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L'uomo: un essere divinamente sessuato PDF Stampa E-mail
LeonardoQualcuno ha scritto: Succede a volte di consumare il vino pur sapendo che probabilmente è pieno di conservanti e coloranti, le caramelle e cose del genere quali in comune hanno la non genuinità. Allo stesso modo succede spesso, tramite immagini pornografiche, che mi masturbi, scaricando così la tensione che il vecchio ego accumula. Noto che durante tutto ciò sento il piacere effimero che ricavo pur rimanendo conscio durante il processo… senza smarrirmi nel processo.
È questa una via reale verso la salute, mi domando? Qual'è il tuo punto di vista?
In attesa,
un immenso abbraccio.
 
Dadrim ha risposto: come ogni cosa, è sempre una questione di equilibrio e consapevolezza.
La sessualità è parte di questa esistenza, come la pioggia, le stelle, il cielo e i nostri sorrisi, e non è nulla da condannare o reprimere, ma nemmeno qualcosa da osannare o in cui indulgere. V’è da dire, infatti, che quando piove per giorni il nostro umore non è mai dei migliori, allo stesso modo, quando il sesso inizia a occupare spazi sempre più ampi della nostra vita, il nostro equilibro interiore si deteriora.
 
Ora, la soluzione del problema non sta nel cercare di bloccare gli impulsi sessuali, ma nel cercare di capire perché questi prendano il dominio di aree del nostro mondo interiore, che dovrebbero essere sotto il controllo di ben altre forze.
Il sesso, quando vive in armonia con i sentimenti e i pensieri, trova la sua giusta collocazione e realizzazione.
L’atto sessuale ha un immenso potere liberatorio, trasformativo e rigenerante solo quando è sorretto da uno stato d'armonia delle tre dimensioni che compongono l’essere umano: il corpo, la mente e la coscienza. Quando invece il desiderio sessuale diviene una sorta di droga utile all’assopimento delle tensioni e delle sofferenze che provengono da una delle tre dimensioni che ci costituiscono, l’atto erotico muta in un gretto mezzo di fuga e di dimenticanza di sé.
Fuggire da sé aumenta poi progressivamente la paura di ritornare a sé, e più la paura aumenta, più è facile cadere in un circolo vizioso nel quale la sessualità diviene il fulcro di ogni nostra attività.    
 
Quando viviamo una condizione di equilibro interiore, l’impulso amoroso nasce unicamente se qualcosa di esterno colpisce il nostro centro sessuale. Sino a quando la presenza attivante persiste, il nostro organismo risponde naturalmente e liberamente, ma quando la presenza cessa di essere sotto il nostro spazio di percezione, la nostra coscienza ritorna al suo stato di quiete originale.
 
Un individuo equilibrato e sereno agisce pertanto come uno specchio. Sino a quando qualcosa si riflette sulla sua superficie, lo specchio la riflette, quando però l’oggetto svanisce, anche l’immagine riflessa scompare. Allo stesso modo, quando vediamo una persona che ci attrae, la nostra coscienza riflette questa eccitazione e noi vi reagiamo di conseguenza attivando tutti i consueti giochi d’amore, ma quando la persona non è più con noi, il gioco si interrompe.
 
Questo sarebbe un vivere pienamente e liberamente i nostri rapporti d’amore, ma le cose per molti non vanno in questa direzione.
La nostra mente, con i suoi numerosi pensieri, è sempre colma di sollecitazioni sessuali. La nostra coscienza smette così di riflettere la realtà, divenendo una sorta di lastra fotografica dove tutto si imprime e non svanisce più.
 
Questo accade per diversi motivi.
Uno risiede sicuramente nella patetica e ipocrita cultura in cui siamo immersi. La nostra società ci impone sin da piccoli la repressione sessuale, ma contemporaneamente ci bombarda di sollecitazioni visive erotiche e pornografiche, ecco allora che l’energia sessuale non fluisce più nei suoi naturali canali e con il suo giusto equilibrio, ma si sposta totalmente nella sfera del pensiero e dell’immaginazione.
È per questo che la pornografia dilaga e l’amore vero e autentico sta progressivamente sparendo.
Le persone non fanno più del sano e naturale sesso, non si amano più a livello totale, coinvolgendo le tre dimensioni predominanti del nostro organismo, perché vivono unicamente in un mondo di immagini patinate, pixel e cartelloni pubblicitari.
 
Caro G., non noti anche tu come questi quattro manovratori delle coscienze umane abbiano tessuto bene la loro ragnatela? Da un lato v’è una morale sociale e religiosa repressiva, giudicante e colpevolizzante, dall’altro lato v’è un mondo fatto di pubblicità, marketing e business che sussiste proprio grazie allo sfruttamento della nostra mente ipocrita e repressa.
Chi perderebbe il proprio tempo e i propri soldi in locali per lo strip, siti porno o altro se le nostre relazioni fossero fatte di amicizie profonde, amorevolezza, voglia di sperimentarsi con sensibilità e dolcezza in ogni dimensione che l’essere umano manifesta in sè?        
Chi baratterebbe un amore vero, in carne e ossa, per qualche misero secondo di piacere di fronte a un giornale o nella solitudine del proprio bagno.
 
Un secondo motivo per cui la nostra energia sessuale non scorre più come e dove dovrebbe, è la totale dimenticanza, in cui siamo caduti, del nostro essere.
La maggior parte delle persone nemmeno immagina la possibilità dell’esistenza di una dimensione più profonda e reale di quella in cui vive. Per noi tutto quel che esiste, cresce e muore unicamente di fronte ai nostri occhi, quindi, macchine, case di lusso, ristoranti, potere economico e politico sono divenuti gli unici parametri su cui basare il valore e il senso delle nostre esistenze. Ma questi parametri ci impongono una continua lotta e una continua tensione emotiva e mentale che progressivamente non sappiamo più sciogliere e risolvere, ecco allora che lo sfogo sessuale diviene l’unico mezzo capace di farci cadere per qualche istante in uno stato di abbandono e di rilassamento.
È per questo che sempre più vecchietti cercano pozioni magiche per poter far funzionare oltre il suo tempo massimo un apparato che la natura aveva tarato su altri ritmi, significati e bisogni.
 
Se l’uomo vivesse liberamente e naturalmente la propria sessualità, privo di folli sensi di colpa, vergogne, giudizi e impulsi alla repressione, tutto seguirebbe l’armonioso e saggio corso che l’esistenza ha disegnato in millenni di evoluzione.
 
Caro G. spostati più verso la dimensione del corpo, del sentire, del concreto vedere e toccare. Coinvolgi tutte le dimensioni che la vita ci ha donato, fondi insieme e porta ad unità la tua mente, la tua anima e il tuo corpo, perché solo da questa alchimia possiamo sperimentare e attraversare quell’amore umano che è, peraltro, l’unica porta capace di condurci alla sconfinata dimensione dell’essere.
 
Osserva, attento e passivo i giochi della tua mente, ma non bloccarti e reprimerti mai quando senti che l’energia che scorre in te nasce da un movimento armonico di tutta la tua anima.
Se siamo totali, tutto quel che facciamo è sano e liberatorio, se siamo parziali e remissivi, tutto si tramuta in un atto suicida contro natura.    
Effimero è unicamente il desiderio sessuale che nasce dal continuo stuzzicarsi del pensiero, effimero è il continuo giudizio e la continua condanna che la mente impone a se stessa, per poi dover sempre infrangere e trasgredire i sui stessi dettami, e ancora tornare a pentirsi e punirsi e infrangere e condannarsi e indulgere....
Com'è banale il nostro pensiero morale, che falsa la nostra pretesa d’avere un corpo che deve stare sotto il giogo di una pulce pensante.
Ascolta, medita, osserva in modo attento e passivo, salta, ridi, divora le paure, consuma e scarica le tensioni dell’ego, siano a quando potrai sentire chiaramente come fra una preghiera e un abbraccio di corpi nudi e sudati scorra sempre e unicamente lo stesso divino splendore.
L'uomo è un essere divinamente sessuato!
 
 
Proseguendo il nostro cammino verso casa…
Un abbraccio
Dadrim
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Commenti (3)Add Comment
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scritto da Roberto, dicembre 17, 2008
........come commentare il silenzio?....
...
scritto da Rita, dicembre 17, 2008
Penetrante come sempre, anche quando si parla di cose che i più non sanno affrontare!
Un caloroso saluto!!!!!
Rita
...
scritto da gentian, dicembre 15, 2008
....sento che,la tua osservazione...la risposta data alla mia incertezza ..,è sana,..giusta e liberatoria.
.....il lasciar che sia ..la "mia" totalità a rispondere ,è la via giusta.
.....cadere nelle braccia della fiducia...vigile e passivo è l'attegiamento da adottare.
....grazie per la tua presenza,Dadrim.....

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