Sabrina ha scritto: Ciao Dadrim, ti vorrei chiedere questo: come sai sto facendo un percorso iniziatico con un gruppo in cui sono stata chiamata anni fa. Negli ultimi tempi sento di essermi fermata, non sono riuscita ad entrare nel gruppo di lavoro che si è formato perché non ho fatto dei passi giusti, questo è ciò che ho percepito perché di fatto non riesco ad entrare nel merito di quello che mi si chiede: “Non mi comprometto”, è ciò che mi è stato detto. Sento che c'è in me una sorta di muro che non mi permette di aprirmi, è come se mi aspettassi che gli altri mi aprano le porte, come se fossi in attesa. Hai qualche consiglio per me? Un'altra cosa: la fede in me stessa. Io sono convinta di essere un tipo fortemente egoico, ma manco di fiducia in me stessa, ossia oscillo tra la certezza di essere nel giusto e l'insicurezza dell'essere nel giusto. Nell'ultimo mese ho lavorato molto sul mio abbassamento e nello stesso tempo sulla fede in me stessa e quando credo di aver raggiunto un certo equilibrio, è sufficiente un leggero venticello (che di solito è una critica sulle mie scelte) e subito tutto cade. Aiutami, dammi un consiglio tu. Un bacio.
Dadrim ha risposto: Cara Sabrina dal mio punto di vista non esistono passi giusti o sbagliati ma unicamente passi fatti con totalità e passi fatti con titubanza, percorsi che ci travolgono o da cui vogliamo farci travolgere e percorsi che ci respingono o che vogliamo respingere. Giusto e sbagliato non centrano nulla con un percorso iniziatico, poiché sono cose che riguardano la dimensione della mente, della tecnica e non quella del cuore e dell'amore che è ciò che caratterizza la via dell'iniziazione. Esistono persone che imboccano ogni sentiero con il desiderio di esplorarlo e percorrerlo completamente sino alla sua fine e vi sono persone che imboccano qualunque via dubitando ogni due metri percorsi.
Il dubbio è fondamentale all'inizio di un viaggio, ma se permane lungo il tragitto non ci porterà mai da nessuna parte. Dici di essere da anni lungo questo sentiero, ma dubiti ancora, bene, cambia sentiero o gettatiti totalmente lungo la via in compagnia dei tuoi dubbi, ma non rimanere in sella al cavallo delle tue incertezze, altrimenti potresti rimanere paralizzata sino alla fine della tua vita. Se ti getti totalmente in ciò che fai, in poco tempo, comprendi se continuare lungo una via o se cambiarla, e con un po' di pazienza vedrai accadere mille cambiamenti in te. Chi perpetuamente dubita e non si “compromette” mai è come una persona che da bordo piscina continua a chiedere a chi nuota com'è l'acqua e se per imparare a nuotare è meglio andare nell'acqua bassa, alta, al mare o nel fiume.
Per me il punto sta nel trovare un nuotatore o un gruppo di cui ci si fida e lasciarsi andare completamente. Infatti sai quanto è difficile per un maestro insegnare a nuotare a qualcuno che si agita in continuazione pervaso dalla paura: c'è persino il rischio che finiscano entrambi a fondo.
L'altra possibilità è gettarsi da soli in acqua e vedere se si impara a nuotare o si affoga. L'unica cosa da non fare è continuare ad andare in giro a visitare piscine, laghi e quant'altro o mettersi a riflettere su cosa sia il notare e come lo si possa fare.
Pertanto non pensare a ciò che stai facendo, ma prova ha sentire, spostati dalla mente al cuore. La mente può anche dubitare di continuo, ma quando il cuore ha percepito, quando il cuore viene coinvolto con qualcuno e qualcosa, le titubanze del pensiero non hanno più alcuna forza, e d'un tratto ci ritroviamo a danzare lungo il sentiero senza più desiderare alcuna meta, senza nemmeno più ricordare il motivo per cui siamo venuti. Ecco allora che iniziazione, percorso, maestro e discepolo svaniscono, lasciando unicamente la bellezza dell'essere insieme.
Per quanto riguarda la fede in se stessi, io sento che non vi può essere fede sino a quando vi è un “se stessi”. Tutte le idee che abbiamo riguardo a noi stessi sono cose da trascendere, sono pesi inutili. Quando abbiamo lasciato andare tutto quel che pensiamo di essere o di dover divenire e iniziamo ad incontrare le cose e le persone semplicemente per quel che sono, senza avere idee precostituite su di esse o su noi stessi, la fiducia inizia a nascere e a crescere in ogni luogo. Ma questa fiducia non viene sentita come fiducia in se stessi, ma come una sorta di armonia e pienezza con la vita e le persone che ci circondano. La fiducia in se stessi e solo un altro fantasma del nostro ego che desidera divenire forte e sicuro di sé, ma l'ego non potrà mai divenire né forte, né sicuro di sé, per il semplice motivo che è in se stesso il prodotto di sogno della mente. Come può un sogno divenire forte e sicuro di sé. Un sogno può solo finire, e nel caso del nostro ego, prima finisce meglio è!
Gettati totalmente nel tuo percorso iniziatico, è il solo modo per ottenere qualcosa, qualunque cosa sia: un cambiamento interiore o la consapevolezza che stai perdendo tempo in cose senza senso! E questo, dal mio punto di vista, vale per ogni cosa della vita. Giusto o sbagliato non esistono, ma esiste ciò che mi fa bene e ciò che mi fa male, ma questo lo posso scoprire solo quando mi getto totalmente in una cosa.
Se Cristoforo Colombo fosse partito per le Americhe con un parziale desiderio di scoperta non credo che vi sarebbe arrivato e probabilmente non sarebbe nemmeno tornato in dietro vivo considerando che aveva viveri appena giusti per arrivare. Se avesse deciso di tornare indietro dopo aver superato la metà del viaggio di andata non avrebbe avuto acqua a sufficienza per sopravvivere al ritorno. Morale: Quando si decide una cosa e si è in alto mare è sempre meglio andare sino in fondo piuttosto che tornare in dietro.
Ovviamente non serve gettarsi in alcune cose che sono evidentemente dannose!
Ci si getta totalmente unicamente in ciò che desideriamo conoscere poiché è l'unico modo per conoscere veramente.
Dico questo non per te, cara Sabrina, ma per chi ha un cervello come quello scemo che pochi giorni fa, ad un mio discorso simile a questo, ha affermato: “I tuoi discorsi sono estremamente pericolosi! Se seguo il tuo ragionamento devo concludere che una donna deve farsi stuprare totalmente per poi poter dire se le fa bene o male. E così per ogni altra cosa come l'alcool, la droga...”
Ora io mi chiedo: sono i miei discorsi ad essere pericolosi o la stupidità di certe persone?
Un abbraccio,
Dadrim
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Commenti
(Roberto Battaglia,nato a Pietrasanta di Versilia, giornalista e scrittore,www.romanobattaglia .it)
Come le sonde spaziali che usano a mo' di fionda la forza di gravità dei pianeti che incontrano sul loro tragitto per lanciarsi sempre più avanti così io piano piano ho tracciato il solco della mia vita seguendo modelli lontani (fisicamente) anni luce da me, facendo miei e scimmiottando comportamenti che Ginsberg e Kerouac proponevano al mondo, e poi vivendo in maniera lisergica il vangelo di "Re Nudo" ..e poi la bibbia del "Manifesto" e poi via via Berlinguer..e a salire.. salire salire fino ad oggi che nonostante tutto ancora mi sento a terra e forse ancor più giù.
ormai da decenni mi sono tuffato in quel fiume di escrementi che è il mondo oggi, e in esso ci sguazzo e ci nuoto e quel che più conta ci galleggio! ma mi accorgo che i maestri del mio passato mi hanno insegnato ad ignorare il cattivo odore del fiume e a percepirne solo i profumi, ad ignorare il "nero" e appiccicoso colore del liquame e, invece, a cogliere il cristallino chiarore che l'uomo emana o meglio emanava in quel periodo di trasformazione globale della mia gioventù.
non son stato un buon maestro per i miei figli perchè a loro ho insegnato a non esser lupi tra i lupi condannandoli ad un probabile vita di frustrazioni, ma spero che un giorno i loro figli possano godere di quel chiarore che l'uomo prima o poi ..tornerà ad emanare
Quanti maestri.. e quanti allievi.. in questa grande università che è la VITA
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