare i conti con la tua oscurità. Tu vuoi qualcuno che ti guidi, che ti porti per mano, che ti diriga, ma questo non è possibile. Nessuno può conoscere la verità che riposa in te al posto tuo. Nessuno può darti la libertà, altrimenti che libertà sarebbe? Ciò che ci viene dagli altri, dagli altri ci può esser tolto. Lo capisci?
Se tu iniziassi ad ascoltare la tua coscienza, non potresti mai fare una domanda così: “Chi mi assicura che tu non sia uno dei tanti venditori di fumo spirituale che si trovano in giro?”
Se tu usassi la tua intelligenza, quel che dico ti suonerebbe vero o falso, e la fiducia non centrerebbe più nulla? Capisci? La fiducia ti serve quando cammini ad occhi chiusi aggrappato a qualcuno che dice di vedere benissimo e di sapere dove andare. Ma questo è folle. Chi dice così è un folle egocentrico, bisognoso della dipendenza di qualcuno.
Io dico solo questo: se ascolti la tua intelligenza inizierai a non dipendere più da nessuno e a non temere più nulla. Non c’è nulla per cui fidarsi in questo, c’è solo da provare. Se va bene, bene!, e se non va pazienza, anche se so per certo che della propria intelligenza non si può mai rimanere delusi!!
Mi ritornano alla mente le parole che J. Krishnamuti pronunciò durante uno dei suo incontri:
“Non voglio che accettiate nulla di ciò che dico. Non voglio nulla da nessuno di voi, non desidero la popolarità, non voglio la vostra adulazione, non voglio che mi seguiate. Dato che sono innamorato della vita, non voglio nulla. Queste cose non hanno molta importanza; ha importanza il fatto che voi siete schiavi e che permettete al vostro giudizio di essere pervertito dall’autorità. Il vostro giudizio, la vostra mente, il vostro affetto, la vostra vita, sono pervertiti da cose che non hanno valore, e proprio in questo risiede il vostro dolore”.
Tu sei innamorato della vita? Ti sei mai chiesto come poter incontrare l’esistenza faccia a faccia, solo e libero da ogni pregiudizio?
Non credo! Tu brancoli nel buio andando in giro a chiedere, a chi punta un dito verso la luna, “come posso sapere se questo dito mi reggerà quando proverò ad aggrapparmi?”.
Sai cosa ti dico? Ti puoi fidare solo di una cosa, e cioè che nessun dito ti potrà mai reggere. Si spezzerà di sicuro, e tu cadrai! Per questo non ti permetterò mai di aggrapparti al mio!!! La luna rimarrà sempre in cielo, mentre io già non sono più qui!
Un abbraccio
Dadrim
Trackback(0)
Commenti (1)Add Comment
...
scritto da Giulia, ottobre 26, 2008
E' fantastico il cartello della foto!!!!!!!!!

Scrivi commento

security code
Scrivi i caratteri mostrati


busy
 
SEO by Artio
© 2010 Il Blog di Dadrim
Joomla! is Free Software released under the GNU General Public License.
P.IVA: 03553520242
CREATIVE COMMONS Creative Commons License
Il blog di Dadrim by Dadrim is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at www.dadrim.org.
Googlerank, pagerank di Google