Dadrim ha scritto: La settimana scorsa sono stato operato a causa di un problema provocato da una precedente operazione, nulla di particolarmente grave, certo è che se ogni cura determina un'ulteriore cura per il male provacato dalla prima cura, siamo messi bene: più ti curi e più ti ammali! Morale: anestesia generale, degenza al policlinico di Padova, lunghe meditazioni sul divano di casa in attesa del recupero... Devo premettere che questo mio corpo, sino ad ora, è stato veramente un buon amico. Considerando tutte le fatiche e le prove che ha dovuto sopportare da quando è venuto in questo mondo, molte per mia volontà, altre meno, si è lamentato veramente poco. Detto ciò, questo nuovo giro d'ospedale mi ha ricordato una delle grandi domande della filosofia: l'uomo ha un corpo o è un corpo? Da questa domanda e dal mio stato convalescente sono poi nate una serie di osservazioni e riflessioni sul corpo e la consapevolezza che vorrei condividere con voi tutti, amici e compagni di viaggio...
Rimanere presenti a se stessi quando il corpo è sofferente e sotto farmaci è veramente difficile poiché la sua richiesta d'attenzione diviene così intensa e totalizzante da non lasciarci molte energie per la consapevolezza d'altro, figuriamoci per la consapevolezza in sé, che è ciò in cui consiste l'essenza del "viaggio interiore" ed è la cosa che necessita del maggior silenzio e benessere fisco.
È vero che ancor più stando nella piazza del mercato abbiamo la possibilità di vedere quanto è scesa in profondità la nostra meditazione, ma altrettanto vero è anche il fatto che non dobbiamo attendere che il nostro corpo inizi ad abbandonarci per iniziare a occuparci di questioni esistenziali e spirituali. Quado si arriva prossimi alla fine senza aver preparato per tempo il terreno di norma accade che le nostre energie siano così scarse e frammentate e la nostra mente così tesa e disperata da non consentrici l'equilibrio necessari per affrontare il guado.
Se ci pensiamo bene, il corpo, quando è in salute, non entra mai nei nostri pensieri, sembra essere una limpida finestra attraverso cui fluidamente passano gli stimoli del mondo esterno e le risposte del nostro mondo interiore. Quando l'organismo sta bene lo ricordiamo solo quando dobbiamo rispondere ai bisogni di secrezione e nutrizione. È infatti noto che la salute non è definibile se non come stato di assenza di malattie. La salute, come la pace dell'essere, non ha causa ed è indescrivibile, a differenza della malattia che, come l'agitazione della mente, ha sempre una causa ed è pertanto narrabile.
Comunque, dicevo che quando l'organismo sta bene lo ricordiamo solo quando dobbiamo rispondere ai bisogni di secrezione e nutrizione. Per quanto riguarda gli impulsi sessuali, a mio avviso, oggi sono minimamente connessi alle reali necessità del corpo. La nostra percezione delle necessità sessuali è sovrastimolata dalle abnormi sollecitazioni esterne. La maggior parte delle persone pensa molto al sesso, ma questo è un fenomeno della mente, non del corpo. È la mente che continuamente va a colpire i centri sessuali per ricavarne piacere. La stessa cosa, per esempio, accade con il cibo. Il corpo non necessita l'assunzione di grandi quantità giornaliere di cibo per mantenersi in un buono stato di funzionamento, ma l'individuo, poiché attraverso l'alimentazione può sperimenta piacere, principalmente grazie al gusto e a quella generale percezione di torpore e pinezza che è data da una sovrastimolazione dell'apparato digerente, facilmente si abbandona ad un uso strumentale e smodato dell'organismo.
Dal mio punto di vista il corpo, se venisse ascoltato e rispettato, non ci guiderebbe mai all'instaurazione di abitudini di vita dannose per il nostro equilibrio fisiologico, salvo quei casi in cui v'è una patologia di base. La maggior parte delle disarmonie organiche è generate da un uso strumentale del corpo da parte dell'individuo. Così facendo noi stessi diveniamo il peggior nemico del nostro potenziale stato di salute ed equilibrio.
Il sesso è divenuto per la nostra società un disturbo, più che un piacere e un sano e naturale istinto, a causa della mente, stessa cosa vale per molte forme di anoressia, obesità e altri mali tipici del nostro tempo.
Una società che ha completamente dimenticato come contattare il piacere, la pace e la serenità che dimorano nella sfera interiore dell'uomo è facilmente spinta ad utilizzare il corpo come principale strumento di compensazione di un vuoto e di una soffernza che hanno le loro radici nell'oblio dell'anima.
Sesso, doroghe, alimentazione smodata, sono tutti piaceri di compensazione che sfruttano l'organismo per rispondere ad un'angoscia esistenziale provocata unicamente da una povertà spirituale della nostra società. Ecco allora che i corpi si ammalano, gli ospedali si riempiono, e il business della sanità e del farmaco si rallegra. L'assurdo vuole che quel che è provocato da uno squilibrio dell'anima, quando si manifesta in uno squilibrio del corpo dovuto a dei comportamenti impropri, attiva un sistema sanitario che interviene attraverso azioni che vanno principalmente ad agire sul corpo. Il corpo in principio è sana espressione sintomatica di un disagio interiore, ma se la cura consite nell'estinzione del sintomo non si arriverà mai alla vera e piena guarigione delle cause, anzi! Spesso questo approccio al problema provoca un aumento dell'inconsapevolezza della reale origine del male da parte dell'individuo.
Il corpo che si ammala, nella maggior parte dei casi, è la sana e utile voce di uno squilibrio dell'anima, pertanto, è facile capire che se la cura consiste nell'eliminare la voce del corpo, l'anima può bellamente procedere in un inarrestable processo di corruzione.
È vero che in certi casi il corpo manifesta e sopporta il malessere dell'anima per tempi così lunghi da causargli delle patologie che richiedono inevitabili interventi medici (chirurgici o farmaceutici), ma sono certo che se iniziassimo ad occuparci dell'anima appena il corpo comincia a darci qualche segnale, le patologie dell'organismo diminuirebbero all'inverosimile.
Insomma, tutte queste parole per dire che il corpo è un saggio consigliere che, se sensibilmente ascoltato, può guidarci facilmente al reperimento dei veri bisogni del nostro mondo interiore. Il corpo è una mervigliosa finestra aperta sulla vita e come tale deve essere mantenuto il più possibilmente sano e pulito poiché un finestra sporca non è in grado di far passare luce sufficiente per lavorare dentro casa. Quando un giorno i lavori di sistemazione della nostra casa interiore saranno terminati le finestre potranno anche essere chiuse, anzi, prima o poi si chiuderanno inevitabilmente, ma per quel giorno, se si avrà lavorato con impegno e onestà, si sarà anche giunti alla sperimentazione del Trascendente.
Tornando alla domanda, "l'uomo ha un corpo o è un corpo?", oggi mi sento di rispondere che "io sono anche un corpo". Come una farfalla per divenire ciò che è deve prima passare attraverso la forma del bruco, noi uomini, per divenire ciò che in principio siamo solo in potenza dobbiamo passare attraverso la forma del corpo. Ecco allora che prima di unirci al corpo dell'Essere Incommensurabile, dobbiamo pienamente realizzare la consapevolezza, l'accettazione e il piacere che nascono dall'essere e vivere questo nostro corpo individuale.
Fra materia e spirito non v'è alcuna dicotomia o differenza di natura, sono solo due nomi per definire due diversi momenti della stessa Sostanza, come fra brco e farfalla non v'è alcuna dicotomia, perché sono solo due nomi che descrivono due momenti della stessa creatura. Nel bruco vive in potenza la farfalla, nella farfalla vive il destino del bruco... nella materia vive in potenza lo Spirito, nello Spirito vive il destino di ogni materia...
Un caro saluto,
Dadrim
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Commenti
Potrei fare tantissimi altri esempi.
La malattia è solo un modo che il corpo ha per informarti che non lo stai trattando a dovere e con rispetto.
Un saluto
M
Matrice
visto trovo una risonanza con il connubio corpo/spirito. L'uomo che utilizza un corpo per muoversi su quel meraviglioso Pianeta..... alla fine
diviene quel corpo....lo spirito, la vibrazione è vibrazione di ogni cellula......
...Dadrim un Bacione grande grande Buona guarigione.....
Con tanto amore Monica
Un grande abbraccio, Marì
innanzitutto volevo augurarti una veloce guarigione.
Riguardo il nostro corpo, io penso che la mente abbia un importante peso (ovviamente non assoluto) sulla nascita e sviluppo di molte malattie, un po' come lo sviluppo della personalita' di ognuno di noi.. ci sono i geni, ma sicuramente l'ambiente in cui cresciamo ha i propri effetti.
Io circa cinque anni fa mentre ero per un viaggio di piacere (anche se sotto un notevole stress a causa di eventi famigliari poco piacevoli) in Marocco sono stata costretta a tornare di corsa in Italia a causa di una parestesia dal busto ai piedi. Mi rivoltano come un pedalino e mi bollano come affetta da Sclerosi Multipla con conseguente cura a base di interferone. Io ero in una fase di rinascita spirituale in cui l'attivita' fisica era (e lo e' tutt'ora) fondamentale per me... bicicletta, montagna, corsa... ho iniziato a lottare dal profondo dell'anima e anche nella fase piu' acuta dell'attacco cercavo di fare della ginnastica. Ho cercato da subito di non vivere come una malata e non appena le gambe me lo hanno consentito ho ripreso la bici, gli sci la corsa facendo cose anche molto piu' impegnative di quanto fatto in passato.. poi un po' alla volta ho deciso da sola di fare a meno di interferone e successivamente delle risonanze e controlli continui. Certo la malattia e' rimasta silente dal pesante attacco avuto in Marocco e nessuno potra' mai prevedere la sua evoluzione . Per fortuna la mia rinascita spirituale non e' stata affetta da questo spiacevole evento, anzi ne e' stata rafforzata, e se penso a tutte le cose belle che sono riuscita a fare in questi anni e che mi sono successe, ormai e' diventato parte della mia storia .
Ormai non ci penso quasi piu' , ma mi sento decisamente piu' forte per affrontare una sua eventuale spiacevole evoluzione.
Saluti
Cristiana
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