Educato senza amore, gioia e speranza PDF Stampa E-mail

Giacomo ha scritto: Caro Dadrim, sto vivendo una vita spenta, lenta e vuota. Credo che tutto ciò dipenda da come sono stato cresciuto, dall’ambiente in cui per anni sono stato allevato senza affetto, senza gioia e senza speranza. Credo che questa mia situazione sia un’eredità della mia famiglia, ma ora come posso uscirne? Per quanto cerco di capire i perché di questa mia situazione sembra non cambiare nulla. Potresti dirmi qualcosa, non so proprio più cosa fare!!

Grazie infinite,

con affetto, Giacomo.

Dadrim ha risposto: Mi ritorna alla mente una storiella…

Evaristo aveva compiuto il suo centesimo anno di età e alcuni giornalisti del quotidiano della sua città decisero di andare a trovarlo per fargli un’intervista. Era da diversi decenni che nessun abitante di quella città raggiungeva il secolo. Giunti da lui gli chiesero che stile di vita avesse mantenuto per arrivare così sano e forte a cent’anni.

Evaristo rispose: Non ho mai assunto alcolici e non mi sono mai interessato al sesso, credo siano queste le ragioni della mia condizione.

Pochi istanti dopo, dal giardino della casa accanto, si iniziarono a sentire grida e rumori di vetri infranti. Un giornalista, incuriosito dal baccano, chiese ad Evaristo cosa stesse accadendo ed il vecchietto rispose: “Credo sia mio padre, che come al solito, rincorre ubriaco la nostra vicina!

Caro Giacomo, i credo e le teorie servono a gran poco. Possono anche essere corretti, forse la tua spenta e lenta vita è il prodotto di anni trascorsi in un certo modo, ma come vedi tu stesso, ora cosa te ne farai delle tue teorie? Teorizzare serve solo a rimandare il giorno del nostro cambiamento, serve a consolarci: ho una vita schifosa perché sono stato maltrattato, trascurato… Bene!, e adesso? Adesso non è più ieri, adesso non sono più un bambino e finalmente posso decidere io per me stesso. Finalmente posso decidere se rischiare di vivere veramente, con tutti i pericoli che ciò comporta, o posso anche decidere di rimanere lento e spento, ma finalmente non sarà più responsabilità di nessun altro se non di me stesso. Vuoi veramente vivere intensamente? Cosa te lo sta impedendo? L’ombra del passato! Un passato in cui ti stai immergendo sempre più per commiserarti e difenderti dal rischio di dover affrontare le sfide quotidiane senza alcuna difesa, teoria o giustificazione. Vivere senza filtri e barriere è estremamente difficile, lo so, ma è anche l’unico modo per vivere veramente.

Non perderti troppo nei perché e in un ridondante capire, piuttosto gettati totalmente nel presente e in quel che ora puoi continuamente provare a fare, sentire e vivere. Cercare di capire può divenire una trappola subdola. Immagina un carcerato che cerca di capire tutte le regole della sua prigione, le abitudini dei secondini, il loro carattere, i loro punti deboli, i pericoli e le possibilità che sussistono fra quelle mura. Dopo poco il prigioniero può anche affermare di aver capito tutto, di conoscere ogni centimetro della sua prigione, sentendosi, così, più sicuro e integrato. Bello, bravo, ha capito tutto del suo carcere, peccato che non si è posto l’unica domanda che vale la pena fare: come posso evadere!

I nostri carceri interiori sono tutti frutto di un inganno, di un’illusione, e nessuno merita di vivere rinchiuso in una menzogna!  Vivere in carceri interiori spesso ci rende così disperati, rabbiosi e violenti che alla fine finiamo pure in carceri veri e propri, peccato che la nostra società si occupi principalmente di punire e reprimere chi commette reati, senza vedere come la soluzione risieda unicamente nella possibilità di abbattere le prigioni interiori delle persone. Un uomo libero nell’anima non commetterà mai nulla che possa rendere schiavo il suo corpo o ferire altre persone.

Perdona la divagazione…

Con affetto,

Dadrim

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Commenti (2)Add Comment
...la bussola...
scritto da renato farina, ottobre 21, 2009
...Non c'è bisogno di un assessore della materia, solo hai bisogno di armonizzare la tua forma con il pensiero e permettere a te stesso che sia realtà, la tua vita la tua realtà, dipende dalla tua mente; in altre parole incomincia a attuare come se già stessi dove vuoi stare,il resto verrà da solo....
...
scritto da paola, ottobre 21, 2009
è vero Dadrim ma come uscirne davvero dalle nostre carceri?
e quando l'uscirne comporta effetti spiacevoli a dir poco sulle persone che ci vogliono bene e che pur inconsapevolmente hanno tutto l'interesse a mantenerci incarcerati?
e quando evadere vuol dire "fare del male" magari irreparabile al nostro più caro prossimo?
e quando il nostro più caro prossimo è depresso o malato e delle nostre "evasioni" ha un sommo timore?
come convivere con i nostri postumi sensi di colpa?
grazie Dadrim
Paola

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