Pier ha scritto: In tema di dipendenze ecc., avrei da chiederle se può condividere il suo pensiero circa la questione dei messaggi subliminali. Si parla spesso di messaggi che lavorano subdolamente tanto da non essere avvertiti consciamente da chi li “riceve”. Secondo lei un lavoro di consapevolezza di sé, che renda autonomi di scegliere, introspettivi e capaci di amore e accettazione per se stessi, di conseguenza per gli altri, può essere efficace per difendersi dai messaggi subliminali? Altrimenti vi sono altri strumenti per difendersi da questo fenomeno o quanto meno accorgersene?
Dadrim ha risposto: Si! Dal mio punto di vista essere consapevoli di sé è la risposta, l'unica vera difesa che abbiamo per non cadere nella rete dei condizionamenti, subliminali o meno che siano. Un condizionamento per attecchire deve trovare il terreno giusto dentro di noi, ma se in noi abbiamo fatto terra bruciata a tutte le possibili piante parassitarie che questa società ci propina, i loro semi non potranno più crescere. Essere consapevoli ovviamente non significa riuscire a percepire i condizionamenti subliminali immediatamente quando ne siamo esposti. Questi ci colpiranno sempre poiché sono studiati e applicati proprio per superare i filtri della mente conscia.
Un messaggio subliminale è un messaggio che passa molto veloce, pertanto la mente conscia non lo riesce a imbrigliare nella sua ragnatela, di conseguenza non lo riesce a valutare localizzandone la fonte, la forma e la sostanza. Entrando in noi in questo modo il messaggio cade nello spazio inconscio e lì vi rimane per essere riattivato unicamente quando qualcosa di esterno lo richiama. Ecco perché, a volte, sentiamo una predilezione per alcune cose, come prodotti di supermercato o immagini di personaggi pubblici mai visti prima, senza capirne il perché. Uno dei perché sta nell'effetto “famigliarità” che il condizionamento crea. Poiché in me esiste già una memoria di una determinata cosa, fra diverse cose sceglierò sempre la cosa che già conosco. Tutto ciò accade perché la mente si sente sempre più a suo agio con le cose che ritiene già note rispetto a cose ignote, a prescindere dall'effettiva loro bontà. Tutto ciò si può riassumere nel detto: non lasciare la vecchia strada per la nuova. Il detto più stupido e dannoso che conosca!
Più la nostra consapevolezza cresce, più diveniamo capaci di uscire da questi processi meccanici della mente poiché ci muoviamo sempre meno entro i territori delle immagini e dei pensieri memorizzati. Una persona consapevole di sé, poiché mantiene sempre una vigile attenzione dei suoi processi di pensiero e memorizzazione agisce e risponde alle sfide della vita partendo da una condizione di libertà e autodeterminazione, proprio perché non valuta nulla partendo da ciò che già conosce, ma sempre indaga e penetra la reale essenza di ciò che incontra. Tutto ciò si può riassumere con un nuovo detto: metti sempre da parte ciò che conosci per vedere veramente ciò che stai facendo e vivendo adesso!
Per la cronaca, uno dei primi esperimenti di condizionamento subliminale venne svolto negli anni cinquanta dalla cocacola. La multinazionale americana, ovviamente per fini commerciali, faceva proiettare film nelle sale cinematografiche che, ad intervalli di pochi minuti, venivano interrotti da un unico fotogramma raffigurante una bottiglia di cocacola. Poiché l'occhio umano può percepire solo immagini impresse su almeno 12 fotogrammi di pellicola, gli spettatori non registravano a livello conscio le interruzioni. Il consumo della bevanda, nelle sale cinematografiche dove fu svolto questo occulto esperimento commerciale, aumentò più del 37%.
Un caro saluto,
Dadrim
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Commenti
Di esempi ne abbiamo a iosa p.e.: Il socialismo sovietico. Non si stabilí una ditta-tura nell'intento di salvaguardare una rivolu- zione ma al contrario.
Il fine della persecuzione é la persecuzione
Il fine della tortura é la tortura
Il fine del potere é il potere
Per risalire a quello che diceva O'Brien nel
1984 di George Orwell.
O come si dice il fine giustifica i mezzi.
Il fine della pubblicitá é vendere.
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