Elogio dell'imprecisione PDF Stampa E-mail

Fabio ha scritto: Ciao Dadrim,
ciò che ti racconto è la mia insofferenza e insicurezza, insofferenza perchè non mi trovo nella vita che conduco, spesso mi chiedo quale sia la mia strada, in realtà mi allettano 10.000 strade, ma non una in particolare, così, intanto, vedo i miei amici e le persone che mi circondano forgiare le proprie vite ed io qui ancora ad attendere che la mia nebbia si diradi per capire cosa voglio fare dei miei giorni. Non fraintendermi, ho parecchi interessi, il calcio, la lettura, le mostre, ma soprattutto viaggiare, dammi un biglietto aereo in mano e mi farai la persona più felice del mondo. Non mi reputo un apatico ma non mi trovo con la società di oggi e spesso passo per quello senza spina dorsale. Non sono mai stato pienamente sicuro di me stesso, anzi, direi che mi sottovaluto e alcune volte mi sento inferiore ad altre persone, so di avere tanto da dare, ma nello stesso tempo non riesco a capire che vado bene così come sono, allora mi faccio annichilire da ciò che mi circonda. Circa un anno fa ho cominciato ad avere delle piccole crisi d'ansia dovute a inezie, ma questo mi ha fatto arrabbiare tantissimo, non mi era mai successo, alcune volte mi sento come se la mia essenza fosse risucchiata via da questa società che non condivido, ma che purtroppo devo vivere (abito a Milano), mi sembra così impreciso tutto quanto. Insomma Dadrim, ciò che ti chiedo è di districare il mio “incasinamento” mentale, sono una persona insicura che non capisce cosa vuole dalla vita, metto in dubbio ogni cosa, ma vorrei vedere un mondo diverso, mi chiedo sempre chi sono o cosa voglio! Come mai sono così poco determinato?

Ti ringrazio per avermi ascoltato,
Fabio

Dadrim ha risposto: Caro Fabio, lascia perdere l’idea che i tuoi amici e le persone che ti circondano stiano forgiando le loro vite, questo è un pensiero ingannevole quanto inutile ai fini della tua crescita personale. Se guardi in profondità nell’animo delle persone scoprirai che ogni individuo è convinto che tutti intorno a lui stiano costruendo qualcosa di importante e si stiano muovendo sicuri verso una qualche meta, tutti tranne lui ovviamente. Il paradosso è che proprio questa percezione di smarrimento e insicurezza che accomuna tutti noi, ci spinge a nascondere la nostra confusione e fragilità dietro una maschera di vuote certezze. Ti allettano diecimila strade, nemmeno tante se consideri le infinite possibilità che l’esistenza ci offre ogni giorno. Molti nostri problemi nascono, però, proprio da questo infinito potenziale che è la vita. Se il mio esistere non è una cosa predeterminata, un percorso già tracciato che va da un luogo noto ad una meta ancora più nota, chi sono e dove sto andando? Chi decide i significati, i contenuti e le parabole che la mia vita dovrà creare?

Caro Fabio, essere al cospetto dell’infinito è una sfida immensa, poiché siamo chiamati a perdere ogni nostro confine e rassicurante definizione per poterci riscoprire vasti e inconoscibile quanto lui. Ogni istante ci offre la possibilità di sperimentare infinite strade, ma per poter iniziare il nostro viaggio siamo poi costretti a dovere scegliere sempre e solo una strada. Pertanto il punto non sta nel trovare il sentiero giusto o sbagliato, ma nel trovare il coraggio di solcare vie ignote. Chi, stando chiuso in una stanza dalle mille porte, inizia ad interrogarsi su quale sia la più giusta da aprire, non uscirà mai da quella condizione. La vita non è una questione di giusto o sbagliato, ma una realtà interiore sempre più vasta, creata da esperienze totalmente vissute che ci lasciano contiuamente al cospetto di nuovi orizzonti. Chi si mette in gioco totalmente e decide di vivere veramente non ha più né interesse né tempo per paragonarsi agli altri o per rimanere in disparte dubbioso mentre le infinite porte della vita continuano a scorrergli davanti. Chi vuole penetrare il mistero di questa esistenza si getta sempre e comunque in ogni nuova situazione che gli si presenta, senza mai chiedersi cosa ne potrà ricavare, ma unicamente mosso dal ritenere che dal contatto con l’ignoto verrà sicuramente trasformato.

Caro Fabio, tu dici: “Non sono mai stato pienamente sicuro di me stesso, anzi, direi che mi sottovaluto e alcune volte mi sento inferiore ad altre persone, so di avere tanto da dare, ma nello stesso tempo non riesco a capire che vado bene così come sono, allora mi faccio annichilire da ciò che mi circonda”.

Ma chi è pienamente sicuro di sé? Solo un morto può essere sicuro di sé! Non farti ingannare dalle apparenze, nessuno sa veramente quel che sta facendo e dove sta andando. È certo che quasi tutti cercano in continuazione di convincere se stessi e gli altri d’essere persone forti e determinate, ma questo prova unicamente quanta paura abbiamo di fare i conti con la reale natura di questa nostra esistenza, una natura imprevedibile, sempre mutevole e tremendamente più vasta e saggia di ogni nostra possibilità di conoscenza.

Chi attende d’essere pienamente sicuro prima di agire, non agirà mai, non vivrà mai! È sempre e solo chi si getta nel fiume della vita, nonostante stia tremando di paura e sia avvolto da mille incertezze, colui che diviene più vasto delle sue stesse angosce.

Non è attraverso il calcolo e la pianificazione mentale che riusiamo a vincere le nostre angosce, ma è grazie all’agire e al sentire nonostante la paura di vivere.

Nella tua lettera continui poi dicendo: “Circa un anno fa ho cominciato ad avere delle piccole crisi d'ansia dovute a inezie, ma questo mi ha fatto arrabbiare tantissimo, non mi era mai successo, alcune volte mi sento come se la mia essenza fosse risucchiata via da questa società che non condivido, ma che purtroppo devo vivere (abito a Milano), mi sembra così impreciso tutto quanto”.

Ti senti insicuro e non vorresti esserlo, vedi tutti che forgiano le loro vite mentre tu rimani fermo, questa condizione di frustrazione ha iniziato a procurati delle piccole crisi d’ansia, e ora ti vuoi pure arrabbiare con le tue crisi d’ansia! Guarda che l’insicurezza, l’ansia e il dubbio sono solo le prove che sei un essere umano, vivo, sensibile e che sta crescendo. Un roccia non ha dubbi, ansie e preoccupazione, sembra decisamente più forte e determinata di tutti noi, ma non per questo vorremmo divenire delle rocce, anche se in realtà molti individui, proprio perché desideravano fuggire dalle loro caratteristiche umane, sono divenuti interiormente ben più duri e insensibili di una pietra.

Caro Fabio, io non posso districare il tuo “incasinamento” mentale, se  potessi farlo vorrebbe dire che tu non sei nulla più di un minerale. Un pietra può essere lavorata, manipolata o pulita, ma un essere umano, se vuole rimanere tale, deve generare e trasformare se stesso unicamente attraverso la sua consapevolezza. L’unica cosa che posso fare è condividere con te la mia esperienza dicendoti che solo quando ho smesso di oppormi alle mie paure e alla mia confusione ho iniziato a percepire la nascita di un nuovo modo di stare al mondo.

Se ti senti insicuro vivi pienamente nonostante questa tua insicurezza. Se sei confuso e non sai cosa scegliere, fai una scelta pienamente confusa, sarà pur sempre l’inizio di una nuova avventura. Se hai una crisi d’ansia arrabbiati sorridendo e rallegrandoti della tua ansia e della tua arrabbiatura, perché sono tutti segni del fatto che sei ancora un essere vivo, che sente e desidera!

Un ultima cosa: forse tutto ti sembra così impreciso, perché lo è. Se la vita fosse precisa, da dove verrebbe la possibilità di cambiamento, di evoluzione, di meravigliarsi e innamorarsi? L’errore è la premessa di ogni nostra possibilità di divenire più saggi e maturi, l’imperfezione è la madre di ogni nuova e sempre maggiore perfezione, il male è il padre di ogni nostra possibilità di comprendere cos’è il bene.

Non sognare un mondo preciso, un uomo che non si sente insicuro e confuso, un uomo che non sente la vergogna e la paura. Questa nostra società è così malata e sofferente proprio perché troppe persone non hanno più amore e rispetto per la fragilità umana, pertanto, in prima istanza, per la propria, ma chi non ama e accetta le sue debolezze, quanto potrà essere spietato e duro verso le fragilità altrui?

Un abbraccio,

Dadrim

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Commenti (3)Add Comment
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scritto da Fabio, dicembre 24, 2009
Grazie Orietta per la risposta,non credo di essermi mai innamorato le mie storie sono sempre state travagliate e brevi probabilmente non ho trovato ancora la persona giusta,non saprei!ma non voglio essere frainteso non sono un pessimista e non vedo il mondo così caotico ma spesso nelle dinamiche umane lo vedo così difficile quando non lo è e non capisco perchè ci si debba complicare l'esistenza.
Hai ragione dovrei chiedermi cosa mi piace fare,cosa mi rende felice e libero,in effetti mi accorgo che ora come ora mi sento in gabbia e non basterebbe nulla per cambiare situazione,come ha scritto Dadrim dovrei fare una scelta anche se insensata o impulsiva ma dovrei farla!
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scritto da Orietta, dicembre 23, 2009
Hai provato a innamorarti caro Fabio? Il mondo non è così caotico e impreciso, secondo me. Cerca di trovare un senso in quello che fai, chiediti se ti rende felice e dove ti porta fare una determinata cosa. Tante attività ci possono piacere, ma poche hanno un senso per la nostra vita. Scoprire chi sei e cosa vuoi dalla vita si fa solo facendo, ma comincia dalle cose che pensi più ti rendano felice, magari capirai che sono proprio quelle le cose insensate e scoprirai nuove passioni mai sospettate. Di solito è così che funziona. Nessuno di noi in realtà sa cosa fa, ma facciamo finta di sapere. E' come trovarsi in una città che non conosci, ti prendi dal panico, corri in giro come un matto per cercare di imboccare una strada minimamente conosciuta. E’ quasi sicuro che prima o poi uscirai su una strada principale, ma quando e dove non si sa. Noi, presi così, siamo qualcosa più di te? Da fuori potresti sembrare uno che sa dove va e anche con molta sicurezza. L’ammettere questa assurdità del nostro fare e fermarsi per riprendere il respiro è il primo passo per imboccare la strada giusta che, in realtà, può essere un bivio, un incrocio, due strade parallele, strada in salita...difficilmente è una strada dritta in pianura con la visuale infinita, ma altrimenti la vita non sarebbe la vita, ma una noia. Ma quando sei distratto dagli occhi della persona amata cos’è una salita? E quel Sole che scalda così forte?
...
scritto da Fabio, dicembre 21, 2009
"Chi, stando chiuso in una stanza dalle mille porte, inizia ad interrogarsi su quale sia la più giusta da aprire, non uscirà mai da quella condizione."

Bellissima Frase Dadrim mi ha fatto venire i brividi perchè è proprio così che mi sento,un ultima cosa quando mi hai scritto:
" L’unica cosa che posso fare è condividere con te la mia esperienza dicendoti che solo quando ho smesso di oppormi alle mie paure e alla mia confusione ho iniziato a percepire la nascita di un nuovo modo di stare al mondo."

Potresti spiegarti meglio?

Ti ringrazio ancora della tua disponibilità,ho letto 2 volte la tua risposta e penso che lo rifarò ancora!grazie ancora!

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