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La Via Maestra: meditazione come pura e semplice osservazione PDF Stampa E-mail

l'occhio del cicloneLa nostra coscienza, ora come ora, è simile a un televisore perennemente acceso e sintonizzato su un canale che trasmette sempre gli stessi programmi. Ognuno di noi ha il suo canale personale, ma, più o meno, i programmi sono tutti uguali. Cambiano le voci, gli attori, gli scenari, ma il filo che regge la trama è sempre lo stesso: emozioni, desideri, ambizioni, paure, angosce, gioie che durano un istante, vecchiaia, malattia e morte...

Il vero, enorme problema che impedisce alle persone di uscire da questa ripetitiva situazione è il loro pensare d’essere totalmente e unicamente ciò che scorre nel video. Lottiamo con i pensieri che fluttuano nella nostra mente, cerchiamo di modificare gli stati interiori che percepiamo, crediamo alle ambizioni e ai desideri che rimbombano in noi, senza vedere come tutto ciò sia solo una costruzione che la nostra società, la nostra cultura e la nostra educazione hanno eretto sulle fondamenta della nostra coscienza: una coscienza che nasce limpida, libera e serena. Colui che guarda la televisione può vedere un bel programma o assistere a un tremendo film horror, ma il problema non cambia. Chi ha identificato la propria vita entro i confini della proiezione dello schermo è inevitabilmente destinato a soffrire terribilmente. Se guarda qualcosa di orrendo, trema e soffre durante tutta la visione del film, ma non trova comunque pace e serenità nemmeno quando comprende che il film sta finendo, poiché, totalmente identificato allo spettacolo, crederà di dover morire pure lui con la fine della proiezione. Il problema, pertanto, non è ciò che guardiamo, ma il ritenere d’essere quel che vediamo. È probabile che chi ha vissuto una vita piena di dolore, nella morte vedrà una sorta di benedizione, ma ciò non centra nulla con la realizzazione che raggiunge chi comprende che la sua reale natura è totalmente immune da qualunque recita o evento che scorre sullo schermo.

Chi comprende d’essere semplicemente uno spettatore seduto su un divano, davanti ad un televisore che ripete sempre le stesse scene, ecco che d’un tratto inizierà a distogliere il suo sguardo da quel limitato quadratino di vetro e plastica, e così, guardandosi attorno, scoprirà d’essere sempre stato seduto in un luogo circondato da pace e silenzio. Ma tutto ciò può accadere solo a coloro che hanno iniziato a guardare con un atteggiamento attento e passivo la recita che va in scena ogni giorno tutt’attorno a loro, nelle loro menti e nei loro cuori. Quando iniziamo ad osservare e ascoltare lucidamente tutto quel che ci accade, tutto quel che ci circonda e tutto quel che riteniamo d’essere, lentamente scopriamo di vivere confinati entro delle abitudini e dei condizionamenti sempre uguali, limitanti e mortificanti. Chi ci ha detto che dobbiamo morire? Sappiamo chi siamo veramente? Questo corpo morirà, certo, ma chi ci ha convinti che noi siamo il nostro corpo? Chi ci ha convinti che la vita è lotta, ambizione, carriera, lusso e potere? Chi ci ha convinti che i massimi piaceri della vita sono il sesso, il narcisismo, l’appagamento dell’ego, il cibo, il bere e altre cose così piccole e marginali? Chi ci ha convinti che questa esistenza, così come noi la interpretiamo, sia la verità?

Il programma che guardiamo dalla mattina alla sera andare in onda su tutti i teleschermi delle coscienze umane, indottrina a credere certe cose e a negarne altre, indottrina all’idea dell’esistenza di un dio raggiungibile solo da pochi eletti, dai santi, i messia, i profeti, indottrina a non fare grandi domande sull’esistenza, a pregare per vincere la schedina o per essere perdonati da presunti peccati. Io dico che questa esistenza è l’unica vera entità democratica, liberale, paritaria, giusta e uguale nei confronti di tutti e ogni cosa, dal filo d’erba sino al pianeta più grande. Questa vita non conosce differenze, pregiudizi, razzismi, dogmi, gerarchie, pertanto a tutti è data la possibilità di raggiungere il più grande dono che esista: l’esperienza della libertà e della verità.

Non tutti possono diventare ricchi, potenti, famosi, ma tutti possono accedere a quella dimensione di coscienza ove ogni conflitto è risolto, ogni sofferenza è cancellata, ogni brama è riposta nel suo giusto spazio. Quando si giunge a questa esperienza come è possibile non vedere il perfetto equilibrio e la perfetta giustizia che reggono questo mondo? Ma noi oggi abbiamo totalmente rovesciato la reale scala di valori che permette all’uomo di ascendere a piani sempre più vasti ed elevati di coscienza. Per noi libertà significa poter comprare delle cose, andare a visitare luoghi esotici, scegliere con quali passatempi annoiarci di meno, poter pagare i migliori specialisti per allontanare il più possibile il giorno della nostra morte. Nemmeno immaginiamo che possa esistere un’altra forma di libertà, che non ci da come primo e unico obbiettivo la possibilità di fare, ma ci da come prima e fondamentale opportunità la realizzazione dell’Essere, di una vita senza paure, senza affanni, senza rancori, senza angosce. Oggi noi vogliamo prima realizzare l’inutile e il superfluo, poi, forse, se ci avanzerà tempo, chiederci qualcosa sull’esistenza dell’indispensabile e del reale. Oggi desideriamo ricevere, prima di tutto, un whiskey e una caramella, poi un giorno, forse, quando inizieremo a sentirci morire di fame e sete, chiederemo dove si può trovare un pozzo d’acqua e un pezzo di pane, ma chi ci dice che a quel punto riusciremo a trovare in tempo quel che ci serva per continuare a vivere?

Tutto ciò accade perchè siamo totalmente identificati a soggettive, parziali, distorte, ignoranti, superstiziose e ingannevoli visioni della vita e di noi stessi. Siamo stati indottrinati e ingannati dai nostri genitori, dai nostri insegnanti, dai nostri leader, dai nostri capi spirituali, e questo per il semplice motivo che loro stessi erano e sono totalmente identificati e assorti nelle illusioni che vanno sostenendo e propagandando. Questa è una catena di schiavitù lunga quanto la storia dell’umanità e dalla quale solo pochi individui riescono ad uscire, non perché sia difficile, ma unicamente perché, ai più, sembra poco conveniente. Se smetto di guardare il mio bel programmino televisivo, cosa mi accadrà poi, cosa c’è realmente tutto intorno a me? Uscire dagli schemi dei nostri condizionamenti significa dover fare i conti con l’imprevedibile, l’ignoto, lo sconosciuto, la vera libertà e la vera avventura. Ma quanto temiamo l’essere veramente liberi e incontrare il diverso?! E certamente più rassicurante continuare a vivere sempre le solite quattro soddisfazioni o le solite due paure, almeno ci danno l’illusione di sapere chi siamo, dove andiamo e che fine faremo. Preferiamo convincerci d’essere destinati a morire e svanire nel nulla o d’essere destinati a entrare nel regno dei cieli, piuttosto di dover affrontare la realtà della nostra totale ignoranza su noi stessi e sul mondo. Affrontare la nostra ignoranza vorrebbe dire vedersi costretti a intraprendere una profonda e totale indagine su noi stessi e il mondo, ma quanti hanno il coraggio di voltare le spalle al tanto amato e rassicurante televisore a cui sin da piccoli siamo stati posti di fronte?

L’immagine che più rappresenta la nostra situazione è quella di una persona seduta su una vecchia e logora poltrona, che fissa, da poche decine di centimetri di distanza, un televisore che proietta scemenze di ogni genere, quando tutto, intorno a lui, è vastità, bellezza, mistero e poesia.

Detto ciò, se siamo veramente disposti a guardare oltre lo schermo dei nostri convincimenti, esiste una Via Maestra che ci può aiutare ad uscire dall’immedesimazione, in cui siamo caduti, con i programmi che vanno costantemente in onda sul nostro canale mentale. Questa Via Maestra è fatta di semplice e pura osservazione. So che molti, quando sentono queste tre parole, semplice – pura – osservazione, già sorridono e tornano a guardare le loro trasmissioni, perché credono che qualcosa come la verità, la realtà o l’esperienza dell’Essere, debba essere qualcosa di esoterico, di segretissimo, complicatissimo, per pochi eccelsi individui, ma cosa ci possiamo fare se, come dicevo prima, questa esistenza è così democratica e compassionevole da aver reso il suo segreto più nascosto accessibile a tutti, mentre le cose superflue e irrilevanti difficilmente realizzabile, conflittuali e portatrici di sofferenza? Così stanno le cose!! La Via Maestra che conduce alla verità su noi stessi è fatta di PURA-SEMPLICE-OSSERVAZIONE.

Se iniziamo ad osservare come funzioniamo, vedremo che tutto il giorno la nostra mente è sempre indaffarata a proiettare pensieri, emozioni, progetti, attriti, conflitti, rancori, vendette, ambizioni, sogni o angosce sullo schermo della nostra coscienza. Tutto ciò non è “roba” nostra, tutto ciò è la spinta malata che l’ambiente in cui siamo cresciuti e in cui viviamo continuamente fomenta. Siamo nati liberi e sereni, poi abbiamo sviluppato un’idea di noi stessi e del mondo, ma questa idea non si è creata grazie ad una nostra limpida osservazione ed esperienza della realtà, ma è nata dall’indottrinamento che abbiamo subito. Quando riconosciamo tutto ciò, subito iniziamo a distanziarci e a divenire attenti a tutti quei pensieri e quelle spinte di desiderio che sferzano gli spazi del nostro mondo interiore. Quando iniziamo ad entrare in uno stato coscienziale passivo, ma allo stesso tempo vigile, creiamo quella distanza necessaria ad osservare, comprendere e trascendere tutti quei “turbini d’identità” che si muovono in noi. Lentamente diveniamo il centro del ciclone, là dove ogni cosa esiste in uno stato di quiete e da cui possiamo penetrare e sciogliere ogni conflitto.

Quando iniziamo a divenire attenti e distaccati osservatori di noi stessi e del mondo che ci circonda, la nostra vecchia, condizionata e limitante struttura mentale ed emotiva inizia a sgretolarsi. Quando questo processo inizia, possiamo forse attraversare dei momenti difficili, perché quel groviglio di paure, ambizioni e pensieri che si dissolve, per noi è sempre stato anche l’unica forma di relazione attraverso cui abbiamo dialogato con la vita. Per questo potremmo attraversare dei momenti di confusione, di angoscia e di smarrimento, ma tutto ciò significa unicamente che ci stiamo muovendo sul giusto sentiero. È a questo punto del viaggio che dobbiamo avere il massimo coraggio e la massima fiducia per portare completamente a termine quel doloroso quanto inevitabile e avventuroso processo di autodemolizione. Dobbiamo riuscire a scollare la nostra faccia dallo schermo del televisore, dobbiamo balzare fuori dal turbinio di condizionamenti che generano l’illusione di personalità a cui ci siamo aggrappati e che è la prima causa di ogni nostra sofferenza. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo non dobbiamo mai dimenticarci di mantenere la nostra consapevolezza in uno stato di vigile e passiva osservazione di tutto e ogni cosa, dentro e fuori di noi. Prendiamoci, ogni giorno, del tempo, che andremo ad aumentare progressivamente, per rimanere soli, ad occhi chiusi, in ascolto e osservazione, ma non perdiamo questo atteggiamento nemmeno quando siamo in movimento o svolgiamo le più semplici azioni quotidiane come lavarsi, sistemare casa, guidare, mangiare, passeggiare…

La Via Maestra è pura e semplice osservazione, vi sono poi molte altre “tecniche” che possono essere più o meno indicate, a seconda delle particolari strutture di personalità, ma ogni metodo, comunque, nella sua essenza rimanda sempre a uno stato di pura e semplice osservazione, uno stato di consapevolezza vigile e passiva.

Non è il mistero della vita ad essere difficilmente penetrabile, siamo noi uomini ad essere divenuti così complicati da non potervi più facilmente accedere. Siamo divenuti come dei mille piedi che costantemente pensano e si chiedono quale piede vada messo per primo avanti, quando l’unico modo per fare esperienza del nostro Essere è smettere di pensare e iniziare a correre, danzare e ridere.

Dadrim

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Commenti (4)Add Comment
fare il vuoto
scritto da darkman973, maggio 13, 2009
Magari il sole mi bastasse per calmare le mie acque interiori. Ma anch'io mi posso vantare di essere molto fortunata, e forse ho la fortuna più grande di questo mondo, perchè ho al fianco un uomo meraviglioso. Solo che non basta per sentirsi completi. Quando si è insodisfatti di quello che si è, l'amore o no, l'unica cosa da fare è cercare di migliorarsi, di riempire quel buco che si sente, il vuoto che c'entra solo con noi stessi, quello che vorremo diventare, quello che dovremmo essere o non essere. La soddisfazione di noi stessi non ce la può dare nessuno, se non noi stessi. Nessuno può vivere per noi e noi non possiamo vivere per gli altri. E anche se non riuscirò a raggiungere i miei obbiettivi, o mi accorgerò alla fine della strada che erano sbagliati, almeno non avrò i rimorsi, perchè ho provato a trovare il senso alla mia vita. E comunque spero di avere sempre al mio fianco questo uomo meravglioso, perchè l'incontro con lui è stata la cosa più bella che mi è potuta capitare. Certo che è dura fermare questa bici!

tutti superficialmente abbiamo bisogno di qualcuno, esistono anime stupende. se però non ti colma,se tu inspiri e lui espira non è la tua l'altra parte: due corpi distinti un unica anima che vibra. l'uomo che medita non cerca, poichè il cercare uccide la ricerca stessa, quello che senti devi seguire, segui il flusso che nasce dentro. la vita non ha senso se non superficialmente, in profondità essa stessa è il senso
...
scritto da Vicentina, aprile 16, 2009
Magari il sole mi bastasse per calmare le mie acque interiori. Ma anch'io mi posso vantare di essere molto fortunata, e forse ho la fortuna più grande di questo mondo, perchè ho al fianco un uomo meraviglioso. Solo che non basta per sentirsi completi. Quando si è insodisfati di quello che si è, l'amore o no, l'unica cosa da fare è cercare di migliorarsi, di riempire quel buco che si sente, il vuoto che c'entra solo con noi stessi, quello che vorremo diventare, quello che dovremmo essere o non essere. La soddisfazione di noi stessi non ce la può dare nessuno, se non noi stessi. Nessuno può vivere per noi e noi non possiamo vivere per gli altri. E anche se non riuscirò a raggiungere i miei obbiettivi, o mi accorgerò alla fine della strada che erano sbagliati, almeno non avrò i rimorsi, perchè ho provato a trovare il senso alla mia vita. E comunque spero di avere sempre al mio fianco questo uomo meravglioso, perchè l'incontro con lui è stata la cosa più bella che mi è potuta capitare. Certo che è dura fermare questa bici!
...
scritto da Renato, aprile 14, 2009
....quel che dici è tutto vero.Quando si è giova-
ni a meno che non si sia una mente eccelsa, deve
fare i conti con la realtà della lotta quotidiana
che uno affronta a seconda della propria COSCIEN-
ZA. Sono quasi 30 anni di vita utile che uno porta
avanti come può e come gli è stato concesso di fa-
re, e non dico dio. Io lo chiamo destino o fatalità
Mi vanto di essere uno tra i fortunati, natural-
mente con le mie colpe ma che sono stati errori
umani. Rammarico di non aver incontrato la donna
giusta;specialmente la seconda che al mio amore ha
corrisposto con rancore e incomprensione rovinando la nostra vecchiaia.
Adesso son contemplativo, ai miei 82 anni, guardo
lo schermo ma la mia mente è sempre altrove pen-
sando come noi umani scialacquiamo i migliori anni
voltando le spalle al paradiso in cui viviamo.
...
scritto da Vanna, aprile 14, 2009
"autodemolizione" dici bene è un processo lungo che mi toglie tutte le energie fisiche ma dentro sono tranquilla, sto bene, non c'è nè dolore nè gioia, sono ferma senza aspettative, mi osservo ma non riesco ad essere proprio attenta, delle volte è come se dormissi in piedi, oppure non sono attenta alle cose che non mi interessano più, mi sento leggera ma anche un pò debole, una mia amica oggi mi ha detto non mi lasciare, io ho risposto credo che sto rilasciando tante cose che non servono più e appena è possibile vado al mare al sole a prendere un pò di energia e starò meglio. Un abbraccio Vanna

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