Banner
L'importanza del respiro nella meditazione PDF Stampa E-mail

Qualcuno ha chiesto: Ciao Dadrim, volevo chiederti cosa si intende quando si dice che anche una corsa o una nuotata possono essere trasformate in meditazione. A me piace correre e per far divenire questo piacere una pratica meditativa che dovrei fare?

Dadrim ha risposto: Il punto centrale di ogni cosa, l'essenza di ogni pratica è sempre il risveglio della consapevolezza attraverso l'osservazione, l'ascolto, il divenire sempre più aperti, sensibili e recettivi. Le attività fisiche, se praticate con una certa disposizione interiore possono divenire dei potenti strumenti di trasformazione. Possiamo andare a correre con una amico e chiacchierare delle solite cose per tutto il tempo, perdendo la consapevolezza globale di quel che ci sta accadendo, ma possiamo anche andare a correre in solitudine, in percorsi immersi nella natura, lontani dal caos del traffico e dal suo inquinamento ottenendo enormi risultati. Possiamo nuotare per ore, ogni giorno, con una mente tutta intenta a raggiungere l'obbiettivo di vincere delle gare, ma possiamo, anche in questo caso, nuotare unicamente per il piacere dell'azione in sé e per darci la possibilità di ascoltare noi stessi in un momento di estrema apertura dato dall'agire totale che l'attività comporta.

Ogni attività fisica, infatti, se praticata con una corretta disposizione d'animo, è un mezzo di trasformazione e purificazione interiore estremamente potente proprio grazie al suo accadere unicamente attraverso un coinvolgimento totale della persona nel presente. Mente, corpo, emozioni e consapevolezza agiscono contemporaneamente all'interno di un processo che destruttura il nostro usuale funzionamento, principalmente grazie alla modificazione del nostro respiro.

La modificazione del nostro respiro è un potente mezzo di rottura del nostro solito e ridondante flusso di pensieri ed emozioni. Per constatare la realtà di questo aspetto ci basta fare un semplice esperimento. Quando stiamo passando un momento di tensione mentale o di disagio emotivo, se alteriamo volontariamente il nostro flusso respiratorio, vedremo che la nostra condizione varierà in pochi minuti. Questo perché ogni nostra onda di pensiero è portatrice di un certo tipo di emozione, e questa, a sua volta, si manifesta entro un certo tipo di respirazione, più o meno corta, più o meno veloce.

Possiamo anche agire partendo dalla modificazione dei nostri pensieri attraverso processi di autocondizionamento e vedremo ugualmente modificarsi le nostre emozioni ed infine il nostro respiro. Questa azione è però da evitare poiché si basa unicamente sulla sostituzione di un certo tipo di condizionamento con un altro. Mi spiego meglio.

Siamo stati educati a pensarci brutti, incapaci e stupidi, questo flusso di pensieri in noi scorre profondo creando un certo tipo di emozioni, queste creano un certo respiro e questo infine si ripercuote anche sul nostro organismo. Incontriamo poi un giorno uno di quei tanti personaggi che propagandano un cambiamento interiore grazie alla modificazione dei nostri pensieri. Ecco allora che iniziamo a ripeterci dalla mattina alla sera che siamo belle persone, che meritiamo l'amore delle persone, che la vita è bella, che il fallimento è solo l'anticamera del successo e altre balle del genere. In sostanza iniziamo a creare una struttura mentale ed emotiva che ci rassicura e soddisfa a cui poi aderiamo con tutta la nostra energia. Questo è un processo condizionante pari al primo, forse anche più pericoloso poiché dal primo è molto più facile desiderare la libertà.

Chi si è autoconvinto di essere una persona bella, di successo, ecc., sino a quando è solo con se stesso può stare più o meno bene nel crogiolarsi fra le sue fantasie mentali, quando trova qualcuno che lo conferma va in estasi, ma quando trova qualcosa o qualcuno che contraddice i sui pensieri diviene aggressivo o cade in depressione.

Sostituire dei condizionamenti mentali con altri non è mai risolutivo poiché quel che pensiamo è sempre e solo un qualcosa che ci isola dalla dimensione dell'essere. Colui che semplicemente è, non ha idee su di sé, sugli altri o sul successo e il fallimento, poiché vive fuori dai confini della mente, guidato unicamente dalla sua sensibilità interna. Cos'è il bello, cos'è il brutto, chi decide qual'è una vita di successo o una vita di fallimento? Tutte queste cose sono solo astrazioni della mente a cui aderiamo, sono le allucinazioni della nostra società, del pensiero di massa.

Le nostre prigioni interiori devono essere distrutte e non sostituite con prigioni un po' più comode e belle, ma per fare questo non dobbiamo modificare in nostri pensieri con altri pensieri, non possiamo sottoporci ad un processo di autocondizionamento, dobbiamo semplicemente prendere consapevolezza dell'intera forma e sostanza dei nostri condizionamenti. Dobbiamo lasciare che le nostre prigioni interiori si riflettano completamente sul limpido specchio della nostra consapevolezza interiore, riuscendo così a vedere e spezzare quell'inganno, in cui siamo caduti, fatto di pensieri che interferiscono con il naturale flusso della vita.

Non partiamo quindi dal tentativo di modificare i nostri pensieri, ma partiamo dalla possibilità di spezzare il nostro ormai consolidato flusso di pensieri ed emozioni attraverso la modificazione del nostro respiro. Se modifichiamo il nostro flusso respiratorio e ci poniamo in uno stato di consapevolezza attenta e passiva, vedremo progressivamente emergere una quantità notevole di esperienze passate rimosse, pensieri ed emozioni inconsci. Vedremo progressivamente emergere tutto il peso del nostro passato, tutte quelle forze sotterranee da cui siamo solitamente comandati e guidati.

Mentre corriamo in solitudine, se teniamo un atteggiamento interiore di estrema sensibilità a tutto quel che ci sta accadendo, mantenendo una consapevolezza vigile ma non focalizzata su nulla, vedremo che la nostra consapevolezza a volte sarà coinvolta nell'ascolto del battito cardiaco, del respiro, delle tensioni muscolari, altre volte vedrà affiorare pensieri ed emozioni. Praticando con costanza e pazienza in questo modo, tutto il nostro pus interiore verrà espulso sino a quando torneremo ad avere una limpida percezione di noi stessi e del mondo.

Le attività fisiche possono quindi essere degli ottimi mezzi di purificazione e trasformazione poiché permettono d'essere consapevoli durante un'azione totale e destrutturante.

Lo stesso risultato si può comunque ottenere anche grazie a pratiche totalmente incentrate sul respiro e che quindi non necessitano di uno sforzo fisico troppo intenso. Una di queste è il Rebirthing o molti esercizi di Yoga che lavorano proprio sulla respirazione.

Concludendo, l'essenza di ogni cosa sta nel trovare mezzi, sentieri e stratagemmi capaci di destrutturare la nostra gabbia mentale ed emotiva per permettere alla nostra consapevolezza di penetrarla e dissolverla. Il respiro è un potente strumento che può essere utilizzato partendo dal corpo, con attività fisiche più o meno intense, o agendo direttamente su questo.

Se ami la corsa cerca di farla lasciandoti totalmente trasportare dalla totalità dell'azione, lascia che la tua consapevolezza senta, veda e osservi fluidamente tutto quel che accade. Come lentamente i muscoli si sciolgono nello sforzo, così lascia che il tuo centro di controllo interiore, esercitato dal pensiero, divenga fluido, libero, non gestito. Le cose accadranno da sole...

Un caro saluto,

Dadrim

Trackback(0)
Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento

security code
Scrivi i caratteri mostrati


busy
 
SEO by Artio
© 2010 Il Blog di Dadrim
Joomla! is Free Software released under the GNU General Public License.
P.IVA: 03553520242
CREATIVE COMMONS Creative Commons License
Il blog di Dadrim by Dadrim is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at www.dadrim.org.
Googlerank, pagerank di Google