Tiziana ha scritto: Ciao Dadrim ho bisogno di un consiglio. Sto perdendo il lavoro e, vivendo in una città del sud, non sarà facile trovarne un altro, mettici pure che non sono esattamente una ragazzina. Ho sofferto tanto in passato e non voglio più essere schiacciata dagli eventi, ma ho paura. Quando hai tempo, una tua parola mi fa' sempre piacere.
Grazie, un abbraccio,
Tiziana
Dadrim ha risposto: Cara Tiziana, il percorso di conoscenza di noi stessi e della vita, dal mio punto di vista, ci insegna due cose fondamentali. La prima è che il mondo che vediamo e le cose che ci accadono sono in gran parte determinate da noi stessi attraverso i nostri pensieri. Noi, attraverso i nostri pensieri, coloriamo l'ambiente che ci circonda, lo dipingiamo dei nostri umori e delle nostre convinzioni determinando delle risposte simmetriche. Se manteniamo il punto di vista comune sembra assurdo affermare che attraverso il nostro atteggiamento mentale si possa influenzare il mondo che ci circonda, ma le cose stanno proprio così, e la maggior parte delle persone non se ne rende conto a causa della propria inconsapevolezza e insensibilità. Il pensiero di massa sostiene: sono capace di fare questo o quello, ho più o meno studiato, ho un più o meno un vasto curriculum, quindi mi merito lavori e denaro almeno proporzionati a tutto ciò. Questo può anche essere un ragionamento logicamente corretto, peccato che non tenga conto delle natura multidimensionale dell'esistenza.
Facciamo un esempio: “Una donna va a un colloquio di lavoro pensando di non avere molte possibilità di essere assunta. Nella sua mente scorrono idee negative: sono troppo vecchia, non sono carina, non sono loquace, non sono mai stata apprezzata, perché dovrebbero farlo proprio adesso. Pensieri simili strutturano una postura del nostro corpo chiusa, sgraziata, un'inflessione di voce tesa e forzata, uno sguardo remissivo, poco intenso e penetrante. Ovviamente chi ci sta di fronte riceve tutti questi messaggi e ne viene influenzato, che ne sia consapevole o meno, poiché la vita accade al di là di noi! Ininterrottamente, giorno dopo giorno, dalla nascita sino alla morte, viviamo trasmettendo e ricevendo sensazioni e significati, rispetto ai quali, meno siamo consapevoli, più ci ritroviamo in situazioni e relazioni problematiche, finendo così per pagare conseguenze, dal nostro punto di vista, ingiuste e incomprensibili.
Ecco allora che progredendo nella conoscenza di noi stessi comprendiamo che molto di quel che ci accade è frutto di quel che noi siamo, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, dell'abito che vestono le nostre anime, più che dall'abito che vestono i nostri corpi. Questo, ovviamente, non vuol dire che se ho idee positive le cose vadano meglio. Avere idee positive significa unicamente negare le idee negative, ma tutto ciò che viene negato prima o poi riaffiora, anche con maggior forza di prima.
La seconda cosa che ci insegna la conoscenza di noi stessi è che la radice di ogni problema non sta nell'avere idee negative o positive rispetto a noi stessi, ma nell'avere idee! Sono le idee la radice di ogni guaio poiché ogni idea che abbiamo rispetto a noi stessi ci paralizza, impedendoci di crescere, di modificarci. Qualunque idea rispetto a chi siamo, se osserviamo bene, è unicamente un condizionamento raccolto dal mondo esterno che ci appesantisce e isola. Facciamo un altro esempio. Una persona che ritiene di essere bella, di meritare lodi e stima, di dover sempre riuscire, come possiamo ritenere che possa vivere un'esistenza libera ed equilibrata? Sarà sicuramente una persona estremamente egocentrica, chiusa in se stessa, insensibile, competitiva e aggressiva, poiché vivrà nel continuo tentativo di confermare la sua percezione di sé, ed ogni qualvolta questa percezione non riuscisse a trovare conferma, il suo ego, sentendosi ferito, reagirà violentemente, o esteriormente o interiormente. Una persona simile vive sempre lottando, ferendo, difendendosi, esplodendo o implodendo.
Incredibile è constatare che la nostra società lavora in ogni modo per generare persone simili, senza rendersi conto che le condizioni in cui versa sono l'evidente prova della sua stupidità. La risposta non si trova nel pensiero positivo o negativo, ma unicamente nel non pensiero, nel non avere idee aprioristiche rispetto a noi stessi, e pertanto nel poter iniziare finalmente a vivere attraverso una sensibilità e una consapevolezza sempre nuove e fresche. Il guaio è che pensiamo di non poter vivere senza idee, ma questa è un'illusione generata proprio dal fatto che viviamo partendo unicamente dal pensiero, dalle idee. Le idee sono strumenti fondamentali per lavorare, per acquisire nozioni, per misurare il tempo e lo spazio, per imparare a guidare, per apprendere nuove cose utili a creare una maggiore semplificazione della vita pratica. Ma per tutto quel che riguarda la dimensione più profonda, fondamentale e vera della vita, le idee sono ostacoli, condizionamenti che provocano un lento deterioramento delle nostre esistenze. La continua formulazione di idee aprioristiche e pregiudizi ci sottrae energia, consapevolezza, vitalità, sensibilità, coraggio. Ci nasconde il sempre nuovo, meraviglioso e misterioso gioco della vita, confinandoci in un monotono e vizioso movimento circolare finalizzato unicamente alla sopravvivenza delle nostre stesse idee in merito a noi stessi.
Cara Tiziana, vedi come ogni uomo lotti strenuamente per difendere le idee che ha rispetto a se stesso e il mondo che lo circonda, quando in realtà la sua unica possibilità di gioia e libertà risiede proprio nel perdere queste idee? Se vedi questo, prima in te stessa e poi negli altri, un po' alla volta ti libererai da ogni sciocca paura, e la vita, attraverso i suoi percorsi insondabili, ti donerà cose sempre nuove. Quando smettiamo di pensare d'essere questo o quello, di volere questo o quello, di rischiare questo o quello, e semplicemente Siamo, tutte le porte si aprono. Abbandonare il turbinio mentale che nasce dal pensare che noi siamo qualcuno di separato dall'esistenza, di cui dobbiamo occuparci faticosamente, significa trovare pace. Più ci avviciniamo alla dimensione dell'essere e più smettiamo di angustiarci per il futuro, perché sentiamo intimamente e potentemente che è la vita stessa a prendersi cura di ogni cosa. In noi nasce così una fiducia immensa e, come dicevo all'inizio di questa lettera, scopriamo che l'esistenza intera inizia a risponderci amorevolmente, in sintonia con il nostro essere, poiché ogni dolorosa barriera che generavano le nostre idee inizia a crollare.
Sino a quando viviamo all'interno dell'idea di essere qualcuno o qualcosa di separato dalla vita, in noi si generano angoscia e miseria, e proprio perché in realtà non v'è nessuna separazione, quel che sentiamo si espande tutt'intorno a noi. Se senti e vedi un po' di verità in queste parole, smetti di preoccuparti per il futuro, per il lavoro, non preoccuparti più di nulla perché ogni preoccupazione è unicamente un'ennesima idea che ti isola. Sarà la vita a prendersi cura di tutto, come sempre accade, come sempre è accaduto, come sempre accadrà. Sarà la vita a trovare la sua via e le sue risposte, sarai “Tu stessa” quando smetterai di difendere te stessa.
Stacca la spina della mente, sottrai ogni energia al pensiero e riversarla totalmente nella fiducia, nell'abbandono, nel presente, nel silenzio che si nasconde fra un'idea e l'altra, fra una preoccupazione e l'altra. Questa vita è un paradosso incredibile, è un'avventura inimmaginabile e noi esseri umani siamo la sua alchimia più grande.
Quando cerchi e ti affanni per riuscire fallisci, quando ti abbandoni e non pretendi più nulla ottieni ogni cosa, ma se non cerchi e pretendi non puoi abbandonarti perché non hai nulla da consegnare. Cara Tiziana, hai sofferto tanto in passato e non vuoi più essere schiacciata dagli eventi, ma hai paura. É inevitabile, sino a quando penserai di essere qualcosa avrai sempre paura poiché quel che pensi di essere non è il tuo vero Essere, ma un qualcosa di transitorio, superficiale, e in qualche modo tu questo già lo sai, lo senti, per questo hai paura. È incredibile!, per paura di lasciarci Essere ci attacchiamo a cose che sappiamo di non essere, iniziando poi a temere, ulteriormente, di perdere questo nostro falso essere.
Il lavoro verrà, la pace verrà perché tutto è già qui, manchi solo tu! Manchiamo sempre e solo noi sino a quando pensiamo di essere qualcosa o qualcuno di separato dal fiume della vita!
Un grande abbraccio,
Dadrim
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Commenti
Grazie di avere espresso così bene un concetto che nel buddismo viene spesso propagato, ma che nella vita comune se lo si esplicita, appunto da parte di un buddista (come me), viene quasi non ascoltato, forse quasi irriso: separazione fra ciò che "crediamo" di essere e l'esistenza stessa....
Credo che la "verità" (se possiamo così chiamarla, ma il termine è antipatico, forse "legge dell'esistenza" andrebbe meglio...?) sia UNA, poi ci sono molte maniere di dichiarala e conseguirla e capirla, e la tua maniera è stata unica e veramente bella!
Te ne sono grato.
Alessandro
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