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Educazione e figli

Essere bambini, genitori e adulti responsabili: famiglia è ogni luogo dove c’è amore

rosaSara ha scritto: Potresti condividere alcuni pensieri sull’essere genitori e figli?

Pier ha risposto:

Se fossi bambino….

Come bambino vorrei vivere in un luogo che posso chiamare LA MIA CASA e non “una casa”. Vorrei sentirmi protetto, ascoltato, non giudicato o discriminato, sia dentro che fuori dalla mia casa. Vorrei poter giocare, ridere, divertirmi, fare amicizie, creare relazioni durature, conoscere quel che mi incuriosisce e giocare con le mie capacità.

Vorrei sperimentare il calore e la forza di quella famiglia che mi spetta per diritto naturale e costituzionale. In poche parole, vorrei crescere con la possibilità di sperimentare liberamente e serenamente tutte le dimensioni che sono connaturate alla fase evolutiva che sto attraversando, percependo sempre accanto a me la vigile e discreta presenza delle persone che mi amano.

Vorrei avere al mio fianco qualcuno capace di correggere, quando necessario, la rotta del mio cammino, non certo per coercizione, attraverso pensieri dogmatici o l’esercizio di un maggior potere fatto sentire come fine a se stesso, ma grazie alla capacità di farmi sempre vedere e comprendere i valori e i significati che si nascondono dietro l’orizzonte delle mete e delle sfide che quotidianamente mi attendono.

Vorrei vivere accompagnato da persone che con il loro stesso vivere, pensare e agire, sanno essere prova e testimonianza della verità e realtà di tutte quelle mete che faticosamente vado cercando. Vorrei sempre sentire che la voce e la mano che mi fermano e ammoniscono sono unicamente mosse dall’amore e dal desiderio incondizionato di condurmi al mio bene reale. Infine, guardando nel mio cuore, un giorno, vorrei poter trovare sempre la presenza di quel luogo che ho imparato a chiamare “Casa” e che è la mia indelebile memoria di un tempo che ho potuto chiamare infanzia e adolescenza.

Se fossi genitore…

Come genitore vorrei invece avere la possibilità di acquisire tutti quegli strumenti indispensabili per potermi reggere unicamente sulle mie gambe, per poter divenire così, finalmente, un individuo autosufficiente, maturo e sereno, capace di reperire tutte quelle energie necessarie per prendersi cura, in modo incondizionato e consapevole, dei propri figli. Vorrei imparare a contenere e trasformare le mie difficoltà personali, affinché queste non debbano mai pesare sulle piccole spalle di un bambino. Vorrei essere capace di coltivare capacità come l’ascolto, la pazienza, la fiducia e la costanza, poiché mi rendo conto di quanto siano indispensabili per poter vivere pienamente quella condizione tanto difficile, quanto meravigliosa, che è l’essere genitore. Infine vorrei sempre portare con me la consapevolezza che non esiste nessun genitore perfetto, ma anzi, che un buon genitore è proprio colui che non perde mai d’occhio le proprie imperfezioni e i propri limiti, capendo pertanto che mai si finirà d’imparare, ascoltare e comprendere: solo grazie a questa consapevolezza credo sia possibile non smettere mai d’amare veramente.

Per quello che sono…

Per me “famiglia” è ogni luogo dove si vive in libertà e amore. Non centra nulla con i legami di sangue e parentela, nemmeno con le questioni di sesso o di genere.

“Famiglia” è ogni luogo ove vi sia accudimento, accompagnamento, crescita e riflessione: è ogni forma di relazione capace di contenere e trasformare il bagaglio di dolore e solitudine che ogni essere umano porta con sé. La famiglia dovrebbe essere un luogo capace di consentire un pieno sviluppo fisico, emotivo, cognitivo e spirituale di tutti i suoi membri. Pensando ad ogni individuo adulto che esercita un ruolo educativo sogno, per i ragazzi che vi stanno accanto, che costui possa impersonificare il significato più profondo che la parola “educare” racchiude in sé.

“Educare”, come ho spesso ricordato, deriva dal latino “e-ducere”, parola che significa condurre fuori, liberare, far divenire qualcosa ciò per cui quella cosa è nata. Poiché credo che la più alta forma educativa si concretizzi partendo da questa concezione, mi auguro che ogni donna e uomo possano essere in grado di mettersi in gioco costantemente per poter fare, prima di tutto in se stessi, esperienza di cosa significhi “essere ciò per cui si è nati”. Solo così sarà poi possibile divenire consapevoli veicoli di un messaggio di reale trasformazione, e non ambigue figure condizionanti e deformanti. Solo se saremo in grado di far emergere, prima in noi stessi, capacità e qualità come l’empatia, la compassione, la gioia e la fiducia, saremo poi capaci di scrivere assieme questo nostro “essere” su quelle pagine bianche che sono le coscienze dei nostri bambini: solo così potremo veder crescere nei loro occhi uno sguardo libero dalle ombre del nostro passato e capace di riflettere la forza e la bellezza di una vita scrutata attraverso pensieri di vastità, armonia e amore.

Se dovessi usare una metafora per descrivere l’atto educativo che vorrei veder sedimentare nella cultura del nostro tempo, mi verrebbe da dire che là dove il vero bene e la vera libertà si rendono manifesti, ecco che come una calamita questi attraggono a sé, senza sforzo alcuno, le piccole animelle informi di metallo che giacciono in ogni persona. A tutti voi, che vi pensate e sognate persone adulte e responsabili, ma in primis a me stesso, auguro pertanto di poter essere per ogni ragazzo e bambino, e più in generale per ogni uomo che ci si avvicini lungo la nostra strada, una grande e forte calamita, capace di accompagnare al bene reale per semplice attrazione e mai per imposizione o cieca convinzione. Per la generazione che sta nascendo mi augurio invece che ogni suo membro possa un giorno divenire a sua volta una piccola o grande calamita che cammina libera e forte per le strade della vita.

 

Tags: Equilibrio interiore

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Commenti   

# una ragazza alla ricerca della 2009-02-08 14:21
Io ho sempre trovato le persone aldifuori dalla mia famiglia che mi hanno dato il coraggio, la forza e il senso di quello che facevo o dovevo fare. Se ho passato dei momenti belli e significativi per la mia crescita è solo grazie a certi professori o altre persone che ho incontrato casualmente che hanno dato l'attenzione, l'ascolto, la direzione e il valore ai miei pensieri e parole, e di conseguenza alle mie scelte della vita. Entrare in un bar e incontrare una persona mai vista che si interessa a capire quello che vuoi dire parlando del più e del meno, incontrare per strada un vecchietto che ti dà un consiglio vedendoti in dificoltà è una sensaziona meravigliosa che dà senso e valore alla tua esistenza, molto di più del perenne giudizio o commento acido di una madre mai soddisfatta. Per me è stata una grande sorpresa la prima volta quando ho capito che un MIO sorriso o sguardo o gesto potevano influenzare le persone; se sorridevo mi sorridevano, se chiedevo mi rispondevano, se parlavo mi ascoltavano. Dopo vent'anni trascorsi in casa come la figlia che mai può avere la parola perchè sempre più giovane, inesperta e vuota di contenuti rispetto ai genitori sempre con più esperienza e conoscenze di vita, scoprire questa cosa è stato un grande dono, mi ha reso la vita più bella. E' la vita è bella, se la viviamo!
# Angela 2009-02-08 14:29
E' vero. La vita vuol dire parlare, ascoltare, sentire e capire. E' una bellissima sensazione. Vivete e apritevi alla gente che vi può dare tanto, anche inaspettatament e! Solo così potete insegnare qualcosa ai vostri figli, altrimenti sarete solo un pezzo di terra arrida.
# Guest 2010-12-01 18:10
:love:
# Luce 2012-12-30 07:54
Bellissimi pensieri,commov enti in quanto io personalmente come figlia non li ho vissuti.I miei mi hanno messo in collegio dopo la separazione.Son o cresciuta sola senza amore.Ora sono madre di 3 figli,vedova.So no ancora sola,ma cresco i figli con semplicità ,non con sacrificio,lo faccio spontaneamente. Tra l'altro ho un figlio con distrofia muscolare,e'spe ciale. Molte volte mi dico che nella sventura io non merito un figlio così fantastico.Il mio matrimonio,un disastro!Sperav o di costruirmi una famiglia che non ho avuto.Ho avuto solo maltrattamenti fisici e morali.E'passat o.Ora mi ritrovo a voler trovare qualcuno che mi voglia bene e mi rispetti.Dò sempre me stessa,non me ne pento,però non trovo chi voglia condividere con me questo amore che mi viene da dentro e che prepotentemente vuole darsi. Le persone non vogliono condividere niente hanno paura non so di che.Dò amore incondizionato e spero che un giorno trovi chi voglia condividere tutte le cose belle che ognuno di noi ha dentro di sé,senza riserve.La vita e'bella,con l'amore sarebbe PIÚ bella.Ciao Dadrim,da Luce

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