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Laura ha scritto: Caro Dadrim, leggendo il tuo blog mi sento sempre più sollevata, ora però volevo farti una domanda rispetto alla mia vita personale. Sono innamorata da tre anni di una persona molto più grande di me. Abbiamo molti anni di differenza però non posso fare a meno di vederlo, di sentirlo, lo amo molto e sento che fra noi c'è vera intimità. Il problema è che, appunto, a causa di questa differenza d'età io non sono mai riuscita a parlare di lui alla mia famiglia, e solo pochi amici sanno della nostra storia, anche se nei loro confronti non ho mai raccontato quanto lui sia fondamentale per la mia esistenza. Nel frattempo non ho mai rinunciato a vivere le cose della mia età, ho un sacco di amicizie e continuo a farne di nuove. Non ho mai rinunciato a nulla per lui, l'unica cosa che mi sta pesando è non poterne parlare con la mia famiglia, non poter vivere questa relazione senza dovermi nascondere. Ho paura delle reazioni degli altri e del loro giudizio su di me. Vorrei essere libera. Secondo te dovrei fregarmene del giudizio delle altre persone? Poi vorrei anche capire dentro di me cosa sia veramente questo amore. A volte ho paura di esserne "dipendente", appunto perchè lo voglio sentire tutti i giorni ecc, ecc. Altre volte mi chiedo come farei a stare senza questa persona che sa tutto di me, con cui ho un rapporto più intimo che con chiunque altro, e credo di non poter fare a meno di lui proprio perchè lo amo.
Sbaglio a farmi queste domande? Sbaglio a chiedermi se questo amore sia giusto o sbagliato?
Premetto che non sono una ragazzina...però sono ancora giovane e non so cosa dovrei fare.

 

Grazie per l'ascolto.
Laura

 

Dadrim ha risposto: Mi chiedo per quale motivo l’età anagrafica sia così sopravvalutata? Questa nostra società vive nascosta dietro mille pregiudizi e ipocrisie. Sembra che le uniche persone che possono avere relazioni sentimentali con persone di età ben diversa siano politici, soubrette e attori. La chiesa divulga messaggi etici e morali mortificanti, giudicanti, estremamente limitanti e a mio avviso innaturali. Molti politici e uomini di spettacolo, si mostrano, a parole, più rigidi e conservatori di qualunque istituzione religiosa. È poi con i fatti che mostrano quale sia il loro punto di vista. Non voglio giudicare nessuno nel contenuto dei suoi convincimenti, ma vorrei unicamente far riflettere sulla necessità, da parte di chi governa, promulga leggi e influenza il pensiero di molte persone, di vivere all’interno di una minima coerenza fra sentimenti, pensieri, parole e azioni.

Non mi sembra molto democratico vedere che chi detiene il potere può bellamente sfiorare la pedofilia, andando contro ogni sua affermazione relativa alla sfera etica e morale, senza subire alcun danno, mentre un qualunque lavoratore medio rischierebbe sanzioni di vario tipo: etiche, penali o peggio.

 

Vorrei solo ricordare l’ultima perla del Signor Silvio Berlusconi, il quale ha affermato che i valori cristiani sono sempre presenti nell’azione del governo da lui presieduto, che adotterà tutte le misure necessarie per garantire la serenità e la pace sociale”.  

 

Cara Laura, perdona la divagazione, ma viviamo in una società estremamente falsa, bigotta, classista e “pecoraia”, che non sa distinguere la lussuria di un vecchio malato dall’amore fra due persone di diversa età. Ma forse è anche peggio di così, forse viviamo a fianco di individui che sanno ben distinguere la lussuria di vecchi malati dall’amore fra due persone con diverse età, ma quando i malati sono ricchi e potenti, la lussuria e la povertà d’animo vengono travestite con insignificanti parole come privacy e libertà individuale, quando invece gli innamorati hanno età anagrafiche lontane, ma nessun potere o denaro, ecco che l’invidia e la cattiveria trovano ogni giustificazione possibile.

 

Dal mio punto di vista l’età anagrafica conta molto poco, la vera età che conta è quella dell’anima. Vi sono persone di cinquant’anni con un animo limpido, forte e sereno, vi sono poi persone di vent’anni già corrotte e ambigue. Ma quel che più conta è la magia e l’armonia che nasce dall’incontro fra due persone, quanto una relazione ci aiuta a crescere in libertà, fiducia e amore. L’amore non ha età, e l’amore non centra nulla con il sesso, quest’ultimo può esserci o non esserci, ciò è irrilevante. Il sesso dipende da molti fattori contingenti, l’amore non è soggetto a contingenza alcuna.

 

Se la tua relazione nasce da un incontro di anime, da un desiderio che nella sua espressione genera nuovi spazi di sempre più vasta e limpida consapevolezza di sé e degli altri, nulla può permettersi di mettere in questione la sua esistenza.

 

Cara Laura, di una cosa sono convinto, se questa tua relazione nasce da un affetto incondizionato e maturo, nel suo procedere diverrà più forte di qualunque tua paura di giudizi altrui, ma se così non fosse, l’ombra del giudizio e del disapprovo ne spegneranno ogni bellezza e luce. Non porti troppe domande, non mettere il carro dei pensieri e delle paure di fronte ai veloci cavalli del sentimento e della consapevolezza. La consapevolezza del nostro più profondo sentire ci guida sicuri lungo la strada della nostra autodeterminazione e maturazione. Tutt’altra cosa compie, invece, il nostro bisogno di gestire, manipolare e controllare gli eventi al fine di evitare una possibile futura sofferenza. Ora sei felice? Se la tua risposta è si, per quale motivo dai corda al vorticare dei tuoi pensieri? È inutile! Se questa relazione finirà, magari rovinosamente, ben venga! Lezione imparata, saggezza conquistata. Ma, se come fanno molti, per paura del futuro tu dovessi iniziare a manipolare le cose, a proteggerti o magari decidessi addirittura di interrompere bruscamente questa storia, quale lezione avresti imparato? Meglio fuggire da un possibile amore se v’è il rischio di un possibile danno? Beh!, se così fosse, io credo che nessuno amerebbe più qualcuno, considerando che non ho mai conosciuto un amore nato dalla certezza e cresciuto entro un recinto.

 

L’amore è incerto per sua stessa natura, spaesante, ignoto, immotivato, illogico, spesso angosciante e devastante, ma lungo il suo percorso di demolizione della nostra personalità ci rende sempre più veggenti, sensibili, aperti al mistero, illimitati e indifferenti ad ogni forma di paura e morte.

 

Ti chiedi se questa tua relazione è amore o dipendenza, ma anche questa domanda non avrà mai una risposta se nasce dalla tua mente. Anche questa tua domanda potrà divenire solo un veleno se non ti permetti di ascoltare attraverso ogni tua cellula, ogni tuo centimetro di pelle. Lo ripeto: non è il pensiero che può guidarci nelle faccende del cuore, ma è solo il desiderio di vivere e sentire totalmente tutto quel che sta fuori e dentro di noi: i nostri pensieri sono solo una piccola parte di tutto questo.

 

Il concetto di dipendenza, letto dalla nostra mente, è sempre visto come un qualcosa di male, di spagliato, ma questo lo può solo ritenere il nostro limitato pensiero, che è il prodotto di un “io” che vorrebbe riscoprirsi sempre immortale, slegato e superiore da tutto e da tutti. Ma la realtà delle cose non è così, non è dipendenza, né indipendenza, ma è interdipendenza, unità, fusione delle parti l’una nell’altra. Senza aria, cibo, sole, acqua non vivremmo, senza relazioni, senza genitori, non saremmo potuti crescere, non avremmo appreso un linguaggio, saremmo morti. Tutte queste cose ci sono state e ci sono indispensabili, ma nessuno le definirebbe cose dalle quali siamo dipendenti. Cos’è la dipendenza allora? Per me la dipendenza è una mancanza di armonia, di equilibrio, di bellezza. La dipendenza è quando una parte cresce smisuratamente, soffocando gli spazi delle altre parti. Quando il bisogno di cibo impedisce, ostacola o annulla nostri altri bisogni, ecco la dipendenza, ecco la perdita di armonia fra le parti nel loro tutto. Ecco la bruttezza! Se una relazione diviene la morte di ogni altra relazione, ecco la limitatezza, l’asfissia emotiva, il decadimento.

 

L’essere umano anela al raggiungimento dell’infinito nella perfetta armonia delle parti, pertanto ogni relazione che nel suo crescere ci confina sempre più entro i sui spazi è una relazione mortificante.

 

Tutto ciò non va comunque letto in maniera rigida, poiché a volte, per crescere sani e forti, si ha bisogno di molta acqua e poco cibo o molto cibo carico di grassi e poca acqua, tutto dipende dalle condizioni ambientali in cui siamo cresciuti. A volte si sentirà il bisogno di dedicare molto tempo ad una certa relazione e meno ad altre, a volte si vorrà rimanere soli con se stessi, a volte non si saprà cosa si vorrà. L’importante è rimanere il più possibile consapevoli del tutto e delle sue parti, l’importante è accorgersi sempre quando un qualcosa sta iniziando ad occupare in modo spropositato gli spazi vitali di qualcos’altro.

 

Qualunque cosa viviamo, se la mettiamo entro lo sfondo di un nostro sconfinato desiderio di armonia e vastità, sempre ci aiuterà a maturare e crescere in bellezza, pace e serenità.

 

Un abbraccio,

Dadrim              

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