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E tu, sei consapevolmente felice?

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Qualcuno ha scritto: E tu, sei consapevolmente felice?

Dadrim ha risposto: Ciò che importa è la consapevolezza, non la felicità. Quando viene la felicità osservo e ascolto la felicità, quando viene la tristezza accolgo la tristezza. Per me è fondamentale non resistere a ciò che nasce nel nostro cielo interiore, qualunque cosa sia, poiché ciò che genera una condizione di perpetua sofferenza è proprio la non accettazione di ciò che giace in noi. Se accolgo consapevolmente tutto quel che affiora nel mio cuore e nella mia mente, lentamente ogni nodo si scioglie. La vera felicità non nasce dall'evitamento o dalla negazione del dolore ma unicamente dalla capacità di vivere in piena verità e intensità quel che è in noi e fuori da noi, e per fare ciò l'unica via è la consapevolezza, la fiducia, l'abbandono.

  

 

Io cerco di vivere attraverso un atteggiamento di consapevolezza costante tutto ciò che è in me e fuori da me, bello o brutto, buono o cattivo, giusto o sbagliato che possa sembrare.

Tutto ciò che la consapevolezza osserva muta, ciò che mai muta è la capacità di osservare e comprendere della nostra consapevolezza. In questa capacità risiede la nostra massima possibilità di libertà e serenità: nella piena realizzazione di questa realtà si compie il nostro destino.

Detto ciò, che rilevanza può avere la comunicazione scritta del mio essere al fine della tua realizzazione?

Con l'augurio che ogni punto di domanda possa svanire dalle nostre menti unicamente dopo averlo utilizzato per rimuovere ogni certezza.

Un caro saluto,

Dadrim

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Commenti  

 
0 # renato farina 2010-07-04 19:20
...per me la felicità è uno stato d'animo quando riesci a realizzare qualcosa che ti sei proposto, al contrario non riuscendo non mi deprimo ma penso andrà meglio la prossima volta... very quiet...
 
 
0 # Matrice 2010-07-05 06:23
Per me la felicità è realizzare cio che si desidera.Il desiderio,è la cosa che molti ricercatori della verità detestano,perch e associano questa parola principalmente alla soddisfazione dell'ego e alle cose materiali,ma è in verita ,il carburante della nostra ricerca verso la felicita.Pero bisogna dire anche che l'ego è il sistema che serve a tenerci in vita ora,ma alla fine dei nostri giorni sarà quello che ci ucciderà.
Ciao
Matrice
 
 
0 # Beatrice 2010-07-05 14:44
Per osservarsi bisogna essere coraggiosi e pronti alla sofferenza perchè la cosa più difficile e più dolorosa è incontrare noi stessi ossia le nostre paure, debolezze, invidie, rabbia e tantissimi altri limiti e le strategie per nasconderli che possiamo aver acquisito nella nostra vita breve o lunga che sia. Ma è un prezzo da pagare perchè altrimenti non si può essere felici, se proprio vogliamo usare questa parola. Raggiungere gli obbiettivi e la soddisfazione dell'ego sono temporanei e quindi in questo modo siamo destinati alla continua oscillazione tra piccoli momenti di felicità e profonda infelicità perchè troveremo sempre nuovi obbiettivi e il nostro ego non sarà mai abbastanza appagato. Perchè non farlo morire o almeno cercare di farlo morire prima che lui uccida noi?!
 
 
0 # Daniela 2010-07-06 08:39
Penso che per essere felici bisogna essere consapevoli di essere infelici, altrimenti la parola felicità non esisterebbe e non avrebbe senso.
 

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