| Verità, religioni e idiozie |
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Assurdo vero? Eppure per me è così! "Per me la verità è vera solo quando si vive veramente", e la vita è un sentire, mai un pensare, un dibattere, un provare o confutare, un credere o non credere. O sei vivo o sei morto! Non puoi pensare alla vita e poi decidere cosa sei e cos’è!!
È talmente ovvio!!, ma le cose ovvie sono le più difficili da accettare perché non ci lasciano lo spazio per esitare, per difenderci, per demandare, rimandare, e continuare a fuggire, pertanto l’ovvio è stato rimosso e sostituito con il banale e il falso.
Riflettiamo un po’, e vi prego di avere pazienza, perché l’argomento è semplice, ma noi ormai siamo così complicati e contorti che per vedere le cose come stanno dobbiamo fare mille giri di parole. Quindi pazienza, voglia di guardare e scoprire, e niente paura.
Su cosa si basa la pretesa che una certa religione sia vera, mentre un’altra non lo sia? Assunto che per altro è alla base d’ogni conflitto religioso! Quali prove ci sono a sostegno di un’unica religione? Le religioni si fondano su un assunto di fede, non si basano su prove scientifiche inconfutabili. L’acqua bolle a cento gradi, e se ripeto l’esperimento miliardi di volte, l’acqua bollirà sempre a centro gradi. Questo e un fenomeno evidente per chiunque. La terra gira in torno al sole. Per accettare questa realtà c’è voluto del tempo, ma i fatti vincono sempre sulle supposizioni. Ma per quanto riguarda la fede, come è possibile arrogarsi il diritto di dichiarare unica depositaria della verità una certa religione? La religione, per come è stata concepita sino ad ora, è unicamente un fenomeno mentale soggettivo. La religione si sottrae sempre al vaglio della ragione e pertanto diviene un fenomeno sociale irrazionale ed emotivo.
Ogni volta che trovo qualcuno che afferma la veridicità della propria religione e la falsità d’ogni altro credo, non posso fare a meno di sottoporgli alcune domande estremamente semplici, ma alle quali non ho mai ricevuto risposta.
Solitamente queste domande suscitano reazioni d’ira o disagio. In alcuni rari casi noto anche una qualche forma di riflessione, in altri casi, noto solo la fuga! Ma la reazione più comune è l’ira e l’aggressività. Interessante questo fatto. Più una persona si ritiene devota ad una fede, e più diviene violenta nel momento in cui si mette in discussione la solidità di questa sua fede.
Ma la fede non doveva portare alla pace e all’amore fra i popoli e le persone?
Comunque, la domanda delle domande è una: “Su cosa si basa la pretesa di verità e unicità della tua religione?”
Le risposte più comuni a questa domanda sono sempre le stesse:
La verità della mia religione è confermata dalle parole del mio messia, del profeta, del mio Guru, ecc.
La mi religione si basa sulla verità rivelata che sta scritta nei testi sacri.
La mia religione è quella giusta perché è la più antica, perdura nei secoli
Ora…, di messia, guru e profeti ve ne sono stati a milioni e sempre ve ne saranno. Dire che la verità di un credo si basa sulle parole di un certo individuo non mi sembra avere alcun senso. Perché le sue parole sono vere e quelle di un altro sono false? Qual è il metro di giudizio? Questo solitamente non viene mai chiarito. In cosa consiste la verità di queste parole? Si potrebbe al massimo dire che le parole di una certa persona sono conformi al mio modo di pensare alla vita, ma non certo che le parole di quel qualcuno possano essere assunte come verità per ogni uomo!
I Cristiano credono che Gesù sia l’unico figlio di Dio, il salvatore dell’umanità, il redentore. Gli Ebrei stanno ancora aspettando il loro “redentore”. Per gli Islamici Gesù è un profeta come altri, nulla di più e nulla di meno. Per i Buddisti il problema nemmeno si pone, e altrettanto vale per gli Induisti. Per gli Ebrei il testo sacro per antonomasia, ma non l'unico nella religione Ebraica, è
Per gli Ebrei, i Cristiani e i Mussulmani esiste un solo Dio, salvo poi, che questo Dio, a seconda delle razze e delle aree geografiche, desideri cose diverse e mandi suoi rappresentanti in “leggera” contraddizione uno con l’altro. Per i Buddisti non v’è alcun Dio, ma il Samsara e il Nirvana, e per gli Induisti v’è Brahma, la matrice metafisica del Tutto.
V’è poi da dire che la religione più antica pare essere l’Induismo, quindi per quanto riguarda l’affermazione “la mia religione è vera perché è la più antica”, questo varrebbe unicamente per gli Induisti, ma ho scoperto che la maggior parte della gente non conosce minimamente le altre religioni e spesso non conosce un gran che nemmeno della propria, quindi tendono tutti a ritenere che la più antica religione sia sempre quella in cui credono loro. In oltre non posso esimermi dal far notare che non v’è alcuna relazione logica, razionale, intuitiva, e nemmeno di comunissimo buon senso nel ritenere che ciò che è antico è vero. Se tutti avessero pensato sempre così, è molto probabile ritenere che nessuno avrebbe mai attraversato l’oceano per scoprire nuovi continenti, considerando che un’antica credenza (Grecia del periodo arcaico, popoli mesopotamici…) riteneva che la terra fosse piatta e pertanto non circumnavigabile.
Non mi pare il caso di entra nei dettagli delle varie religioni, altrimenti perderemmo anni, forse vite, e credo che non ne uscirebbe nessuno sano di mente, tali e tante sono le divergenze, le sfumature e le possibili interpretazioni. V’è da dire inoltre che non ho citato religioni antiche e degne d’ogni rispetto come lo Zoroastrismo, il Jainismo, il Taoismo, il Confucianesimo, lo Scintoismo, e nemmeno ho menzionato la tradizione Sciamanica, l’Animista e molte altre.
Ma vi rendete conto? Differenze su differenze su differenze! Questa è una giungla vera e propria, e chi vi vuole entrare non sempre è in grado di venirne fuori. Per questo, forse, la maggior parte della gente si trincera in un unico pensiero, escludendo automaticamente il confronto e il dialogo con tutto ciò che v’è intorno.
Da parte della maggior parte delle persone questo atteggiamento non è giustificabile, ma è comprensibile, considerando che il tempo per riflettere, studiare e ricercare è spesso soffocato da una miriade d’impegni caratterizzati da un’urgenza immediata ben maggiore rispetto alla ricerca spirituale, come il mantenere la famiglia, la casa e la salute.
<<È un’ovvietà far notare che il bisogno di spiritualità nasce sempre dopo aver assolto i bisogni primari. Altra cosa, anche se non è questo il momento di parlarne, è far notare che oggi, nonostante molti abbiano una discreta condizione d’appagamento dei bisogni primari, il desiderio di spiritualità sembra non affiorare ugualmente, ma anzi, sembra continuamente aumentare la brama per il superfluo>>.
Tornando a noi, questo atteggiamento di cecità, sordità e generale chiusura non è ammissibile in coloro che, grazie ai soldi di chi lavora, possono vivere esclusivamente per comprendere, studiare, ricercare e ampliare il sapere spirituale e l’unita dei popoli.
Non è ammissibile che le maggiori religioni del pianeta siano sorde al messaggio che ognuna di esse racchiude in potenza o dice di voler diffondere. Non è ammissibile vedere che millenni di evoluzione spirituale vengono gettati in idioti conflitti, figli di vergognosi interessi di parte, nati in seno a quelle istituzioni che proclamano l’amore universale e la realizzazione del divino.
È come se durante una cena di famiglia scoppiasse una violenta rissa per affermare chi è il più capace di amare. Ma vi rendete conto!
Anni fa mi sono preso la briga d’approfondire un po’ lo studio delle varie religioni, e dopo qualche tempo ho avuto la certezza che ogni tradizione sacra, in forme e modi leggermente diversi, tentasse di comunicare la stessa cosa, l’identico messaggio, la medesima direzione verso cui incamminarsi per poter scoprire una dimensione più profonda e della vita e dell’animo umano.
Le parole cambiano, ma se non siamo stupidi capiamo come sia lo stesso linguaggio degli uomini a cambiare negli anni: figuriamoci nei secoli.
Alcuni precetti cambiano, ma se non siamo stupidi capiamo come nei secoli i bisogni fisici delle persone cambino e, pertanto, i messaggi di buon senso mutino con il mutare dei tempi, dei luoghi e delle tradizioni. Ma tutte queste cose sono solo aspetti di superficie.
Le dita che indicano la luna sono tutte diverse. L’idiota lotta per affermare l’unicità del dito, mentre la persona sveglia alza gli occhi al cielo e smette ogni forma di discussione.
<<Io non mangio la carne di maiale, tu invece si. Io festeggio il natale tu il ramadan, lui il Kumbh Mela. Io mi inginocchio a sud, tu a est e lui a nord – ovest. Il mio Dio ha un figlio, il tuo miliardi, il suo non c’è. Tutti predicano l’amore, ma poi operano per la divisione>>.
Tutto ciò e demenziale!!!
Se proprio volete passare attraverso la giungla delle religioni leggete direttamente i testi sacri e lasciate stare le interpretazioni degli altri. Abbandonate le istituzioni, sono solo circoli di potere e d’interessi privati. Cercate poi nel silenzio dei vostri cuori e dimenticate anche i testi sacri. Lasciate cadere le definizioni, le teorie, le ipotesi, le prove e le parole, e fate in modo che la vostra vita sia colma d’amore, che la vostra mente sia in pace, e che la vostra anima faccia esperienza di Dio in se stessa. Cos’altro serve? Che chiacchiere volete sentire ancora? Quanti morti dobbiamo ancora contare prima che l’illusione venga frantumata dalla realtà?
La verità, è un mistero!
Se guardiamo nel vocabolario, verità significa ciò che è conforma alla realtà: questo è il significato esatto della parola. Verità = realtà, e la realtà nella sua essenza è ciò che non è soggetto a interpretazioni, a valutazioni soggettive. Reale è ciò che è, e non ciò che sembra essere. Infatti, ogni vota che noi uomini iniziamo a tessere le nostre interpretazione del mondo, e scambiamo il soggettivo per l’oggettivo, il relativo per l’assoluto, ecco che ciò che ne ricaviamo è inevitabilmente il conflitto, il caos, l’incomprensione. La verità non può essere espressa in parole ma può solo essere vissuta. La verità è lo stato essenziale dell’essere. Può essere condivisa attraverso azioni che nascono dall’amore, dal silenzio, dalla pace interiore. Può essere riflessa negli occhi di chi ne è stato inebriato, ma non può essere comunicata attraverso le parole.
Chi parla della verità è un idiota! Chi afferma l’unicità della propria verità, e la impone e difende con il proprio potere, è una persona o un’istituzione pericolosa. Chi indica la strada che conduce alla porta della verità, senza pretendere d’essere creduto, seguito, idolatrato o d’essere il depositario di qualcosa d’assoluto è semplicemente un buon amico, un folle artista che celebra la sua poesia, ed io amo immensamente la compagnia di questi uomini! . Dadrim
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Commenti (4)
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la verita
scritto da piero, dicembre 26, 2009
secondo me,intanto bisogna seguire la retta via,come appiamo tutti ce il bene e ce il male.Dio e uno solo e e il padre di tutti noi,bisogna seguire il bene che e ugale per tutti,dopo la verita la dobbiamo scoprire dentro noi stessi,attaverso qella scintille divina che abbiamo,gardandoci tutto quello che abbiamo intorno aiutare chi h di bisogno .noi abbiamo un potere interiore tiriamolo fuori,levando di mezzo l egoismo l ipogrisia e tanti altri difetti che noi tutti abbiamo,incominceremo ad avere i primi sintomi di verita,ma non pensate che sapremo la verita completa,quella si sapra quando non ci saremo piu.e comunque non e tanto semplice come si pensa la via e stretta.e piu facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago,che un ricco entri nel regno dei cieli.creamoci anche mille dubbi cerchiamo cerchiamo che troveremo.salutoni
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scritto da Renata, ottobre 23, 2008
Io non sopporto le religioni, ma adoro le persone libere e le parole di libertà
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