Nel mondo intero la psicologia moderna sta facendo qualcosa di stupido: analizza la mente, analizza tutti i pensieri che danno forma alla vostra mente. In Oriente, abbiamo scrutato nelle sfere più intime dell’essere umano e abbiamo compreso che la mente non necessita affatto di analisi: sarebbe come analizzare dell’immondizia. Essa deve essere semplicemente eliminata. E nel momento in cui il cervello si trova libero dalla mente... l’innocenza del cervello acquista coscienza di uno spazio nuovo, che noi abbiamo chiamato anima: allorché si scopre la propria anima, si trova la propria dimora reale." - Osho Rajneesh
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Sul Maestro indiano Tilopa, non si sa molto, eppure le sue intuizioni mistiche sul mondo del Tantra trasmesse in forma di canto al suo discepolo Naropa, sono sopravvissute nei secoli. Un best-seller già nei secoli passati, quest’opera ha ricevuto nuova spinta e ha ottenuto nuova vitalità grazie al commento di Osho Rajneesh che lo ha visto letteralmente tornare sulle liste dei libri più letti in diversi Paesi del mondo. Tradotto infatti in 15 lingue, questo libro solo in Italia ha venduto oltre 30.000 copie nell’edizione cartonata, ed ora ha superato le 60.000 in questa edizione tascabile. Un linguaggio che fonde la vitalità del Tantra e la sua saggezza con un sottile umorismo e metafore accessibili alla mente dell’uomo moderno, questo il segreto del successo di un libro che non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni moderno entronauta. L’opera contiene diverse tecniche di meditazione, spiegate da Osho nei minimi dettagli.
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In questo libro il maestro caucasico (Georges I. Gurdjieff) individua nove personaggi che, nel corso della sua gioventù, furono dei maestri e degli esempi decisivi nella sua formazione, descrivendo episodi e circostanze relativi all'incontro con loro e alle esperienze fatte in comune. Il libro è diviso in nove capitoli, ognuno dei quali dedicato ad uno degli "uomini straordinari" che Gurdjieff ha voluto citare come esempi e guide. Nove come le tipologie psicologiche dell'Enneagramma, il noto schema psico-caratteriale che proprio Gurdjieff importò e divulgò a suo tempo in Europa.
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Il messaggio di Jddu Krishnamurti è rivolto alla liberazione interiore dell'uomo, come premessa indispensabile per l’apprendimento dell'arte di vivere. La nostra esistenza quotidiana è scandita da paure, ansie, problemi ma anche schemi mentali che in qualche modo ci imprigionano. Tuttavia da sempre qualcuno si eleva al di sopra degli altri e insegna a liberarsi: è il Maestro. I suoi insegnamenti sono acqua fresca per chi è assetato di Verità e di Libertà e indicano la strada per l’elevazione al di sopra nella nostra quotidianità ci imprigiona e ci limita.
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Il Profeta di Gibran Kahlil. Dopo alcuni anni trascorsi in terra straniera, Almustafa (ovvero l'eletto di Dio), sente che è giunto il momento di fare ritorno all'isola nativa. In procinto di salpare egli affida al popolo della città di Orphalese un prezioso testamento spirituale: una serie di riposte intorno ai grandi temi della vita e della morte, dell'amore e della fede, del bene e del male. Pubblicato a New York nel 1923, "Il Profeta" viene subito accolto con grande favore di pubblico soprattutto presso i giovani, i quali vedono in Gibran un maestro di saggezza. A distanza di tanti anni l'interesse è rimasto immutato: silloge che abbraccia i problemi fondamentali dell'esistenza, il capolavoro del poeta libanese è anche libro di notevole fascino. Il clima sospeso e rarefatto, il ritmo incantatorio di una scrittura lirica di presa immediata, incisiva e visionaria, l'incontro tra due opposte culture, l'orientale e l'occidentale, sono la cifra di uno stile inconfondibile.
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Il libro di Mirdad (Mikhail Naimy) Il pensiero e la visione di un monaco solitario, o della sua ombra, che da tanti anni si aggirava nell’antico monastero sul lontano picco dell’altare, mi attirava irresistibilmente. Così, decisi di scalare la montagna. Cominciai la mia ascesa con un canto nel cuore e con una ferma determinazione nell’anima. Ma la salita fu lunga e faticosa. Richiese tre lunghi, interminabili giorni. Finalmente giunsi, stremato, alla cima, dove persi i sensi. Una voce mi scosse: «Svegliati, straniero, hai raggiunto la vetta». Aprii gli occhi, e vidi che chi mi parlava era un monaco senza età. «Tu sei dunque l’uomo prescelto, l’eletto nelle cui mani io potrò deporre il sacro libro, affinché tu possa farlo conoscere al mondo. Ecco, ti affido Il Libro di Mirdad. Esso è il libro della saggezza e della conoscenza. Leggetelo e troverete la luce!». Detto ciò, svanì nel nulla.
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"Ascolta, piccolo uomo" (Wilhelm Reich) di è un documento essenzialmente umano, non scientifico. È stato scritto nell'estate del 1945 per gli Archivi dell'Orgone Institute senza che vi fosse intenzione di pubblicarlo. Era il risultato delle lotte e dei conflitti interiori di uno scienziato e fisico che, per decenni, aveva osservato, dapprima ingenuamente, in seguito con stupore e infine con orrore, che cosa il Piccolo Uomo della strada 'commette contro se stesso'; come soffre e si ribella, come stima i nemici e uccide gli amici; come, ogni qual volta riesce a ottenere il potere in qualità di "rappresentante del popolo", abusi di tale potere e lo deformi in modo ancor più crudele di quanto non sia avvenuto prima ad opera di pochi sadici delle classi dominanti.
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Wilson è nato e cresciuto a Leicester. Lasciò gli studi all'età di 16 anni e lavorò in fabbrica e in altre attività, nel frattempo dedicava il suo tempo libero alla lettura. Nel 1956, all'età di 24 anni, pubblicò "The Outsider" dove analizzava il ruolo dei cosiddetti "outsider" nel campo della letteratura e della cultura affrontando alcuni personaggi di rilievo (tra i quali Jean-Paul Sartre, Ernest Hemingway, Hermann Hesse, Fyodor Dostoyevsky, T.E. Lawrence and Vincent Van Gogh), indagandoli sotto l'aspetto dell'alienazione sociale: il libro ebbe grande successo e contribuì in maniera rilevante alla popolarizzazione del lavoro di questi personaggi.
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La celebre opera teatrale Aspettando Godot venne scritta verso la fine degli anni Quaranta e pubblicata in epoca post-atomica, nel 1952, in lingua francese. Samuel Beckett, autore di nascita irlandese ed esponente di spicco del Teatro dell’assurdo insieme a Ionesco, Adamov e Pinter, nel 1954 tradusse il testo in inglese. Il teatro dell’assurdo è un particolare genere teatrale sviluppatosi tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Si caratterizza per i dialoghi senza significato, ripetitivi e capaci di suscitare l’ilarità del pubblico a dispetto del dramma che i personaggi interpretano. Aspettando Godot è una tragicommedia dominata dalla sensazione di incomunicabilità e dalla crisi di identità degli esseri umani che vivono una vita priva di scopo e di significato. E’ uno dei più noti testi teatrali del Novecento dove è geniale la trovata dell’autore di un protagonista assente e dove tutto è costruito intorno alla condizione dell’attesa.
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L'ultimo romanzo scritto da Lev Nikolaevic Tolstoj fu Resurrezione (1889-1899). Il protagonista, l'affascinate principe Dmitrij Ivanovic Nechljudov, è chiamato a fare il giurato al processo dove viene condannata una donna, la prostituta imputata di omicidio Katjuscia Maslova. Dmitrij riconosce in lei la ragazza conosciuta e sedotta dieci anni prima che era mezzo cameriera e mezzo figlia adottiva delle sue zie. Nechljudov è un tipo inquieto, si rende conto di aver avuto una grossa responsabilità nella sorte di Katjuscia. Sentendosi in colpa decide di sposarla e si adopera per salvarla dalla condanna. Katjuscia, inasprita dalla vita, diffida delle offerte di Nechljudov. Divorato dal rimorso, abbandona la sua vita di agiato possidente per seguirla nei lavori forzati in Siberia. Katjuscia ritrova lentamente l'antica dignità, mentre Nechljudov sente acutamente l'abisso tra i diseredati e la società che li condanna senza appello. Ottenuta infine la grazia per Katjuscia, rinnova la sua domanda di matrimonio, ma Katjuscia...
Questo ultimo grande romanzo dell'autore russo offre una riflessione sulla condotta morale dell'uomo e mostra le condizioni della società del periodo. Non è solo un romanzo di denuncia di violenze e crimini, ma è anche uno straordinario romanzo d'amore e di riscatto sociale.
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Viaggio all'interno della coscienza umana; il protagonista è un ipocondriaco che vive ai margini della società umana, scrutandola e scrutandosi con odio e sospetto.
Uscito a puntate, nel 1865, sulla rivista "Epocha" (Epoca), Ricordi dal sottosuolo (di Fedor Dostoevskij), scritto sotto forma di un monologo-confessione, è uno dei più terribili e impietosi viaggi all'interno della coscienza umana della letteratura europea. Il protagonista è un ipocondriaco che vive ai margini della società, scrutandola (e scrutandosi) con odio e sospetto. E il romanzo della svolta artistica e filosofica dello scrittore russo. Come scrive Pacini nella sua Introduzione, in questo romanzo "Dostoevskij ha individuato e descritto il nemico da combattere: quel sottosuolo che è la quintessenza di ciò che chiude l'uomo nel cerchio dell'odio e della lotta, che lo fa arroccare su se stesso, condannandolo a macerarsi nella solitudine e nella disperazione. Da questo momento la sua vita come romanziere è definitivamente segnata, ed egli la perseguirà convinto che sia l'unica via praticabile, quella che conduce verso l'amore e verso Cristo".
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Siddharta è un romanzo dello scrittore tedesco Hermann Hesse edito nel 1922.
Considerato dallo stesso Hesse come un "poema indiano", il romanzo presenta un registro molto originale che unisce lirica ed epica, ma anche narrazione e meditazione, elevazione e sensualità, e che lo rende tutt'ora affascinante.
Il successo del libro arrivò un ventennio dopo la pubblicazione e sulla scia del Premio Nobel conferito ad Hesse nel 1946, e fu frutto soprattutto dei giovani che fecero della figura di Siddharta un compendio dell'inquietudine adolescenziale, dell'ansia di ricerca di sé stessi, dell'orgoglio dell'individuo davanti al mondo ed alla storia, accomunati in un rifiuto senza appello.
« Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri »
Brano tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Siddharta_(libro)
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L 'essere e il nulla è il testo filosofico sartriano (di Jean Paul Sartre) di più ampio respiro: in contrasto con una lunga tradizione speculativa, vi si conduce una ricerca dell'assoluto che rifiuta criticamente conclusioni positivo-edificanti, mentre fa luce su molteplici aspetti del consistere delle cose e dell'esistere degli uomini. A differenza dell'essere in sé. L'esistente non è mai quello che è: progettivo, instabile, la sua struttura è di perenne mancanza. L'indagine sartriana rivela le tensioni profonde dell'essere umano che, mentre vive una condizione di incompiutezza, nutre in permanenza l'aspirazione a superarla.
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