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Cause, significati e motivi di una morte PDF Stampa E-mail

RomaMirko ha scritto: Buongiorno a tutti sono Mirko Morgante è vorrei sapere da voi se c'è un significato ad un fatto accaduto questa mattina 21 febbraio 2009 a Roma. Questa mattina la mia compagna al suo risveglio ha trovato sul terrazzino della nostra abitazione un piccolo uccellino morto ( non sono un esperto pertanto non so indicare la razza) al mio rientro a casa mi ha raccontato quanto accaduto e ciò ha fatto nascere in me il desiderio di trovare un significato a tale evento. La domanda che Vi pongo è la seguente? Per quale motivo un piccolo esemplare ha deciso di venire a morire nel balconcino della nostra casa? In attesa di una Vostra risposta invio i miei più calorosi saluti

Dadrim ha risposto: Caro Mirko, che splendida domanda!! Nella sua semplicità racchiude l’universo intero. Immagino questo: “Siamo nella stupenda capitale d'Italia, sul terrazzino di un appartamento, in un fredda e limpida mattina di fine febbraio. Un nuovo giorno sta iniziando, con tutto il suo trambusto, la sua frenesia, i sui mille impegni, desideri e pensieri. Tutto sembra passare senza un attimo di sosta, senza tempo per riflettere, ma ad un tratto eccola lì, immobile, muta, solenne e apparentemente inconciliabile con tutto ciò che v’è intorno. La morte è venuta a posarsi sul terrazzo della vostra casa, dolce, leggera e morbida, vestita con ali d’uccello colorate”.

Dopo aver visto tutto ciò dici d’esserti chiesto il “significato” di tale evento, ma poi formuli la tua domanda asserendo di voler sapere per quale “motivo” un piccolo esemplare di volatile ha deciso di venire a morire nel balconcino della tua casa.

Dal mio punto di vista la tua domanda tocca più aspetti: “significati, cause motivi ed esoterismo” Un significato, un motivo e una causa non sono la stessa cosa. V’è poi la possibilità che qualcuno, da un fatto del genere, tiri fuori anche aspetti esoterici, magici o altri deliri.

Per quale causa quell’uccellino è morto? Forse un veterinario potrebbe fare un’autopsia. Per quale motivo è morto proprio lì? Ed io mi chiedo perché non doveva morire proprio lì? Una serie di eventi che lo hanno portato su quel balcone vi sono sicuramente, ma che importanza hanno? Forse se riuscissimo a trovare dei testimoni dell’accaduto potremmo scoprire se quel piccolo esserino ha subito un incidente o è stato ucciso. Forse amava venire a posarsi sul tuo balcone per cantare una canzone a te e alla tua ragazza per farvi svegliare, e ormai affezionatosi a voi, ha deciso di darvi l’ultimo saluto prima di andarsene?

Non saprei, ma so che v’è molta gente che è vittima di strane superstizioni, condizionamenti, credenze e paure, e che da un tale evento può iniziare a fantasticare assurdità d’ogni tipo: “Questa morte è il preannuncio di un evento nefasto che fra breve mi colpirà o colpirà la mia famiglia. Preannuncia la morte di un bambino. La fine della mia relazione sentimentale, l’inizio di una malattia….”. Le scemenze che la gente si inventa sono infinite, perché infinita è la fantasia umana e la paura che l’uomo nutre nei confronti della morte. A tutte queste persone vorrei ricordare che l’universo non ha tempo da sprecare per venire a recapitare strani ed esoterici messaggi nelle nostre “buche delle lettere”. La vita ogni giorno, attraverso il suo naturale e semplice accadere, ci offre sempre l’opportunità di penetrare e comprendere i suoi segreti, le sue leggi, i suoi significati e il suo amore: la vita scorre costantemente fuori di noi e attraverso di noi. Per chi la vuole osservare, ogni singolo istante è un momento di possibili grandi rivelazioni, ma tutto ciò non ha nulla a che fare con strambe idee di messaggi premonitori, avvertimenti o altro, inviatici da entità soprannaturali, divine, fosse anche dio in persona il feticcio attraverso cui la nostra paura desidera nascondersi. Caro Mirko, credo tu voglia concordare con me nell’osservare che le persone inventano le storie più fantasiose e roboanti per giustificare tutti quegli eventi della vita che non rientrano in una consolante visione delle cose. V’è la morte, e la morte ci terrorizza perché rappresenta la fine d’ogni nostro scopo, sogno e ideale da perseguire. Ecco che allora iniziamo ad inventarci mille e un'interpretazione. Paradisi, reincarnazioni, nirvana, estinzione totale di ogni forma di coscienza (pensiero ateo materialista)… Ma cosa ne sappiamo in realtà? Nulla!, sono tutte credenze, superstizioni, meccanismi di autoprotezione che attiviamo per non dover fare i conti con la nostra ignoranza. Fa troppa paura doversi dire: io non so perché sono qui, dove sto andando e da dove vengo. Pertanto è molto più comodo raccogliere qualche storiella religiosa raccattata qua e là.

Non sto dicendo che il paradiso, la reincarnazione o il nirvana non esistono, sto solo dicendo che sino a quando non riusciamo ad avere una reale esperienza spirituale, tutte queste parole per noi saranno irrilevanti, per questo sostengo che anche l’ateo e il materialista sono dei pappagalli, credenti cocciuti e cechi. Che prova hanno questi individui dell’unica esistenza della materia? Come possono sostenere che dopo la morte non v’è più nulla? Anche l’ateismo e il materialismo sono dei fanatismi, delle cieche credenze. Come si può affermare che qualcosa non esiste solo perché io non l’ho mai sperimentata? È stupido fare ciò, come è stupido asserire di credere in dio o nella vita dopo la morte senza aver “assaggiato” personalmente qualcosa del trascendente, del divino. Tutti i credo sono solo consolazioni!! Vedi anche tu, Mirko, come gli stessi atei, a modo loro trovino consolazione nell’idea che dopo la morte non v’è più nulla? Immaginiamo una persona che per tutta la vita non ha mai meditato, riflettuto, osservato dentro di sé, ma che si è solo dedicata ad azioni egoistiche, meschine e violente, cosa ne può sapere del divino e della morte? Nulla!!! Ora, è facile capire che una siffatta persona non gradisca tanto la concezione cristiana dell’esistenza. Se dovesse esistere un inferno sarebbero guai seri per lui, quindi fra due credo, uno ateo e uno cristiano, quale gli converrà scegliere prima di morire? Con questo non sto dicendo che gli atei sono persone egoiste, è solo un esempio, anzi, a volte sono più egoisti i sedicenti religiosi.

Con tutto ciò voglio solo mescolare tutte le carte della nostra cultura per far vedere che in fondo sono tutte bianche, non hanno alcun contenuto se noi personalmente non desideriamo guardare la realtà che ci circonda. Chi non sa dovrebbe tacere o perlomeno dire “ancora non so, non sono ancora giunto a nulla”. Queste persone invece blaterano dalla mattina alla sera, cambiano credo come le mutande, forse anche di più. Oggi sono atee e comuniste, domani sono cattolici e capitalisti, dopo domani sono catto-comunisti-capitalisti-budddisti-induisti-social-democratici, perché chi più ne ha, di credo, più pensa d’essere al sicuro.

L’uccellino sul tuo davanzale, come il sale che ho versato ieri sul pavimento della mia cucina, non porta alcun segno premonitore, alcun preannuncio di fortuna o sventura, ma sono semplici accadimenti determinati da mille possibili cause.

Quindi, tornando alla tua domanda, le cause sono varie, i messaggi esoterici sono solo fantasmi delle nostre povere menti, mentre i significati sono tutt’altra cosa. Ogni avvenimento ha infatti sempre una causa e sempre un significato. I significati nascono dalla comprensione che affiora in noi quando osserviamo attentamente e liberamente un fenomeno, e portano alla scoperta del nostro mondo coscienziale, interiore, spirituale. Quando osserviamo senza paure, preconcetti e ottuse superstizioni il naturale e quotidiano accadere della vita, dentro di noi, lo specchio della nostra coscienza penetra totalmente tutte le dimensioni e le relazioni degli eventi, cogliendo i reali significati di ogni cosa, in sintonia con le nostre effettive capacità. Cerco di spiegarmi meglio. Se c’è un uccellino morto sul selciato e passa un uomo che pensa principalmente alla caccia e alle cene con gli amici, è probabile che alla vista del piccolo volatile costui inizi a fantasticare sulla prossima battuta di caccia e sulla prossima bottiglia di “lambrusco”. Questa persona non sta riflettendo un bel niente di ciò che vede ma sta unicamente proiettando i propri desideri sul mondo che lo circonda. L’azione riflessiva avviene unicamente quando la nostra mente è silente e pertanto rispecchia il significato intrinseco alla realtà con cui entra in contatto. La parola riflettere deriva infatti dal fenomeno che si genera quando un qualcosa si pone di fronte ad uno specchio, è solo la nostra mente confusa e contorta che ha trasformato l’azione riflessiva in un atto di analisi e comparazione del pensiero, ma la vera riflessione accade unicamente quando la nostra mente non auto-produce i sui stessi pensieri.

Supponiamo ora che, sempre lo stesso uccellino morto sul selciato, venga visto da un passante che vive in uno stato di profonda riflessione, meditazione, preghiera o come la vogliamo chiamare. Ecco che in questo caso, quel corpo senza più vita, verrà riflesso limpidamente nello “specchio” della sua coscienza, e da tale riflesso tutti i significati che la coscienza racchiude in sé affioreranno limpidi e cristallini, portando una più vasta, sensibile e attenta esperienza della vita. Forse dalla visione di quel corpo potrà affiorare la percezione dell’impermanenza della vita, della sua tremenda fragilità e forza, della sua infinita giustizia e indifferenza, come al grande, così al piccolo, come all’alto, così al basso. Ecco che forse quell’uomo, silente e sereno, troverà un significato così sconfinato che lo porterà a pensare: “Come è morto questo piccolo essere così morirò anch’io, come lui ha vissuto, così ora vivo io, come ora queste piume non tremano più sferzate dai venti, ne questo piccolo cuore batte più nel petto, sopra la mia testa vedo decine d’altri uccelli giocare fra le nuvole, e se scendo ancor più nella mia riflessione, ecco che trovo quel fiume che scorre in mille letti diversi, ma è formato da un’unica acqua indivisibile, perché anche quando la separi, essa, prima o poi, evapora per tornare sempre e comunque, sotto forma di pioggia, in un altro greto o bacino d’acqua.

Quell’uccellino è venuto, come ogni giorno vengono mille altre cose, per ricordarci di scendere, sempre più in profondità, nel significato ultimo delle nostre esistenze. Ciò che conta è che tu oggi hai colto questo evento senza lasciarlo passare come i mille altri che ogni giorno ci sfuggono stupidamente. Che non sia il segno premonitore di un risveglio interiore? Non saprei, ma una cosa so per certo: solo noi siamo profeti di noi stessi, solo noi possiamo determinare il nostro futuro!

Un saluto,

Dadrim

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