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Che altro dire?

Paolo ha scritto: Carissimo Dadrim, leggo le tue risposte e i tuoi scritti sin dai primi tempi di questo blog e li trovo veramente belli e utili. Solo una cosa: dici sempre la stessa cosa! In un modo o nell'altro ripeti sempre le stesse cose: ritorniamo all'essere, rimaniamo consapevoli, abbandoniamo il nostro egoismo. Vero, bello, tutto giusto, ma non credi che ci sia qualcosa in più da poter dire o discutere?

Un caro saluto,

Paolo

Dadrim ha risposto: Gentile Paolo, la tua domanda è molto importante! Chi legge o ascolta parole che invitano alla conoscenza di sé e del significato ultimo delle nostre vite, prima o poi incappa sempre nella sensazione che quel che sente o legge non sia abbastanza.  Ma dal mio punto di vista non v'è proprio nulla in più da dire e nulla in più da ascoltare! Il punto è questo: abbiamo fatto esperienza di quel che leggiamo e ascoltiamo? Questo è il punto! Se tu avessi fatto una minima esperienza di quella dimensione a cui tento di invitare attraverso queste pagine non penso che mi porresti una domanda del genere. Cosa v'è più del fare esperienza del “cuore della vita”, dell'amore e della libertà? Cosa rimane in più da desiderare, ricercare o volere se si fa esperienza reale e diretta di tutto ciò?  Ogni cosa in più è sempre e solo un cancro che cresce dall'ignoranza e che lentamente uccide le nostre coscienze. Il mondo e l'umanità sono in fin di vita per tutto quel “in più” a cui crediamo, che accumuliamo e per cui lottiamo.

Il deserto dell'umanità

Deserto - Tunisia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se in noi v’è amore, il sesso e i piaceri del corpo non possono mai divenire problemi e ossessioni, ma vengono vissuti unicamente come ulteriori doni che l’esistenza ci offre. È come se un uomo si fosse perso nel deserto e con sé avesse solo delle damigiane di vino: molto probabilmente, dopo poco tempo, inizierebbe ad avere problemi di alcolismo. Ma se con sé porta una riserva enorme d’acque e qualche damigiana di vino, non vi sarà problema alcuno, anzi, "qualche sera potrà invitare i nomadi del deserto a bere un buon bicchiere di vino, perché si sa che le notti in quei luoghi sono gelide, e non v’è alcun motivo per non bere qualche bicchiere in compagnia".

Tutti noi siamo uomini smarriti nel deserto, che vagano con svariate damigiane di vino, completamente immemori di portare, nascosta nel profondo del nostro cuore, un’inesauribile sorgente d’acqua.

Tratto da: Il sesso come ossessione

La fiamma dell'amore è la libertà

Benvenuto di Canove - Altopiano di Asiago

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quando, in una scelta (soprattutto d’amore), si è mossi dalla paura, tutto lentamente si trasforma in un peso, in un rimpianto, in una recriminazione, in una ripicca o, peggio ancora, in una lenta vendetta."

"Amare veramente, a volte, significa anche prendere la strada più dolorosa per evitare che un domani il nostro amore viva recluso in una cella del nostro egoismo, poiché ciò che alimenta senza tempo la fiamma dell’amore è la libertà, e ciò che più d’ogni altra cosa uccide la nostra libertà è l’egoismo."

"...il vero amore è veggente, è saggio, coraggioso, forte, e lentamente si rivela sempre come il nostro unico vero maestro."

"Amare non significa rimanere tutta una vita l'uno attaccato all'altra, ma prendersi cura l'uno dell'altra, anche a costo di doversi dividere."

"Se vi amate veramente, nessuno di voi due imporrà la propria volontà all’altro, ma accetterete entrambi la modificazione che inevitabilmente viene in essere quando due vite non corrono più sugli stessi binari."

"E' dove il nostro cuore sorride e danza, che fioriscono i giorni del nostro futuro."

Frammenti tratti da: Scelte d'amore: lui o i figli

Il valore di ciò che pensiamo di aver perduto

Fontana di Lupia - Vicenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"...ciò che per noi è essenziale non viene mai compreso sino a quando non crediamo di averlo perduto. Ma ciò che in noi “È” veramente non può mai esser perso realmente, pertanto il Mistero della vita ha fatto si che noi potessimo sognare.

È, infatti, solo grazie ai nostri sogni che possiamo vivere la tremenda sensazione d’esser stati sradicati dal corpo vivo dell’Esistenza, come quando nel sonno possiamo credere d’essere stati rinchiusi in un’orrenda prigione, nonostante il nostro corpo non si sia mai mosso dalla nostra solita e rassicurante camera da letto.
L’Essere non può mai cadere nel non Essere; il reale non può mai divenire irreale; ciò che è immortale non può divenire mortale, ma la nostra coscienza può cadere in una sorta di sonno profondo, d’inganno...".
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Alienazione da giochi e vita virtuale

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Elena ha scritto: Cari amici del blog, da un po' di tempo vedo aumentare pubblicità di giochi di vita parallela in rete ed altre forme di relazione virtuale. Addirittura in una pubblicità ci sono delle ragazze, o meglio donne adulte, che nel giochino cercano di incontrare degli uomini in discoteca. Trovo tutto ciò una cosa veramente stupida e alienante. Mi passa la voglia di vivere in questo pianeta e ancora più di avere figli. Io non voglio un figlio inebetito che vive in un giochino! Come salvarsi e non farsi toccare da questi processi di uccisione di tutto il bello che c'è nella vita? Le persone sembrano sempre più incapaci di stare assieme, di parlare di sé e dei veri problemi della vita. Devo ammettere che a volte mi rattrista molto vedere anche dei miei cari amici indurirsi sempre più, seguire mode e pensieri banali, umilianti. Che fare? Non so. E proprio per questo cerco un pensiero qui in questo spazio di condivisione così bello e diverso. Grazie a tutti coloro che mi risponderanno.

Con affetto,
Elena

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