Luca ha scritto: Dal tuo precedente articolo mi sembra di aver capito che per te il male non esiste. È così?
Dadrim ha risposto: Il male esiste? Certamente! La nostra società si fonda su valori effimeri, egocentrici, malati e che, pertanto, dovremmo iniziare a chiamare “disvalori”! I nostri processi d’istruzione, ormai, servono quasi esclusivamente a fornire ai giovani i minimi strumenti per sopravvivere in un mondo fatto di sopraffazioni. Le nostre scuole riempiono i cervelli dei ragazzi di conoscenze, ma non toccano mai la dimensione etica e spirituale della vita. Come e per cosa impiegare i saperi acquisiti non è affare del nostro sistema educativo, questo ruolo è stato totalmente occupato dalle pubblicità, dai programmi d’intrattenimento televisivo o dal resoconto minuzioso della vita privata dei nostri personaggi pubblici e politici, spiattellato persino nei telegiornali.
I nostri tanto amati leader possono pure parlare dalla mattina alla sera di democrazia, libertà, equilibrio sociale e amore, ma se poi, quel che i giornali e le televisioni propagandano è il loro vergognoso comportamento etico e politico, quale potrà essere il reale messaggio che arriva al popolo? Già a cinque anni i bambini sanno quali sono i cardini e le aspirazioni su cui si basa il sistema sociale con cui dovranno confrontarsi: assoluto narcisismo, appagamento di ogni desiderio possibile e immaginabile, desiderio di potere per il puro piacere di sentire che si ha potere. Questo è l’apogeo della cultura che domina, oggi, la maggior parte del pianeta. Oggi viene chiamato educazione un processo d’istigazione alla sopraffazione del più debole, perpetrato attraverso conoscenze dialettiche, umanistiche, economiche e scientifiche. La nostra cultura è stata totalmente svuotata della dimensione del Divino, dell’Eterno e della Domanda sul Significato Ultimo delle nostre vite. Mai come oggi si è temuto e nascosto il fatto della morte, e quando l’umanità rinnega la destinazione finale del suo cammino, perde anche, inevitabilmente, la misura necessaria a cogliere la distinzione fra il bene e il male, il vero e il falso. (...)
Frammento di articolo tratto da "Il libro di Dadrim".
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