Qualcuno ha scritto: E tu, sei consapevolmente felice?
Dadrim ha risposto: Ciò che importa è la consapevolezza, non la felicità. Quando viene la felicità osservo e ascolto la felicità, quando viene la tristezza accolgo la tristezza. Per me è fondamentale non resistere a ciò che nasce nel nostro cielo interiore, qualunque cosa sia, poiché ciò che genera una condizione di perpetua sofferenza è proprio la non accettazione di ciò che giace in noi. Se accolgo consapevolmente tutto quel che affiora nel mio cuore e nella mia mente, lentamente ogni nodo si scioglie. La vera felicità non nasce dall'evitamento o dalla negazione del dolore ma unicamente dalla capacità di vivere in piena verità e intensità quel che è in noi e fuori da noi, e per fare ciò l'unica via è la consapevolezza, la fiducia, l'abbandono.
Io cerco di vivere attraverso un atteggiamento di consapevolezza costante tutto ciò che è in me e fuori da me, bello o brutto, buono o cattivo, giusto o sbagliato che possa sembrare.
Tutto ciò che la consapevolezza osserva muta, ciò che mai muta è la capacità di osservare e comprendere della nostra consapevolezza. In questa capacità risiede la nostra massima possibilità di libertà e serenità: nella piena realizzazione di questa realtà si compie il nostro destino.
Detto ciò, che rilevanza può avere la comunicazione scritta del mio essere al fine della tua realizzazione?
Con l'augurio che ogni punto di domanda possa svanire dalle nostre menti unicamente dopo averlo utilizzato per rimuovere ogni certezza.
Un caro saluto,
Dadrim
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