| I più furbi sono sempre i primi nella corsa degli stupidi! |
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Dadrim ha risposto: La tua domanda mi fa venire in mente una simpatica storiella. < <Un’elegante signora entrò nella banca più importante della sua città e andò direttamente all’ufficio del direttore generale, il quale era impegnato in un colloquio con una coppia di anziani suoi clienti da sempre. La donna, arrogante e spavalda, aprì la porta a vetri dell’ufficio e, prima che qualcuno potesse dire qualcosa, esclamò rivolgendosi ai due clienti: “Voi due, andate subito fuori da qui. È tempo di fare affari… i vostri quattro risparmi possono anche aspettare!! Via, subito!!”Il direttore allibito si alzò in piedi e, rosso in viso per la vergogna e la rabbia, replicò: “Ma lei chi si crede d’essere. Io sono il direttore generale di questa banca e questi sono due miei rispettabili e fidati clienti da sempre. Come si permette, vada subito fuori da qui o chiamo la sicurezza!!” A quel punto la donna, impassibile, ribatté: “Mio caro direttore, per quanto fidati e stimati siano questi due, io non ho tempo da perdere e se lei mi da cinque minuti le potrei far guadagnare 200.000 euro in meno di ventiquattro ore, pertanto, vecchie cariatidi fuori subito!!” Il direttore, a quel punto, un po’ confuso da tanta spavalderia e convinto della possibilità dell’affare dal tono fermo e deciso della giovane donna, rivolgendosi ai suoi due clienti disse con tono gentile: “Scusatemi signori miei ma, vedendo la scortesia e la cocciutaggine di questa signorina, mi vedo costretto a chiedervi di lasciarmi solo con lei due minuti per cercare di riportarla alla ragione e alle norme minime d’educazione”. I due anziani signori, un po’ scocciati, si diressero verso la sala d’attesa fuori dall’ufficio. Non appena chiusa la porta, l’arrogante signora affermò: “Io sono certa che lei ha i testicoli triangolari!!”. “Ma come si permette” ribatté il direttore, “ora la faccio veramente sbattere fuori”. “Aspetti un secondo mio caro, io scommetto 200.000 euro che se domani ritornerò qui da lei e mi lascerà toccare un secondo solo i suoi attributi, proverò che lei ha i testicoli triangolari. Sono disposta a firmarle una dichiarazione subito. Se così sarà lei mi darà solo 10.000 euro, ma se non sarà come dico, io le dovrò dare tutti i 200.000 euro pattuiti ”, affermò nuovamente, decisa più che mai, la signora. A quel punto, il direttore, allettato dalla sfida e certo di non avere i testicoli triangolari, accettò la proposta, e alla presenza di un notaio decise di firmare il foglio di convalida della scommessa. Alle otto in punto del giorno dopo la signora entrò nella banca in compagnia di un distinto signore, e si diresse nuovamente nell’ufficio del direttore. “Buongiorno mia cara signora, vedo con piacere che mantiene le sue promesse” disse il direttore, chiedendo: “ma chi è questo egregio signore che è con lei”. “Questo è il mio avvocato. È qui solo per vedere che tutto accada correttamente. Bene, possiamo iniziare”, ribatté lei. “Ma prego mia cara, faccia pure…” rispose il direttore con sguardo soddisfatto e convinto di sé. A quel punto la signora calò i pantaloni e le mutande del direttore e, soddisfatta più che mai, gli strinse i testicoli voltandosi compiaciuta verso il suo avvocato, il quale, prendendo atto dell’accaduto cadde tramortito a terra. “Mio dio, cosa gli è successo”, esclamò il direttore, ancora con i pantaloni a mezze gambe. “Oh nulla, è un semplice malore” replicò la donna, “ieri ho scommesso con lui un milione di euro che entro le nove di questa mattina avrei tenuto il direttore generale della banca per le palle!”>> Caro Luigi, questa storia è molto significativa, non è una semplice barzelletta, ci fa capire che se vogliamo partecipare alla gara dei furbi dobbiamo comprendere fin da subito che il più furbo vince sempre. Ma non v’è nulla di strano in tutto questo, perché la ricchezza materiale è limitata, ed è proprio la sua natura limitata a renderla ambizione degli avidi. L’avidità nasce solo in relazione a ciò che è finito, dominabile e sfruttabile. Ciò che è indomabile e infinito, l’individuo avido tenterà sempre e solo di distruggerlo, perché tutto quel che non può possedere per lui non può nemmeno esistere, poiché gli rammenta continuamente la futilità e stupidità del suo vivere!! Questo è anche il motivo per cui tutti i regimi totalitari non permettono la libertà e la pluralità di culto. Un regime dittatoriale può solo eliminare la sete per il divino (pensa al Tibet e al Buddismo) o riconoscere un’unica religione istituzionalizzata, poiché può facilmente dominare e dirigere i vertici di una “spiritualità” di massa strutturata all’interno di logiche di potere piramidali, rimanendo, così, sempre e comunque un’entità superiore all’ordine religioso. Un dittatore o una dittatura non possono accettare che vi sia qualcosa o qualcuno di superiore ad essi, nemmeno Dio stesso! Gandhi disse: “La terra è abbastanza ricca per soddisfare i bisogni di tutti, ma non l’avidità di ciascuno.” Ecco…, in una sola frase la risposta ad ogni nostra domanda. Chi partecipa alla corsa dei furbi, corre unicamente mosso dall’avidità, e in una gara basata sull’avidità solo pochi possono stare alla testa del gruppo, ma nessuno può mai giungere al traguardo, poiché il traguardo, per chi vuole sempre di più, non può mai arrivare, altrimenti finirebbe il senso stesso della motivazione che da vita alla gara. Per questo dico sempre che la corsa dei furbi è, in realtà, un girotondo di idioti! Se vogliamo invece partecipare al viaggio, e non alla corsa, delle persone intelligenti, tutti giungeremo al traguardo e tutti saremo primi, per il semplice motivo che questo viaggio nasce dal nostro più intimo e profondo bisogno d’amore e condivisione, e termina nel centro della nostra coscienza individuale, dove solo noi stessi possiamo giungervi, liberi e solitari, privi pertanto d’ogni forma di competizione. Da quanto detto si capisce come, dal mio punto di vista, l’intelligenza e la furbizia non siano per nulla la stessa cosa. La furbizia è uno sforzo atto a raggiungere uno specifico obbiettivo, mossi esclusivamente dall’avidità. L’intelligenza invece non è uno sforzo egocentrico, ma è l’espressione stessa della nostra capacità di riconoscere la natura unitaria dell’Esistenza. Quando realizziamo che nulla vive separato dal nostro stesso esistere e sentire, nessuna nostra azione potrà mai più esprimersi attraverso le forme dell’avidità, del dominio e della violenza, poiché ciò che è fuori da noi è solo un riflesso di quel che è dentro, e ciò che facciamo a chi pensiamo diverso da noi e sempre anche qualcosa che stiamo facendo a quel noi che ancora non conosciamo. Rimarremo, infatti, stupiti quando comprenderemo d’aver sempre chiamato "diverso", quel qualcosa o qualcuno che vive fuori da noi, solo perché non eravamo in grado di riconoscere e accettare quel qualcosa o qualcuno a lui uguale che viveva anche dentro di noi. Un abbraccio, Dadrim Trackback(0)
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Luigi ha chiesto: “Perché i più furbi e spietati sono sempre i primi in questo mondo?”



Un caro saluto,
Sara