| Malessere profondo, insonnia e incendi vari |
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Grazie Dadrim ha risposto: Cara Alessia, le mie parole, dopo una prima lettura, possono dare un breve senso di sollievo e di speranza, ma poi tutto si conclude lì se non vengono anche percorse. “Le mie parole sono solo dita che indicano la luna, la mia luna è il dio che danza nascosto nei nostri cuori”, così afferma l’intestazione del blog, ma solo per motivi di spazio non mi hanno permesso di aggiungere: se tu però non cammini verso la luna, le mie parole non servono a nulla”. Ora, se tu stai effettivamente camminano verso la luna, e non ti limiti ad ascoltare piacevoli racconti di viaggi sulla luna, il tragitto a volte potrà farsi molto duro e impervio, perché non possiamo mai sapere quante sono le valli, le montagne, le paludi e le foreste dell’anima che un individuo deve oltrepassare prima di poter fare ritorno alla sua reale dimora. Tutto dipende da quanto una persona si è allontanata dal proprio centro interiore, e questo lo si può capire solo strada facendo.Tengo a ribadire questa cosa, non tanto per te che mi scrivi per la prima volta, e che magari ti stai effettivamente avventurando fra i sentieri del tuo mondo interiore, ma per tutte quelle persone che continuano a ripetermi quanto siano vere le parole che dico, ma quanto altrettanto poco cambino le loro vite. Comprendere intellettualmente qualcosa non significa anche aver trasformato la propria vita nella prova tangibile della verità e realtà di quel qualcosa. Posso anche leggere tutta la Guida Michelin più e più volte, comprendendone ogni parola e lasciandomi andare in fantastici viaggi immaginari dove attraverso luoghi spettacolari e soggiorno in magnifiche località, ma quando riapro gli occhi e chiudo la guida mi ritroverò sempre e comunque fra le quattro mura della solita casa in cui abito. Se non faccio lo sforzo di comprarmi il biglietto del treno, preparami le valige e comunicare a tutti che ogni tanto mi prenderò del tempo per me stesso, per viaggiare e sperimentare i luoghi e le atmosfere del mio mondo interiore, e che pertanto, durante quei momenti, non sarà più gradita alcuna intromissione o giudizio di sorta, come posso sperare di poter vedere cambiare effettivamente le condizioni della mia vita?Cara Alessia, perdona la divagazione dalla tua domanda e l’utilizzo delle tue parole per ribadire ciò che continuerò a ribadire ad nauseam, pertanto, se deciderai di rimanere in compagnia di questa nostra allegra comitiva, durante il tuo viaggio spirituale, “comprati sin da subito delle pastiglie di plasil”. Tornando a noi, tu dici: “Di notte però non dormo e ho sensazioni di paura, pericolo, come se il mio territorio fosse violato”. Ora, a livello cosciente colleghi questo stato al fatto che tua madre è venuta a vivere nel tuo stesso palazzo. Può essere o forse può non essere, ma per me non ha molta importanza la causa di questa tua specifica condizione. Spiego perché. Forse potresti anche riuscire attraverso ipnosi o altre tecniche a giungere sino alle radici di questa paura e pertanto a eliminarla, ma ciò che più ci dovrebbe importare è comprendere totalmente e definitivamente il fenomeno “paura” in sé. Tu vuoi risolvere questa condizione o vuoi penetrare nel mistero stesso della paura, per riuscire a dissolverla definitivamente e totalmente?Risolvere questa condizione specifica forse è un percorso più breve e meno impegnativo, ma io, nel mio semplice modo di pensare, mi sono sempre chiesto: “Se nel mio bosco scoppia un incendio, voglio imparare a spegnere i singoli fuochi o voglio scoprire come nasce il fuoco per far si che non accada mai più?”Saggia risposta, a mio modo di vedere, sarebbe: “intanto spengo questo fuoco, evitando, così, che in pochi giorni non ci sia più nemmeno un pino da salvare nel mio bosco, ma nel frattempo scopro anche come far si che il fuoco non ritorni mai più”. Seguendo la metafora, il buon Erikson può fare il pompiere, (sperando che il suo discepolo sia altrettanto competente), mentre la tua consapevolezza può imparare a operare come la “Guardia Forestale”, andando in giro per la tua mente a insegnare ai tuoi pensieri e alle tue emozioni come ci si comporta da buoni amanti dei boschi e delle montagne.Lascio a te valutare l’efficacia del discepolo di Erikson.Per quanto riguarda il corso per diventare “Guardie forestali”, cerchiamo di partire dalle prime basi (se gironzoli per i vari articoli già pubblicati puoi trovare vari passaggi utili). Corso per “Guardie Forestali”! La paura nasce quando la nostra mente proietta i suoi vissuti passati sullo stato di fatto delle cose.Quando la mente colora la realtà con i suoi pennelli subito inizia anche a lottare per fare in modo che la realtà cambi colore o rimanga del colore che essa stessa vi proietta.Es. siamo cresciuti con una madre che ci ha sempre soffocati, che ha sempre cercato di manipolare la nostra vita, di dirci cosa, come e quando fare qualcosa. La nostra mente, essendo vissuta all’interno di un’azione “educativa” plasmante, manipolante, “colorante”, si è imbevuta del “colore” di questa madre. Ora questo sarà il suo colore, il suo modello che cercherà di modificare o riprodurre, ma sempre in relazione a questo modello agirà.Quando la nostra mente vive all’interno di un modello non può che patire la condizione di uno schiavo, e se non si comprende che il modello, anche se leggermente modificato, rimane sempre una gabbia, per noi non vi sarà alcuna forma di libertà. Ora, considerando che tutta la nostra “educazione” si basa sul conformare i bambini entro un modello, e non sul far emergere la loro innata creatività e genialità, quel che noi dobbiamo fare per riappropriarci della nostra libertà e spontaneità è saltare completamente fuori dall’intera struttura educativa che abbiamo interiorizzato. Come fare? Dobbiamo semplicemente smettere di dare energia alla struttura che ci contiene. Se provo paura e cerco di vincere, eliminare o reprimere questa paura, sto semplicemente alimentando ancor più le dinamiche interiori che generano la paura. Se rimango un semplice osservatore di tutto quel che accade in me e fuori di me, lentamente la paura inizierà a dissolversi mostrando i pensieri e le emozioni che la generavano. La brava Guardia forestale vigila lungo i confini del suo parco, e non appena il piromane viene visto questo fugge a gambe levate. Basta rimanere vigili, non si deve lottare con le ombre, perché le ombre non le cattura mai nessuno. Come ho spesso ripetuto, la paura si alimenta quando iniziamo ad avere paura di aver paura, così si genera un circolo vizioso in cui ci sembra di venire inghiottiti. Così lottiamo con le ombre, perché la paura della paura è l’ombra della paura. Ma se noi smettiamo di voler eliminare la paura e rimaniamo semplici osservatori di questo nostro fenomeno interiore, essa si ridimensionerà lentamente sino a svanire, perché, non proiettando più alcuna ombra, verrà smascherata sotto i raggi del sole della nostra vigile coscienza.La vera forza non è non avere paura, ma vivere e andare avanti imperturbabili, nonostante ci sia paura. Il vero uomo libero non è colui che non sente più nulla, ma chi, nonostante il suo mare interiore sia in tempesta, spiega le vele e salpa per il suo viaggio. È solo facendo questo che si scopre lentamente che colui che genera le onde, alimenta i venti e guida il timone della nave è sempre e solo la medesima persona, cioè noi stessi. Noi siamo i viandanti, la via e la meta, noi siamo la tempesta, il capitano della nave e il continente d’approdo!! Se nella notte viene la paura, mettiti seduta su una sedia o a gambe incrociate sul letto, accendi una piccola candela o una tenue lampadina, ascolta il tuo respiro, senza controllarlo (non cercare di rallentarlo se è agitato), ascolta il tuo corpo, lascia scorrere i tuoi pensieri. Qualunque cosa portino con loro lasciali venire (come vengono, così se ne vanno), non giudicarli, non reprimerli, non alimentarli. Fatti gli affari tuoi e loro si faranno i propri. Se dovesse venirti da piangere, osserva anche questo. Se dormi o vivi con qualcuno, dì a tutti che non si preoccupino se piangi o rimani seduta nel letto per un po’ in silenzio, dì non v’è nulla di cui preoccuparsi, anzi, spiega pure che le tue ferite interiori si stanno spurgando e che bisogna lasciarle fare, altrimenti andrà tutto in cancrena! Se lasci che le cose si esprimano da sole, tutto passerà in poco tempo, portandoti una nuova forza e una nuova fiducia in te stessa, perché avrai capito che tutto ciò che accade in te non ha alcun potere su ti te, se tu non vuoi che lo abbia!!!La paura è come una febbricina dell’anima, se ti tieni al caldo e bevi il tuo latte caldo (cioè, ti raccogli in solitudine e rimani una semplice osservatrice), in poco tempo passa, rigenerando il tuo corpo interiore. Non praticare un atteggiamento osservativo e distaccato solo quando vieni aggredita dalla paura, ma prova a renderlo un atteggiamento mentale costante, un nuovo modo di relazionarti, con te stessa e con le cose del mondo, solo così, nel momento della prova, riuscirai a rimanere calma e serena, fosse anche la prova più grande!! Se così farai, tra non più di qualche settimana, vedrai sicuramente dei grandi cambiamenti.Fammi sapere, tra un mesetto al massimo, come procede il tuo incendio notturno e i primi passi del tuo nuovo lavoro da “Guardia forestale”. Un abbraccio, Dadrim Trackback(0)
Commenti (1)
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Alessia ha scritto: Caro Dadrim,



leggendo i tuoi consigli mi e' venuto da dire alla mia mente, vivi e non pensare!
ti ringrazio.
ciao
Valentina