I giornali riportano questa notizia: <<MESSINA – Una maestra picchiava i suoi alunni di sette anni, li chiamava «pecoroni», «deficienti», «mongoli», «handicappati» e «cretini», tirava loro le orecchie e i capelli. Dopo le denunce dei genitori, la donna è stata sospesa dall’insegnamento. La polizia ha eseguito infatti ieri a Messina un'ordinanza di applicazione della misura cautelare dell'interdizione dal pubblico ufficio o servizio dell'insegnamento in qualunque scuola pubblica, per la durata di due mesi...>> Fonte "Corrieredelmezzogiorno.it".
Ora mi chiedo: 2 mesi? Siamo una generazione di adulti che ha pura dei bambini, che tutela prima gli interessi dei grandi e poi forse si chiede se i più piccoli e deboli abbiano bisogno di qualcosa. L'insegnante responsabile dei fatti riportati dalla cronaca ha 62 anni. Quanti danni potrà aver fatto in decenni di insegnamento? Una donna disturbata, che andrebbe curata, viene sospesa due mesi. Qual è il senso di tutto ciò? Perché i nostri bambini devono entrare in scuole fatiscenti, con insegnati mal pagati, esasperati da un sistema che non premia le capacità e l'intraprendenza, ma che tutela la deficienza, proteggendo, spesso, soggetti incapaci? La risposta è semplice. Troppi adulti non vedono i loro figli, non gli prestano attenzione, non ripongono fiducia nei loro pensieri, nelle loro parole ed emozioni.
Ieri, per il mio lavoro, partecipavo a una riunione all'interno di una scuola dove una dirigente scolastica ha definito alcuni suoi alunni dei SOGGETTI ESTREMAMENTE PERICOLOSI. I soggetti in questione hanno un'età compresa fra i 6 e i 7 anni. Dopo un'affermazione del genere mi chiedo quali parole si possano usare per un giovane di 16 anni che ruba una bicicletta Non ho altro da dire.
D.
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Commenti
OGGI I BANBINI RISPONDONO. Non hanno alcun rispetto perché non è stato insegnato. Forse non sono quelli i metodi, ma a volte mi viene di pensare che abbiano preso le sberle che non hanno mai dato i genitori quando ci sarebbero volute.
La generazione di adulti che ha fallito sono i genitori che hanno oggi dai 42 ai 50 anni. Non educano. Pronti a difendere i loro tigrotti dinanzi a tutto e a tutti. E quelli poi non guardano più né comportamenti né età, senza censure, convinti di poter parlare come vogliono con chi vogliono.
Ai tempi in cui ero piccola io si che non ce lo meritavamo, perché allora le famiglie il loro mestiere lo facevano, ma oggi tanti ragazzini ti fanno solo salire i nervi da sotto i piedi. E ogni tanto qualche insegnante cede.
Sono pienamente d'accordo, come ritengo che la medesima affermazione valga per chi insegna o si occupa di ragazzi: "Educare e insegnare sono cose per chi ha la vocazione. La vocazione non è scontata come fatto di nascita". Mi dispiace per quel che devi aver passato con quell'insegnante. Fatto sta che oggi i bimbi sono le stesse coscienze che nascevano anni fa, e se i genitori non adempiono più il loro ruolo e gli insegnanti nemmeno, bella fregatura per i poveretti che nascono in questo tempo. Gli adulti sono in conflitto fra loro e i ragazzi, come spesso accade, divengono mezzi della loro idiozia, e così crescerà un'altra generazione di tonti. Altro aspetto che vorrei meditare è questo: se i genitori di "un tempo" sapevano educare i loro figli, mi spieghi da dove vengono fuori i deficienti di oggi? Si sono auto-generati? E gli insegnanti violenti di un tempo che non meritavi non erano a loro volta genitori e figli di qualcuno? Io sostengo che né ieri né oggi i bambini crescono in ambienti amorevoli e consapevoli. La nostra società è ostile e inadatta per chi, come i bambini, è dotato di estrema sensibilità e fiducia incondizionata.
Un sana educazione non è ancora nata!
Un caro saluto,
D.
Sicuramente è vero che ci sono alcuni genitori che non sono in grado di essere buoni educatori, ma se anche noi educatori di professione, ci mettiamo a fare lo stesso errore (ovvero fornire un'educazione fatta di sberloni, insulti senza soffermarci a spiegare, a comprendere e ad andare in profondità nei bisogni del bambino) come possiamo aspettarci che le cose cambino?
E' proprio perchè alcune maestre "vecchia scuola" non hanno ricevuto un'adeguata preparazione, che i genitori attuali (35-50 anni) ora sono così "molli" e non si prendono la briga di capire davvero come comportarsi con i figli, dandogliele vinte oppure al contrario, punendoli per idiozie.
Un bambino è un contenitore, assorbe, assimila, riproduce. Quando ho a che fare con i bimbi con cui lavoro (6 - 10 anni) mi dico sempre "questo bambino oggi da me imparerà qualcosa." e poi mi chiedo "cosa voglio lasciargli di me?". Questo spesso basta a farmi agire con più cognizione e lucidità. E sono soddisfatta dei risultati.
Credo che molti educatori dovrebbero risvegliare la passione sopita per questo mestiere, che è faticoso, e possiede un'etica, e in quest'etica non è compreso lo schiaffeggiare i bambini o insultarli.
Se sei una vera educatrice sai tenere a bada il bambino anche senza insultarlo, te lo assicuro. E quando la pazienza scappa, ci sono molti modi alternativi per "far rispettare l'autorità", che però devono essere sempre costruttivi e a favore del soggetto, e mai umilianti senza possibilità di reazione, come la maestra di cui parla Dadrim nell'articolo.
Ciao :)
Io NON HO avallato i metodi di quell'insegnante. E' scontato che sia persona poco preparata e non mi ero premurata di precisarlo.
Va da sé che il reale senso del mio discorso era che chi non conosce altrimezzi per scarsa preparazione purtroppo scade in quel modo lì.
Ma ci tenevo anche a dire che al giorno d'oggi, non puoi negarlo, bambini e famiglie li frequento pure io.
Mia madre era donna preparata ed assennata, autorevole per natura, riusciva a farsi obbedire solo con la presenza,
E vuoi che non abbia usato tutti i metodi più legittimi, con una bimba che ripetutamente la chiamava "troia", perché evidentemente lo sentiva in casa dal padre alla madre?
Ma dopo la millesima volta le 5 dita sulla faccia di quella bambina scapparono perfino ad una donna, ribadisco, preparata come mia madre.
Lo riconobbero tutti che quello era un caso limite. Nessuno si permise di dirle niente.
Non si sollevò nessun polverone. Anzi, dovettero andare i genitori a chiederle scusa.
Se poi questo esempio ritieni che non abbia valore, ma anzi lo stigmatizzi pure, io non so cosa farci.
Cordialmente e con sincera stima.
Più in generale volevo invece sottolineare, con la mia risposta, che per fare un lavoro come quello dell'educatore è necessario avere una buona formazione, sensibilità ed infinita pazienza. Ma questo era più un commento all'articolo di per sè!
Se ogni loro gesto di creativita',o qualunque altro che esuli dal buon ipocrita benpensare viene subito
troncato con psicofarmaci o altri modi?Piccoli adulti cresciuti per forza,anzitempo ,che riversano sui loro simili i disagi "mangiati" a casa,genitori che litigano,genito ri separati che si distruggono a vicenda usando appunto il figlio come oggetto di ritorsioni,geni tori che li trascurano..Non e' che non ci sono valori,e' che non siamo capaci di trasmettere quelli giusti.Ho lavorato in una mensa scolastica e mi vergogno io di quello che vedevo,disprezz o totale per il cibo,irriconosc enza per chi lo serviva,spreco allucinante di tutto,o ci giocavano o un morso e lo buttavano per terra,capriccio si,viziati,mali ziosi,io gli dicevo che il loro comportamento era un'offesa a quei tanti bambini che muoiono di fame,mi ridevano in faccia.
Questi stessi bambini saranno gli educatori e genitori di futuri bambini,dei loro stessi figli,con quali basi,quali nozioni di amore?
constatare che diamo sempre cio' che abbiamo ricevuto?Anche se in forme piu' o meno eclatanti.
Una maestra e' alla visibilita' di tutti,ma chi ci va a guardare dentro una casa? E se ci dessimo una sbirciata?non tutto e' riportato dalle cronache..
e il girotondo continua..Qua ci vorrebbe una collettiva presa di coscenza,ricomi nciare tutto daccapo,ma e' troppo lungo e difficile,e poi,quanti siamo disposti a ricominciare? a rivedere i nostri comportamenti,a scrutare gli errori,ammetter e di aver sbagliato,e con giusto e rinnovato sentimento,inca mminarci,tenend o per mano i nostri figli,cosi fiduciosi..
detto ciò.. con rammarico debbo constatare che i bambini sono "cresciuti", di pari passo e ad immagine e somiglianza con la società che gli abbiamo proposto, non quelli dei Nidi.. troppo piccoli e puri per esser soggetti a condizionamenti "esterni" alla famiglia.. ma già alla Materna il tubo catodico fa la sua porca comparsa.. non vi dico alla elementari !! la famiglia.. già.. questo nucleo base su cui tutto si fonda, in presenza di famiglie "prive di valori comuni" si hanno bimbi "animali" che riproducono il modello famigliare alla lettera ( io poi ho lavorato e vivo in un quartiere cosi' detto border line di Milano).. quindi padri delinquenti e/o madri instabili producono figli arroganti e maneschi e/o figli insicuri e depressi che portano instabilità in aula, a questo si aggiunga l'impossibilità di interazione tra maestre e famiglia, (queste famiglie ) e il carico di lavoro a cui la maestre sono sottoposte, 25 bimbi tra 8/10 anni sono una forza contundente per qualunque individuo anche equilibrato se poi si parla di docenti ultrasessantenn i.. bhè è criminale il solo aspettarsi da loro un comportamento "normale" senza sbalzi d'umore.
in famiglia noi abbiamo 2/3 figli e già così a volte ci scattano i 5 minuti.. con 20/25 bimbi normalmente vivaci vi lascio immaginare ! con questo non giutifico sberle o cose del genere.. semplicemente credo che in alcuni casi il "lavoro" debba contemplare un "esame" di idoneità ogni X anni e nel caso si debba provvedere all'allontanamento del soggetto senza demerito.. ma per cause di salute.
fermo restando che a mio avviso OGGI problema sia la famiglia e la sua assoluta mancanza di..
E tu stai parlando di una grande e progredita metropoli,dove il supporto delle istituzioni sociali dovrebbe essere molto presente e capillare.Constato che anche tu hai potuto come me vivere da vicino la realta' che c'e' dentro le scuole,l'arduo compito degli insegnanti a far fronte a tutti i disagi famigliari che l'alunno porta in classe,mantener e equilibrio e saggezza nel fronteggiare piccoli guerrieri.Ma guai a dirlo alle mamme,per loro il proprio figlio e' il piu' buono,il piu' bravo,se ha combinato qualcosa e' stato per difendersi ecc.nessuna,dico nessuna pensa di rivedere un attimo la propria situazione,rifl ettere perche' il figlio si comporta cosi'.tu dici ed io spero che si riesca davvero a riprendere la situazione,ma da dove si comincia' e sopratutto chi e' disposto,metten dosi in gioco e in retrospezione,a farlo?purtroppo hai ragione su tutto,e mi piace tanto che tu ti definisca Bidello,sei grande,io ho bei ricordi dei bidelli,sempre disponibili,dol ci,volenterosi, bravi a "nascondere" un ritardo,a riaprire il cancello anche se non si poteva,bersagli o di caciara e burle affettuose quando doveva coprire l'assenza della maestra,Mitico Bidello..
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