| Il lavoro come atto creativo o tormento infinito |
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Grazie per la tua attenzione, Luca Dadrim ha risposto: La condizione di vita umana più naturale, sana e appagante si realizza avendo la possibilità di meditare, ascoltare i suoni, sentire gli odori, vedere le immagini del mondo che sta fuori e dentro di noi, passeggiare, correre, nuotare, ballare, suonare, cantare, dipingere, fare e creare cose con il corpo e la mente, giocare, ridere, vivere le emozioni, riflettere (nel senso di rispecchiare) i nostri pensieri più profondi, generare relazioni fondate sull’ascolto, la comprensione, l’aiuto reciproco, lo scambio di piacere fisico, mentale, spirituale. La condizione naturale e sana della vita umana consiste nel creare reale benessere per tutti, coesione sociale, bellezza, progresso tecnologico in piena armonia con le leggi della natura. In poche parole, la condizione più sana e naturale dell’uomo si esprime attraverso la creatività, che è manifestazione prima della dimensione spirituale. Ogni nostra azione ed ogni nostro progetto di vita dovrebbero avere come primo ed ultimo fine il raggiungimento di uno stato di libertà spirituale, emotiva, mentale e fisica, pertanto il raggiungimento di una condizione esistenziale da cui poter vivere massimamente il piacere e in cui poter rimanere massimamente aperti nell’accadere dei dolori più intensi. Il vero artista è colui che produce ricchezza attraverso l’esercizio delle facoltà più naturali e sane dell’essere umano. Il vero artista è colui che fa del suo massimo piacere spirituale, mentale, emotivo e fisico il suo lavoro, la sua fonte di guadagno. Solitamente il lavoro è concepito principalmente come mezzo necessario alla sopravvivenza e, quando va bene, come mezzo per reperire tempo e mezzi per vivere ciò che ci rende sereni o appagati. Questa dimensione di vita è terrificante se consideriamo che il lavoro occupa circa l’ottanta, novanta percento delle nostre vite e si concretizza in attività non intrinsecamente piacevoli, elevate, sane e significative. La gran parte della nostra vita trascorre in attività non desiderate per la loro stessa natura, pertanto non v’è da stupirsi se la maggior parte delle persone muore infelice, se non disperata! Se riuscissimo a rendere i nostri piaceri e significati più elevati fonte del nostro guadagno, genereremmo un circolo virtuoso nel quale il nostro piacere ci da la possibilità di vivere ancor più piacere (ovviamente nel termine piacere includo tutti i piani dell’essere umano: fisico, mentale, emotivo e spirituale). Ogni individuo è dotato di grandi capacità, ma il più delle persone eccelle principalmente in alcune dimensioni. Chi in quella fisica, chi in quella mentale, chi in quella emotiva e chi in quella spirituale. Più un individuo riesce a sviluppare tutte le sue dimensioni, più diviene vasto e ricco, ma, qualora questo non fosse possibile, sviluppare principalmente il proprio dono predominante è cosa più che sufficiente per essere persone realizzate e serene. L’unica dimensione dell’essere umano che non può essere minimante trascurata o negata è quella spirituale, poiché da essa viene ogni possibilità di realizzazione. Infatti le dimensioni mentale, emotiva e fisica, se non sono guidate dalla "luce" della dimensione spirituale divengono aride e grande fonte di sofferenza e ignoranza. La dimensione spirituale è quella dimensione che nutre, dirige e da significato a tutte le altre attività, ed è la dimensione verso cui dovrebbero tendere tutte le nostre attività, poiché è principio e fine del nostro stesso vivere. In cosa consiste la dimensione spirituale? Consiste nell’essere individui totalmente sensibili alla natura, agli uomini, a se stessi, liberi da ogni paura, individui che vivono totalmente radicati nella bellezza e nella realtà che pervade il presente, e che pertanto non accumulano oltre il necessario, non pianificano e si organizzano per difendere proprietà nel futuro unicamente per nascondere la loro paura di non essere più. Chi vive nel presente scopre ciò che veramente “è”, scopre la dimensione dell’eterno, della realtà, dell’essere, pertanto non si inganna più attribuendo a cose transitorie ed effimere la qualità dell’essere, della realtà e della massima bellezza. Chi vive il presente è l’unica persona capace di godere pienamente tutti i piaceri della vita, è l’unica persona capace di amare e di sorridere. Chi vive il presente è l’unica persona che non può fare lavori idioti, volgari e dannosi, proprio perché vive unicamente della bellezza che nasce dal rendere ogni singolo istante un momento di creatività, condivisione e vero sviluppo. I lavori volgari e dannosi consistono in tutte quelle attività che hanno come loro fine unicamente il guadagnare denaro, il generare potere per alcuni e paura, povertà e debolezza per altri. I lavori malati sono tutti quei lavori che non nascono dall’attività di persone che vivono avendo come loro faro la dimensione spirituale della vita. Fare il politico può essere un lavoro creativo e utile per tutti se si lavora partendo dalla dimensione spirituale della vita, o può essere un lavoro miserabile e deprecabile se si parte da una visione egoistica e sterile dell’esistenza. Lo stesso vale per chi fa il muratore, il musicista, l’attore, il panettiere, l’idraulico o lo scienziato. Il problema pertanto non sta in cosa facciamo, ma in come e perché lo facciamo. Caro Luca, perché fai quel che stai facendo e come lo stai portando avanti? Con un immenso augurio di piena e vera realizzazione della tua dimensione spirituale e delle tue innate capacità! Dadrim
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