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Nuovo ordine mondiale

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M. ha scritto: Caro Dadrim. Ti scrivo perché ultimamente ho visitato dei siti particolari, riguardanti gli illuminati e il governo del nuovo ordine mondiale.

Prima domanda: Secondo te può essere che tutta questa spiritualità che ormai gira sia un modo per distogliere l'attenzione sui reali problemi e rendere irresponsabili le persone? Infatti una volta c'era la religione che si occupava di noi, ora ogni individuo riesce ad ingabbiarsi da solo.

Seconda domanda: L'esperienza spirituale a cosa serve? A vivere meglio qui o a preparare un posto per quando moriremo? Se tu hai avuto esperienza riguardo queste ipotesi, puoi dirmi se sei riuscito a preparare un posto nell'aldilà ecc...?

Terza domanda: Se i progetti del nuovo ordine mondiale sono reali e quel che si prefigge si realizzerà, a cosa mi serviranno le mie meditazioni?

Io sono un ricercatore della verità e le mie domande sono serie e per me molto importanti. Ho praticato varie discipline spirituali, l'ultima che da un anno ho intrapreso è il falun gong. Ti garantisco che ho sperimentato anche altre tecniche tipo le meditazioni di Billy Meier e i Pleiadiani, ho fatto Pranic Healing e altre che non sto ad elencare. Queste cose le ho iniziate sempre dopo aver ricevuto un messaggio spirituale, ma terminavano con delle cose abbastanza negative. Ho ancora molti dubbi che non mi fanno trovare una risposta definitiva. Più pratico e più si presentano problemi estremi nella dualità della mia esistenza. Esempio, cerco di diventare più buono e tollerante, e trovo persone che non mi pagano per 4 mesi di lavoro. Ti prego, se puoi aiutami a fare luce. Non vivo più serenamente. Ho una rabbia dentro che distruggerei il mondo, ma solo perché non trovo una via d'uscita a un futuro incerto. 

Un abbraccio
M. 

Dadrim ha risposto: Prima risposta... Ricercare per me significa osservare con estrema attenzione, comprendere completamente, non smettere mai di dubitare, di rivedere, di vagliare e mettere alla prova ogni nuova scoperta, ogni nuova situazione. Se un uomo compie una vera ricerca spirituale prima o poi uscirà dalle paludi dell'ignoranza e dei suoi condizionamenti. Se quel che muove un individuo, invece, è unicamente l'adeguamento ad una nuova “moda” sociale, per quanto questa possa avere nomi esoterici e spirituali, l'unica cosa che otterrà sarà un ennesimo giocattolo con cui fuggire dalla realtà. La domanda fondamentale pertanto non riguarda la bontà o meno della spiritualità che gira là fuori, ma la bontà o meno della volontà di ricerca che gira dentro di noi. Se la tua ricerca è onesta e totale nulla e nessuno potrà impedirti di affrontare i problemi reali. Dal mio punto di vista, per esempio, preoccuparsi della spiritualità che “gira” non è un problema reale poiché io non lo posso modificare, e ciò che non posso modificare non è mai un problema reale ma unicamente un dato di fatto da comprendere ed accettare. 

Poi dici: “...una volta c'era la religione che si occupava di noi, ora ogni individuo riesce ad ingabbiarsi da solo.” A questa affermazione ti posso rispondere che dal mio personalissimo punto di vista preferisco sempre ingarbugliarmi da solo piuttosto che avere qualcuno che si occupa di me. Se mi ingarbuglio da solo, da solo mi posso liberare, se dipendo da qualcuno quel qualcuno diviene il mio padrone, e per quanto mi riguarda: meglio ingarbugliati che schiavi!

Seconda risposta... L'esperienza spirituale serve unicamente a sé stessa. Per me “esperienza spirituale” significa vivere in armonia, con sé stessi, gli altri e il mondo. L' esperienza spirituale per me è esperienza di totale sensibilità, unità, bellezza, empatia, amore, mistero. In una sola definizione: perdita di preoccupazione per sé stessi. Quando in noi svanisce quell'entità che di continuo si preoccupa per se stessa, che è la radice di ogni nostro tormento, comprendiamo come inevitabilmente non abbia più alcun significato l'interrogarsi sulla morte e sull'utilità dell'esperienza spirituale.

Ci interroghiamo sul nostro destino e sull'utilità delle cose unicamente sino a quando spendiamo la nostra energia nel preoccuparci per noi stessi. Ma chi siamo noi? La ricerca spirituale inizia cercando risposta a questa domanda siano a quando giunge a comprendere che in noi non v'è nulla per cui ci si debba preoccupare. Per quanto riguarda la mia esperienza, sto lentamente perdendo le mie preoccupazioni, sto lentamente perdendo me stesso, un qualcosa che più osservo e più svanisce.

Terza risposta... Nella testa di molte persone esiste l'idea che un manipolo di persone stia dirigendo il mondo verso una dittatura globale detta “nuovo ordine mondiale”. Questa idea è fallace, priva di ogni cognizione psicologica e spirituale. Il male non è in grado di progettare e realizzare cose a lungo termine poiché la sua natura si basa sul conflitto, la scissione e la distruzione, mentre la natura di un progetto necessita unità e continuità. Non esisterà mai un gruppo di persone che in armonia potrà portare avanti progetti di dominio e quindi di disarmonia globale. Chi pensa al dominio, al controllo degli altri, come potrà mai trovare qualcuno di cui fidarsi con cui portare avanti dei progetti? Siamo sempre stati condizionati a pensare al male come ad un'entità coesa che opera a discapito del bene, ma le cose non stanno così. Alcune interessanti rappresentazioni dell'inferno lo raccontano: i demoni si torturano e combattono fra loro, ma prima di ogni altra cosa sono torturati e combattuti in se stessi.

Le basi di una politica del conflitto trovano unicamente spazio fra le fratture della coscienza degli uomini. Là dove gli uomini sono divisi fra loro il male inizia a manifestarsi, pertanto non è sostenibile lo scenario di un manipolo di uomini fra loro coesi nel male che tiene in scacco una popolazione mondiale libera dalle logiche del potere. Quel che la storia ci insegna è un manipolo di uomini potenti, in continuo conflitto fra loro, unicamente uniti dall'intento di mantenere le masse nel loro peculiare stato di divisione e conflitto. 

Una dittatura può durare solo sino a quando il popolo non è unito da un'ideale comune. Peccato però che il popolo, il più delle volte, trova come ideale comune unicamente quello di abbattere una dittatura, e quando l'ideale che accomuna una moltitudine si fonda unicamente su un pensiero di distruzione, senza contemplare anche un desiderio di creazione, una nuova dittatura è già alle porte. Il futuro non ci riserba nulla di nuovo, forse i giochi saranno su scala sempre più vasta, più complicati e raffinati, ma nella loro essenza saranno sempre gli stessi. Il futuro non ci riserberà nulla di nuovo se sempre più individui non inizieranno ad uscire dal loro stato di frammentazione e ignoranza interiore. Solo quando le masse saranno composte da una maggioranza di individui consapevoli e liberi dalla preoccupazione per se stessi il mondo inizierà a vivere una nuova era. Per il momento ritengo che la cosa migliore da fare sia iniziare da sé e dalle persone che ci stanno accanto. Non capisco poi perché ti preoccupi tanto del “nuovo ordine mondiale” quando, in fin dei conti, fra non molto saremo comunque tutti morti. Se ci pensi bene ogni cento anni circa l'intera popolazione mondiale viene sostituita da una nuova generazione. La morte mi sembra un tema molto più reale e rilevante considerando che è un qualcosa di inevitabile e universale. Ci preoccupiamo sempre molto del futuro senza pensare che se esiste un motivo per cui il futuro dovrebbe preoccuparci, quel motivo dovrebbero essere i nostri bambini. Ma se effettivamente ci preoccupassimo dei nostri bambini non credo che agiremmo come stiamo facendo. 

Il fatto reale è che il futuro ci preoccupa unicamente per il tempo in cui riteniamo di poterlo vivere, è per questo che abusiamo e devastiamo ogni centimetro quadrato di questo pianeta come se dopo di noi non dovesse rimanere più nulla. Peccato che qualcosa rimarrà, e quel qualcosa è proprio ciò che di continuo diciamo di amare più di ogni altra cosa al mondo: i nostri figli. Quanto siamo inconsapevoli! 

Oggi come oggi non v'è nulla che mi preoccupi più della mia consapevolezza, tutto il resto viene dopo. Se vivo consapevole e libero nella mente e nel cuore, sono certo che anche se dovessi trovarmi al cospetto del peggior tribunale di un qualsiasi fantomatico “nuovo rodine mondiale” o semplicemente al cospetto della mia inevitabile morte due sagge parole e un sorriso li saprò esprimere. Infine tu dici: “Ho una rabbia dentro che distruggerei il mondo, ma solo perché non trovo una via d'uscita a un futuro incerto.” 

Non v'è via d'uscita ad un futuro incerto poiché la natura del futuro e di questa stessa esistenza è incerta. Più cerchiamo la certezza e più soffriamo, più cerchiamo la pace e più troviamo la disperazione. Solo il presente è sempre certo poiché accade nel qui ed ora: l'unico posto in cui noi realmente siamo e su cui possiamo realmente agire. Meno pensiamo al futuro e più agiamo nel presente, più troviamo fiducia per immaginare un domani in cui sapremo cosa fare, perché il domani si manifesterà sempre e solo come un presente. È solo la nostra mente che può viaggiare negli spazi di un futuro immaginario dove proietta tutte le sue angosce e le sue incertezze. Se impariamo ad uscire dal meccanismo di proiezione del pensiero scopriamo che quel che c'è qui è tutto quello di cui abbiamo bisogno per vivere serenamente e per mettere le basi di un domani ancor più sereno. Iniziamo a creare un nuovo ordine interiore! 

Un abbraccio,

Dadrim

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