| Chakra, Kundalini, visioni mistiche, miracoli |
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Qualcuno ha chiesto: Caro Dadrim cosa ne pensi di tutto questo parlare di new age, chakra, kundalini, visioni mistiche, miracoli, stigmate?Dadrim ha risposto: Perché in nessun testo mistico cristiano si parla di chakra, kundalini o cose simili? Perché nessun mistico orientale ha mai avuto visioni Mariane, Cristiche, apparizioni di stigmate o cose simili? Come è possibile che le possessioni demoniache assillino solo coloro che in qualche modo sono vissuti in un’atmosfera religiosa di qualche tipo? Hai mai sentito di un ateo convinto, un comunista o un logico colpiti da visioni, possessioni, o che hanno fatto esperienza dell’apertura di chakra, salita di kundalini, scoperta di terzi occhi o altro?
I buddisti parlano di cinque chakra, gli induisti di sette e i tantrici di nove. Ma com’è questa storia?
La storia a mio modo di vedere è semplice: il retaggio culturale che ti porti appresso manipola e dirige le tue esperienze, e questo non ha nulla a che vedere con la realtà, la libertà e l’amore. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la realizzazione di sé e con la verità.
Tutto ciò è solo il potere dell’immaginazione!!
La nostra immaginazione, quando è mossa da un potente desiderio è in grado di creare qualsiasi cosa: visioni, chakra, kundalini e persino modificazioni organiche. Un forte shock può generare delle conseguenze fisiologiche di notevole portata: si perdono completamente i capelli o diventano tutti bianchi nel giro di pochissimo tempo, può svilupparsi una grave malattia e molti altri effetti. Non vedo perché non sia possibile anche il processo inverso, e cioè, quando una persona si fissa completamente su un determinato pensiero, qual pensiero assume una forza tale da ripercuotersi anche sull’organismo. Dalle mie osservazioni concludo che questa è la spiegazione del fenomeno dei “miracoli”. I miracoli, letti da una certa prospettiva, non sono nulla di così eccezionale, ma rientrano semplicemente nelle normali potenzialità della nostra struttura CORPO-MENTE. Lo stesso vale per fenomeni come la kundalini, i chacra, le visioni ecc. L’unica differenza risiede nell’intensità energetica che attribuiamo ad un pensiero. Alcune perone arrivano ad un punto tale, di focalizzazione della propria consapevolezza, da poter operare delle mutazione sulla propria struttura organica, o addirittura delle manipolazioni della materia che li circonda. Ma tutto ciò non vedo che rilevanza abbia con il divino. Sono tutti fenomeni auto indotti, nulla di speciale. Non vedo su quali basi un uomo possa pensare che dio, dopo esser stato mosso a compassione dalle sue preghiera, si possa scomodare per risolvere i suoi problemi, mentre contemporaneamente muoiono di fame e per violenze milioni di bambini in tutto il mondo, bambini che probabilmente meriterebbero molto più di lui d’esser salvati, considerando che non hanno ancora avuto il tempo per commettere alcun peccato, come credono molte religioni (non certo io). Ora poi, mi hanno detto che secondo il papa attuale il limbo non esiste più, quindi pari diritti per tutti! Ma vi rendete conto?
I fenomeni miracolosi, come si usa definirli, per me non hanno nulla di miracoloso e nulla di così interessante.
In fondo questo universo è composto da un’unica energia, più o meno consapevole, che vibra a differenti velocità, pertanto non vedo nulla di strano in determinati fenomeni, ai quali la maggior parte della gente, o attribuisce eccessiva importanza, o tende a negarli completamente per sterilità investigativa o semplice paura!
Ma vi sono due cose da dire, che ritengo fondamentali, in merito a questo argomento.
La prima riguarda l’estrema pericolosità dei poteri della nostra mente.
La via che conduce alla realtà, alla verità, alla nostra dimensione interiore più profonda, non è una via che sviluppa i poteri della nostra mente e della nostra immaginazione, tutt’altro. La via che conduce all’Essere è un sentiero fatto di silenzio, di osservazione attenta e passiva, di ascolto, di dissoluzione del proprio volere egocentrico, di estinzione dei propri desideri, del groviglio incessante e tormentoso dei propri pensieri. In sostanza, come hanno sempre riferito i grandi mistici d’ogni tradizione, è un percorso d’abbandono. “Sia fatta la tua volontà”, non la mia o la nostra, diceva il Figlio dell’Uomo!!
Spesso però rischiamo di auto ingannarci e di scambiare la via dell’abbandono con la via dei nostri più assurdi desideri d’immortalità, di potere e di dominio, anche nei confronti del mistero stesso della vita, tutte cose assolutamente dannose e false.
Le nostre paure, i nostri desideri di sicurezza, di certezza, di potere, vanno dissolti, vanno compresi e abbandonati, non vanno incanalati nei processi immaginativi del nostro pensiero.
Quando le nostre paure o le nostre brame (che sono poi la stessa cosa) iniziano ad impossessarsi delle facoltà immaginifiche della nostra mente, ogni sorta di mistificazione diviene possibile.
Questa, a mio parere, è la causa principale d’ogni forma di sofferenza mentale e di fallimento della ricerca interiore.
Pertanto esorto chiunque a desistere da tali attività. Invito a comprenderne l’auto inganno che vi sta alla base, e di cercare di riappropriarsi di quell’unico sentiero che di sicuro ci porterà alla realizzazione del nostro vero potenziale: il sentiero del silenzio, dell’ascolto, dell’introspezione, della calma e della paziente attesa dell’autonomo dischiudersi della realtà che dimora in noi.
Cosa ne sappiamo noi di Dio, del vero, del reale, di cosa accadrà quando raggiungeremo quella sconosciuta dimensione in cui esiste il nostro Essere? Nulla!!! Pertanto ogni rappresentazione che ora ci possiamo fare di quel che sarà o potrebbe essere la nostra meta, ci impedisce unicamente di vedere chiaramente quali sono gli impedimenti che si frappongono fra noi e il mistero, anzi, vorrei dire che ogni nostra immaginazione o rappresentazione è l’impedimento stesso, è il nostro più grande ostacolo al contatto con la verità!
Mai l’uomo è arrivato alla verità, è sempre la verità ad arrivare all’uomo. L’uomo può solo pulire le lenti dei suoi occhiali e rimanere seduto in silenzio, sull’argine del fiume, ad aspettare l’alba del nuovo giorno.
Visioni, chakra, kundalini e tutto quel che ci va dietro, non sono segni d’avvicinamento al reale, ma inutili e a volte pericolosissimi eventi collaterali, dovuti a particolari indottrinamenti culturali, che intervengono lungo il sentiero della nostra ricerca spirituale.
Possono essere fenomeni piacevoli, a volte possono essere immensamente terrorizzanti, ma come ho sempre consigliato per ogni altra cosa che transita sullo schermo della nostra mente: rimanete indifferenti, osservate e lasciate che tutto segua il suo corso.
La seconda cosa che vorrei sottolineare è l’inutilità di questi fenomeni e d’ogni nostra proiezione.
Se anche dovessi andare a Meugorje, e dopo aver pregato per giorni e giorni, ottenessi la guarigione da un brutto male, cosa otterrei? Non dovrò comunque morire fra qualche tempo? Ho ottenuto la risposta ultima a questa mia misteriosa esistenza? No!
Ho solo posticipato il giorno della paura, ho solo posticipato il giorno in cui mi dovrò porre definitivamente l’unica vera domanda che conta: chi sono io e cos’è questa sconcertante realtà che mi circonda e compenetra?
Molti dicono che dopo aver assistito ad un “miracolo” o dopo esserne stati i protagonisti, si vive nella certezza della presenza di dio. Ma cosa ce ne facciamo delle certezze, dei credo e delle convinzioni?
A questa affermazione vorrei ribattere con un esempio banale: Se stando seduto di fronte ad un computer, dopo ore che lo accarezzo, che provo a premere tutti i tasti della tastiera, che provo ad inserire i cavi nelle giuste sedi, ad un tratto, per un caso fortuito, dovesse accendersi il monitor, per quale strano motivo dovrei iniziare a credere che tutto funziona alla meraviglia e che nel giorno del bisogno io lo saprò usare?
“ Beati coloro che crederanno senza aver veduto” sta scritto nel vangelo di Giovanni. E cosa significa questo? Non credo certo: beati coloro che crederanno perché hanno veduto e non sanno nemmeno bene cosa!
Beati sono coloro che credono nel sentiero spirituale, che desiderano scoprire la verità senza lasciarsi abbagliare da futili cose e inutili parole, questo è il significato che leggo io in queste millenarie parole.
E ancora, nel Vangelo di Matteo sta scritto:
<<Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demoni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande>>.
Che bellezza in questo passaggio del Vangelo!!!
Qual è la volontà del padre che sta nei cieli?
Questa è la vera domanda! Qual è il significato di questa mia esistenza? Chi sono io e cos’è questo mistero che mi circonda?
Se non siamo riusciti a rispondere a queste domande, non ci basteranno nemmeno tutte le kundalini, i chakra e le visioni mistiche dell’universo per poter lasciare questo mondo con un dolce sorriso sulle labbra, invece che con una smorfia di dolore e di paura sul viso, quando verrà il nostro ultimo momento!!
Infine, per quanto riguarda la tua domanda sulla New Age, so solo una cosa: il Nuovo è sempre qui ed ora, di fronte ai nostri occhi, che ci chiede d’essere vissuto e compreso, il resto sono solo idiozie!
Un abbraccio
Dadrim
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Qualcuno ha chiesto: Caro Dadrim cosa ne pensi di tutto questo parlare di 



Per me, sarebbe il massimo avere il sorriso sulle labbra in punto della morte. Ho visto di recente un film dove il
buon Einstein muore così, sorridente, perché poco prima ha avuto un'illuminazione sull'universo e la materia, probabilmente era un inganno, ma Einstein morì felice.
Effettivamente, scavare troppo, specialmente nella direzione sbagliata, porta al rischio di essere seppelliti, mentre a tutti è capitato qualche volta di trovare senza cercare.
Mi scuso per questo modo banale con il quale volevo comunque esprimere il mio consenso su buona parte di quel che hai scritto.
Quello che scrivi in modo così diretto e anche abbastanza rivoluzionario, fa si che sembra un vero manifesto, immagino che a te non piaccia questo paragone, ma ti dico di più, lo porterei in giro di persona.
Un abbraccio