Pier ha scritto: Gentile Dadrim, l'accettazione degli altri passa attraverso una profonda accettazione di se stessi?
Dadrim ha scritto: La mia esperienza mia fa dire: assolutamente sì! Prima accettiamo noi stessi e solo poi possiamo accettare e accogliere gli altri. Come potremmo altrimenti? Se non accetto mie parti interne, come rabbia, lussuria o avidità, come potrò stare, aperto e disponibile, accanto a qualcuno che continuamente mi ricorda ciò che non voglio vedere di me stesso? Una cosa buffa è che la maggior parte delle persone pensa di non portare nel proprio animo dimensioni oscure. Peccato che le cose non stiano così! Ciò che fa la maggior parte delle persone è unicamente una rimozione, una negazione di tutto ciò che di negativo le abita, ed è per questo che non appena una situazione le provoca un po', dal pozzo della loro coscienza, spuntano mostri di ogni genere, e proprio per evitare il contatto con questi mostri la maggior parte delle persone vive esistenze monotone, spente, prive d'energia.
Poiché gli uomini non si conoscono temono se stessi, pertanto evitano tutte quelle situazioni che potrebbero far emergere quegli aspetti dell'anima che come ombre minacciose li inquietano. Non esistono persone prive di lati oscuri! Esistono solo persone contratte, represse e ipocrite o persone che hanno saputo accogliere, vedere e trasformare ogni loro angolo buio, e che, pertanto, possono portare amore e comprensione anche nelle parti più nascoste e fragili delle anime altrui.
Un caro saluto,
Dadrim
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