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Il desiderio mi assordava

Panchina in riva al Danubio - Smederevo - Serbia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"...sono andato a caccia di ombre; la realtà è qui, in questo luogo soleggiato, in questo canto di uccelli, adesso.

Era il mio inseguire la realtà che mi ha allontanato da essa, il desiderio mi assordava.

L’uccello stava cantando qui, per tutto il tempo… se io sono immobile e non mi preoccupo di trovare la felicità, allora si direbbe che la felicità sia in grado di trovare me.

Essa esiste se io sono davvero immobile, come morto – se io sono completamente morto, qui e ora".

Test per valutare se siamo pazzi

sbarre del manicomio

Durante una visita ad un reparto psichiatrico, un uomo domandò al capo sala come facessero a stabilire se un paziente dovesse essere ricoverato. "Vede", rispose il capo sala, "riempiamo una vasca da bagno e quindi forniamo al paziente un cucchiaino da caffè, una tazza da tè e un secchio, poi gli chiediamo di svuotarla." "Ahhh capisco...", disse il visitatore. "Una persona normale userebbe il  secchio perché è più grande..." "No", disse il Direttore. "Una persona normale toglierebbe il tappo! Preferisce un letto vicino alla finestra o alla corsia?"

Oggi mi hanno spedito questo interessante racconto che ritengo estremamente simbolico.

Questo nostro mondo è un grande manicomio ed è pieno di “dottori” (politicanti e falsi religiosi) che riempiono le menti delle persone (le vasche) di problemi, conflitti, ansie, urgenze, colpe, divisioni di razza e di credo (l’acqua sporca nella vasca).
Poi, sempre i cari "dottori" ci raccontano che abbiamo un problema e che per risolverlo sono così amorevoli  e preparati da poterci offrire un cucchiaio da caffè, una tazza da tè e un secchio.

Una società superflua

Fontana dei nani a Tresché Conca di Roana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dovremmo rivedere completamente ciò che riteniamo veramente indispensabile per la nostra serenità, per le nostre vite, per i nostri affetti, poiché quando il superfluo prende il posto dell’indispensabile, il naturale corso delle nostre esistenze viene completamente stravolto, deformato, sfigurato, e, ahimè, questo e lo stato attuale della nostra intera società.

Dadrim

Volevo che lo sapessi

Mamma e figlia

 

 

 

 

 

 

 

Adelaide ha scritto: Caro Dadrim, vorrei dedicare questo mio pensiero a tutte le Mamme (…).

Volevo che lo sapessi,
ora più di sempre,
perché è sempre ora…
per tutte le volte che non te l'ho detto…
per tutte le volte che ti è mancato,
per tutte le volte che l'hai sentito distante,
per tutte le volte che hai dubitato,
per tutte le volte che l'hai cercato,
per tutte le volte che era nascosto,
per tutte le volte che l'hai pensato,
per tutte le volte che non l'hai voluto,
per tutte le volte che ti è stato stretto,
per tutte le volte che è stato invadente,
per tutte le volte che non ho saputo dartelo,
per tutte le volte che non l'hai visto,
per tutte le volte che era sbagliato,
per tutte le volte....
E per quanto ognuno di questi aggettivi lo contenga,
e per quanto è stato descritto,
e per quanto sia stato dato,
il mio Amore per te È!

mamma

Sull'inferiorità spirituale della donna

Paula ha scritto: Sono nuovamente su questa riflessione, non a caso, sarò per sempre lì, vicino, avendo la fortuna di essere nata donna, (anche se la dico con tanti sensi e abbastanza riserbo): “Se preferisco le donne agli uomini è perché hanno il vantaggio di essere più squilibrate, quindi più complicate, più perspicaci e più ciniche, senza contare quella superiorità misteriosa che conferisce una schiavitù millenaria”. Emil Cioran
Ti chiedo la cortesia di commentare queste parole e quelle di Osho. Ieri sera, infatti, ho ascoltato una sua risposta in inglese, dove, alla domanda “perché c’è tanta incomprensione fra uomo e donna, Osho rispondeva che la divisione fra l’uno e l’altra la fa, prima di tutto, l’incapacità della donna di arrivare in modo naturale alla meditazione, attraverso il sesso. Metteva come motivi il suo dono sessuale, quello di avere più orgasmi di un uomo (da questo una guerra psico-fisiologica eterna). La donna non ha la possibilità diretta di entrare nello stato di meditazione attraverso il sesso, non avendo accesso ai suoi orgasmi, per questo una perenne scontentezza da parte sua, una continua sofferenza, un continuo urlo di insoddisfazione fisico-spirituale. Continuava invocando l’indotta inferiorità che le è stata conferita nel tempo attraverso la religione, all’organizzazione sociale che ha instaurato il matrimonio come cellula di base per la società, società che ha dato alla donna il ruolo riproduttivo, questo, non dovendo essere un ruolo, ma un dono, un privilegio che deve essere riconosciuto come tale.
Questo e un tema che tutte le donne amano.
Domando, retoricamente: siamo proprio senza speranza?
In sintesi la mia domanda più concreta è: come riusciamo noi donne a superare i nostri complessi, che nascono da tanta ira e che ci allontanano dal risveglio spirituale?

Grazie,
Paula

Dadrim ha risposto: Cara Paula, per quanto riguarda Emil Cioran non ne so nulla, è un filosofo a me sconosciuto. Per quanto riguarda Osho e la risposta che riporti ne so meno ancora. Di Osho, però, conosco due testi interamente dedicati alle donne e alla meditazione.

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