Marco a scritto: Salve, sono Marco di Bologna e a breve inizierò un corso di meditazione nella mia città. Ho letto dei tanti vantaggi di tale metodo, ma vi chiedo come potrò valutare il mio insegnante in una pratica per me tanto
sconosciuta. Ho scelto un corso con persone qualificate ma purtroppo di tali qualifiche poco comprendo. E quali saranno i segnali che mi indicheranno che sono sulla strada corretta? Insomma vi è un modo per capire che il sentiero è quello giusto? Un sentire, un cambiamento, qualcosa che mi avverta...
Grazie e cordiali saluti, Marco.
Dadrim ha risposto: Dal mio punto di vista nella dimensione della ricerca spirituale le qualifiche sono irrilevanti, possono esserci o non esserci, non è questo il cuore della faccenda. La spiritualità è una questione di consapevolezza, di abbandono, di fiducia, di libertà dai nostri condizionamenti. Un individuo può essere pieno di titoli, di diplomi e riconoscimenti, ma questo non garantisce nulla rispetto alla condizione della sua “anima”. Non v'è nessun certificato o scuola al mondo in grado di valutare la consapevolezza e la libertà di un essere umano. E per fortuna, dico io, altrimenti saremmo sempre alle solite: chi è più bravo, chi meno, chi più efficiente e chi più deficiente. Vi sarebbero degli insegnanti, dei voti, degli esami, delle commissioni, dei ripetenti, dei privilegiati e degli emarginati. No, per me non v'è nulla di tutto ciò nella dimensione interiore dell'uomo. Questo spazio misterioso è avvolto dal profumo della bellezza, dell'amore, delle libertà e dell'inspiegabile decisione. Perché qualcuno ritiene Osho il maestro dei maestri, mentre qualcun altro lo considera un mascalzone, perché qualcuno ha dedicato l'intera sua vita alla comprensione delle parole di Krishnamurti, mentre qualcun altro in quelle stesse parole non vi percepisce nulla di speciale, perché qualcuno ha trovato in un monaco buddista la sua guida, mentre qualcun altro in un frate francescano? La mia risposta è solo una: il mistero. Perché ci innamoriamo di qualcuno? Se vi troviamo delle ragioni stiamo pur certi che non è amore, forse è un buon compromesso fra il nostro condizionamento interno e la realtà, è un buon affare, ma non è amore.
Tutto ciò che di veramente bello e importante ci può accadere nella vita è sempre qualcosa di inaspettato e, nella sua essenza, incomprensibile. Esattamente così sono anche le relazioni trasformative, quegli incontri che deviano irrimediabilmente il corso della nostra esistenza verso orizzonti più ampi e sconosciuti. Questi incontri, queste relazioni, non possono essere determinate da certificati o etichette, ma nascono unicamente grazie alla forza attrattiva del nostro desiderio. Potremmo riassumere la faccenda così: Dimmi cosa desideri e ti dirò cosa troverai. Mi spiego meglio:”Mi hanno detto che la meditazione aiuta a stare meglio, allora vado su internet e cerco il centro più rinomato della mia città. Per un po' di mesi pratico, poi inizio a sentire un po' di sollievo e ritorno alla mia solita vita raccontando che la meditazione fa bene e che quel centro è qualificato”. Bello, tutto facile, tutto pronto come tutte le cose del nostro tempo. Una sorta di “fast food” della meditazione, un “fast meditation”.
Altra prospettiva: “Supponiamo di sentirci persi, di non trovare più alcun significato alle cose di tutti i giorni, alle ambizioni che muovono le persone, alle mete tanto ambite della nostra società. Supponiamo d'iniziare a comprendere che fra non molto dovremo morire e che in questo evento risiede l'evidenza dell'insignificanza dei nostri bisogni. Lavoro tutto il tempo per comprare una casa, una macchina, dei vestiti e delle cose che perderò, sono gelose di persone che perderò, cerco una fama e un successo che, se otterrò, perderò, ricerco ossessivamente una prestanza fisica e un'immagine che perderò. Tutto questo senza essermi mai fermato un momento per chiedermi il motivo di tutto questo e se proprio devo cercare qualcosa di duraturo cosa effettivamente è imperituro.
Supponiamo che da questa consapevolezza nasca in me un tormento così grande da spingermi a mettere ogni cosa in secondo piano siano a quando non sarò riuscito a darmi delle risposte. Ecco allora che il mio desidero diviene immenso, tanto da non accontentarmi del ricevere un po' di sollievo e relax da una qualche forma di meditazione. Cosa me ne faccio del sollievo? Ora voglio solo la verità su me stesso e su questa mia esistenza, voglio entrare nel cuore stesso della vita. Con questi occhi brucianti ora vago per il mondo, scruto e interrogo l'anima delle persone, vaglio e setaccio i miei desideri, le mie segrete ambizioni, i miei comodi amori, le mie abitudinarie amicizie e conoscenze. Con quest'anima incandescente vado alla ricerca di tutti coloro che parlano di verità, e senza bisogno di garanzie e certificati son capace di vedere nei loro occhi quanto il mio stesso desiderio di vita ha scavato in profondità. Ecco, adesso sono pronto, adesso sono maestro di me stesso, perché da ogni cosa e da ogni persona sono capace d'imparare, di farmi toccare e cambiare. Con gli occhi di un bambino scruto il mondo alla ricerca del mistero, ma nulla sembra vero, nulla e nessuno mi appaiono sinceri. Poi un bel giorno accade, senza più speranza alcuna, ma con ancora un desiderio sconfinato, mentre passeggio in un bel mattino di primavera e i raggi del sole si riflettono fra le pozzanghere di un temporale passato da poco, alzo gli occhi e mi fondo in un viso, un fiore, una donna e il suo bambino. In quell'essere lì senza motivo, ma vivo più di ogni cosa, sento una presenza in ogni dove, una profumo senza vestito. Questo mistero non ha soluzione, ma ora in lui io vivo, e per tutti quelli che mi chiedono... non so come altro chiamarlo se non amore.
Morale: dimmi cosa desideri e ti dirò cosa troverai.
Non esistono titoli o certificati. So unicamente che il nostro desiderio incontra solo ciò che è a lui affine, pertanto non mi preoccupo mai di chi trovo lungo la mia via, ma unicamente della consapevolezza con cui incedo lungo il sentiero. Incontriamo unicamente le persone che siamo pronti ad incontrare, incontriamo buoni maestri tanto quanto siamo disposti ad imparare. Sappiamo discernere tanto quanto sappiamo volere.
Caro Marco, l'unica cosa che posso dirti è che dal mio punto di vista non esiste un sentiero giusto e uno sbagliato, ma solo una volontà incrollabile o un capriccio del momento.
Il giusto e lo sbagliato sono concetti sotto il dominio del mondo esterno, la volontà o il capriccio sono gradi d'intensità del nostro mondo interiore.
Se siamo mossi da una volontà di ricerca incrollabile non perderemo mai troppo tempo in cose di poco conto. Chiediti cosa desideri e quanto lo desideri e saprai a cosa sei destinato.
Un abbraccio,
Dadrim
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Commenti
Solo, a questo grande mistero insoluto della vita l'unica domanda che mi faccio è: "Chi siamo da dove veniamo e dove andremo"...forse lo scoprirò a tempo debito....
grazie dal profondo per le tue parole che mi hanno aiutato a fare luce tra dubbi e pensieri, aspirazioni e necessità... Inizio questo cammino anche rincuorato dall'esistenza di persone come te.
A presto Buon Maestro e ancora grazie..
Marco
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