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Ultimo passo

Tramonto a Polegge - Vicenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sesto passo è il Silenzio, pertanto da oggi la mia condivisione sarà SILENZIO, per quanto non lo so.

Ho concluso con questi ultimi sei articoli pubblicati, che mi piacerebbe chiamare “I sei passi di Adelaide”, una fase del viaggio di questo spazio virtuale e una fase della mia vita. Dopo più di quattro anni di domande e risposte sento il bisogno di fare silenzio, per provare ad Essere sempre più Silenzio. Questi ultimi sei articoli sono stati il tentativo di fare una sintesi, e per questo ringrazio Adelaide che mi ha dato molti spunti.


Il silenzio è il nostro migliore amico, a chi vuole comprendere da comprensione, a chi non vede non permette illusione. Le parole sono sempre pericolose, fraintendibili, agitano gli irrequieti e inorgogliscono gli ottusi, solo di rado aiutano chi è confuso ad aprirsi un varco fra le nebbie del pensiero.


Se durante questo tempo di “dialogo silente” qualcuno volesse lasciare qualche riflessioni o commento lo può fare attraverso lo spazio “Riflessioni, commenti, saluti”, o nello spazio "commenti" di questo articolo.
Non risponderò più a nessuna domanda pubblica o privata, né pubblicherò altro materiale sino ad eventuale "illuminazione o folgorazione ".
Chiudo lo spazio “sostienici liberamente” e la “campagna sostenitori del blog” poiché non hanno più senso. Ringrazio infinitamente gli amici che hanno contribuito (Qui lascio visibili i dati della campagna “settembre 2011 – aprile 2012”).


Per incontri personali “Il Centro” rimarrà aperto sino a fine giugno, riaprirà poi a settembre.

Un abbraccio a tutti Voi!
Dadrim

Quinto passo: Non dire nulla!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adelaide ha scritto: Dire grazie non da giustizia alla gratitudine che sento per te, per il tanto tempo impiegato a scrivere, con pazienza, chiarezza, generosa abbondanza. L'Essere e il mondo meraviglioso, pervaso dall'Amore, perfetto, che tu descrivi, tuttavia, mi sembrano un raggiungimento utopistico e teorico. Non sono molto ottimista, e stavolta bado bene a specificare che parlo per me, di me. Non ho ancora trovato "la chiave" che mi spalanchi i portoni del mio Essere, del mio Dio, dell'Amore. Vorrei che tu mi credessi se ti dico che sto lavorando tanto, e, peraltro, senza tanta fatica, lo sforzo più grande è, invece, scoprire cosa nascondo, dove baro, quali ostacoli io stessa semino sul mio Cammino

Medito, a modo mio, cerco di essere sempre più dentro e presente a me stessa, ho necessità di stare sola, sempre di più, nonostante la famiglia e il lavoro non mi diano molto tempo. Con l'ego credo di star facendo un buon lavoro, considerando come ero quando ho iniziato. Praticamente sto vivendo quasi solo per me stessa, in me stessa, tutto ciò che mi circonda materialmente ha poco significato, ma ha molto significato chi mi circonda, il relazionarmi. Anche se vedo tutti come miei Fratelli, non provo odio o qualsivoglia sentimento negativo nei confronti di alcuno, anche se poco mi toccano le critiche, e né, tantomeno, sono alla ricerca di glorie e riconoscimenti, forse sbaglio qualcosa, perché non ho il cuore puro, incondizionato. Forse mi nascondo qualcosa, forse fingo, io mi interrogo, ma non ho risposta alcuna. So solo che nonostante io condivida e faccia mie le tue speranzose parole e concetti, talvolta "scivolo" ancora nel giudizio, nel non-amore nei comportamenti. Si, è anche sincero e vero che  guardo le persone oltre la loro (e mia) inconsapevolezza, cerco di vedere il Divino che alberga in loro, nonostante la loro condizione e ottusa, cieca, gratuita cattiveria. Perdono, non attacco a mia volta, ma preferisco stare alla larga da certe persone, zero rapporti, solo saluti per educazione, ma mi esenterei anche da questi. Perché? Perché, come dici te, l'Amore non mi arriva in quei momenti, e, anzi, lo sento lontano, tanto quanto "avverto" la negatività di certa gente? Ho provato di tutto, ma forse non ho abbastanza amore dentro di me..

Grazie, Guerriero di Luce

Dadrim ha risposto: Cara Adelaide, se tu mi ringrazi. altrettanto devo fare io, perché è il tuo desiderio di indagare e confrontarti che mi da l'energia per fare altrettanto. La tua ricerca è la mia, il tuo desiderio è il mio.

Più vengo interrogato e più mi devo interrogare, vagliare, rivedere, setacciare, e nel fare tutto ciò provo grande piacere e serenità, per me stesso e per chi trova risposte o indicazioni utili in se stesso, passando attraverso le mie parole.

Ma veniamo alle tue domande...

Quarto passo: Stupisciti! È un miracolo!

Albero al tramonto - Lupia

 

 

 

 

 

 


Adelaide ha scritto: Tu dici che non abbiamo esperienze a riguardo delle cose che sono fuori di noi (morte, veggenza, telepatia, miracoli), e non ci piove che siamo ignoranti in ciò, ma parli spesso dell'Essere. Neanche Lui si vede, anche se affermi che è dentro di noi, come le emozioni, i sentimenti, che non riusciamo a vedere, ma da uomini li viviamo. L'Essere, la maggior parte di noi non sa neanche cosa sia, perché non si vede. Tu hai esperienza, conoscenza?

Dadrim ha risposto: Cara Adelaide, come prima cosa devo precisare che non ho mai parlato una sola volta di veggenza o telepatia. Ho, però, spesso parlato di morte e miracoli, ma mai sostenendo che siano cosa fuori da noi.

La morte è qualcosa che accade fuori da noi? Si, almeno sino a quando non sarà il nostro turno, ma ogni volta che vediamo morire qualcuno, sappiamo benissimo che quell’evento è un fatto estremamente intimo anche per noi, forse il più intimo e significativo. È la morte che da movimento alla vita, come potrebbe essere cosa a noi estranea, come potrebbe essere fuori? Fuori da cosa? La morte e la vita sono sorelle gemelle, meravigliose se viste nella loro inscindibile unità, tremende e vendicative se separate, allontanate. Comunque non ho intenzione di ritornare sull’argomento morte, dato che come tu stessa ricordi, ne ho parlato già molto.

Intermezzo: Sino alle radici della Coscienza

Corvi al tramonto-Bolzano Vicentino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adelaide ha scritto: (…) hai anche ragione quando dici che è impresa ardua liberare la mente dagli indottrinamenti ricevuti, non solo su un Dio descritto nell'alto dei cieli, seduto su un trono di nuvole, pronto a castigare i cattivi, la punizione, l'Inferno e tutte le altre distorsioni della Chiesa, ma anche su tutte le altre distorsioni inculcateci. Quindi Amen, mettiamo una bella medaglia sul collo della nostra ignoranza e impotenza, su ciò che non ci è dato sapere o capire! Io di certo non me ne faccio un cruccio, né un patema d'animo su questi argomenti, solo che di tanto in tanto mi sfiora il pensiero del perché siamo qui, cosa ci stiamo a fare… Ma hai ragione, non esiste risposta, esistiamo e basta, e dato che così è, viviamocela! Capisco solo inconsciamente quando dici che nessuno muore o nasce, ma siamo sempre tutti qui, nell'eterno Presente, e mi viene in mente la frase: nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. È cosi che intendevi? Non comprendo bene quando dici che per creare le condizioni di "Apertura" bisogna vivere e comprendere ogni nostro desiderio, fino a consumarlo in modo definitivo!?Cosa vuol dire? E come faccio a sapere qual è il modo più adatto a me, che mi guidi alla comprensione?

Dadrim ha risposto: Cara Tranchi, dal tuo commento mi pare che alcune cose non siano passate molto chiaramente.  La nostra impossibilità di comprendere mentalmente l’essenza della Vita non è una condizione di impotenza, un qualcosa a cui dobbiamo rassegnarci. È la nostra più alta benedizione, è la natura della realtà che ci chiede di uscire dal confinato per divenire l’illimitato.

Terzo passo: solo Dio esiste! Perché? Perché Sì!

Tramonto ad Arsiero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adelaide ha scritto: Per te Dio esiste? O anche se esistesse solo dentro di noi, quando tu parli di Immenso e Infinito, chi le ha create queste cose o come le intendi?

Dadrim ha risposto: Solo Dio esiste! Ma non è Dio ad esistere in noi, ma siamo noi ad esistere in Lui! Come potrebbe essere il contrario, come può la parte contenere il Tutto? È sempre il Tutto che sostiene, alimenta, nutre e dirige la parte. La sensazione di essere individui separati dal corpo unitario della vita, di esistere scissi gli uni dagli altri è un inganno, il prodotto dei condizionamenti mentali che abbiamo accumulato attraverso esperienze non comprese. Nella realtà, mai un solo istante siamo vissuti e vivremo fuori dal “Cuore di Dio”, ma, ahimè, come ci accade in sogno, possiamo immaginare mille cose, di essere in mille luoghi, nonostante, nei fatti, non ci spostiamo di un passo dal nostro comodo letto. Ugualmente, i nostri condizionamenti creano nelle nostre menti infiniti sogni, nonostante la radice della nostra coscienza non sia mai vissuta fuori dalla Coscienza di Dio.

Secondo passo: desidera solo ciò che ha valore

Tramonto  sui campi di Sandrigo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adelaide ha scritto: Mi piacerebbe sapere cosa intendi tu con i termini Reale, irreale, Immenso, Spiritualità, Dio, Amore.

Dadrim ha risposto: Come spesso ho ripetuto per me l’Amore è Dio, e Dio è l’unica Realtà, Immensa, indivisa, eterna. Tutto ciò che ai nostri occhi non appare come Amore o frutto dell’Amore è, pertanto, l’irreale. Spiritualità è il nome che dò a tutto ciò che riguarda il viaggio che ogni uomo deve compiere per passare dall’irreale al Reale, dall’ignoranza alla saggezza, dall’egocentrismo all’amore, dal buio alla luce. Tutto ciò sarebbe molto semplice. Ma allora dove sta il problema? Il problema sta nel fatto che la maggior parte delle persone non vede e non conosce la vita come una realtà immensa, eterna, indivisa, estetica ed estatica, frutto dell’Amore. La maggior parte delle persone vede e conosce la vita come una “realtà” meschina, piccola quanto gli sciocchi scopi dell’egoismo umano, di breve durata, frammentata, orrenda, penosa e figlia dell’odio.

Primo passo: goditi la tua vita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adelaide ha scritto: Caro D., tu hai spesso detto che le cose che pensi e scrivi le fai per te stesso, se qualcuno vuol condividerle ben venga, altrimenti te le godi da solo! (…).

Dadrim: Riprendo questo passaggio dell’ultima lettera di Adelaide perché vorrei approfondirlo e chiarirlo ulteriormente, rispetto a quanto già fatto in passato, se possibile. Cosa significa “ciò che faccio lo faccio per me”? Ho spesso usato questa affermazione per sottolineare quanto, dal mio punto di vista, sia fondamentale smettere di voler cambiare la vita degli altri. Vivere ricercando il proprio equilibrio, ciò che ci dà felicità, piacere e amore duraturi, è una faccenda che riguarda in primo luogo noi stessi. Le persone, aimè, tendono invece a voler cambiare tutto quel che le circonda per evitare di guardare nelle loro coscienze.

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