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Studiare o sentire

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Qualcuno ha scritto: "quello che senti, pensi sia dovuto maggiormente a quello che hai studiato, a come i libri, senza volerlo hanno influenzato ed accresciuto il tuo modo di pensare, o credi che in ogni caso, anche senza aver letto tutti quei libri, sentiresti le stesse cose, con la stessa forza, con la stessa intensità? Come se delle volte il volume del tuo sentire fosse troppo alto e non fossi in grado di incamerare tutto."

Dadrim ha risposto: Fra le mille cose che studiamo e leggiamo durante l'arco di una vita vi sono quelle che facciamo nostre e quelle che rifiutiamo. La scelta dipende sempre da noi, dalla nostra consapevolezza. Ciò che studiamo, in sé, non può fare nulla, tutto dipende da ciò che ne vogliamo fare, da ciò che ne vogliamo trarre. V'è chi si immedesima nella lettura di trattati antisemiti e chi dalle medesime letture rimane inorridito. La comprensione è sempre soggettiva, personale. Dal mio punto di vista la conoscenza e lo studio possono semplicemente ampliare e raffinare quel che già noi siamo, e quel che noi siamo è in parte patrimoni esclusivamente nostro, in parte patrimonio acquisito nei primissimi anni di età.

Ciò di cui oggi parlo, in un certo modo, è sempre stato in me, lo studio mi ha solo dato maggiori strumenti per comprenderlo comunicarlo e spiegarlo.

Il sentimento è più potente dell'emozione, l'emozione è più potente del pensiero. Lo studio, essendo prevalentemente esercizio del pensiero, è estremamente più debole della lezione che ci impartisce la vita nei nostri primi anni di vita quando in noi sono unicamente e totalmente aperti i canali del sentimento e dell'emozione. È per questo che una cattiva infanzia condiziona pesantemente molti anni della nostra vita. È per questo che una cattiva natura determina un lunghissimo e travagliato percorso fra le pieghe del tempo e dell'inganno.

Un caro saluto,

Dadrim

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Commenti  

 
0 # renato farina 2010-05-11 03:39
Sí è vero l'infanzia e l'adolescenza sono la base del futuro uomo, oltreché l'amore e l'attenzione dei genitori....
 
 
0 # Claudia 2010-05-14 16:27
Il nostro carattere e il nostro modo di stare al mondo li forgiamo nelle relazioni che abbiamo quando siamo ancora nella pancia della madre. Sono alla base di tutta la nostra vita: stato d'animo della madre in gravidanza e dopo, presenza fisica e affettiva dei genitori e la loro capacità di stimolare i nostri sensi . I libri sono un fattore esterno, secondario che può deviare, oscurare o radrizzare la nostra strada, ma non sono mai decisivi. Noi facciamo scelte in base a quello che siamo prima di dover fare le scelte e prima di ogni oggetto o pensiero o persona che incontriamo nella vita ormai adulta. Gli incontri, i libri e percorsi non sono mai casuali, ma siamo noi che li scegliamo, non siamo scelti.
 

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